Allegato A
Seduta n. 168 del 2/7/2002


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(Sezione 7 - Rischi sanitari connessi all'importazione di lepri ammalate dall'Europa orientale)

G) Interrogazione:

GIANNI MANCUSO, DELMASTRO DELLE VEDOVE e GHIGLIA. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:
gli interroganti sono venuti a conoscenza di problemi sanitari connessi all'importazione di lepri dall'Europa orientale;
nel mese di gennaio 2002, l'azienda territoriale della caccia Novara 1 (ATC NO 1) ha sottoposto ad esami sierologici alcune lepri, prelevate a campione, da partite provenienti dall'est europeo;
i test sierologici effettuati dall'Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna - reparto di virologia e sierologia specializzata - hanno dimostrato alcune inquietanti positività;
in particolare, su diciannove campioni si è registrato: 1 caso di positività per leptospirosi grippotyphosa; 1 caso di positività per francisella tularensis; 1 caso di positività per brucella abortus; 1 caso di positività per Ebhs (Enterite emorragica lepre bruna);
il sopracitato ATC NO 1, sulla scorta dei risultati richiamati, ha deciso di non effettuare più acquisti di selvaggina proveniente dall'est europeo, onde evitare il ripetersi di simili casi;
i servizi veterinari dell'azienda sanitaria locale n.13 di Novara sono prontamente intervenuti con una comunicazione inviata ai sindaci, alla provincia, ai presidenti degli ATC NO 1 e ATC NO 2, agli enti di gestione dei parchi, che insistono sul territorio provinciale, alle associazioni venatorie, all'ordine dei medici veterinari, al Corpo forestale dello Stato; nella segnalazione in oggetto si parla delle misure di prevenzione del contagio e si promuove un piano di controlli e di monitoraggio sanitario;
l'attività di importazione di lepri da ripopolamento del territorio cacciabile costituisce un rischio sanitario;
esiste il rischio sanitario per la diffusione di agenti patogeni per le nostre lepri, che non hanno sviluppato le difese immunitarie, poiché nel passato non sono mai venute a contatto con alcuni agenti eziologici;
non ci si può fidare dei certificati sanitari che accompagnano gli animali importati e, per la tranquillità di tutti, si devono eseguire i test ed i controlli all'arrivo della partita di animali provenienti dall'Europa orientale;
gli animali importati devono essere messi in quarantena in attesa del risultato dei controlli;
il ripopolamento con lepri d'importazione costituisce un'operazione fallimentare,


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perché non più del 30 per cento di queste costose (circa 250.000/300.000 di vecchie lire per capo) lepri sopravvive fino all'apertura della caccia. Questo significa che ogni lepre in realtà costa più di tre volte il prezzo pagato;
l'elevato rischio di trasmissione di malattie pericolose anche per l'uomo (zooantroponosi) deve sconsigliare questo tipo di intervento -:
quali urgenti provvedimenti intenda adottare il Governo per limitare i danni al nostro patrimonio faunistico e per ridurre il rischio potenziale delle zooantroponosi, anche ricorrendo al divieto di importazione della selvaggina proveniente da Paesi che non danno adeguate garanzie sanitarie. (3-00789)
(13 marzo 2002)