Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 165 del 26/6/2002
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Si riprende la discussione del disegno di legge n. 1534-B (ore 16,16).

(Esame dell'articolo 11 - A.C. 1534-B)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 11 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 1534-B sezione 13).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

NUCCIO CARRARA, Relatore. Signor Presidente, il parere è contrario sugli emendamenti. Colgo l'occasione per esporre alcune motivazioni per le quali siamo contrari. Sostanzialmente, gli emendamenti sono volti a sopprimere l'istituto che dovrebbe nascere con decreto legislativo. Infatti, l'articolo 11 prevede che venga soppresso il nucleo per la semplificazione delle norme e delle procedure istituito con la legge n. 50 del 1999 (la legge di semplificazione). L'opportunità fornita da questo articolo consiste nel consentire di ricavare anche dei notevoli


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risparmi economici; tuttavia, i compiti che erano prima assolti dal nucleo rimangono intatti, essendo prevista l'analisi dell'impatto della regolamentazione (analisi prevista anch'essa nella legge di semplificazione già citata). È previsto anche un ufficio dirigenziale che avrà al suo interno due servizi. Potranno essere chiamati a far parte dell'ufficio diciotto esperti, la metà dei quali può anche essere formata da esterni all'amministrazione dello Stato.
Colgo l'occasione anche per tranquillizzare l'onorevole Boccia perché le norme contenute nel provvedimento sono anche a salvaguardia di quei lavoratori che già prestavano servizio presso il soppresso nucleo. Ovviamente, i dirigenti dovranno avere un altro incarico, ma per il personale non dirigenziale verrà mantenuto il vecchio status. Quindi, non correranno rischi.
Per quanto riguarda poi la figura del comando, colgo l'occasione per ricordare all'onorevole Boccia, che non mi sta ascoltando ma che comunque è in aula...

ANTONIO BOCCIA. Sto ascoltando!

PRESIDENTE. L'onorevole Boccia la sta ascoltando. La tranquillizzo, onorevole Carrara.

NUCCIO CARRARA, Relatore. Lo vorrei tranquillizzare, perché il comando con cui si è costruito, creato e dotato il nucleo di personale era un cosiddetto comando obbligatorio, quindi prescindeva dalle procedure ordinarie che richiedono il consenso del dipendente e anche delle amministrazioni interessate.
Tuttavia, posso già annunciare che il Governo si è reso disponibile (almeno lo aveva fatto in Commissione) perché tutti possano essere tranquillizzati. Evidentemente, venendo a mancare il nucleo di semplificazione, teoricamente, non tutti coloro che vi erano assegnati potranno avere la possibilità di passare al nuovo ufficio che viene istituito con questa norma. Tuttavia si può pensare - abbiamo presentato un ordine del giorno in tal senso che rimettiamo alla valutazione del Governo - ad una sorta di prorogatio del comando, che prima era obbligatorio, dando vita, in tal modo, ad una sorta di comando ordinario senza soluzione di continuità.

PRESIDENTE. Dunque, il parere è contrario su tutte le proposte emendative riferite all'articolo 11?

NUCCIO CARRARA, Relatore. Sì, Presidente.

PRESIDENTE. Sta bene.
Il Governo?

LEARCO SAPORITO, Sottosegretario di Stato per la funzione pubblica e il coordinamento dei servizi di informazione e sicurezza. Signor Presidente, ringrazio il relatore che ha illustrato un po' lo spirito dell'articolo 11 introdotto, come si sa, dal Senato in base ad un orientamento governativo.
Il disegno legge di semplificazione conteneva una norma simile ma l'eventuale approvazione dell'articolo 11 comporterà l'eliminazione dell'analogo articolo nella legge di semplificazione. A proposito di questa operazione è stato detto che c'è stato qualcosa di non pulito e di oscuro. Non è così. In realtà, nel momento in cui la funzione di coordinamento verrà accentrata nel dipartimento della funzione pubblica, venendo meno questa analoga funzione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, si procederà, di conseguenza, alla soppressione del nucleo di semplificazione ed al mantenimento, presso il dipartimento della funzione pubblica, di una struttura suddivisa in un dipartimento e due servizi che continuerà ad occuparsi della semplificazione delle norme e delle procedure. È questo lo spirito con cui il Senato ha approvato questo articolo.
Vorrei, inoltre, sottolineare ciò che ha già detto il relatore e cioè che l'esperienza maturata dagli esperti nel nucleo di semplificazione, anche dal personale amministrativo e dirigenziale, presso la Presidenza del Consiglio, non verrà abbandonata, ma verrà utilizzata avendo la norma


