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La seduta, sospesa alle 13,20, è ripresa alle 15.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, alle quali risponderanno il ministro per i rapporti con il Parlamento, nonché i ministri della giustizia, delle infrastrutture e dei trasporti, dell'interno e per la funzione pubblica ed il coordinamento dei servizi di informazione e sicurezza.
PRESIDENTE. L'onorevole Fistarol ha facoltà di MAURIZIO FISTAROL. Signor Presidente, in realtà la mia interrogazione era rivolta al ministro dell'interno Scajola, in quanto diretto responsabile della sicurezza dei cittadini italiani, per chiedere quale grado di attendibilità e veridicità abbiano le gravissime e sconcertanti affermazioni del suo collega, il ministro della difesa Martino. Si tratta di affermazioni rese nella giornata di ieri nelle quali quest'ultimo dice testualmente: sappiamo per certo che in occidente avrà luogo prima o poi un attentato terroristico di grosse dimensioni. Non sappiamo dove avverrà l'attacco e che forma prenderà; è, quindi, molto difficile dire che abbiamo garantito la sicurezza dei nostri cittadini.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, il ministro della difesa, riferendosi a fonti degli Stati Uniti, ha dichiarato: sappiamo per certo che avrà luogo prima o poi un attentato terroristico di grosse proporzioni, come ha ricordato il collega che ha presentato l'interrogazione.
atti terroristici a Venezia, Firenze e Milano che non si sono verificati.
PRESIDENTE. L'onorevole Fistarol ha facoltà di MAURIZIO FISTAROL. Signor ministro, mi dichiaro del tutto insoddisfatto della sua risposta. Del resto, lei oggi ha un compito particolarmente gravoso: riportare ad unicità affermazioni dissonanti e un'autentica schizofrenia del Governo su un tema di siffatta delicatezza. Lunedì, quindi due giorni fa, parlando a Milano, il ministro Scajola ha detto: dovremmo finirla con gli allarmi quotidiani che vengono amplificati dai media e poi si rivelano infondati. Il giorno dopo, il suo collega ministro della difesa ha affermato quello che ho detto, cioè dà per certo che avrà luogo, prima o poi, un attentato terroristico di grosse dimensioni.
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Lo ha detto il Presidente degli Stati Uniti.
MAURIZIO FISTAROL. Il ministro Scajola, parlando lo stesso giorno, dice che non risultano elementi oggettivi che possano suffragare questa ipotesi. Oggi, lei ed il ministro Scajola, in reiterate dichiarazioni, affermate che si è trattato di una tempesta in un bicchiere d'acqua, ma tale non è perché il tema è di particolare gravità, come sanno gli esponenti del Governo e come sanno, soprattutto, i cittadini italiani.
Signor ministro, poiché il Governo non può scherzare con il fuoco su argomenti di questa delicatezza, le chiedo come esso intenda garantire la sicurezza dei cittadini italiani.
Questa affermazione riprende le preoccupazioni espresse il 22 maggio dal Presidente degli Stati Uniti George Bush, pubblicate con grande rilievo da tutta la stampa italiana: il terrorismo può colpire anche Germania, Francia e Italia. Tali affermazioni sono state ribadite a Parigi il 26 maggio. Sempre il Presidente gli Stati Uniti ha aggiunto: anche se qualcuno vorrebbe allontanare i pensieri dalla mente, non lasciatevi trarre in inganno; i terroristi vogliono colpirci ancora. Concetti, questi, ripetuti più volte con forza dal ministro della difesa Rumsfield e dal Vicepresidente Cheney, che proprio ieri, ricevendo il Presidente del Senato Marcello Pera, ha sottolineato l'inquietante legame esistente oggi fra terrorismo ed armi di distruzione di massa batteriologiche e chimiche, come lo stesso Presidente Pera ha avuto modo di dichiarare ieri dopo l'incontro.
Per fortuna, non sempre gli allarmi sono fondati come è accaduto il 27 marzo quando il dipartimento di Stato preannunciò per il giorno di Pasqua possibili
Anche autorevoli fonti della magistratura italiana hanno messo in luce preoccupazioni per il nostro paese, dal procuratore generale della Cassazione Francesco Favara che l'11 gennaio ha affermato che il paese è certamente esposto al rischio terrorismo, alla denuncia di Pomarici che ha detto che l'Italia prima non era considerata obiettivo di attentati, mentre ora vi sono allarmi concreti.
Detto ciò e ribadito che il ministro Martino ha parlato di minaccia concreta ma di natura non individuabile e non prevedibile (non sappiamo dove il terrorismo colpirà ed è questo il rischio da esso rappresentato), ieri opportunamente il Viminale ha ricordato che il livello di attenzione è, comunque, elevatissimo così come costanti ed intensi sono i rapporti di collaborazione internazionale con tutti gli organismi di intelligence ed investigativi, al fine di garantire la più efficace attività di prevenzione.
Ancora, il Viminale ha precisato che, ad oggi, non si registrano fatti o circostanze tali da far ritenere il nostro paese oggetto di attuali e specifiche minacce.
Concludendo, è difficile (personalmente, ritengo molto difficile) comprendere alcune scomposte ed infantili reazioni di fronte a preoccupazioni ripetutamente ribadite dai nostri alleati e dalla magistratura italiana, mentre un'opinione pubblica matura ha il diritto di essere informata, sapendo e potendo distinguere fra i rischi potenziali - che vi sono - e i pericoli imminenti.
Dire che esistono potenziali rischi di attentato e che la rete terroristica Al-Qaeda non è stata del tutto smantellata è dire quasi un'ovvietà. Affermare, invece, che avverrà per certo un grande attentato terroristico in occidente è una cosa profondamente diversa; fra l'altro, senza fornire alcun elemento concreto. Infatti, il ministro Martino non ne ha fornito alcuno neppure in riservate audizioni, come ad esempio quella avvenuta presso il Comitato parlamentare per i servizi.
Dunque, ministro Giovanardi, gridare «al lupo, al lupo» da parte del Governo su un tema di questa delicatezza non è serio ed è, questo sì, infantile. Non sono infantili, invece, le reazioni e le dovute richieste di chiarimento che sono state avanzate dall'interrogante, da molti colleghi del Parlamento e da larga parte dell'opinione pubblica italiana. La invitiamo, quindi, ed invitiamo il Governo, ad una maggiore serietà e ad una maggiore responsabilità nell'affrontare temi come questi (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).


