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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 7 (vedi l'allegato A - A.C. 1534-B sezione 9).
Nessuno chiedendo di parlare e non essendo state presentate proposte emendative, passiamo alla votazione dell'articolo 7.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Capitelli. Ne ha facoltà.
PIERA CAPITELLI. L'articolo 7 è perfettamente in linea con la politica scolastica adottata dal Governo sino ad ora: smantellare, annullare e vanificare tutte le complesse riforme del Governo di centrosinistra, creando una situazione di stallo e di ritorno al passato - ma un passato molto remoto - ed, altresì, creando una situazione di confusione e di incertezza nella scuola, situazione che incomincia a far vedere i suoi nefasti effetti.
Il bisogno di partecipazione attiva di genitori, studenti, personale della scuola, enti locali e società civile risulta fortemente inibito. Si respira nella scuola un'aria di nuovo autoritarismo: altro che autonomia scolastica e impulso alla partecipazione! Si ha la netta sensazione che i nuovi processi di centralizzazione ministeriale, messi in atto da questo Governo, tendano a consolidarsi e a diventare vera e propria azione strategica.
Così come per la più generale riforma dell'ordinamento scolastico, anche per la controriforma degli organi collegiali, centrali e periferici della pubblica amministrazione si ricorre allo strumento della delega legislativa. Si tratta di una delega secca, in bianco! Essa non nasce da un monitoraggio di un'esperienza nuova, che è stata invece bloccata, così come sono stati arrestati, anche attraverso pesanti tagli alla scuola pubblica, tutti i processi di innovazione. Ai decreti legislativi già emanati ai sensi della legge n. 59 si sarebbe dovuto dare applicazione; semmai si sarebbe potuto procedere ad una loro revisione, alla luce dell'esperienza di questo anno scolastico e anche alla luce di una nuova riflessione sull'applicazione del titolo V della Costituzione. Non è, invece, avvenuto nulla di tutto ciò; vi è stato un blocco totale e vi è una delega in bianco.
Non possiamo che essere fortemente contrari a questo articolo, contro il quale voteremo massicciamente (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Titti De Simone. Ne ha facoltà.
TITTI DE SIMONE. Anche noi naturalmente sosteniamo la nostra opposizione ed esprimiamo il dissenso più netto nei confronti della delega che questo Governo vuole avocare a sé per quanto riguarda tutta la riforma della scuola, in particolare sull'aspetto relativo alla riorganizzazione degli organi collegiali, in un quadro di profonda incertezza e di profondo malessere, che già i provvedimenti di questo Governo - come richiamava prima la collega Capitelli -, adottati in questo anno sulla materia della scuola, hanno determinato nel settore dell'istruzione.
Si tratta di provvedimenti dannosi, pericolosi, che mirano ad uno smantellamento della scuola pubblica e che hanno determinato una mobilitazione e una contestazione profonda del mondo della scuola, a partire dagli insegnanti, dagli studenti, dal personale tecnico e amministrativo e che, nei prossimi mesi, speriamo possa coinvolgere anche le famiglie italiane. Infatti, saranno queste ultime a subire pesantemente la vostra controriforma, che tende proprio ad inserire un sistema classista, selettivo e discriminatorio nell'accesso all'istruzione e al diritto allo studio.
Sono tutti temi che si ripresentano anche in questo arrogante e autoritario strumento della richiesta di delega, che avanzate anche in questo provvedimento e che cancella, con un colpo di spugna, la possibilità di aprire in questo Parlamento un dibattito ampio, democratico e profondo con tutti i soggetti coinvolti all'interno del mondo della scuola in merito ad una riforma importante, che non si può portare avanti a colpi di maggioranza e con una delega di Governo.
Voi mortificate i protagonisti della scuola e il ruolo di questo Parlamento. Quindi, si evidenzia un profilo autoritario - che contestiamo profondamente - che, oltretutto, si inserisce in un ambito sul quale il Parlamento sta già operando. Infatti, con questo disegno di legge, si concede una delega al Governo mentre, nella VII Commissione della Camera, attraverso la presentazione di diverse proposte di legge, è stato già avviato su questa materia un dibattito e un confronto tra le varie forze politiche, che avremmo voluto fosse più ampio. Dunque, strappare e scippare, per l'ennesima volta, al Parlamento il proprio ruolo ci sembra davvero un atto di grande irresponsabilità e di mancanza di rispetto per il lavoro parlamentare e per le regole democratiche del confronto.
Per queste ragioni, esprimeremo voto contrario sulla delega relativa alla riforma degli organi collegiali e continueremo a portare avanti, insieme alle altre forze della minoranza, un processo di opposizione alle vostre controriforme negative e dannose per il diritto allo studio e per l'innovazione della scuola del nostro paese (Applausi dei deputati dei gruppi di Rifondazione comunista e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 7.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 421
Maggioranza 211
Hanno votato sì 226
Hanno votato no 195).
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