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previsto l'utilizzo nel nuovo ufficio della funzione pubblica di quasi la totalità degli esperti già assegnati alla Presidenza del Consiglio. Si tratta, dunque, di un passaggio di semplificazione anche strutturale ed è giusto e naturale che il dipartimento della funzione pubblica (che ha acquistato la nuova funzione di strumento di coordinamento generale, non soltanto nella promozione della legalità nella pubblica amministrazione e nell'ordinamento della dirigenza, ma anche per quanto riguarda la semplificazione delle procedure e delle norme) acquisti la funzione che ad esso viene riconosciuta con questo emendamento.
Quanto alle osservazioni svolte dai colleghi deputati relativamente ai rilievi ed alle osservazioni sollevate in sede di discussione in Commissione di merito su questo articolo, non mi sembra vi siano stati vincoli politici particolarmente significativi.
Dunque il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Amici 11.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Guerzoni. Ne ha facoltà.

ROBERTO GUERZONI. Signor Presidente, vorrei svolgere una riflessione su questo emendamento che però è anche, in generale, una valutazione sull'insieme dell'articolo 11.
Ho ascoltato attentamente sia il relatore sia il sottosegretario e continuo a mantenere un'opinione decisamente contraria all'impostazione che la maggioranza ed il Governo hanno inteso dare, con questo nuovo articolo 11, all'intervento della pubblica amministrazione sui processi di semplificazione.
Avevamo uno strumento efficace ed efficiente: il nucleo per la semplificazione delle norme e delle procedure presso la Presidenza del Consiglio. Si trattava di uno strumento che corrispondeva ad un criterio di intervento leggero, capace di seguire l'evoluzione delle trasformazioni necessarie nella pubblica amministrazione e, quindi, di corrispondere agli obiettivi previsti dalla legge, cioè quelli di semplificare in modo graduale. Il punto è che con questo articolo tale organo viene soppresso.
Non è affatto comprensibile il motivo per cui si debba compiere un passo indietro sopprimendo tale ufficio ed istituendo una dirigenza generale presso il dipartimento della funzione pubblica, due servizi presso la Presidenza del Consiglio, e prevedendo diciotto esperti di nuova nomina (anche se si dice che saranno utilizzate anche le competenze cresciute nell'amministrazione nel corso del tempo). Ebbene, credo che tutto questo si ponga all'interno di una tendenza di controriforma che non ci può soddisfare.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole D'Alia. Ne ha facoltà.

GIAMPIERO D'ALIA. Signor Presidente, ritengo che l'articolo 11, di cui alcuni colleghi dell'opposizione chiedono la soppressione attraverso l'emendamento Amici 11.1, assolva ad una precisa funzione, quella di migliorare le politiche in materia di semplificazione delle procedure e dell'attività normativa. L'indice che vi sia la necessità di questo tipo di intervento è rappresentato dalle reiterate valutazioni che il Comitato per la legislazione, ad esempio, ha formulato in questi ultimi mesi di attività parlamentare sia con riferimento all'impatto della regolamentazione sulla normativa sia sugli aspetti tecnico-normativi dei provvedimenti.
L'istituzione di una struttura - naturalmente collocata nell'ambito del dipartimento della funzione pubblica presso la Presidenza del Consiglio - che assorba non solo le competenze e le funzioni del nucleo per la semplificazione, ma che ampli anche l'oggetto della propria attività, cercando di migliorare la qualità del prodotto normativo semplificandone il contenuto e valutandone in via preventiva l'efficacia (il che consentirebbe al Parlamento di poter intervenire, per la parte di sua


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competenza, con maggiore chiarezza da un punto di vista legislativo), credo che rappresenti un fatto positivo.
Ritengo altrettanto positivo l'ampliamento dell'oggetto dell'attività dell'ufficio - previsto dall'articolo 11 - sia con riguardo alla predisposizione di sistemi informatici e di documentazione giuridica a supporto delle pubbliche amministrazioni e dei cittadini (ciò anche per fornire, sotto il profilo dell'attività di interpretazione della giungla normativa esistente, un eccesso più immediato, diretto e chiaro alla legislazione) sia con riguardo all'analisi dell'impatto sulla regolamentazione (analisi di cui tanto parliamo e che, a volte, non ci consente di poter recepire appieno le indicazioni del Comitato per la legislazione). Credo che questi siano elementi che giustifichino ampiamente l'introduzione dell'articolo 11.
Volevo svolgere un'altra brevissima considerazione. Il collega dell'opposizione prima intervenuto ha sostenuto che l'introduzione nella composizione dell'ufficio di diciotto esperti - che non è detto, lo riconosceva anche lo stesso collega, debbano essere tutti esterni - sia un appesantimento della struttura. Al contrario, ritengo che si tratti di un elemento che consentirà di far sì che questo ufficio abbia tutte le professionalità necessarie affinché in tutti i settori della legislazione vi sia un approfondimento ed una valutazione preventiva dei testi normativi, sia per quanto riguarda le fonti normative primarie sia per quanto riguarda le fonti normative secondarie.
Vi è un'ultima considerazione che credo sia opportuno svolgere a tal riguardo: evidenzio la necessità che anche sotto il profilo dell'applicazione e dell'interpretazione della normativa vi sia un coordinamento - perché ciò rientra tra l'altro nelle funzioni della semplificazione -, coordinamento che credo il nucleo non abbia finora svolto nelle sue funzioni e che quindi ritengo sia opportuno attribuire alla competenza dell'ufficio di cui all'articolo 11.

