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RICCARDO CONTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come è stato peraltro già evidenziato sia dal relatore in Commissione, sia nel corso della discussione sulle linee generali svoltasi in aula nella seduta di ieri, il disegno di legge che ci accingiamo ad approvare prevede una nuova delega al Governo per il recepimento di sei direttive comunitarie.
Vorrei rilevare che il recepimento delle direttive al nostro esame era già in itinere, ma che non è stato possibile completare l'iter di approvazione entro il precedente termine di delega previsto nella legge comunitaria 2000, in quanto oramai scaduto il 4 febbraio 2002.
Mi si consenta, in questa sede, di sottolineare il carattere di tempestività ed urgenza di questo provvedimento poiché dettato dalla improrogabile necessità di rispettare i termini previsti nelle stesse direttive, per le quali alcuni sono già scaduti e altri sono in scadenza nei prossimi mesi. Un'esigenza, questa, più volte evidenziata dal ministro Buttiglione nel corso delle diverse audizioni in Commissione. Infatti, il mancato recepimento delle direttive comunitarie porta ad un'inevitabile e sicura apertura di procedure di infrazione nei confronti del nostro paese. Appare così evidente che quanto più celere è il processo di recepimento delle normative comunitarie, tanto più il contenzioso sarà ridotto. Quindi, questo disegno di legge ad hoc, che si colloca al di fuori del normale procedimento legislativo previsto dalla legge comunitaria annuale, consente al Governo, ed in particolare al ministro per le politiche comunitarie, di emanare quanto prima possibile i decreti legislativi di attuazione. In diverse occasioni la Commissione europea ha considerato di rilevante importanza il puntuale recepimento delle direttive comunitarie da parte di tutti gli Stati membri. Vorrei evidenziare, in merito, che la tempestiva attuazione del diritto dell'Unione europea rappresenta, altresì, un modo per «liberare» spazi, utilizzabili dai Parlamenti nazionali, al fine di poter esercitare appieno le proprie funzioni di controllo e sorveglianza sull'operato dei rispettivi Governi nella fase di predisposizione della legislazione comunitaria. Recepimento tempestivo significa quindi che, da un lato, non esistono «riserve» mentali sulle disposizioni comunitarie da attuare e, dall'altro, consente ai Parlamenti nazionali di avere a disposizione un maggior margine d'iniziativa nella fase di costruzione ed elaborazione della normativa europea.
Vorrei, infine, sottolineare che è già cominciato l'iter parlamentare della legge comunitaria 2002, attualmente all'esame dell'altro ramo del Parlamento, che dovrebbe concludersi entro la fine dell'anno.
Concludendo, signor Presidente, dichiaro il voto favorevole dei deputati del gruppo UDC (CCD-CDU) su questo provvedimento.
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