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ALFONSO PECORARO SCANIO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALFONSO PECORARO SCANIO. Signor Presidente, intervengo per richiamare l'attenzione del Presidente della Camera su una vicenda molto spiacevole. Noi ieri abbiamo raccolto oltre 85 adesioni di deputati, e oggi ne sono pervenute altre dieci, per la rimessione all'Assemblea di progetti di legge in materia di caccia, che erano stati assegnati in sede legislativa. Ci sono oggi delle pressioni sui parlamentari che ieri, liberamente, hanno sottoscritto questa richiesta, che, peraltro, lei ieri sera ha già letto. Quindi, è evidente che ormai i provvedimenti restano all'esame della Commissione in sede referente.
La pregherei di intervenire presso il Presidente per evitare questo atteggiamento molto fastidioso, perché credo che i nostri deputati siano liberi ed abbiano sottoscritto tutti liberamente questa richiesta. Ovviamente, questo non ha nessuna incidenza sulla rimessione all'Assemblea, che è stata già comunicata da lei ieri sera; quindi, si tratta di una pressione politica, ma, proprio per questo, particolarmente fastidiosa.
PRESIDENTE. Esiste una forma di libertà.
ALESSANDRO CÈ. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
ALESSANDRO CÈ. Signor Presidente, da un po' di tempo a questa parte sembra che la morale, la correttezza, appartengano, per forza di cose, all'opposizione, mentre sembra che la maggioranza, o perlomeno alcuni membri della maggioranza, non possa agire liberamente, come ha fatto ieri l'onorevole Pecoraro Scanio. L'azione intrapresa dall'onorevole Pecoraro Scanio per raccogliere le firme ha consentito ai deputati di sottoscrivere liberamente la rimessione all'Assemblea di provvedimenti già assegnati in sede legislativa. Invece, l'azione che legittimamente, secondo regolamento, stanno facendo altri deputati in questa Assemblea, alla stessa stregua di quanto ieri ha fatto l'onorevole Pecoraro Scanio, è definita come una pressione che non è rispettosa della libertà dei parlamentari.
Il regolamento prevede che la revoca della sede legislativa venga fatta raccogliendo 63 firme. Questo è stato fatto da lei, onorevole Pecoraro Scanio, e oggi altri parlamentari stanno agendo allo stesso modo, perché ritengono che le obiezioni e le spiegazioni da lei fornite ai deputati che hanno sottoscritto la rimessione all'Assemblea, la revoca della sede legislativa, non corrispondano a verità. Credo che questo rientri nella logica di una dialettica democratica, in cui ognuno esprime le proprie opinioni.
Credo che i deputati che oggi hanno ritenuto opportuno rivedere la loro posizione sull'argomento lo abbiano potuto fare liberamente, magari rendendosi conto che le argomentazioni da lei addotte ieri, onorevole Pecoraro Scanio, non corrispondono alla realtà dei fatti. Allora, è inutile che lei oggi accusi di pressioni indebite chi sta facendo lo stesso lavoro, che lei, liberamente e senza essere ostacolato da nessuno, ieri ha potuto fare. Per questo, mi appello al Presidente della Camera.
PRESIDENTE. Onorevole Cè, non vorrei si avviasse un dibattito su questo.
ALESSANDRO CÈ. Signor Presidente, si tratta però di un problema abbastanza grave. Tutte le volte che qualche parlamentare della maggioranza, in particolare della Lega nord Padania, si prende la libertà sacrosanta e legittima, che dovrebbe essere tutelata all'interno di questa Assemblea, di coinvolgere altri deputati, viene sempre accusato di pressioni indebite. Accusa che invece noi non rivolgiamo assolutamente all'onorevole Pecoraro Scanio, con le cui posizioni politiche siamo in profondo dissenso, ma che rispettiamo nella sua azione politica (Applausi dei deputati dei gruppi della Lega nord Padania e di Forza Italia).
GIUSEPPE ROMELE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prego di abbreviare i tempi.
GIUSEPPE ROMELE. Signor Presidente, confermo che l'azione intrapresa da Pecoraro Scanio non è conforme alla verità, in quanto tanti amici colleghi, non solo della maggioranza, ma anche dell'opposizione, hanno firmato in buona fede tutto di corsa. Una volta spiegata esattamente la questione, mi sembra che stiano andando su un altro versante. Per cui rimando al mittente quanto ha detto Pecoraro Scanio.