FRANCO FRATTINI, Ministro per la funzione pubblica e il coordinamento dei servizi di informazione e sicurezza. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FRANCO FRATTINI, Ministro per la funzione pubblica e il coordinamento dei servizi di informazione e sicurezza. Signor Presidente, desidero soltanto dire pochissime parole in ordine alle considerazioni del collega che prima è intervenuto sull'articolo 11. È bene che resti agli atti di questa discussione che il Governo non ha affatto operato modifiche sostituendo il nucleo con un ufficio regolato dall'articolo 11 e ritenendo che il nucleo non avesse bene funzionato o non avesse bene assolto il compito che, originariamente, gli era stato attribuito, ossia quello di guidare alcuni procedimenti di semplificazione e arrivare - come poi si è fatto - alla definizione di alcune proposte di testi unici approvati da questo Governo anche nelle scorse settimane.
La ragione della modificazione è, in primo luogo, un arricchimento dei compiti della semplificazione e del nucleo per la semplificazione. Come avete visto, in particolare uno dei due servizi, insieme all'altro, sarà dedicato a rendere stabile l'attività di impatto sulla regolamentazione, che fu prevista nel 1999 con una legge ma che, oggettivamente, non ha mai potuto funzionare a regime, perché il nucleo non ha avuto la possibilità di interagire con le amministrazioni e con i ministeri, mancando una struttura stabile di riferimento.
Pertanto, è l'esigenza operativa di introdurre a regime l'analisi di impatto della regolamentazione che ha suggerito di modificare il nucleo e di trasformarlo in ufficio.
Avete anche constatato non solamente che questo articolo non ha copertura finanziaria, ma che il numero di 18 esperti (chi conosce il funzionamento del nucleo lo sa) è molto inferiore (e non superiore) a quello di cui il nucleo disponeva. Quindi, il numero di 18 esperti, cui si è fatto


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riferimento come se si trattasse di un grande numero, è molto inferiore a quello di cui il nucleo, in realtà, disponeva.
Pertanto, concludendo, posso dire che non vi è alcuna volontà da parte del Governo di depotenziare il nucleo, bensì vi è la volontà di arricchire l'opera di semplificazione con l'analisi di impatto della regolamentazione.

GUIDO GIUSEPPE ROSSI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GUIDO GIUSEPPE ROSSI. Signor Presidente, a nome del gruppo della Lega nord Padania le chiedo formalmente una sospensione dei lavori dell'Assemblea, in quanto è in corso una riunione del nostro gruppo per il rinnovo delle cariche con una serie di votazioni piuttosto importanti. Chiediamo, pertanto, che vi sia un rinvio dei lavori indicativamente fino alle 17,20, che considero un orario condivisibile da tutti.

PRESIDENTE. Onorevole Rossi, la sua richiesta, che comprendo, è, però, irrituale. Se non vi sono obiezioni, potrei accordarle un quarto d'ora di sospensione per un dovere di cortesia nei confronti di un gruppo della Camera impegnato al proprio interno in operazioni di voto, ma non posso concedere più di questo.
Constato che non vi sono obiezioni e, pertanto, accolgo la richiesta avanzata dal gruppo della Lega nord Padania disponendo una sospensione di 15 minuti. Sospendo la seduta che riprenderà alle ore 16,50.

La seduta, sospesa alle 16,35, è ripresa alle 17.

