Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 162 del 20/6/2002
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...
Convalida di deputati.

PRESIDENTE. Comunico che la Giunta delle elezioni, nella seduta del 19 giugno 2002, ha verificato non essere contestabili le seguenti elezioni nei collegi uninominali e, concorrendo negli eletti le qualità richieste dalla legge, ha deliberato di proporne la convalida:

VI CIRCOSCRIZIONE - TRENTINO-ALTO ADIGE

Collegio uninominale n. 8: Giuseppe Detomas

XXI CIRCOSCRIZIONE - PUGLIA

Collegio uninominale n. 1: Vincenzo Canelli
Collegio uninominale n. 2: Domenicantonio Spina Diana
Collegio uninominale n. 3: Raffaele Mario Rosario Antonio Di Gioia detto Lello
Collegio uninominale n. 4: Antonio Pepe
Collegio uninominale n. 5: Francesco Bonito


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Collegio uninominale n. 6: Pietro Folena
Collegio uninominale n. 7: Ugo Lisi
Collegio uninominale n. 8: Achille Villani Miglietta
Collegio uninominale n. 9: Luigi Pepe
Collegio uninominale n. 10: Luigi Lazzari
Collegio uninominale n. 11: Massimo D'Alema
Collegio uninominale n. 12: Gregorio dell'Anna
Collegio uninominale n. 13: Antonio Rotundo
Collegio uninominale n. 14: Michele Tucci
Collegio uninominale n. 15: Massimo Ostillio
Collegio uninominale n. 16: Giuseppe Tarantino
Collegio uninominale n. 17: Giuseppe Lezza
Collegio uninominale n. 18: Carmine Santo Patarino
Collegio uninominale n. 19: Antonio Lorusso
Collegio uninominale n. 20: Aurelio Gironda Veraldi
Collegio uninominale n. 21: Giuseppe Follini detto Marco
Collegio uninominale n. 22: Nicola Rossi
Collegio uninominale n. 23: Giannicola Sinisi
Collegio uninominale n. 24: Gabriella Carlucci
Collegio uninominale n. 25: Francesco Maria Amoruso
Collegio uninominale n. 26: Giuseppe Rossiello
Collegio uninominale n. 27: Donato Piglionica
Collegio uninominale n. 28: Giovanni Mongiello
Collegio uninominale n. 29: Carmine Degennaro
Collegio uninominale n. 30: Giuseppe Gallo
Collegio uninominale n. 31: Donato Bruno
Collegio uninominale n. 32: Giovanni Carbonella
Collegio uninominale n. 33: Luciano Mario Sardelli
Collegio uninominale n. 34: Luigi Vitali.

LUCIANO VIOLANTE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUCIANO VIOLANTE. Signor Presidente, colleghi, prendo la parola per una questione abbastanza delicata che riguarda il collegio 33; vi prego di prestarmi un minuto di attenzione.
Chiediamo, signor Presidente, che l'Assemblea valuti la possibilità di un supplemento di istruttoria in relazione a tale collegio, con riferimento a quanto stabilisce l'articolo 17 del regolamento secondo il quale la Giunta formula una proposta e la Camera non si limita a prenderne atto. Dico ciò perché in questo collegio si è verificata una situazione di questo genere: lo scarto di voti risulta inferiore al numero di 400 tra il candidato della Casa delle libertà, proclamato eletto, ed il candidato del centrosinistra che ha presentato ricorso. In questa legislatura la Giunta, in tutti i casi in cui lo scarto di voti sia dimostrato inferiore al numero di 400, ha aperto le schede valide, sulla base di un'intesa raggiunta tra loro; in questo modo, per esempio, è stato convalidato il collega Porcu che, da un esame dei registri, risultava soccombente. Successivamente,


