Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 165 del 26/6/2002
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Sull'ordine dei lavori (ore 10,35).

VALERIO CALZOLAIO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VALERIO CALZOLAIO. Signor Presidente, volevo ricordarle che, nella seduta di giovedì, il Presidente Casini, dichiarando di accedere alla richiesta del Governo di rinviare la discussione del disegno di legge «Ratifica ed esecuzione dei protocolli di attuazione della Convenzione internazionale per la protezione delle Alpi», aveva annunciato che tale provvedimento sarebbe stato inserito, insieme al provvedimento testé esaminato, nell'ordine del giorno della seduta di ieri e votato nel corso di questa settimana.
Considerato che tale provvedimento non è stato inserito nell'ordine del giorno della seduta di ieri, le chiediamo di inserirlo al più presto nel calendario dei lavori dell'Assemblea o, almeno, di ricevere dal Governo un chiarimento sulle ragioni del rinvio, tenuto conto che sta per concludersi il biennio italiano di presidenza della Convenzione delle Alpi, senza che l'Italia abbia ratificato i nove protocolli, come, invece, hanno fatto gli altri paesi dell'arco alpino. Siamo nell'anno internazionale della montagna dell'ONU, e la VII Conferenza delle regioni dell'arco alpino si svolgerà nel prossimo autunno proprio in Italia.
Si rende urgente, dunque, la ratifica di questi protocolli. Vi sono stati vari rinvii. Il Presidente Casini - lo ripeto - aveva annunciato che il provvedimento sarebbe stato inserito nel calendario dei lavori di questa settimana. Così non è stato. Le chiediamo, dunque, di inserirlo al più presto nel calendario dei lavori dell'Assemblea.

PRESIDENTE. Onorevole Calzolaio, trasmetterò la sua richiesta che mi sembra legittima.

ENRICO LUIGI MICHELI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ENRICO LUIGI MICHELI. Signor Presidente, le prime pagine dei giornali di oggi sono piene di dichiarazioni del ministro della difesa, dichiarazioni che allarmano il paese e sulle quali non vi è spiegazione.
Forse il ministro della difesa avrebbe fatto meglio ad essere presente, per competenza, al dibattito appena conclusosi. Giustamente, il ministro dell'interno ha risposto, prima tranquillizzando il paese e poi sostenendo l'opportunità, per ciascun ministro, di occuparsi delle questioni di propria competenza.
Certamente, la competenza del ministro era di seguire questo importante, determinante provvedimento appena approvato. Non è un segno di rispetto nei confronti del Parlamento non essere venuti in questa sede a discutere e a rendere conto.
Detto ciò, credo sarebbe opportuno da parte del ministro della difesa, raccogliendo l'invito che gli è stato rivolto dal ministro dell'interno, venire in aula a riferire sulle dichiarazioni rilasciate ai giornali, dichiarazioni che - lo ripeto - hanno allarmato, in maniera evidente, il paese.
Confermiamo, dunque, la richiesta della presenza in Parlamento, oggi, del ministro della difesa (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)!

PRESIDENTE. Onorevole Micheli, la questione era già stata sollevata ieri. Proprio il gruppo cui appartiene, la Margherita,


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ha presentato un'interrogazione a risposta immediata cui il Governo fornirà oggi una risposta.

LAURA CIMA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà

LAURA CIMA. Signor Presidente, ieri, durante la discussione, sono stata la prima a chiedere la presenza in quest'aula del ministro dell'interno per spiegare al Parlamento - e non ai giornali - cosa diavolo stia succedendo e perché dovremmo allarmarci.
Non credo che il ministro Giovanardi (mi pare che questa sia l'intenzione) possa rassicurare sulle intenzioni del Governo relativamente alla sicurezza dei cittadini, in seguito alle dichiarazioni allarmanti del ministro Martino. Sarebbe corretto che i ministri Scajola e Martino venissero in quest'aula, perché se si vuole stabilire un rapporto corretto con il Parlamento e con il paese (noi siamo, infatti, i rappresentanti del popolo italiano), è necessario smettere di usare i media in questo modo vergognoso!

PRESIDENTE. Onorevole Cima, non posso che ripetere quanto già detto già ad altri colleghi: ci sarà una risposta del Governo oggi, nel corso del question time.

ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, la richiesta formulata dal collega Micheli, considerata la sua risposta, abbisogna di una precisazione.

ELIO VITO. Signor Presidente, ma quanti deputati della Margherita intervengono?

