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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze urgenti.
PRESIDENTE. L'onorevole Michele Ventura ha facoltà di MICHELE VENTURA. Signor Presidente, intervengo brevemente per ricordare gli aspetti principali di questa interpellanza e per dire che cosa ha mosso le istituzioni locali, regione, comune e provincia, nonché il movimento sindacale, ad attivarsi per la richiesta che siano mantenuti gli impegni che erano stati sottoscritti nella Conferenza dei servizi del 3 marzo 1999. Abbiamo deciso di investire il Parlamento di questo proprio perché i soggetti che parteciparono a quella conferenza dei servizi furono il Governo, le istituzioni locali e, ovviamente, le ferrovie. Noi siamo preoccupati della tendenza che ci sembra emergere. Vorrei ricordare all'onorevole sottosegretario di Stato che, nella sottoscrizione di quell'accordo, non ci siamo preoccupati soltanto della parte strettamente trasportistica, mi riferisco al quadruplicamento veloce della linea e, quindi, a tutti progetti inerenti l'alta velocità; infatti, una delle preoccupazioni principali che furono alla base dell'azione delle istituzioni locali e del mondo economico e sindacale fu quella di sottolineare fortemente la vocazione di Firenze e della Toscana come uno dei luoghi di eccellenza per ciò che riguarda la ricerca e la produzione relativa alle ferrovie. Tant'è che in quell'accordo si parlava esplicitamente, ed è a questo che io voglio richiamarmi, della realizzazione del polo tecnologico di Osmannoro, dell'impianto dinamico polifunzionale, dello spostamento del centro
di dinamica sperimentale, dell'adeguamento tecnologico delle Officine grandi riparazioni di Porta al Prato, e il potenziamento dell'unità tecnologie e materiale rotabile di viale Spartaco Lavagnini; cioè, abbiamo sottolineato, in quell'occasione, ed è il punto che oggi vi proponiamo, la volontà di realizzare un polo di alto significato tecnologico, anche tenendo presente che nella realtà fiorentina vi sono professionalità elevatissime - per ciò che si riferisce non solo ai lavoratori ma anche ai tecnici dirigenti - che riguardano all'incirca mille dipendenti e circa altri sette mila lavoratori dell'indotto, per ciò che riguarda l'insieme di queste attività.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per le infrastrutture ed i trasporti,
onorevole Sospiri, ha facoltà di NINO SOSPIRI, Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti. Signor Presidente, la società Trenitalia ha dato attuazione ad una nuova organizzazione della manutenzione rotabili allo scopo di raggiungere obiettivi rilevanti nella operatività e nella logistica. In tale ambito ha collocato la revisione organizzativa dell'unità tecnologie materiale rotabile, alla quale, in particolare, ha attribuito i compiti di presidio tecnologico, di ricerca e sviluppo di nuovi materiali, nonché di controllo e regolamentazione di tutto il ciclo manutentivo della flotta.
PRESIDENTE. L'onorevole Michele Ventura, cofirmatario dell'interpellanza, ha facoltà di
MICHELE VENTURA. Signor Presidente, ho ascoltato con grande attenzione la risposta del sottosegretario Sospiri e devo dire che ciò che egli ha esposto fa parte degli impegni che avevo richiamato e che erano stati sottoscritti. Ciò che rileviamo e che abbiamo potuto constatare è che vi è un contrasto fra la conferma di questi impegni e ciò che realmente è accaduto nel corso di questi mesi.
NINO SOSPIRI, Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti. Mobilitazione perché aumenta il numero degli occupati?
MICHELE VENTURA. Guardi, non ho mai visto i lavoratori scendere in lotta perché crescono gli occupati.
NINO SOSPIRI, Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti. Appunto!
MICHELE VENTURA. La preoccupazione, signor sottosegretario, è che vengano meno figure importanti per il mantenimento di queste funzioni che vengono trasferite altrove e, quindi, il rischio è quello di un indebolimento di tutto il sistema che regge la qualità della presenza di questo polo ferroviario in quell'area della Toscana. Questa è la preoccupazione. Altrimenti, dovremo arrivare alla conclusione che un lavoratore sciopera o entra in lotta per una forma di esercizio del diritto non motivata. No, vi sono motivazioni precise e reali.
credo che anche questo poi determini una serie di preoccupazioni - di fronte ad un ordine di servizio applicativo che viene esercitato in modo unilaterale, senza alcun coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, perché ciò alimenta il sospetto che vi sia questa volontà di indebolire il complesso della presenza su quel territorio. Le cose andrebbero dette nel modo più esplicito.
