Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 166 del 27/6/2002
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(Regolamentazione della produzione e dell'immissione in commercio del latte alimentare - n. 2-00394)

PRESIDENTE. L'onorevole Guido Giuseppe Rossi ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00394 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 7).

GUIDO GIUSEPPE ROSSI. Signor Presidente, si tratta di una vicenda assolutamente attuale che interessa soprattutto il mondo della produzione agricola italiana e quello dei consumatori.
La legislazione italiana, contrariamente a quanto accade in altri paesi dell'Unione europea, prevede specifiche disposizioni volte a regolamentare la produzione e l'immissione in commercio del latte alimentare. Queste disposizioni sono recate dalla legge 3 maggio 1989, n. 169, i cui contenuti sono, ancora oggi, validi ed efficaci al fine di assicurare la piena ed efficace tutela del consumatore. Negli ultimi mesi, a seguito anche di una circolare del Ministero delle attività produttive nonché dell'introduzione di nuove e non codificate tecnologie di lavorazione del latte alimentare, sono stati immessi sul mercato prodotti recanti in etichetta l'aggettivazione «fresco» che, stando a quanto prescritto dalla citata legge n. 169 del 1989, può essere riservata solo a tipologie di latte con caratteristiche intrinseche diverse rispetto a quelle caratterizzanti il latte lavorato con le nuove tecnologie di cui sopra.
Questa situazione ha determinato l'emergere di una nuova condizione di generale, crescente confusione, che ha colpito in particolar modo i consumatori, i quali hanno trovato sugli scaffali dei supermercati prodotti che riportavano indicazioni fino a questo momento sconosciute e che, pertanto, hanno ingenerato una situazione di confusione.
Il ministero, in una prima fase, ha giustamente proclamato di voler difendere la produzione nazionale del latte e di volere garantire la tutela del consumatore ad essere correttamente informato riguardo all'effettiva qualità dei prodotti che acquista e, di conseguenza, di voler assicurare il rispetto della legge n. 169 del 1989.
Il ministro Alemanno o, quanto meno, esponenti del ministero, hanno però recentemente annunciato di voler presentare una serie di specifici provvedimenti per modificare la stessa legge n. 169, introducendo, a quanto risulta in base a notizie giornalistiche, una doppia denominazione commerciale. Sul mercato verrebbe quindi commercializzato il latte fresco tradizionale, così come era codificato e previsto dalla legge n. 169, ed un nuovo tipo di latte, cosiddetto «latte microfiltrato fresco». Ciò consentirebbe di utilizzare l'aggettivo «fresco», con tutta la valenza di significati che questo aggettivo esercita nei confronti del consumatore, anche per il latte ottenuto attraverso questi nuovi processi di microfiltrazione.
Gli interpellanti chiedono pertanto di conoscere quale sia la posizione del Governo sui problemi della valorizzazione della produzione nazionale di latte di qualità e, soprattutto, sulla tutela del diritto del consumatore ad essere chiaramente informato riguardo alle effettive caratteristiche qualitative dei prodotti agroalimentari (in questo caso, ovviamente, del latte).

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali, onorevole Scarpa Bonazza Buora, facoltà di rispondere.

PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA, Sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali. Signor Presidente, onorevoli interpellanti, l'azione del Governo nel campo della produzione e della commercializzazione del latte alimentare è finalizzata ad assicurare, da un lato, la più ampia tutela del consumatore e, dall'altro, a garantire l'incontro degli interessi dei


