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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 18 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 2033-B sezione 17).
Nessuno chiedendo di parlare invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.
TOMMASO FOTI, Relatore. La Commissione esprime parere contrario su tutte le proposte emendative riferite all'articolo 18.
PRESIDENTE. Il Governo?
ROBERTO TORTOLI, Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio. Il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Vianello 18.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vianello. Ne ha facoltà.
MICHELE VIANELLO. Signor Presidente, pregherei i colleghi di prestare attenzione, perché questo articolo rappresenta il cuore dell'intero provvedimento. Per coloro che in Parlamento non avessero ben presente di cosa si stia parlando, ricordo che si sta argomentando di decine di siti inquinati in Italia, nonché di un business che ammonta a quasi 40 mila miliardi di vecchie lire. È stato infatti stimato che a tanto ammontano le risorse necessarie per potere disinquinare le aree colpite dai disastri prodotti dalla chimica italiana nel corso di questi decenni.
Quando avevamo discusso di tale questione in Commissione ambiente durante l'esame in prima lettura del provvedimento, eravamo riusciti ad arrivare, attraverso un lavoro difficoltoso, ad una soluzione abbastanza equilibrata, tanto è vero che su questo articolo, allora, ci astenemmo. Ci sembrava infatti che l'aver individuato una procedura che prevedeva l'esproprio da parte del Governo nei confronti delle imprese colpevoli di aver inquinato e devastato nel corso di questi decenni gran parte dell'Italia e dei nostri territori, una procedura che permetteva anche la valorizzazione di questi terreni consentendo a soggetti privati di poter intervenire e riqualificare siti ed ambienti che altrimenti potrebbero restare nel degrado assoluto, fosse una soluzione abbastanza equilibrata, che salvaguardava il
potere degli enti locali ed apriva la possibilità di intervenire in un modo corretto.
Dal Senato ritorna, invece, un articolo con un testo completamente diverso; ebbene, debbo dire, senza timore di smentita, che la lobby ENI ha in quella sede colpito in modo deciso. L'ENI, il maggior responsabile in Italia di questo stato di degrado, nel corso di questi mesi si è infatti organizzata in due società. Una prima società ha l'incarico di dismettere la chimica italiana. Ciò vuol dire che nel corso dei prossimi mesi ENI annuncerà, in molti siti industriali, la chiusura di numerosi stabilimenti, mettendo in strada migliaia di operai e lavoratori italiani. L'ENI cioè fuggirà dalla chimica italiana, perché questo è ciò che tale società sta facendo.
Contemporaneamente, ENI si è creata la propria società immobiliare per poter gestire e valorizzare i siti abbandonati. I casi in Italia sono ormai tantissimi: i colleghi della Commissione che si è occupata del problema dei rifiuti, reduci dalla trasferta di Catanzaro, conoscono benissimo il caso Pertusola, un chiaro caso in cui ENI è interamente coinvolta. Chi metterà i 500 miliardi per disinquinare quel territorio? Chi farà la speculazione immobiliare? ENI, proprietaria di quei terreni? Ricordo ancora il caso di Marghera, dove ENI gestisce le relative aree. A tal proposito, riporto una notizia di queste settimane: un'area di valore pari a 10 miliardi, gestita in asta da ENI tra due soggetti privati, viene aggiudicata a 22 miliardi. È possibile che su questi episodi il Governo italiano non intervenga? Non è più sufficiente dire che chi ha inquinato deve pagare! Chi ha inquinato non deve fare business su queste aree dalle quali sta fuggendo, lasciando sul lastrico migliaia di operai italiani! È su questo punto che vi chiediamo un impegno.
Voi, invece, al Senato, avete depotenziato un meccanismo che metteva in mano al Ministero dell'ambiente, quindi a voi stessi, la possibilità di far sì che questo sconcio in Italia non avvenisse. Oggi la possibilità per il Ministero dell'ambiente di intervenire viene limitata solo ai casi di inadempienza da parte del soggetto proprietario. Il comma 7 porta un suo nome, ben chiaro: esso si chiama Porto Marghera, in quanto è stato interamente pensato per permettere ad ENI di speculare sui valori immobiliari delle aree che abbandonerà nel corso dei prossimi mesi. A questo ci troviamo ad assistere! Cari amici, si sta pertanto attuando non solo lo smantellamento di un pezzo dell'industria italiana - l'industria chimica - ma si stanno creando tutti i presupposti per poter permettere ad ENI di fare la grande speculazione, di poter cioè, da un lato, scappare dalla chimica e, dall'altro, di poterci anche guadagnare. Non ci sembra francamente che questo sia il modo per attuare una seria politica ambientale ed una seria politica industriale (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vianello 18.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 370
Votanti 368
Astenuti 2
Maggioranza 185
Hanno votato sì 171
Hanno votato no 197).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Vianello 18.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vigni. Ne ha facoltà.