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da un esame delle schede è risultato vincente e legittimamente siede in quest'aula.
Vi sono poi un altro paio di valutazioni: una riguarda, per il collegio della Campania, i colleghi Rivelli e Maroni, e l'altra attiene ad un altro collegio, credo sia quello del collega Romano Carratelli come denunciante (non ricordo chi sia il collega qui presente).
Qual è la questione, signor Presidente? La riassumo rapidamente: il presidente di uno dei seggi del collegio n. 33 ha inviato al segretario generale del comune di Latiano la seguente memoria: «successivamente alla chiusura dello spoglio si è venuti a conoscenza della possibilità che, nell'attribuzione del numero dei voti a favore dei candidati, segnatamente nel collegio uninominale della Camera dei deputati, si sia potuto verificare un mero errore materiale. In particolare, si sarebbe invertita l'attribuzione dei voti a favore di un candidato, anziché di un altro. In conseguenza e per l'effetto di tale errore materiale avvenuto, qualora in realtà fosse venuto, al candidato Cosimo Faggiano, che è il ricorrente, sarebbe stato attribuito il risultato elettorale che avrebbe, invece, conseguito il candidato Luciano Sardelli».
Successivamente l'ex deputato Faggiano ha presentato un ricorso all'autorità giudiziaria ordinaria, la quale si è interessata della questione, pronunciando una decisione nella quale dichiara che, effettivamente, sulla base degli accertamenti compiuti dallo stesso tribunale, risulta che è possibile che vi sia stato lo scambio di voti di cui si parla. In particolare, in essa si evidenzia che: sulla scorta degli elementi acquisiti in sede di sommaria istruzione, afferma il tribunale, appare altamente probabile l'eventualità che, in sede di compilazione del verbale del seggio n. 7 di Latiano, il numero dei voti attribuiti al candidato Cosimo Faggiano fosse stato cambiato, per mera inversione materiale di trascrizione delle cifre, con un numero di voti attribuiti al candidato Luciano Sardelli, riportandosi così... e tralascio di concludere la frase perché si capisce cosa si vuol dire.
Sulla base di questi due dati, signor Presidente, chiedo che la Camera autorizzi la Giunta ad un supplemento di istruttoria sulla base di un principio. Siamo abituati in tutte le sedi a far valere - come giusto - il principio di maggioranza. Tuttavia, nel sistema maggioritario, di alternanza cosa accade? Accade che alcune istituzioni di garanzia, il Presidente ne faceva riferimento nella parte finale della suo discorso, non possono reggersi sul puro e semplice principio di maggioranza.
Voi comprendete infatti che, se esse si reggessero sul principio di maggioranza, qualunque maggioranza potrebbe stabilire che chiunque di noi non è legittimato ad essere presente qui dentro - pensiamo cosa può succedere con l'autorizzazione a procedere -, e pensiamo quindi, se si instaura un clima di questo genere, cosa accade nel meccanismo della reciprocità delle vendette con l'alternanza. Non credo sia questo lo spirito che deve animare i nostri lavori: credo che alcune istituzioni - qui mi riferisco allo spirito ed al contenuto dell'intervento del Presidente - dovrebbero essere animate dal tentativo di guardare alle questioni con una certa freddezza, senza far prevalere le ragioni di maggioranza su quelle che possono apparire le ragioni della controparte.
Non so se il collega Faggiano abbia torto o ragione; so che il presidente del seggio ha fatto quel tipo di dichiarazione e che il tribunale ha fatto quel tipo di dichiarazione; sulla base di queste due dichiarazioni, chiedo che la Giunta venga autorizzata a valutare le schede, così come mi dicono i colleghi componenti della Giunta, ha fatto in molti altri casi. Credo che ciò consentirebbe all'Assemblea di avere un clima di tranquillità e serenità nell'assumere le decisioni. Non c'è infatti dubbio che, se non si facesse un'operazione di questo genere, sia qui dentro che all'esterno, resterebbe la forte sensazione che si sia fatto prevalere un principio di maggioranza su un accertamento, che può portare allo stesso risultato, ma che può condurre anche ad uno diverso. Si tratta di cittadini che hanno votato e credo sia particolarmente rilevante dare la possibilità


