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CARLO CARLI. Nel dichiarare il voto favorevole dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e rifacendomi alle motivazioni espresse nell'ampio intervento fatto in sede di discussione sulle linee generali, voglio sottolineare ancora una volta che con questa legge si istituisce una Commissione parlamentare d'inchiesta con lo scopo di capire perché, a pochissimi anni dalle stragi e dagli eccidi che hanno insanguinato gran parte del nostro paese, si è smesso di indagare su questi crimini nazifascisti. Vogliamo capire perché si sono coperte queste barbarie e per quali «ragioni di Stato» non si sono celebrati i processi e si sono occultati i relativi fascicoli contenenti denunce e elementi utili a scoprire la verità sulle stragi.
Da parte nostra, di questo Parlamento, anche per le sollecitazioni ricevute dall'apposito Comitato per la verità e la giustizia sulle stragi nazifasciste, dal coordinamento regionale toscano volte a sostenere l'istituzione della Commissione d'inchiesta su tali stragi, abbiamo adempiuto ad una decisione assunta all'unanimità dalla Commissione giustizia della Camera nella precedente legislatura, che nel documento finale approvato, recitava: «Lo strumento più adeguato per raggiungere tale obiettivo è sicuramente l'inchiesta parlamentare ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione». Ed ancora: «Non dovrà procedere all'accertamento delle responsabilità delle stragi di guerra, il cui compito spetta alla magistratura militare, ma verificare quali siano stati gli ostacoli che hanno impedito alla giustizia di fare il suo corso». Inoltre, che vi sia stata violazione della legalità, lo ha scritto anche il Consiglio della magistratura militare che nel marzo 1999 ha approvato, a seguito di una indagine conoscitiva relativa all'occultamento dei fascicoli rinvenuti a Palazzo Cesi, una relazione conclusiva in cui si affermava, tra l'altro, che aver trattenuto presso la Procura generale militare dei rapporti e denunce provenienti da tutta Italia, ha sottratto, infrangendo la legge, al «pubblico ministero competente qualsiasi iniziativa d'indagine e di esercizio dell'azione penale e, dunque, una grave violazione della legalità».
Noi non siamo animati da odio o da sentimenti di vendetta, ma rivendichiamo come un fatto doveroso e di alta civiltà la ricerca, comunque e sempre, della verità e
della giustizia, questo anche perché possa contribuire a far sì che ciò che di orrendo è accaduto mai più si ripeta. E crediamo anche di contribuire a sviluppare una cultura di civiltà e di pace con particolare riguardo ai giovani e alla future generazioni.
ALFIERO GRANDI. Questa legge è opportuna e necessaria perché cerca di porre un sia pure tardivo rimedio ad una gravissima offesa recata alla memoria delle vittime dei crimini di guerra commessi nel nostro paese.
Come è noto, nel 1994 nelle sedi giudiziarie vennero scoperti degli armadi nei quali, per quasi mezzo secolo sono stati occultati i 695 fascicoli riguardanti circa 15 mila vittime; questa è stata una scelta colpevole e voluta, che prefigura precise responsabilità di chi ha commesso questi atti e che questa Commissione parlamentare deve accertare, facendo così giustizia, anche se tardiva, per le vittime, per le famiglie, per l'intero paese.
In altri paesi, segnatamente in Germania, vengono ancora oggi individuati e processati i responsabili di crimini di guerra. L'Italia deve essere in grado di fare altrettanto e questa Commissione può contribuire a fare luce e quindi consentire l'accertamento giudiziario della verità. La Commissione oltre a consentire lo svolgimento dei processi e l'accertamento delle responsabilità deve anche fare luce sulla rete di complicità e di omertà che hanno consentito che 695 processi non venissero svolti. È un problema storico, è un problema politico, è un problema di attualità. Lo dobbiamo alle vittime di Marzabotto e di tanti altri luoghi che hanno subito atti inauditi di barbarie. C'è chi vorrebbe dimenticare. Dimenticare, e cioè non fare piena luce: sarebbe la peggiore offesa per le vittime, che hanno almeno diritto ad una tardiva verità. Noi, cittadini dell'Italia di oggi, abbiamo bisogno di conoscere la verità. Per conoscere la verità, per conoscere il passato, per impedire che le atrocità si possano riproporre in futuro.
All'onorevole Garagnani, che sente il bisogno di piangere queste vittime solo insieme con altre, dico che le vittime innocenti hanno tutte diritto alla giustizia, senza distinzione e senza bisogno di compensare le une con le altre. Ma in questo caso c'è una differenza di fondo. Qualcuno ha occultato i fascicoli, ha impedito l'accertamento della verità, ed è su questo che questa Commissione deve fare piena luce. Altre vittime innocenti, e da tutti noi compiante, hanno avuto diritto al processo e all'accertamento della verità. In questo caso tale diritto è stato loro negato, ed è questa verità che deve emergere dai lavori della Commissione.