FABRIZIO VIGNI. Signor Presidente, nell'articolo 18 si parla di bonifiche, ma vi è anche la conferma di quanto sia grande la confusione nelle file del Governo per quanto riguarda il ruolo della protezione civile.
Tutti voi ricorderete che l'attuale Governo ha deciso la soppressione dell'agenzia
per la protezione civile, da poco istituita, e ha deciso una riorganizzazione delle funzioni e delle competenze.
Ad oggi, ci troviamo in una situazione in cui, all'interno dello stesso provvedimento, ossia in questo testo, si fa riferimento per due volte alla protezione civile: in una occasione si parla del dipartimento della protezione civile presso la Presidenza del Consiglio; in un'altra occasione, in questo articolo, si fa riferimento al ministro degli interni delegato per il coordinamento della protezione civile.
Credo che conferma più esplicita dello stato di confusione che riguarda le competenze sulla protezione civile non vi poteva essere e lo denunciamo in maniera molto preoccupata. Tra l'altro, in Assemblea, anche nelle scorse settimane, si è discusso della situazione più complessiva della protezione civile e di come si rischi di distorcerne le funzioni, anche in relazione all'organizzazione dei grandi eventi. Qui vi è un ulteriore conferma delle nostre preoccupazioni che vogliamo segnalare e ribadire, perché il nostro paese di tutto avrebbe bisogno fuorché di complicare il quadro stesso delle competenze in questa delicatissima materia che riguarda la sicurezza delle popolazioni e del territorio.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vianello 18.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 366
Votanti 362
Astenuti 4
Maggioranza 182
Hanno votato sì 167
Hanno votato no 195).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vianello 18.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 368
Votanti 366
Astenuti 2
Maggioranza 184
Hanno votato sì 171
Hanno votato no 195).
Passiamo alla votazione dell'articolo 18.
RENZO INNOCENTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, intervengo per chiedere la votazione per parti separate dell'articolo 18, ponendo in votazione separatamente il comma 8. Secondo il richiedente ciò sarebbe possibile perché tale norma vive per proprio conto e, quindi, non vi dovrebbero essere ostacoli.
PRESIDENTE. Sta bene. Si porrà in votazione l'intero articolo 18, salvo il comma 8, dopodiché il solo comma 8.
RENZO INNOCENTI. La ringrazio, signor Presidente.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'articolo 18, ad eccezione del comma 8.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vianello. Ne ha facoltà.
MICHELE VIANELLO. Signor Presidente, intervengo anche per spiegare la ragione per la quale si richiede la votazione per parti separate dell'articolo 18. Con riferimento a tale articolo, nell'esame in prima lettura alla Camera ci eravamo astenuti dal voto. Nel mio precedente intervento ho argomentato il motivo per cui ritengo che questo articolo sia stato fortemente peggiorato e che con queste modifiche si stia attuando un vero e proprio
regalo all'ENI nel momento in cui «scappa» dalla chimica italiana. Pertanto, «scappa» e riceve anche il premio: ci sembra proprio una politica che non sta in piedi.
È chiaro, quindi, che il nostro atteggiamento, rispetto all'esame in prima lettura, cambia e, pertanto, sull'articolo 18 esprimeremo un voto contrario.
Per quanto riguarda il comma 8, per il quale è stata richiesta una votazione separata e che attiene al destino di molti lavoratori legati all'amianto, il nostro voto sarà favorevole, perché, chiaramente, vi è un atteggiamento completamente diverso. Pertanto, vi sarà un voto contrario sulle bonifiche e un voto favorevole sulla partita legata all'amianto.
PIETRO ARMANI, Presidente dell'VIII Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIETRO ARMANI, Presidente dell'VIII Commissione. Signor Presidente, intervengo per la precisare che si dovrà porre in votazione l'articolo 18 limitatamente ai commi dall'1 al 7 ed ai commi 9 e 10.
PRESIDENTE. Certamente. Verrà posto in votazione l'intero articolo 18, salvo il comma 8.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 18, escluso il comma 8.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 376
Votanti 373
Astenuti 3
Maggioranza 187
Hanno votato sì 202
Hanno votato no 171).