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di accertare con chiarezza cosa hanno votato quei cittadini, piuttosto che impedire l'accertamento. Ripeto: si è fatto in molti altri casi e chiedo che lo si faccia anche in questo.
Non vado oltre con considerazioni politiche che potrebbero aprire tensioni e discussioni. Non è questo che ci interessa, l'interesse è bensì quello che la Camera possa valutare in questa occasione con serenità la questione ed autorizzare la Giunta ad un supplemento di istruttoria.
Se il Presidente lo ritiene, se la Giunta ritiene di fornire ulteriori chiarimenti, non saremo noi ad impedire eventualmente che l'esame della materia venga deliberato martedì prossimo, piuttosto che oggi, affinché ciascuno possa informarsi, trattandosi di valutazioni che riguardano la legittimazione di un collega che siede qui e forse legittimamente siede qui, o forse di un ex collega che è fuori di qui e forse dovrebbe essere qui.
Probabilmente decisioni di questo genere andrebbero assunte facendo in modo che ciascuno di noi possa conoscere a fondo le questioni, piuttosto che sulla base delle mie dichiarazioni e di quelle di altri colleghi. Valuti lei, signor Presidente, e valutino i colleghi quale sia la strada migliore per procedere ad un accertamento che rispetti un principio di fondo: quello di garanzia, secondo cui non si procede soltanto sulla base di un meccanismo maggioritario quando si tratta di diritti elettorali di questa importanza.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi sembra sia chiaro a tutti che si configura un caso che ha un certo rilievo. Infatti, i precedenti aiutano poco in questo senso.
Per prassi costante le decisioni di convalida della Giunta delle elezioni sono oggetto di comunicazione all'Assemblea che ne prende atto senza discussione. La ragione è evidente perché il lavoro è stato espletato dalla Giunta ed i parlamentari non hanno gli elementi per discutere in ordine a ciò.
Non è possibile porre in questa fase in votazione la convalida o meno di un'elezione perché la Giunta non presenta una relazione che motivi la sua proposta e la Camera non ha gli elementi per decidere di negare la convalida. Questo è quanto è accaduto sempre.
Vi sono precedenti in cui la Camera ha votato; essi si riferiscono ad ipotesi diverse, ad esempio, quelle delle elezioni dei deputati Vendola e Reale, per le quali la Giunta aveva proceduto all'apertura del procedimento di contestazione. Per tali elezioni, proprio in conseguenza del procedimento di contestazione, non era stata precedentemente sottoposta all'Assemblea la proposta di convalida. Qui tuttavia c'è una proposta di convalida.
Peraltro, l'onorevole Violante, con cortesia istituzionale, ha proposto all'Assemblea di rinviare l'esame delle operazioni relative a questo collegio, e non agli altri, alla Giunta perché si proceda ad un supplemento istruttorio. Ritengo che questa richiesta dell'onorevole Violante sia ammissibile e che si possa porre in votazione, fermo restando - e si tratta di un auspicio generale - che su tale materia occorrerebbe evitare il più possibile un voto di maggioranza, con una spaccatura dell'Assemblea. Credo vi sia anche un buon senso che precede la politica.
Comunque, su questa richiesta darò la parola ad un deputato per gruppo per cinque minuti (Commenti)... Scusate, capisco che i parlamentari della maggioranza si possano irritare, ma io darò la parola ad un deputato per gruppo per cinque minuti perché ritengo che una materia così delicata vada trattata con attenzione.

ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, la questione è delicata e, ovviamente, un intervento sull'ordine dei lavori andrebbe meditato più a lungo; riconosco la superficialità della mia affermazione. Tuttavia, rimetto a lei l'approfondimento.
Presidente, vorrei chiederle di valutare l'opportunità che il Presidente della Camera decida autonomamente se esistano o meno


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le condizioni per accogliere una richiesta di rinvio alla Giunta, perché mi pare che, forse, sarebbe più opportuno e meno pericoloso per il futuro che il Presidente della Camera - egli sì - con i suoi poteri e le sue prerogative faccia autonomamente una valutazione. Tuttavia, lo ripeto: riconosco che questo approfondimento spetta a lei e ai suoi uffici, piuttosto che a me, ma vorrei chiederle 30 secondi di riflessione.

PRESIDENTE. Onorevole Boccia, la ringrazio, anche per il tono di grande rispetto e considerazione - e aggiungo anche amicizia - con cui pone i problemi al Presidente della Camera. Credo di avere meditato la procedura e sono sicuro - posso sbagliare, naturalmente - che questa sia la strada più giusta.

DARIO FRANCESCHINI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DARIO FRANCESCHINI. Signor Presidente, credo che i parlamentari della maggioranza, rispetto a questa richiesta di ulteriore istruttoria, dovrebbero fare una riflessione più attenta possibile e in qualche misura personale, non legata agli schieramenti di appartenenza, perché è del tutto evidente - come diceva bene l'onorevole Violante poc'anzi - che il nostro sistema di garanzie, la Giunta delle elezioni, è stato immaginato con una legge elettorale proporzionale, nella quale le decisioni della Giunta sull'attribuzione dei seggi ai singoli parlamentari riguardavano comunque episodi interni alla stessa lista. Infatti, al più, si verificavano le preferenze e poteva essere eletto Tizio anziché Caio. In un sistema maggioritario, il quadro cambia completamente...

