Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 168 del 2/7/2002
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(Esame dell'articolo 6 - A.C. 2033-B)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 6 e dell'unica proposta emendativa ad esso presentata (vedi l'allegato A - A.C. 2033-B sezione 7).
Ha chiesto di parlare l'onorevole Piglionica. Ne ha facoltà.

DONATO PIGLIONICA. Signor Presidente, colleghi, colgo l'occasione per svolgere un discorso rapido complessivo sugli emendamenti presentati al collegato ambientale in esame. È oggettivamente complessa la modifica, in meglio, di un collegato ambientale che, già nel corso del suo primo esame alla Camera e al Senato, è stato ampiamente definito come «risicato» per le risorse messe a disposizione.
In sostanza, se si escludesse l'emendamento relativo alla forestazione in Calabria, il complesso delle risorse a disposizione del collegato ammonterebbe a 40 miliardi; è, quindi, piuttosto difficile immaginare l'attuazione di un programma di interventi di natura ambientale in un periodo in cui le emergenze si susseguono in maniera disastrosa. Se, infatti, pensiamo alle emergenze avvertite nel campo dell'inquinamento atmosferico, del dissesto idrogeologico, dei siti inquinati, che nel nostro territorio ammontano ormai a diverse migliaia, si comprende bene che i 40 miliardi a disposizione risultano del tutto insufficienti.
Nel corso del suo esame al Senato è stato soppresso l'articolo che prevedeva il passaggio dell'ICRAM all'ANPA. Al riguardo, sollevammo una questione perché ritenemmo che, in seguito a ciò, la funzione dell'ICRAM si sarebbe svuotata. Si contesta, inoltre, a quest'ultima di non saper utilizzare appieno i propri fondi; se in un anno di tempo si è tentato circa tre volte di modificare l'assetto istituzionale dell'ICRAM, è evidente che gli operatori ivi assegnati difficilmente avrebbero potuto programmare la loro attività e l'utilizzo delle risorse messe a loro disposizione. Al Senato ci si è resi conto della mancanza di copertura di questo articolo che, pertanto, è stato abrogato.
In tale sede sono stati inseriti nuovi siti inquinati nell'elenco dei siti inquinati di interesse nazionale. Ne risulta un'emergenza drammatica: non è con i pochi fondi a disposizione che si può risolvere l'emergenza dei siti inquinati. Le emergenze di Marghera, dell'ACNA di Cengio, della Pertusola di Crotone, della Fibronit di Bari richiederebbero l'investimento di migliaia di miliardi, mentre, invece, al riguardo sono previste poche decine di miliardi.


