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E) Interrogazione:
in molte province italiane e, in particolare, in molte province piemontesi il fenomeno della macellazione ad uso familiare è in costante aumento;
la normativa vigente consente al privato cittadino di far macellare un animale in un macello riconosciuto Cee o autorizzato a capacità limitata, purché le carni non siano destinate al commercio ma al consumo diretto;
l'articolo 13 del regio decreto 3298 del 1928 definisce i principi della macellazione per uso familiare, specifica le incombenze burocratiche, fornisce indicazioni metodologiche per l'osservanza delle regole igienico-sanitarie e pone in modo chiaro il divieto di commercializzazione delle carni macellate;
il continuo crescere dell'incidenza del fenomeno ha evidenziato serie lacune legislative e, segnatamente, l'estrema difficoltà, per gli organi preposti al controllo, di rilevare le trasgressioni;
l'aumento abnorme, soprattutto in talune province, della macellazione ad uso familiare accresce il sospetto di un mercato sommerso della commercializzazione, caratterizzato dall'inosservanza delle norme igienico-sanitarie;
se il sospetto fosse confermato, si verificherebbe una grave ed inammissibile violazione delle regole della concorrenza sul mercato ed una ancor più grave esposizione dei consumatori a seri rischi dal punto di vista igienico-sanitario;
è fatto notorio che molti privati macellino un capo bovino in strutture di macellazione a norma, lo trasportino quindi al proprio domicilio, lo facciano sezionare avvalendosi di lavoro sommerso, per poi commercializzarlo nella sua interezza o in parte;
è necessario porre maggiore attenzione al fenomeno della macellazione ad uso familiare;
in particolare, è doveroso disciplinare il trasporto della merce dall'impianto di macellazione al domicilio, utilizzando mezzi di trasporto con sufficienti caratteristiche igienico-sanitarie;
è inoltre doveroso disciplinare la fase del sezionamento e della lavorazione delle carni in ragione del rispetto delle più elementari norme igienico-sanitarie;
è necessario disciplinare la fase dell'eliminazione degli scarti della sezionatura (grassi ed ossa), mediante l'obbligo dell'utilizzo di ditte autorizzate al ritiro ed al trattamento di rifiuti speciali per evitare la dispersione degli scarti nell'ambiente;
è, da ultimo, necessario attivare una seria strategia di controlli per evitare il fenomeno del mercato sommerso e parallelo, che, oltre alle già evidenziate problematiche di natura igienico-sanitaria, crea serie ripercussioni agli appartenenti alla filiera del commercio della carne, già stremati dalle ripercussioni registrate a seguito del fenomeno della «mucca pazza» -:
se i Ministri interrogati non ritengano doverosa ed urgente una profonda revisione della normativa disciplinante la macellazione ad uso familiare, sia per garantire i necessari livelli igienico-sanitari, sia per non compromettere le regole della concorrenza di mercato nell'ambito della filiera del commercio della carne.
(3-00874)
(12 aprile 2002)