ROBERTO GIACHETTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROBERTO GIACHETTI. Signor Presidente, intervengo per segnalare che lei, giustamente, ha giudicato irrituale la richiesta dei colleghi della Lega ma noi, per cortesia ed in modo irrituale, abbiamo concordato sulla sospensione. Dunque, in modo irrituale abbiamo concesso 15 minuti, ma in modo altrettanto irrituale ne sono trascorsi altri 10. L'unica ritualità che, a mio avviso, si configura è quella che la Camera, costantemente, continua a non rispettare gli orari. Già è difficile e sempre più complicato avere una regolamentazione tale che ci consenta di sapere gli orari di chiusura della Camera. Se diventa addirittura impossibile sapere quali sono gli effettivi orari di inizio e di ripresa dei nostri lavori, credo che il problema non sia solo di chi parla, ma di tutti i colleghi. La certezza dei nostri orari e del nostro modo di lavorare è obiettivamente difficile. Così, credo, che non accada nemmeno nel più piccolo comune del Lazio.

PRESIDENTE. Onorevole Giachetti, lei non ha torto, anzi ha ragione. Però, la prego di mettersi nei panni del Presidente dell'Assemblea che sta aspettando l'arrivo di un gruppo parlamentare che, in realtà, perché impegnato in vicende interne - mi riferiscono - di notevole rilevanza, non giunge in aula. Mi rendo conto che abbiamo superato i 15 minuti previsti e di questo mi scuso con l'Assemblea.

RENZO INNOCENTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, mi rendo conto della sua situazione e della complessità di contemperare le esigenze di un gruppo parlamentare con l'andamento dei lavori dell'Assemblea. Credo che, giustamente, un atto di cortesia, non si neghi a nessuno, anche se prendiamo atto che si tratta di un precedente utilizzabile anche in futuro per scambiare ulteriori atti di cortesia, qualora ve ne fosse bisogno.
Vorrei intervenire sulla questione legata al modo con cui regolamentiamo i lavori dell'Assemblea. Queste situazioni,


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infatti, si potrebbero evitare se fossimo di fronte ad un calendario con una precisa regolamentazione nello svolgimento delle nostre sedute, cosa che, invece, non avviene e che il nostro gruppo, insieme ad altri, da molte settimane pone come un problema. Il problema è stato affrontato anche all'interno della Conferenza dei presidenti di gruppo. Mi riferisco al fatto di trovare illogico ed irrazionale decidere di convocare l'Assemblea con seduta antimeridiana, pomeridiana ed, eventualmente, notturna senza mai sapere quali siano l'ora di inizio e di chiusura.
So che ciò deriva da un criterio per cui ogni volta contrattiamo se convergere su un emendamento, se concludere l'esame di un provvedimento o meno, se sospendere o meno i lavori. Se fossimo, invece, di fronte ad una certezza nei lavori dell'Assemblea, anche i gruppi potrebbero svolgere il proprio lavoro programmandolo senza creare problemi né a lei né agli altri. Oggi, infatti siamo di fronte a questa scelta: essere scortesi con un gruppo che ci chiede ulteriore tempo per poter prendere decisioni delicate oppure fermare i nostri lavori. Questo, però, potrebbe avere un riflesso sull'ora di chiusura di stasera e potrebbero essere altri gruppi, o anche singoli parlamentari, ad avere problemi in tal caso.
Dunque, non so quali decisioni lei assumerà se, cioè, riprendere subito l'attività o sospendere ulteriormente i lavori, ma le chiedo di rivolgersi al Presidente dell'Assemblea perché veda nelle nostre richieste non un modo surrettizio per creare problemi nei lavori con un po' di filibustering, ma una richiesta precisa che serve alla regolamentazione dei lavori di questo ramo del Parlamento. Credo, infatti, che ciò non si verifichi da molto tempo in quest'aula ma renda incerta l'approvazione degli stessi provvedimenti e, quindi, vada a tutto discapito del lavoro del legislatore.

PRESIDENTE. Onorevole Innocenti, comprendo questa sua aspirazione e direi che la condivido. Riferirò al Presidente della Camera, onorevole Casini, e credo che questo problema, non irrilevante, debba essere sottoposto alla Conferenza dei presidenti di gruppo e all'Ufficio di Presidenza, che si riuniranno nei prossimi giorni. Per quanto mi riguarda farò in modo di sottolineare l'importanza e la natura formale della sua richiesta.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE MARIO CLEMENTE MASTELLA (ore 17,05)

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Amici 11.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 389
Maggioranza 195
Hanno votato
sì 177
Hanno votato
no 212).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Mascia 11.3
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bressa. Ne ha facoltà.

GIANCLAUDIO BRESSA. Intervengo molto brevemente, signor Presidente, poiché mi riservo di intervenire, per una valutazione più generale, in sede di dichiarazione di voto sull'emendamento 11.2, a mia firma.
Il Comitato per la legislazione ha fatto presente, nel suo parere, come l'articolo 11, comma 2, intervenga con norma di rango legislativo in una materia la cui disciplina è riservata alla decretazione del Presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303. Anche questa è una di quelle osservazioni - anzi da questo punto di vista era molto chiaramente motivata dal Comitato per la legislazione -, delle quali non si è voluto minimamente tenere conto.