PRESIDENTE. Onorevole Volontè, la prego di non fare capannello! Colleghi del gruppo DS, anche voi... Cerchiamo di ascoltare con un po' di attenzione.

DARIO FRANCESCHINI. ...perché, se si introduce il principio che a maggioranza, all'interno della Giunta delle elezioni o di quest'Assemblea, si può accogliere un ricorso, che sia o non sia privo dei requisiti necessari per accoglierlo, in fatto e in diritto, e proclamare eletto un deputato, introdurremmo un principio particolarmente pericoloso. È come se, nel collegio in cui è stato eletto, ad esempio, il Presidente della Camera, l'onorevole Casini, il suo avversario presentasse un ricorso, dicendo semplicemente che gli elettori che hanno votato Casini, in realtà, pensavano al cognome del suo avversario e la Giunta delle elezioni, senza tante motivazioni, votasse, accogliesse il ricorso e proclamasse eletto il suo avversario. È evidente che, attraverso questa strada, a maggioranza, si può arrivare non soltanto a ledere i diritti soggettivi dei singoli parlamentari che si candidano nei collegi e il diritto degli elettori a vedere rispettata la volontà espressa con il loro voto, ma anche a stravolgere le stesse maggioranze di quest'Assemblea!
È evidente che il principio di pura maggioranza diventa particolarmente pericoloso. Questa eventualità, che fino a qualche giorno fa è sembrata soltanto teorica, si è concretizzata nel caso dell'onorevole Faggiano - onorevole, perché era deputato nella passata legislatura - il quale ha presentato un ricorso, documentando come vi sia stato un materiale errore di trascrizione dei dati nel senso che, nella sezione n. 7 del suo collegio, sono stati attribuiti 389 voti al suo avversario e 300 a lui, mentre risultava essere l'opposto.
C'è un errore materiale di trascrizione, come risulta dalla dichiarazione del presidente del seggio, il quale ha dichiarato che tale errore potrebbe esservi stato (egli chiede, addirittura, la riapertura del procedimento elettorale, ma gli è stato risposto che non era possibile, essendo già chiusi e consegnati i plichi) e, come dimostra il tribunale civile di Bari che, nel dichiararsi incompetente - come era logico, perché la competenza esclusiva è della Camera - ha dichiarato chiaramente


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(l'onorevole Violante citava il riferimento), è altamente probabile che vi sia stato questo errore materiale. Il giudice ha compiuto un'istruttoria; ha ascoltato il presidente del seggio, gli scrutatori, i rappresentanti di lista. Il tribunale di Bari ha concluso - credo che questo, signor Presidente, debba interessare anche lei, direttamente - in questo modo: malgrado risulti verosimile l'irregolarità, è probabile, quindi, l'accoglimento del reclamo dinanzi alla Camera. Il tribunale dà per scontato che un organo, deputato alla verifica dei voti, accolga quel ricorso.
La richiesta - formulata in Giunta e bocciata, purtroppo, a maggioranza - è di contare semplicemente 689 schede. Vi sono altri casi in cui sono state conteggiate tutte le schede del collegio (alcuni conteggi sono stati già completati, altri sono in corso). Qui si tratta di aprire una busta e, in mezz'ora, contare 689 schede ed accertare quale è il parlamentare che i cittadini di quel collegio hanno inteso mandare in quest'aula. È un diritto fondamentale.
Signor Presidente, lei giustamente si rimette all'Assemblea e la stessa potrà anche, ignorando il merito, decidere a maggioranza, ma poiché lei ha un ruolo di garanzia - e in questo caso si tratta di garantire un diritto essenziale - la invito ed esercitarlo in questa vicenda come in quella che, prima o poi, dovremo affrontare, ossia il completamento del plenum di questa Assemblea ed il diritto di 12 deputati ad essere proclamati tali in base alle norme e alla legge vigente. Ciò non è ancora avvenuto. Credo ciò investa direttamente il suo ruolo di garante, non solo del funzionamento, ma anche della regolarità di questa Assemblea (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).

