![]() |
![]() |
![]() |
PRESIDENTE. L'onorevole Drago ha facoltà di
n. 3-01133 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 6), di cui è cofirmatario.
GIUSEPPE DRAGO. Signor Presidente, signor ministro, poco fa, nel corso dello svolgimento di un'altra interrogazione, è stata espressa solidarietà al segretario generale della CGIL, Cofferati, per il significato, espresso da alcuni ministri, di alcune sue parole, di un suo intervento, fondamentalmente relativo al patto scellerato. Ciascuno fa quello che crede, ma ritengo che occorra esprimere in questo momento la solidarietà ai dirigenti della CISL e della UIL poiché stanno ricevendo minacce di morte non solo per aver avuto il coraggio e la coerenza di partecipare agli incontri con il Governo sulla riforma del mercato del lavoro, ma probabilmente perché si accingono a firmare un accordo separato rispetto alla partecipazione di tutte le organizzazioni sindacali.
PRESIDENTE. Il ministro dell'interno, onorevole Scajola, ha facoltà di CLAUDIO SCAJOLA, Ministro dell'interno. Signor Presidente, la riforma del mercato del lavoro, per le sue implicazioni di natura sociale e politica, è sempre stato un tema di estrema delicatezza, indipendentemente dai governi che hanno cercato di affrontare le questioni.
PRESIDENTE. L'onorevole Giuseppe Drago, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di GIUSEPPE DRAGO. Signor Presidente, non si tratta propriamente di una replica perché condivido le iniziative intraprese
dal ministro e concordo con lui anche nel ritenere che la migliore prevenzione nei confronti del terrorismo sia quella di ricercare sempre di più un dialogo, allargando sensibilmente la platea di chi si confronta per cercare, in questo caso, di predisporre la migliore riforma possibile del mercato del lavoro in Italia. Anche perché, come lei ha ricordato, purtroppo il ritorno del terrorismo nell'ultimo decennio ha seguito quasi sempre la firma di accordi fra Governo ed organizzazioni sindacali, spesso accordi separati. L'auspicio è quello che si possa arrivare a questo accordo, ampliando il più possibile l'adesione di tutte le forze sociali che vogliano realmente modernizzare il nostro paese.
Per questo motivo, onorevole ministro, le chiedo quali iniziative il Governo stia adottando per salvaguardare l'incolumità di questi dirigenti sindacali che sono oggetto, sia al centro sia in periferia, di minacce continue.
È ancora viva l'emozione per la morte del professor Biagi, seguita a quella del professor D'Antona e del professor Tarantelli: tutti illustri giuristi ed economisti che intendo in questa sede ricordare e nei confronti dei quali desidero, ancora una volta, esprimere la mia riconoscenza per il lavoro intellettuale e raffinato che hanno svolto sempre nella ricerca di soluzioni innovative e socialmente coerenti.
Una cosa è certa: il clima di scontro che si è creato intorno a questo tema non giova a rasserenare gli animi, anche se l'adesione dei sindacati CISL e UIL alla proposta di incontro del Governo, ha contribuito a creare nuove condizioni di confronto positivo con le parti sociali. Certamente la storia del nostro paese insegna che la spaccatura del movimento sindacale può suscitare tensioni e creare un terreno favorevole al sorgere di atteggiamenti estremisti.
Tutto ciò induce il Governo ad essere molto vigile per evitare qualsiasi forma di intolleranza violenta. La migliore risposta alle intimidazioni resta comunque la conclusione, nel più breve tempo possibile, degli accordi e la ricerca di un'ampia adesione alla proposta di intesa.
Resta infatti la preoccupazione che espressioni di pensiero, usate con toni minacciosi, possano essere interpretate al di là delle intenzioni, quali segnali di indicazioni di un avversario. L'attenzione del Governo è quindi massima: in tal senso, vi è l'assicurazione che sia i lavoratori sia i loro rappresentanti sindacali ritenuti a rischio o minacciati risultano destinatari di ogni possibile protezione.
La stessa attenzione è rivolta anche alle sedi delle organizzazioni sindacali maggiormente esposte. Circa le azioni di intimidazione, cui ha fatto riferimento l'onorevole Giuseppe Drago, esse sono sostanziate nell'invio di volantini, lettere minatorie, buste contenenti proiettili e tentativi di incendi.
Tutti gli episodi in merito ai quali sono in corso accurate indagini sono comunque stati approfonditi e valutati da parte dei comitati per l'ordine e la sicurezza pubblica, ai fini della adozione delle misure ritenute necessarie (Applausi dei deputati del gruppo dell'UDC (CCD-CDU)).