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L'affluenza, quindi, delle richieste di iscrizione nell'elenco dei siti di interesse nazionale rischia di essere priva di efficacia allorquando non vi sono a disposizione le risorse per procedere al disinquinamento. Lo stesso articolo, approvato con riferimento a quella procedura alternativa che consente l'apertura ai privati per l'intervento dei siti inquinati, non fa altro che tentare di estendere la possibilità di intervento a favore delle emergenze che, spesso, si avvertono nel centro delle aree urbane. Se pensiamo a Marghera, alla Pertusola di Crotone (secondo i dati dell'OMS vi sono emergenze sanitarie già in atto, con incremento di malattie anche gravi come quelle neoplastiche), si può comprendere che ciò rappresenta un'emergenza.
Non si fornisce una risposta in merito, come non lo si fa con riferimento all'emergenza ambientale, per quanto riguarda il problema dell'inquinamento atmosferico. Una prima risposta è stata fornita relativamente a Prato.
Tante altre iniziative più grandi e più organiche andrebbero predisposte per affrontare questa emergenza. In questo provvedimento tutto ciò manca. Constatiamo invece l'esistenza di iniziative di segno opposto: non si può intervenire, come si fa con l'articolo 15, protraendo il termine per l'eliminazione di alcune sostanze inquinanti, come gli idrofluorocarburi e i perfluorocarburi. È vero che queste sostanze in altre parti d'Europa non vengono utilizzate e ciò metterebbe in difficoltà l'industria nazionale.
Nel momento in cui, però, il protocollo di Kyoto è stato ratificato, è inutile rinviare nel tempo decisioni che vanno assunte. Il 2008 rappresentava un termine ampio per le imprese al fine di adattarsi a questa nuova condizione.
Ciò che preoccupa più di tutto è l'ennesima modifica al decreto-Ronchi attraverso un intervento sempre più frazionato, mai organico. Ancor di più preoccupa che il Governo, nell'ambito della legge di delega che richiede al Parlamento per la legislazione in materia ambientale, ritenga che la riforma del dettato del decreto legislativo, che sicuramente richiede un'opera di manutenzione legislativa, non può essere affidata alla legislazione delegata. Vi è la necessità che si operi un intervento organico ad opera del Parlamento nella sua interezza e non attraverso il conferimento di una delega in bianco al Governo.
Allo stesso modo desta grande preoccupazione infine l'ennesimo tentativo di apportare modifiche alla legge sullo smaltimento dei rifiuti sanitari. La Camera aveva posto una «toppa» a quel decreto-legge che modificava la possibilità di trattamento dei rifiuti sanitari; il Senato, ancora una volta, ripristina la vigenza di quel provvedimento, dettato esclusivamente da motivazioni di ordine economico. In questo modo, si rischia di aprire una falla a livello ambientale, perché non è possibile che, senza definire quelli che sono i criteri, si pretenda di attribuire la facoltà al Governo di emanare un regolamento e, nel periodo che intercorre da questo momento all'emanazione dei regolamenti da parte del Ministero per la salute, sia possibile un non meglio identificato trattamento di disinfezione e disinfestazione dei rifiuti sanitari.
I rifiuti sanitari sono ancora oggi una specie di buco nero nell'ambito del trattamento dei rifiuti. Soltanto pochi giorni fa in Calabria sono stati trovati rifiuti sanitari abbandonati sulle spiagge nei pressi di Reggio Calabria, in uno spazio di dieci chilometri della nostra costa. È un buco nero perché nessuno segue i procedimenti di incenerimento di questi rifiuti. Tutto è affidato ad un generico controllo che avviene esclusivamente sul piano formale e non su quello sostanziale. Allargare ancor di più le maglie in materia di rifiuti sanitari, consentendo un non meglio identificato processo di disinfezione e disinfestazione - che tra l'altro non è codificato - , con sostanze chimiche che non sono definite e con un impatto ambientale anche per quanto riguarda queste sostanze che, comunque, dovranno essere smaltite, dopo essere state utilizzate per tali processi di disinfezione o di sterilizzazione, rende alquanto precario tale settore.
Credo che il Parlamento abbia necessità di rimettere una «pezza» su questo


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ennesimo «buco» che il Senato ha aperto. In sostanza, ci sembra di poter dire che i pochi emendamenti presentati rappresentino la necessità di risolvere poche questioni ma che, nel complesso, il collegato presenti ancora tutte le deficienze che, sia nel corso del dibattito alla Camera sia in quello svoltosi in Senato, avevamo più volte sottolineato (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

TOMMASO FOTI, Relatore. Il parere della Commissione è contrario.

PRESIDENTE. Il Governo?

ROBERTO TORTOLI, Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio. Il parere del Governo è conforme.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Vigni 6.1
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vianello. Ne ha facoltà.

