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LANDOLFI, LA STARZA, LEO, LISI, LO PRESTI, LOSURDO, MACERATINI, MAGGI, MALGIERI, GIANNI MANCUSO, LUIGI MARTINI, MAZZOCCHI, MENIA, MEROI, MESSA, MIGLIORI, MUSSOLINI, ANGELA NAPOLI, NESPOLI, ONNIS, PAOLONE, PATARINO, ANTONIO PEPE, PEZZELLA, PORCU, RAISI, RAMPONI, RICCIO, RONCHI, ROSITANI, SAGLIA, SAIA, GARNERO SANTANCHÈ, SCALIA, SELVA, SERENA, STRANO, TAGLIALATELA, TRANTINO, VILLANI MIGLIETTA, ZACCHEO e ZACCHERA. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
nel corso di un corteo svoltosi a Milano il 22 giugno 2002, Yasha Reibman, esponente della comunità ebraica milanese e consigliere regionale lombardo del Partito radicale, è stato più volte aggredito da un gruppo di persone appartenenti ai centri sociali;
tentando di strappargli la bandiera israeliana di mano, gli «autonomi» hanno circondato Reibman spintonandolo e prendendolo a schiaffi e pugni per tutto il percorso della manifestazione, fino alla confluenza del corteo per il Gay pride in piazza Castello;
in prossimità del palco, mentre tentava di parlare ai giornalisti dell'aggressione con un vistoso segno rosso sulla tempia e la bandiera istraeliana distrutta in mano, Reibamn è stato prima raggiunto da uno schizzo d'acqua e, giratosi, da uno schiaffo in pieno volto;
l'aggressione, che compiuta da qualsiasi altro avrebbe ottenuto l'attenzione delle prime pagine dei quotidiani, è stata sostanzialmente minimizzata da gran parte della stampa: quasi fosse normale che, in una manifestazione orientata a sinistra in cui partecipano i centri sociali, si usi violenza ai danni di pacifici manifestanti;
tale deprecabile episodio conferma la preoccupazione per il razzismo che certe forze della sinistra estrema nutrono nei confronti delle comunità ebraiche;
purtroppo, nella sinistra extraparlamentare continua a diffondersi un sentimento di antisemitismo preoccupante, anche per la contiguità ideologica che può avere con ambienti che fanno dell'antisemitismo ragione di forme esasperate, se non addirittura terroristiche, di lotta -:
se gli aggressori dell'esponente della comunità ebraica siano stati individuati e denunciati e quali iniziative si intendano adottare per evitare che continui a diffondersi un sentimento di antisemitismo inaccettabile e preoccupante. (3-01137)
(25 giugno 2002)