È questo un altro punto che vorremmo il Governo tenesse presente. Quel ragionamento fatto allora prendeva in considerazione anche la vocazione più generale dell'area metropolitana, considerando, ad esempio, che a Pistoia è presente uno stabilimento dalle alte capacità professionali e dalle alte potenzialità, quale la Breda. In quella fase potevamo immaginare il potenziamento e la creazione di un polo trasportistico di valore nazionale, non necessariamente presente in via esclusiva nel nostro territorio, ma con una valenza di carattere nazionale. Tant'è che, sia il centro di dinamica sperimentale, sia, più in generale, il potenziamento di quei presidi ai quali ho fatto riferimento, avrebbero dovuto presentare caratteristiche di livello europeo sotto il profilo della capacità di competere anche sul piano dei mercati internazionali e soprattutto sul piano dei mercati europei.
Questo è il problema che avevamo posto e che continuiamo a porre; questo è il centro delle nostre preoccupazioni. Siamo di fronte, perlomeno questa è l'opinione ormai largamente diffusa, ad uno strisciante disimpegno da parte delle Ferrovie e non sappiamo come questi impegni verranno, se lo saranno, mantenuti. Su questo punto vorremmo una risposta esplicita da parte del Governo.
Abbiamo fatto riferimento al progetto Migliardi ed alla sua accelerazione perché, nel corso di questi mesi, in contrasto con quanto previsto dalla menzionata conferenza di servizi, abbiamo assistito - faccio solo degli esempi - ad uno svuotamento delle funzioni svolte dagli impianti officine movimento veicoli e officine manutenzione locomotive che avrebbero dovuto essere assorbiti nel nuovo impianto di dinamica polifunzionale. In tal modo rischiamo che anche quell'investimento, che sta andando avanti, sull'impianto di dinamica polifunzionale si traduca nel non sapere, poi, cosa in questo impianto si potrà realmente fare. Vi è, dunque, il rischio di uno svuotamento a fronte di un investimento nelle previste tecnologie ad alto potenziale.
Infine - e al riguardo mi riservo di intervenire dopo aver ascoltato la risposta - vorrei chiarire un punto: è del tutto evidente che per consolidare e sviluppare un polo con queste caratteristiche non si possono tagliare le possibilità di intervento attivo e reale su quei segmenti di mercato a più alto valore tecnologico - mi riferisco al contesto ferroviario innovativo quale i treni TAV, TAF e altri -, altrimenti, si vanificherebbero tutti gli obiettivi sui quali, in questo lungo periodo, ci siamo concentrati.
Credo non sia sfuggito al Governo che nel corso di questi mesi è cresciuta la mobilitazione anche da parte del sindacato che, credo in maniera motivata, ha riproposto serie preoccupazioni per il ritardo che si sta registrando, per lo svuotamento di alcune attività (ho già fatto riferimento ad alcune di esse) ed anche per la continua diminuzione di personale che, oltre a determinare, ormai, problemi di sicurezza per tutto il sistema ferroviario, mette in crisi alcuni punti strategici che sono gli unici che possono mantenere e garantire questo ulteriore e possibile sviluppo futuro, come previsto da quegli accordi.
Questo è ciò che ci ha indotto a presentare questa interpellanza. Auspichiamo che vi sia, da parte del Governo, una risposta molto precisa relativamente alla volontà di mantenere globalmente gli impegni sottoscritti in quella conferenza dei servizi.
Tali funzioni trovano operatività nella sede fiorentina, dove, con questo nuovo assetto, sono potenziati i ruoli tecnici e di maggiore contenuto specifico. Sempre alla sede fiorentina fanno capo anche le organizzazioni di Napoli, Bologna e Foligno, dove sono stati accorpati gli stabilimenti produttivi della grande manutenzione.
All'unità tecnologie materiale rotabile sono stati confermati anche il tradizionale presidio della gestione commesse, da cui dipende materiale rotabile moderno e sperimentato, come il TAF e locomotive E464, ma anche lo sviluppo di materiale rotabile che caratterizzerà il futuro del trasporto ferroviario, come il treno HTE (treno alta velocità europeo), che nasce come frutto di uno sforzo comune delle principali imprese ferroviarie, tra le quali Trenitalia.
A tale azione corrisponde un potenziamento della sede di Firenze, a cui sostanzialmente è demandato il coordinamento tecnologico ed operativo di tutta l'ingegneria di Trenitalia, inclusa quella manutentiva.
Ad ulteriore riprova di quanto detto, è utile sottolineare come l'unità tecnologie materiale rotabile partecipi - anche a nome di tutto il gruppo FS - all'ERRAC, il nuovo comitato guida per la ricerca europea sul trasporto ferroviario, che proprio in questi giorni vede la sua costituzione.
L'iniziativa avviata, confermano le Ferrovie dello Stato, non comporta problemi occupazionali; anzi, durante lo scorso anno si è avuto l'inserimento a Firenze di numerosi nuovi ingegneri (venti) ed altri (almeno dieci) saranno immessi in servizio nei prossimi mesi. Tutto ciò nella prospettiva di uno scenario successivo che potrà presumibilmente prevedere ulteriori incrementi di organico, determinati dallo sviluppo di Trenitalia in coerenza con il programma dell'alta capacità.