MARCO BOATO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCO BOATO. Signor Presidente, vorrei innanzi tutto ringraziarla per le parole pronunciate poco fa, prima di iniziare il dibattito su quest'argomento, a conclusione dell'esame sul bilancio interno della Camera.
Nella parte conclusiva del suo intervento, ha dedicato alcune riflessioni molto importanti e con grande equilibrio proprio alla salvaguardia degli istituti di garanzia che il Parlamento si dà. Non è un caso che, per quanto riguarda la Giunta per le autorizzazioni e la Giunta per le elezioni, sia attribuita, in ogni legislatura, la presidenza ad un deputato dell'opposizione pro tempore.
Questa funzione degli istituti di garanzia rischierebbe di essere totalmente vanificata, tanto più in un sistema prevalentemente maggioritario, se il principio di maggioranza (semplicemente, occorre far valere i numeri) prevalesse su qualunque esigenza di rispetto delle regole e delle procedure che, ovunque naturalmente, ma in quelle Giunte, in particolare, deve essere fatto valere. Da questo punto di vista, signor Presidente, se magari l'onorevole Selva consente che lei mi ascolti...

PRESIDENTE. Onorevole Boato, stia tranquillo, la ascolto.

MARCO BOATO. Non mi riferivo a lei, ma all'amico Selva. È una materia delicata e mi pare che la stiamo affrontando con grande pacatezza e senso di responsabilità. Lei per primo ha indirettamente introdotto tale questione, sia pure in una sede diversa.
Condivido pienamente le richieste e le osservazioni svolte dal presidente del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, l'onorevole Violante. Mi pare sia ragionevole la ricostruzione, svolta poco fa del collega Franceschini, anche dal punto di vista istruttorio, sull'esigenza ulteriore che si pone e sul fatto che (in una dimensione molto più ampia) si è corrisposto a questa esigenza in altri casi o si sta addirittura ancora corrispondendo a questa esigenza (il nostro è un caso molto più specifico, riguarda soltanto le schede elettorali di un'unica sezione).
Mi pare sia condivisibile, signor Presidente, la procedura che lei ha proposto.


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Sappiamo che l'articolo 17 del regolamento, al primo comma, dispone che la Giunta riferisce all'Assemblea non oltre 18 mesi dalle elezioni sulla regolarità delle operazioni elettorali, sui titoli di ammissione dei deputati, sulle cause di ineleggibilità, incompatibilità e decadenza previste dalle legge, formulando le relative proposte di convalida, annullamento e decadenza.
Quelle che la Giunta delle elezioni fa all'Assemblea sono proposte, con riferimento alle quali lei, signor Presidente, ha ricordato qual è la prassi seguita in materia. Quindi, non vi è l'esigenza di sconfessare la Giunta, rifiutando la sua proposta di convalida, ma vi è quella che si arrivi ad un supplemento di istruttoria soltanto sulla questione specifica, posta con molto garbo ed anche con molto rigore istituzionale. Mi pare che essa sia condivisibile e credo che debba essere condivisa da tutti i gruppi, non solo da quelli di opposizione.
La segnalata esigenza, infatti, attiene ad una garanzia che riguarda il funzionamento delle nostre istituzioni interne, in questo caso il funzionamento della Giunta delle elezioni, la quale deve essere uno strumento di garanzia per tutto il Parlamento e per tutti i soggetti titolati a fare ricorso a tale organo ed alla Camera affinché siano fatti valere i loro diritti, quali che siano, perché se tali diritti siano in capo all'una od all'altra persona, non è giudizio che dobbiamo dare noi in questo momento - lei, signor Presidente, lo ha ricordato molto opportunamente - ma deve darlo la Giunta delle elezioni, in modo documentato ed approfondito e previa istruttoria. Se questa istruttoria, per ragioni che non conosco, non è stata compiuta, è opportuno che l'Assemblea, su questa specifica proposta di convalida, deliberi un rinvio alla Giunta, per dare a questa la possibilità di effettuare - per dovere e per necessità, direi - un supplemento di istruttoria, quale che ne sia l'esito.
Quindi, invito i colleghi a votare a favore della proposta che lei, signor Presidente, ha sottoposto all'Assemblea.