Passiamo alla votazione del comma 8 dell'articolo 18.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ruzzante. Ne ha facoltà.
PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, come ha già annunciato il collega Vianello voteremo a favore di questo comma 8 che, d'altra parte, è un emendamento introdotto dal gruppo dei Democratici di sinistra al Senato. Grazie a tale emendamento vi sarà la possibilità di sanare parecchi ricorsi presentati al TAR da parte di alcune aziende in merito agli atti di indirizzo emanati da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali relativamente all'esposizione all'amianto.
Vorrei anche far notare che alcuni TAR, come quello del Lazio, non si erano espressi ritenendo la materia non di loro competenza. Invece, il TAR del Veneto ha sospeso gli atti di indirizzo. Grazie a queste sentenze del TAR vi sono lavoratori di moltissime aziende che si trovano doppiamente beffati. Sono stati sospesi i benefici previsti dalla legge n. 257; si sono, nel frattempo, licenziati e, quindi, si trovano addirittura senza lavoro e senza pensione. Si tratta di lavoratori doppiamente beffati che sono sempre esposti - lo vorrei ricordare - al rischio di una malattia e della morte. Purtroppo, infatti, sono moltissimi i casi di lavoratori morti nel frattempo a causa dell'esposizione all'amianto. Grazie alla sentenza di questi TAR molti lavoratori rischiano di trovarsi, nella fase attuale, senza lavoro e senza pensione.
Ovviamente, voteremo a favore di questo comma 8 che è stato introdotto grazie ad un emendamento presentato dal gruppo dei Democratici di sinistra al Senato. Certo, rimangono ancora aperte molte questioni. Rimane aperta la necessità di riformare la legge n. 257 del 1992: abbiamo presentato proposte di legge in tal senso sia al Senato, sia alla Camera. Altre questioni aperte riguardano i settori non ricompresi dai benefici previdenziali previsti dalla legge n. 257: pensiamo ai lavoratori dello Stato, ai lavoratori delle ferrovie. Vi è il tema degli anni minimi di esposizione: per ottenere i benefici è previsto
un minimo di esposizione di dieci anni, ma chiunque sa che l'esposizione all'amianto può generare danni gravissimi anche per un periodo di esposizione molto più breve. Vi è il problema dei pensionati prima del 1992, cioè quei lavoratori esposti comunque ai rischi dell'amianto che sono andati in pensione prima dell'entrata in vigore della legge n. 257. Vi è il grande tema dei risarcimenti sul quale credo si debba ritornare attraverso una modifica della legge n. 257 del 1992.
Al di là di tali aspetti riteniamo comunque che l'approvazione di questo comma 8 sia un passo in avanti. Con l'emendamento introdotto al Senato si dimostra e si conferma la buona azione di Governo dell'Ulivo che, con gli atti di indirizzo oggi riaffermati dall'Assemblea, ha consentito a migliaia di lavoratori esposti all'amianto di vedere riconosciuti i loro diritti.
Per questo desidero ringraziare la Presidenza per aver consentito, attraverso il voto per parti separate, al gruppo dei Democratici di sinistra (e mi auguro anche a tutti i gruppi dell'opposizione), di votare a favore del comma 8.
TOMMASO FOTI, Relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TOMMASO FOTI, Relatore. A fronte delle dichiarazioni del collega Ruzzante corre l'obbligo al relatore di ribadire che l'interpretazione della norma in esame non può altro che essere quella resa nella seduta di ieri.
Vorrei dire cioè che non si può estendere - anche per una questione di correttezza e di copertura finanziaria - o ritenere che la norma estenda, ad un ambito che dalla stessa non è disciplinato, una serie di benefici che attualmente non possono che valere soltanto nell'ambito in cui la stessa norma è stata concepita. Dico ciò perché su questo punto vi sono state anche prese di posizione esterne (ed anche pubbliche), che hanno fatto presupporre una possibile estensione interpretativa di tale norma; ebbene, tale estensione interpretativa allo stato attuale non può essere realizzata sia perché la lettera della norma è diversa sia perché una diversa interpretazione dovrebbe far supporre una copertura finanziaria che allo stato è invece inesistente.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul comma 8 dell'articolo 18.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 385
Votanti 384
Astenuti 1
Maggioranza 193
Hanno votato sì 381
Hanno votato no 3).
Comunico, pertanto, che l'articolo 18 risulta approvato in tutte le sue parti.
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