MICHELE VIANELLO. Signor Presidente, avevamo già messo in risalto come questo programma di comunicazione ambientale, se non fosse stato opportunamente indirizzato, sarebbe stato semplicemente uno spreco di denaro, poiché è rivolto ad una platea di soggetti non opportunamente finalizzata.
Durante la prima lettura del provvedimento alla Camera, avevamo proposto che tale programma di comunicazione ambientale fosse dedicato interamente al protocollo di Kyoto e che i diversi soggetti economici ed istituzionali e il mondo della pubblica istruzione ricevessero risorse per poter costruire una politica di comunicazione e di consenso attorno a ciò che il protocollo di Kyoto prevede. Tale protocollo è stato ratificato recentemente dalla Camera dei deputati e dal Senato della Repubblica, il nostro paese ha aderito volontariamente a ciò che prevede e, quindi, bisognerebbe immediatamente cominciare ad attivare le iniziative necessarie per far sì che i diversi soggetti - ripeto, siano essi economici, istituzionali o del mondo delle imprese - possano cominciare ad aderire.
Non solo durante la precedente discussione alla Camera questa nostra impostazione fu bocciata, ma addirittura scopriamo che al Senato è stato fatto un ulteriore regalo in termini di denaro pubblico a soggetti non ben precisati. Non si può fare politica economica e politica ambientale in questo modo! Quindi, ancora una volta, saremo costretti ad esprimere la nostra contrarietà, non solo nei confronti dell'articolo 6, ma soprattutto nei confronti della modifica apportata dal Senato.
Vorremmo dire ai signori del Governo che non possono affermare di essere coerenti con l'applicazione del protocollo di Kyoto e poi, quando si tratta di realizzare le politiche che dovrebbero portare il nostro paese a quel livello di inquinamento, comportarsi in un modo completamente diverso. Forse ci saranno alcuni istituti amici, alcune imprese o associazioni di categoria amiche a cui destinare un po' di finanziamenti; ma, francamente, in questo modo, non si fanno gli interessi nazionali.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Iannuzzi. Ne ha facoltà.

TINO IANNUZZI. La ringrazio, signor Presidente. Vorrei annunciare che la posizione del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo è favorevole all'approvazione dell'emendamento Vigni 6.1, che rappresenta in qualche modo una vicenda simbolica dei contenuti complessivi di questo provvedimento e dell'impostazione che il Governo ha voluto trasfondere nel collegato ambientale alla legge finanziaria per l'anno 2002.
Siamo di fronte ad un provvedimento che complessivamente si caratterizza per un profilo estremamente modesto, con una totale ed inaccettabile esiguità di risorse finanziarie destinate ai diversi interventi in campo ambientale. Un provvedimento che viene meno completamente alla sua


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finalità di fondo, che dovrebbe essere quella di fornire una risposta - o almeno un inizio di risposta - forte ed estremamente incisiva al complesso delle emergenze e delle questioni ambientali esistenti nel nostro paese.
Tali emergenze implicano scelte precise di politica generale e di governo verso un mutamento del sistema dei trasporti, incentivando il trasporto pubblico per ridurre le situazioni inquinanti, incentivando il trasporto su ferro delle merci; verso un modello complessivo di sviluppo economico e produttivo ecosostenibile, in cui lo sforzo di incentivare e di imprimere forza e impulso a nuove attività economiche e produttive dovrebbe essere sempre legato, in maniera inscindibile, alla necessità di valorizzare iniziative che consentano di attuare una tutela dei valori ambientali più forte, più pregnante e più penetrante.
Invece, da questo punto di vista, abbiamo la riconferma dell'articolo 6, che delinea questo programma strategico di comunicazione ambientale assolutamente inadeguato e che, fra l'altro, al comma 4 si preoccupa anche di sottrarre una parte delle risorse - già di per sé estremamente esigue - che compongono la dotazione finanziaria del provvedimento, per destinarla all'istituzione e al funzionamento di questo comitato di esperti.
È una vicenda simbolica che indica con forza come questo collegato ambientale sia completamente lontano dalle finalità e dalle esigenze di politica generale di forte ed incisiva tutela ambientale le quali, invece, dovrebbero essere al centro dell'azione di Governo, dell'esame e dell'approvazione di quest'Assemblea.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vigni 6.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 362
Maggioranza 182
Hanno votato
161
Hanno votato
no 201).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 6.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 367
Votanti 366
Astenuti 1
Maggioranza 184
Hanno votato
206
Hanno votato
no 160).

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