Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 168 del 2/7/2002
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(Esame dell'articolo 16 - A.C. 2033-B)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 16 (vedi l'allegato A - A.C. 2033-B sezione 16).
Nessuno chiedendo di parlare e non essendo state presentate proposte emendative, passiamo alla votazione dell'articolo 16.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vigni. Ne ha facoltà.

FABRIZIO VIGNI. Signor Presidente, dichiaro che ci asterremo dal voto. L'articolo riguarda le aree a rischio idrogeologico. Ora, per un verso, con questo articolo introdotto al Senato - questo almeno è lo scopo dichiarato - si intende facilitare l'utilizzo di risorse finanziarie attualmente previste in capitoli di spesa del Ministero dell'ambiente; al tempo stesso, io vorrei far rilevare che, purtroppo, per responsabilità del Governo e della maggioranza, con l'ultima legge finanziaria, sono state di fatto ridotte risorse per gli interventi di prevenzione e di salvaguardia nelle aree a rischio idrogeologico, facendo slittare al 2004 finanziamenti che erano previsti invece per l'anno in corso e per il 2003. Ma c'è di più, ed è la ragione della nostra preoccupazione.
L'articolo 16 prevede delle procedure, per quanto riguarda l'individuazione delle aree a rischio idrogeologico, che si sovrappongono a quelle già previste dal decreto-legge n. 180 del 1998, meglio noto come decreto-legge Sarno, emanato dopo gli eventi calamitosi che colpirono l'area di Sarno ma che aveva un valore generale per l'intero territorio nazionale. Ora accade che le procedure previste dal decreto-legge n. 180 restano in vigore e a quelle si affiancano e si sovrappongono nuove e diverse procedure introdotte con il collegato ambientale al nostro esame, col risultato - spero di sbagliarmi ma temo che non sarà così - di rendere, a nostro parere, l'intervento delle istituzioni per la prevenzione e la riduzione del rischio nelle aree a rischio idrogeologico non più semplice, bensì più complicato.
Per queste ragioni ci asterremo dal voto su questo articolo 16.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Iannuzzi. Ne ha facoltà.

TINO IANNUZZI. Signor Presidente, intervengo per annunciare l'astensione dal voto del gruppo della Margherita. Tale decisione nasce dalla considerazione che questo articolo 16 tenta di recuperare risorse finanziarie da utilizzare, concretamente, per le aree a rischio idrogeologico. Si tratta di uno sforzo sicuramente positivo che segue all'atteggiamento che, in questi mesi, in direzione ben diversa, ha invece tenuto il Governo.
Come abbiamo avuto, più volte, modo di sottolineare in quest'aula, il Governo e la maggioranza, con la legge finanziaria del 2002, hanno ritenuto di tagliare, per il triennio 2002-2004, 200 miliardi, rispetto ai finanziamenti già previsti dalla legislazione vigente e dall'ultima finanziaria della precedente legislatura, in ordine agli interventi previsti dal decreto-legge n. 180 del 1988 convertito nella legge n. 267 del 1998, recante misure urgenti per la prevenzione del rischio idrogeologico ed a favore delle zone colpite dai disastri franosi nella regione Campania, con particolare riguardo a quella terribile tragedia idrogeologica che ispirò il decreto-legge e che si riconnette al tragico evento del maggio 1998 verificatosi a Sarno, Bracigliano, Siano e Quindici.
Successivamente è stato deciso - il che certamente non è, a nostro giudizio, positivo -, anche con l'articolo 27 di questo provvedimento, di finanziare, per circa 50 miliardi, il piano straordinario di telerilevamento, attingendo sempre ai fondi ed alle disponibilità previste dal decreto-legge n. 180 del 1998.
Ma quello che ci preoccupa è che con questa norma, dalla formulazione confusa, che avrebbe potuto e dovuto essere modificata e corretta in quest'aula, si rischia di creare una sorta di secondo procedimento che si affianca e si sovrappone a quello già delineato dal decreto-legge


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n. 180 del 1998, creando, così, una sovrapposizione, una confusione, un incrocio di competenze che, dal punto di vista della finalità ispiratrice della norma (consentire il rapido e concreto impiego delle risorse previste dal decreto-legge n. 180 del 1998) rischia di tradursi in un risultato diametralmente opposto. Ecco perché sarebbe stata necessaria la riformulazione del primo comma dell'articolo 16, per chiarire ed eliminare i rischi ed i pericoli di confusione e sovrapposizione che, del resto, anche nel dibattito in Commissione, alcuni esponenti della maggioranza non si sono sentiti, con onestà intellettuale, di escludere. Al contrario, l'atteggiamento pervicace di voler blindare il testo conduce ad una formulazione estremamente confusa e pericolosa che motiva il nostro voto di astensione sull'articolo nel suo complesso.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 16.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 359
Votanti 193
Astenuti 166
Maggioranza 97
Hanno votato
190
Hanno votato
no 3).

Prendo atto che il dispositivo di voto dell'onorevole Tabacci non ha funzionato.

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