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SILVANA PISA. Questa maggioranza di centrodestra usa la ratifica dell'Accordo europeo come grimaldello per scardinare una buona legge democratica - la legge n. 185 - che permette di controllare e di esercitare trasparenza su una serie di passaggi molto vischiosi riguardo al commercio di armi, che non è un made in Italy qualsiasi, ma è un settore border-line rispetto alla legalità.
È un passo indietro, uno dei tanti di questa maggioranza, rispetto alla trasparenza e alla democrazia: passi indietro con le rogatorie, con il falso in bilancio, attacchi alle libertà sindacali, alla libertà d'informazione, alla libertà di scelta delle donne in materia procreativa, eccetera.
Il relatore per la maggioranza, nella presentazione del disegno di legge n. 1927, affermò di essere disponibile all'approvazione di un testo che «non mettesse in discussione i criteri informatori della legge n. 185». Oggi verifichiamo che questo non è avvenuto: aver sottratto il commercio delle armi ad alcuni controlli-chiave (come quello sui passaggi finanziari, per esempio) significa violare apertamente ed espressamente la ratio della legge n. 185.
Anche se questo provvedimento passerà nel voto dell'aula, il dibattito su questo tema continuerà nel paese: si è rimesso in moto un movimento che il voto di oggi rafforza nella sua determinazione, perché sul tema del commercio delle armi dubito che questa maggioranza rappresenti la maggioranza degli orientamenti del paese. Per questo esprimerò un voto contrario sul disegno di legge n. 1927.
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