Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 168 del 2/7/2002
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Svolgimento di una interpellanza e di interrogazioni (ore 9,06).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di una interpellanza e di interrogazioni.

(Rischi di allergie dovute alla presenza del nichel nelle monete da 1 e 2 euro - n. 3-00509)

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze, professor Tanzi, ha facoltà di rispondere all'interrogazione Annunziata n. 3-00509 (vedi l'allegato A - Interpellanza ed interrogazioni sezione 1).

VITO TANZI, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, con l'interrogazione n. 3-00509 l'onorevole Andrea Annunziata pone quesiti in ordine alla presenza di nichel nelle monete da 1 e 2 euro. Al riguardo, si fa presente, innanzitutto, che il nichel è stato ampiamente utilizzato nella monetazione nazionale in Europa, essendo un buon materiale per la coniazione, resistente alla corrosione, di colore bianco. Da più di un secolo è stato impiegato in tutti i paesi, ad esempio nei 5 cent degli Stati Uniti.
Giova, comunque, precisare che la composizione dei metalli nelle monete euro fu decisa con regolamento CE n. 975/1998 del Consiglio del 3 maggio 1998 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee dell'11 maggio 1998 che ha tenuto conto della direttiva comunitaria 94/27/EC. Tale direttiva, recante la dodicesima modifica della direttiva 76/769/EEC del Consiglio in materia di limitazione all'ammissione sul mercato e all'uso di talune sostanze e preparati pericolosi, disciplina il contenuto ammesso di nichel in talune categorie di oggetti ed è stata recepita nell'ordinamento nazionale con decreto ministeriale 21 marzo 2000, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, serie generale, n. 138 del 15 giugno 2000.


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Tale direttiva comunitaria riguarda, in particolare, i prodotti destinati ad avere un contatto prolungato con la pelle. Peraltro, il problema di potenziali allergie derivanti dall'utilizzo di nichel a suo tempo fu sollevato nell'ambito dell'Unione europea. Infatti, furono effettuati due studi che conclusero che non vi era nessuna prova scientifica a sfavore di tale metallo. Ad ulteriore e maggiore cautela - il progetto iniziale aveva previsto la presenza del nichel in cinque delle monete euro (da 10, da 20, da 50 centesimi e da 1 e 2 euro) - la Commissione decise di utilizzarlo solo nelle monete da 1 e 2 euro. Si aggiunge che il metallo contenuto in tali monete è essenzialmente all'interno della lega e non sulla superficie.

PRESIDENTE. L'onorevole Annunziata ha facoltà di replicare.

ANDREA ANNUNZIATA. Signor Presidente, mi dichiaro assolutamente insoddisfatto. Signor sottosegretario, a sette mesi dalla presentazione della mia interrogazione, pensavo che questo tempo fosse stato utilizzato dal Governo quantomeno per mettere a punto una strategia più sicura e più certa, quanto meno per tutelare i soggetti a rischio e quelli più esposti a questo tipo di allergie.
Noto, invece, che il Governo ci risponde dicendo che, alla fine, si è rispettato quanto stabilito dalla direttiva europea 94/27/EC.
Il Governo, però, dimentica, specialmente quando dice che il nichel è stato sempre utilizzato nelle leghe per comporre le monete, che non era mai stata raggiunta la percentuale oggi presente nelle monete da 1 e da 2 euro: si tratta del 25 per cento. Le direttive CE sono precise in tal senso, proprio per limitarne l'uso, e pongono il limite al 16 per cento della lega.
Il problema, dunque, signor sottosegretario, riguarda ben altro. Il problema è vedere se sia possibile limitarne la percentuale. Pensavo che il Governo avesse, in accordo con gli altri paesi europei, intrapreso iniziative quanto meno per studiare il fenomeno, anche per dare tranquillità al cittadino italiano ed europeo.
Un noto settimanale, il 6 giugno 2002, pubblicava sulla propria copertina una notizia sul rischio che rappresentiamo stamattina: Euroallergia, allarme dei medici, 66 milioni di europei a rischio nichel.
Tantissimi sono i casi segnalati oggi a tutte le autorità sanitarie. Dal Governo, insomma, ci si aspetta una presa di posizione ufficiale più tecnica, più scientifica, signor sottosegretario, non solo quanto lei ci ha detto stamattina.
Il rischio c'è ed è inutile sottovalutarlo. In genere, purtroppo, sono più esposte le donne: si calcola che una donna su dieci sia esposta al rischio del nichel. Infatti, prima della questione dell'euro, i problemi erano creati dai vari monili composti da leghe contenenti nichel, che poi è una sorta di argento di minor pregio. Dunque, ci si aspettava non solo una presa di posizione ufficiale chiara ed inequivoca, ma si chiedeva pure al Governo di istituire una commissione scientifica ad hoc che raccogliesse ed esaminasse i dati e le denunce dei vari casi di allergie che già si andavano manifestando nei primi giorni del mese di gennaio. A luglio siamo, ormai, a denunce per migliaia di casi di ricoveri per allergie da contatto da nichel. Bisogna diffondere una sorta di vademecum o norme di prevenzione rivolte specialmente ai soggetti a rischio, e ce ne sono tanti, signor sottosegretario. Non è possibile che il Governo ci dica che si è sempre utilizzato il nichel: questo non aveva mai raggiunto - ripeto - le percentuali del 25 per cento.
È necessario, infine, sollevare il problema a livello comunitario. È vero che sono ormai state coniate milioni di queste monete, ma si tratta della salute dei cittadini, e molti non sanno neppure che con la stagione estiva e con la sudorazione il fenomeno potrebbe aggravarsi. Sta di fatto, e questo è l'unico dato più preciso, che ormai sono decine di migliaia i ricoveri segnalati dai professionisti specialisti


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di allergie con riguardo a tale fenomeno (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).

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