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produttori agricoli e dell'industria agroalimentare per salvaguardare la produzione nazionale.
I provvedimenti adottati o in corso di adozione che riguardano il latte alimentare nei suoi vari tipi sono stati oggetto di un'ampia consultazione delle parti interessate, delle organizzazioni professionali e delle associazione dei consumatori. I medesimi provvedimenti sono stati anche illustrati dal ministro delle politiche agricole e forestali, onorevole Alemanno (che mi ha delegato a rappresentarlo in questa occasione), in un'audizione congiunta delle Commissioni agricoltura e sanità della Camera dei deputati.
In particolare, per quanto riguarda l'autorizzazione al trattamento della microfiltrazione, con decreto del ministro della salute, di concerto con il ministro delle politiche agricole e forestali, in data 17 giugno 2002 è stato autorizzato ai sensi dell'articolo 2, comma 2, della legge n. 169 del 1989, il trattamento della microfiltrazione. Ciò sulla base della relazione della commissione interministeriale nominata con decreto del 13 marzo scorso, che ha concluso i propri lavori il successivo 17 maggio. La commissione, anche con riguardo agli elementi forniti dall'INRAN e dell'istituto zooprofilattico di Brescia, incaricati della fase sperimentale, ha rilevato che le caratteristiche del latte pastorizzato microfiltrato, nonché le qualità organolettiche e le caratteristiche compositive e chimico-analitiche, sono compatibili con i requisiti richiesti dalla legge n. 169 citata.
Per quanto riguarda l'etichettatura ed il sistema di tracciabilità, con provvedimento del ministro delle attività produttive, di concerto con il ministro delle politiche agricole, in corso di emanazione, sono determinati il sistema di tracciabilità nonché le indicazioni da riportare in etichetta.
Quanto alla tracciabilità, si prevede l'attuazione del sistema con decreto del ministro delle politiche agricole e forestali. Il sistema concerne la tracciabilità del prodotto dalla fase della mungitura a quella del confezionamento ed è finalizzato ad assicurare informazione e tutela al consumatore, come giustamente lei chiede.
Quanto all'etichettatura, si prevede che sulla confezione sia riportata, per i vari tipi di latte fresco, un'idonea dicitura con il trattamento utilizzato. Nel caso di un nuovo trattamento, autorizzato in base alla legge n. 169 del 1989, l'indicazione dello stesso deve essere evidente e deve precedere la dicitura di fresco. Sull'etichetta vanno, altresì, riportate altre indicazioni importanti: il luogo della mungitura, le caratteristiche nutrizionali del latte, il confezionamento entro 48 ore dalla mungitura.
Infine, per quanto riguarda i parametri di qualità e i criteri per il pagamento differenziato del latte, in vista di un accordo interprofessionale tra i vari soggetti della filiera del latte finalizzato a determinare i criteri generali per il pagamento differenziato del latte, è stata prevista, con decreto interministeriale del 17 giugno scorso dei Ministeri delle politiche agricole e forestali e della salute, l'istituzione di una commissione con il compito di proporre parametri generali di qualità del latte destinato ad essere utilizzato come latte alimentare. La medesima commissione, che dovrà concludere i propri lavori in 60 giorni, proporrà, inoltre, i criteri per il pagamento differenziato del latte rispetto alla differente qualità del prodotto.
Per quanto riguarda la durabilità del latte e la legge n. 169, nel decreto legislativo di recepimento della direttiva comunitaria 2001/13 sarà inserita un'apposita norma che preveda la determinazione della durabilità dei prodotti deperibili e, quindi, anche del latte alimentare sottoposto ai trattamenti consentiti dalla citata legge n. 169. La fissazione della durata per ciascun tipo di latte sarà effettuata con decreto ministeriale dei Ministeri delle attività produttive, delle politiche agricole e forestali e della salute sulla base delle valutazioni di una commissione tecnico-scientifica.
Inoltre, conformemente alle indicazioni emerse in sede parlamentare, sarà presentato un disegno di legge che consenta di avviare un ampio dibattito parlamentare e


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un profondo confronto scientifico ed economico-sociale per individuare i principi direttivi e le norme di modernizzazione della legge n. 169. Il provvedimento sarà finalizzato ad assicurare ogni più ampia tutela alla produzione nazionale e a salvaguardare, attraverso un'idonea informazione, il consumatore.
Infine, onorevole Rossi, posso anche dirle che l'azione del Governo in materia di tutela dei prodotti agroalimentari è assolutamente orientata a garantire condizioni di economicità per gli agricoltori e in questo caso per gli allevatori (è un equilibrio difficile da raggiungere, ma ci siamo prefissati questo obiettivo) e condizioni di economicità per l'industria agroalimentare nazionale, che è parte importante del nostro prodotto interno lordo e ad assicurare - questa è la cosa più importante - assoluta sicurezza alimentare per i consumatori.

PRESIDENTE. L'onorevole Guido Giuseppe Rossi ha facoltà di replicare.