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Al di là di questa rottura nel rapporto tra lavoro del Comitato per la legislazione e lavoro dell'Assemblea, vi è un aspetto da sottolineare ancora una volta di più, a dimostrazione di come questo provvedimento sia caratterizzato da improvvisazione e scarsa coerenza. Il paradosso è che, per abolire il nucleo per la semplificazione, facciamo ricorso ad un processo di rilegificazione e ciò rappresenta veramente la legge del contrappasso.
Era giusto ed opportuno sottolineare questa ennesima contraddizione, non lieve, esistente in questo provvedimento.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mascia 11.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

PIERO RUZZANTE. Ciascuno voti per sé.

SERGIO COLA. Ruzzante, guarda dietro di te!

PRESIDENTE. Per cortesia, colleghi. Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 380
Votanti 379
Astenuti 1
Maggioranza 190
Hanno votato
sì 174
Hanno votato
no 205).

Prendo atto che il dispositivo di voto dell'onorevole Giuseppe Gianni non ha funzionato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Bressa 11.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bressa. Ne ha facoltà.

GIANCLAUDIO BRESSA. Se davvero non è in gioco il lavoro e l'attività del nucleo per la semplificazione, questo emendamento consente davvero di procedere lungo una strada e un'attività che nel corso di questi anni ha dato prova di grande qualità dal punto di vista della semplificazione normativa.
La realtà è un po' diversa da quella illustrata dal ministro Frattini. Il nucleo per la semplificazione non viene in qualche modo cancellato - accolgo per buona la sua dichiarazione sul fatto che non si tratta di un giudizio di valore su come abbia operato nel corso di questi anni (e ci mancherebbe altro, perché non credo fosse sicuramente questo ciò che aveva spinto il Governo ad elaborare questo tipo di previsione normativa) -, però non è neanche vero che lo si fa, perché c'è bisogno di arricchire il processo e i compiti, che il nucleo di semplificazione non era stato in grado di assolvere, attraverso uno strumento che garantisca l'impatto della regolamentazione.
Questa è un'altra cosa. L'impatto sulla regolamentazione avrebbe potuto essere regolamentato a prescindere dal fatto di cancellare il nucleo della semplificazione. La realtà è - e ne abbiamo avuto prova nei lavori di Commissione relativamente alla legge sulla semplificazione, approvata al Senato e adesso in esame in Commissione alla Camera - che il Governo ha cambiato linea politica: non è più interessato alle procedure di semplificazione; ha introdotto il sistema di una nuova codificazione e la dimostrazione del fatto che non vuole più saperne della semplificazione è il suo atteggiamento di fronte ad emendamenti presentati al Senato, nei quali si chiedeva all'esecutivo di mantenere l'attività di elaborazione di testi unici, al fine di semplificare la nostra legislazione.
Ciò è particolarmente grave, in quanto cancella dalle priorità di questo Governo e di questo Parlamento non solo un nucleo che ha dato grande prova di qualità tecnica, professionale, scientifica e giuridica, ma anche il processo di semplificazione. La cosa è molto grave!
Il nucleo per la semplificazione era stato introdotto traendo ispirazione da un modello che la signora Thatcher aveva attuato durante gli anni del suo Governo.


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Quando il Primo ministro Blair ha sostituito la signora Thatcher si è ben guardato dal cambiare il nucleo della semplificazione che, dunque, ha mantenuto nonostante la qualità del lavoro che intendeva realizzare.
Se avevamo bisogno, ancora una volta, di una dimostrazione che Berlusconi non è la Thatcher, l'abbiamo avuta incidentalmente anche in questo caso.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bressa 11.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 399
Votanti 398
Astenuti 1
Maggioranza 200
Hanno votato
sì 188
Hanno votato
no 210).

Prendo atto che il dispositivo di voto dell'onorevole Biondi non ha funzionato.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 11.
(Segue la votazione).

PIETRO FOLENA. Presidente!

RENZO INNOCENTI. Dovete venire in aula a votare!

NICOLÒ CRISTALDI. Presidente, ma che modo è questo!

SERGIO COLA. Guardi lassù, l'ultima fila!

NICOLÒ CRISTALDI. È una cosa indecorosa!

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 374
Maggioranza 188
Hanno votato
sì 197
Hanno votato
no 177).

Invito i deputati segretari ad effettuare gli opportuni accertamenti (I deputati segretari ottemperano all'invito del Presidente).

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