ANTONIO BOCCIA. Noi abbiamo presentato l'interrogazione a risposta immediata sottoscritta dal collega Fistarol e, quindi, siamo consapevoli che il Governo verrà a rispondere su di essa - del che lo ringraziamo - sebbene le modalità del question time appaiano alquanto insufficienti nel caso specifico.
Però, signor Presidente, noi vorremmo avere la certezza che venga il ministro dell'interno, perché se introduciamo un altro vulnus al regolamento - circola voce, infatti, che non verrà il ministro competente - allora avvertiamo due difficoltà: da un lato, dovremo constatare l'ennesima violazione del nostro regolamento, dall'altro, su di una questione così rilevante, dovremo accontentarci di avere un'informazione generica di tre minuti!

PRESIDENTE. Onorevole Boccia, lei pone un problema sul quale non sono in grado di darle una risposta.

ANTONIO BOCCIA. Parlo del regolamento!

PRESIDENTE. Sarà il Governo a decidere quale ministro verrà a rispondere.
Per quanto riguarda la sua parte politica, deciderete voi quale valutazione dare al riguardo, ma non posso essere io a dare risposta all'esigenza da lei fatta presente. Posso soltanto ripetere quanto già detto ieri: il Presidente Casini ha raggiunto con il Governo l'intesa che sarebbe stata data una risposta, ma chi presiede l'Assemblea in questo momento non può sapere a quale ministro verrà data.

RENZO INNOCENTI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, il nostro gruppo ritiene del tutto insufficiente che il tema sollevato ieri da una dichiarazione del ministro Martino venga affrontato all'interno del question time. Si pone, prima di tutto, un problema di tempi che, come hanno già fatto rilevare altri colleghi, sono indubbiamente ristretti; ma c'è, soprattutto, un altro problema: il question time consente soltanto al gruppo


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che presenta l'interrogazione di poterne discutere, per cui l'interlocuzione è limitatissima.
Per la gravità della situazione esposta dal ministro Martino, ritengo che dovremmo avere la possibilità di poter interloquire in modo più esteso e più generale, anche per sapere quale sia la posizione effettiva del Governo perché, stamani, leggiamo dichiarazioni di un altro componente autorevole del Governo, come il ministro Scajola, il quale, se non ho capito male, smentisce in modo categorico quanto il ministro Martino ha detto.
Allora, visto che si parla di attentati che riguarderebbero il nostro paese e la sicurezza dei cittadini italiani, credo che alla discussione sulle suddette dichiarazioni si debba dedicare una sede idonea. Pertanto, noi ribadiamo la necessità che vi sia un'informativa del Governo e che, su questa, si apra una discussione che dia la possibilità, a tutti i gruppi che lo vorranno, di interloquire con il Governo e di esprimere la loro opinione.
Quindi, signor Presidente, le chiedo di farsi parte attiva affinché, nella giornata di oggi, il Governo venga ad informare il Parlamento sull'insieme delle questioni scaturite dalle dichiarazioni contraddittorie dei suindicati esponenti del Governo.

PRESIDENTE. Onorevole Innocenti, la sua richiesta è legittima e, per quanto mi riguarda, riferirò al riguardo al Presidente della Camera.

LORENZO ACQUARONE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. A che titolo, onorevole Acquarone? Sulla stessa questione?

LORENZO ACQUARONE. Sì, signor Presidente, ma sotto un profilo diverso.

PRESIDENTE. Purché lo faccia brevemente, onorevole Acquarone, poiché hanno parlato già due deputati del suo gruppo. Ne ha facoltà.

LORENZO ACQUARONE. Signor Presidente, facciamo molti richiami ai nostri regolamenti, ma ve n'è uno che supera ogni altro: la Costituzione della Repubblica (Commenti dei deputati del gruppo della Lega nord Padania - Applausi del deputato Cima).
Dimentichiamo proprio la Costituzione della Repubblica, la quale, all'ultimo capoverso dell'articolo 64, stabilisce che i membri del Governo, anche se non fanno parte delle Camere, hanno diritto e, se richiesti, l'obbligo di assistere alle sedute.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Siamo qui!

LORENZO ACQUARONE. Per quanto il regolamento possa essere interpretato, noi non possiamo andare contro l'ultimo comma dell'articolo 64 della Costituzione...

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Acquarone, il Governo è qui, cosa dici?

LORENZO ACQUARONE. ...quando vi sono problemi gravi come questo (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e Misto-Verdi-l'Ulivo)!

PRESIDENTE. Già ho dato la mia risposta, quindi non mi pare mi debba soffermare sulla questione ancora.

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