GUIDO GIUSEPPE ROSSI. Signor Presidente, è sempre difficile dire se si è soddisfatti o meno della risposta; tuttavia, a parte le battute, ritengo che la nostra soddisfazione come gruppo della Lega nord Padania consista nel tutelare gli interessi della produzione agricola nazionale e, in questo caso, specificatamente padana, considerato che stiamo parlando di latte, che è un alimento che viene prodotto in larga parte, anche se non unicamente, nella pianura padana.
Tuteliamo gli interessi della produzione agricola nazionale, perché riteniamo che rappresenti un'importante fonte di ricchezza economica e perché ciò significa tutelare una produzione di identità, di territorio e, spesso e volentieri, di qualità.
Siamo di fronte ad un'economia sempre più globale e sempre più massificata: il dibattito sulla massificazione alimentare è ormai trasversale e travalica gli schieramenti di destra e di sinistra, così come quello sugli OGM e su tutti questi interessantissimi temi.
Pensiamo che le istituzioni e, soprattutto, un Governo come il nostro - il Governo della Casa delle libertà che fa del liberalismo, ma anche della tutela delle caratteristiche nazionali, regionali e locali una delle sue bandiere contro un modello di società e di civiltà sempre più massificato e globalizzato - debbano essere attentissimi a questi temi.
La stessa Unione europea, con la direttiva che lei prima citava, ha sottolineato che il principio della tutela dei consumatori nei confronti dell'acquisto di prodotti alimentari e, dunque, di una corretta informazione è, addirittura, preminente rispetto alla libera circolazione delle merci. Questa è stata una piccola rivoluzione all'interno dell'universo mentale dell'Unione europea che nasce come unione economica e, dunque, con il principale scopo di produrre ricchezza e di farla circolare liberamente.
La nostra soddisfazione come gruppo Lega nord Padania consiste anche nel tutelare il diritto dei consumatori a scegliere con coscienza, ad essere informati e ad essere - mi si consenta questo termine sul quale non voglio essere frainteso - facilitati ad acquistare prodotti del territorio, prodotti dell'identità, prodotti di qualità. Penso che tale sia anche la missione politica di questo ministero.
È stato annunciato che vi sarà un disegno di legge che passerà attraverso le Commissioni e l'Assemblea. Si tratta di un annuncio che ci rende molto soddisfatti: vuol dire che il dibattito sarà ampio, chiaro ed alla luce del sole. Però, provvedimenti come la già citata circolare del Ministero delle attività produttive ad altri di natura spesso amministrativa o ministeriale non ci convincono più di tanto. Pensiamo che creino difficoltà nel mondo della produzione nazionale e locale. Non tutte le associazioni di categoria sono d'accordo su questo tema, almeno queste erano le informazioni giornalistiche. Ripeto, siamo in un ambito di libero mercato e di libera circolazione delle merci ma, in questo momento, tali provvedimenti facilitano ancora di più l'ingresso di latte non nazionale all'interno del nostro territorio, e sappiamo quali siano le problematiche del settore.


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Nelle prossime settimane discuteremo il collegato alla finanziaria riguardante il settore agricolo e tutte le tematiche di riforma (ad esempio, il regime delle quote latte) in questo momento di grande trasformazione, anche problematico, che sta vivendo il settore della produzione del latte italiano. Dunque, invitiamo il Governo a prestare grandissima attenzione a questi temi.
D'altronde, su tale tematica si era già svolto un dibattito nei mesi passati con una serie di risoluzioni in Commissione sia da parte dell'opposizione, sia da membri della maggioranza. Vi è stata una risoluzione comune delle Commissioni agricoltura e attività produttive che impegnava il Governo su punti molto specifici che leggo brevemente. Si impegnava il Governo a vigilare ed a far garantire la tassativa applicazione della legge n. 169 con particolare riferimento al fatto che il latte commercializzato in Italia con la dicitura «latte fresco pastorizzato», ovunque prodotto, rechi il termine di scadenza previsto dalla legge stessa. Inoltre, si impegnava ad adottare un apposito provvedimento che preveda il divieto della microfiltrazione della produzione del latte fresco pastorizzato e latte fresco pastorizzato di alta qualità e l'integrazione delle informazioni da riportare nell'etichettatura con l'indicazione dell'origine della materia prima in aderenza alla domanda crescente dei consumatori in riguardo alla tracciabilità.
Si tratta di temi che si intrecciano ed a cui il Governo ha dato parzialmente una risposta. Attendiamo con fiducia, con volontà di portare un contributo assolutamente positivo a favore dei consumatori italiani e del nostro settore di produzione del latte, un settore spesso di qualità e che può essere competitivo. Ovviamente, un sistema di libero scambio europeo ha tutti i diritti di entrare sul nostro mercato, ma non deve essere facilitato creando confusione all'interno del mondo dei consumatori con definizioni letterali che sicuramente non danno questa chiarezza e questa lucidità a vantaggio dei consumatori.
Dunque, non si tratta di definire se il latte microfiltrato sia un buon latte o meno. Sarà sicuramente un ottimo latte, anche perché il relativo procedimento - come dice la risoluzione della Commissione - rispetterà tutte le caratteristiche perché sia un buon latte, ma riteniamo che aggiungere alla dicitura di tale tipo di latte quell'aggettivo ad altissimo valore aggiunto - come dicevo prima -, cioè «fresco» (termine che evoca tutta una serie di qualità positive per il nostro consumatore), rappresenti qualcosa su cui occorre riflettere con molta cautela.

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