Per quanto riguarda il settore degli investimenti infrastrutturali, la società RFI Spa, gestore dell'infrastruttura ferroviaria, ha tuttora in corso nelle località della piana dell'Osmannoro interventi previsti dai contratti di programma 1994/2000 e 2001/2005.
Il primo contratto di programma 1994/2000 prevede per il progetto «Firenze Osmannoro: costruzione IDP» la costruzione dell'impianto dinamico polifunzionale, impianto di manutenzione del materiale rotabile a treno completo, composto da fascio arrivi e partenze di 12 binari. Il progetto comprende anche la realizzazione dell'officina manutenzione locomotive.
Il costo del progetto è pari a circa 145 meuro, interamente finanziati. Lo stato di avanzamento lavori, al 31 dicembre 2001, era del 62 per cento; l'ultimazione dei lavori è prevista per il primo trimestre del 2004.
Il contratto di programma 2001/2005, sottoscritto il 2 maggio 2001, riguarda la realizzazione del centro dinamica sperimentale Osmannoro. Il progetto prevede la costruzione di un centro per unificare ed implementare le prove strumentali, come dal vigente atto di concessione, concernenti la certificazione ed omologazione del materiale rotabile e dei componenti necessari all'infrastruttura ferroviaria nazionale, ai fini della sicurezza della circolazione. Il costo del progetto è pari a circa 105 milioni di euro, di cui 11 sono ancora da finanziare. L'ultimazione dei lavori è prevista per il 2008.
Facevo riferimento e portavo quegli esempi di funzioni trasferite in altre sedi perché questo è quello che realmente è avvenuto. Ho fatto riferimento alle officine movimento veicoli ed alle officine manutenzione locomotive. È vero che stanno andando avanti i lavori per l'impianto di dinamica polifunzionale, ma il punto è come concretamente, poi, vi si svolgeranno funzioni in grado di mantenere quel tipo di potenzialità ad alto valore tecnologico così come anche lei adesso ha confermato.
Non vorrei che mentre stiamo discutendo del mantenimento degli impegni relativi a tali investimenti, soprattutto per ciò che riguarda Osmannoro, nella pratica concreta si verificasse uno svuotamento di funzioni. Tale rischio è presente e pregherei il sottosegretario di fare un accertamento più puntuale con Trenitalia perché ritengo che le denunce delle istituzioni fiorentine e del movimento sindacale siano fondate. Dunque, la pregherei davvero di compiere un'ulteriore istruttoria per capire se l'allarme che noi lanciamo è ingiustificato. Credo di no perché abbiamo assistito, nel corso di queste settimane, ad una mobilitazione crescente e ad una preoccupazione di tutti gli attori presenti su quel territorio, dalle istituzioni al movimento sindacale nella sua espressione unitaria. Nessuno nega che vi sia stata un'immissione di 25 ingegneri, ma vi è stato un indebolimento in alcuni punti strategici tale da minare effettivamente la possibilità di dare credibilità...
Lei non ha risposto alla preoccupazione insita nel progetto Migliardi: questo era il cuore dell'interpellanza. Infatti, il progetto Migliardi sta trasferendo alcune funzioni, come ho ricordato nell'illustrazione, e questo è motivo di allarme. Non vogliamo neanche svolgere un ragionamento puramente di difesa del polo fiorentino e non ci sogniamo neppure di entrare in polemica sulle esigenze che vengono manifestate da altri territori e dalle altre realtà dove sono presenti punti produttivi delle Ferrovie dello Stato.
Tuttavia, non può esserci un indebolimento del polo fiorentino su queste funzioni di eccellenza, perché questo ci appare come un indebolimento della capacità complessiva di competere del sistema - come ricordavo in sede di illustrazione dell'interpellanza -, anche in ambito europeo. Si tratta di un aspetto, che la pregherei di verificare, proprio perché il progetto Migliardi sta determinando queste preoccupazioni.
Vorrei inoltre dirle, sottosegretario, che vi è uno scadimento anche nelle relazioni che si intrattengono - capisco che è un problema che riguarda soprattutto Trenitalia e Ferrovie dello Stato - e che tale scadimento rappresenta motivo di preoccupazione. Non ci possiamo trovare - e
Infine, vorrei darle atto che è vero che sta andando avanti l'intervento sull'Osmannoro, con riferimento ad una parte di quel progetto, però vi è un ritardo sul centro di dinamica sperimentale, per il quale vorrei ricordare che l'ultima finanziaria ha impegnato - se non sbaglio la cifra - 120 miliardi di vecchie lire.
In conclusione, vorrei che le assicurazioni da lei fornite sul mantenimento degli investimenti per la realizzazione di questo polo non venissero smentite dallo strisciante svuotamento al quale ho fatto riferimento, perché ciò non troverebbe giustificazione a fronte di un investimento di questa entità. Se si fanno gli investimenti - come si devono fare - per realizzare quel polo, devono allora essere assicurate, all'interno di quel polo, tutte quelle funzioni che erano state individuate.