NICHI VENDOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
NICHI VENDOLA. Signor Presidente, intervengo soltanto per sottolineare quanto sia singolare la corale ed immediata resipiscenza di quell'insieme di colleghi delle forze di maggioranza e delle forze di opposizione che avrebbero consentito, o dovrebbero consentire, di evitare il trasferimento in sede legislativa della proposta di legge in materia di protezione della fauna selvatica e di prelievo venatorio.
Il trasferimento in sede legislativa è una richiesta di quella lobby venatoria che trova un consenso ed una sensibilità in tanta parte di questa Assemblea.
Noi non chiediamo - e mi associo, quindi, a quanto dichiarato dal collega Pecoraro Scanio - di far vincere le nostre opinioni, chiediamo che il dibattito possa essere trasparente e non sottoposto alla possibilità di scambi nel chiuso di una Commissione parlamentare. Tutto qua.
ROBERTO GIACHETTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROBERTO GIACHETTI. Signor Presidente, io sono tra coloro che hanno firmato la richiesta di rimessione in Assemblea della proposta di legge ed oggi ho mantenuto la mia firma. Poiché si è parlato di pressioni vorrei chiarire che ci sono dei colleghi che hanno firmato la richiesta di rimessione e poi l'hanno ritirata, non perché abbiano subito pressioni, signor Presidente, lo dico anche al collega Vendola perché dobbiamo essere chiari tra di noi, ma semplicemente perché non era stata data piena informazione sulla posizione dei gruppi all'interno delle Commissioni (Applausi) e perché la raccolta di firme è avvenuta in un momento particolare. È facile firmare senza intuire perfettamente i percorsi. Libertà significa che, una volta chiarite le cose, alcuni del nostro gruppo hanno deciso di mantenere la firma mentre altri, legittimamente e senza aver subito alcuna pressione, ma semplicemente sulla base della conoscenza, fondamentale per scegliere e deliberare, hanno deciso di ritirarla. L'intimidazione e la pressione non c'entrano assolutamente nulla (Applausi).
DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Signor Presidente, intervengo per rendere due rapide precisazioni. La prima è di carattere politico e procedurale e riguarda l'argomento che è stato ora oggetto dell'intervento di altri colleghi. Anche il gruppo di Alleanza nazionale è assolutamente perentorio e chiaro nel ribadire che non vi è stata alcuna indebita pressione che non sia stata una corretta opera di convincimento, come è normale che possa avvenire tra persone libere e sovrane quali noi parlamentari siamo. Aggiungo che accusare settori del Parlamento, e quindi eventualmente il nostro gruppo, di essere portatori di interessi di lobby, è assolutamente scorretto e deve essere contestato quanto meno da questo gruppo parlamentare che ha sempre fatto della libertà di coscienza la propria bandiera. Condivido pertanto perfettamente le posizioni del collega Cè e di quanti altri hanno parlato anche in replica al collega Pecoraro Scanio.
Signor Presidente, la seconda osservazione, in modo peraltro cortesissimo e cordialissimo, è rivolta alla sua persona: vorrei pregare la Presidenza, quando il modesto sottoscritto chiede, anche per iscritto e con molto anticipo, di poter parlare su un argomento, cosa che mi ripromettevo di fare sia a titolo personale sia quale presidente della XI Commissione, di sentire il mio parere sull'eventuale rinuncia o meno a tale intervento, e non quello di altri membri del Parlamento, quand'anche investiti di importanti funzioni.
PRESIDENTE. Onorevole Benedetti Valentini, mi rendo conto che lei ha ragione. Vuol dire che non darò seguito alle richieste di altri autorevoli esponenti della sua stessa maggioranza che, invece, avevano dato un'idea diversa della sua richiesta.
Circa l'oggetto della discussione in corso, devo dire che il ritiro delle firme non ha effetti sulla rimessione all'Assemblea dei progetti di legge, che peraltro è già avvenuta. D'altra parte, non può essere certo impedita - come è stato detto anche da molti colleghi - una manifestazione di volontà come quella che ha visto alcuni deputati prima firmare un atto e poi ritirare la propria firma. Si tratta di casi
che si verificano molto spesso e di cui noi prendiamo atto, in questo caso con il disappunto degli onorevoli Pecoraro Scanio e Vendola.
Sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 15 con lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata. Ricordo che le votazioni riprenderanno alle ore 16.
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