GIAN FRANCO ANEDDA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIAN FRANCO ANEDDA. Signor Presidente, il tema del rinvio alla Giunta delle elezioni per un riesame sul punto che conosciamo è stato posto con molto garbo, ma anche con molta abilità, sottacendo, cioè, alcuni passaggi che, invece, sono decisivi.
In particolare, il passaggio decisivo sottaciuto riguarda il fatto che la Giunta delle elezioni ha compiuto ampi accertamenti, per cui una decisione in contrasto con la proposta da essa fatta all'Assemblea romperebbe la prassi della Giunta medesima e di questo Parlamento, in termini anche gravi. Cercherò di spiegare le ragioni di questo mio convincimento.
La Giunta delle elezioni ha compiuto tutti gli accertamenti anzitutto perché, così com'è accaduto negli altri casi, ha esaminato tutte le schede bianche e tutte le schede nulle. In secondo luogo, il ricorrente si è doluto, nel ricorso, di un errore di trascrizione, che, però, non si è verificato, giacché l'esame di tutte le tabelle compilate al momento dello scrutinio e di tutti i verbali non ha evidenziato alcun errore di trascrizione, essendovi piena corrispondenza tra tali documenti.
Il rilievo del presidente del seggio è intervenuto tempo dopo, su sollecitazione - il presidente del seggio stesso ne ha dato atto - dei rappresentanti di lista, i quali, peraltro, non erano presenti al momento dello spoglio.
I rappresentanti di lista, legittimamente persone di parte, hanno riferito al presidente del seggio una loro congettura, peggio, un loro sospetto. Il presidente del seggio non ha convalidato né la congettura, né il sospetto, ma ha detto (sintetizzo): a me non risulta affatto che vi sia stato un errore di trascrizione; non risulta. Certo - ha detto - è possibile che vi sia stato, com'è possibile qualunque cosa o qualunque evenienza in questo mondo, ma questa possibilità non trova fondamento in alcun atto concreto. L'intervento della magistratura,


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che si è dichiarata non competente, ripropone il tema in termini di possibilità, e lo pone, tra l'altro, senza nemmeno indicare quali accertamenti abbia compiuto e come la magistratura medesima sia giunta ad affermare l'esistenza di questa possibilità. Se chiudiamo il cerchio di tutto questo - gli accertamenti fatti, l'esame delle schede bianche e nulle, la diversa indicazione data dal ricorrente, gli eventi successivi che non confermano alcunché -, ...

RENZO INNOCENTI. C'è un pronunciamento della magistratura!

GIAN FRANCO ANEDDA. ...allora, si arriva al punto cruciale: se si dovesse decidere (e se la Giunta delle elezioni a suo tempo avesse deciso) di aprire i plichi delle schede valide, si instaurerebbe questo principio, questa prassi che si ripercuoterebbe nel futuro. Qualunque indicazione di sospetto, qualunque lamentela, da parte di qualunque dei non eletti, porterebbe, come conseguenza, la riapertura dei plichi dei seggi validi; porterebbe, come conseguenza, necessariamente, la riapertura - questa è stata poi la richiesta fatta in sede di Giunta - di tutte le schede dei voti validi in tutta la regione.
Voi comprendete che la prassi che si è instaurata aveva un fondamento e che confermare questa prassi è ancora un maggior fondamento, giacché chiunque sarebbe legittimato, autorizzato - e dovrebbe veder riconosciuta la richiesta - per qualunque motivo, assolutamente non dimostrato ed assolutamente non supportato da indizi, all'apertura di tutte le schede valide di ogni collegio e di ogni circoscrizione. In altre parole, sostanzialmente, la Giunta, dopo ogni elezione, dovrebbe rifare lo spoglio di tutte le schede: questo mi pare sia un principio inaccettabile, perché credo che la Camera debba confermare la prassi e le decisioni assunte in precedenza (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).

FRANCESCO GIORDANO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FRANCESCO GIORDANO. Signor Presidente, vorrei un attimo la sua attenzione, perché questa discussione è così delicata da investire direttamente il nodo della rappresentanza politica e del rapporto con la popolazione italiana della più alta istituzione che la rappresenta. È questione delicata; spiace dover così platealmente contrastare l'onorevole Anedda, che pure su altre questioni si è dimostrato particolarmente attento alle regole democratiche. Temo - lo dico con grande sincerità e passione - che un voto di maggioranza in Assemblea su una materia come questa sarebbe un vulnus gravissimo, che determinerebbe un'alterazione dei rapporti e del principio di rappresentanza. Perché dico questo? Perché l'onorevole Anedda sa bene che la Giunta per le elezioni, all'inizio del suo lavoro, nel momento del suo insediamento, aveva deciso formalmente che, qualora le differenze di valutazione sarebbero rimaste entro i 200 voti di contrasto, si sarebbero scrutinati tutti i voti del collegio.
Ora, naturalmente, ciò, onorevole Anedda, è già accaduto: l'onorevole Meloni, infatti, è stato penalizzato e non è più deputato perché sono state riconteggiate tutte le schede. Se per l'onorevole Meloni si fosse seguita, allora, la stessa norma e la stessa pratica che lei vorrebbe far seguire oggi, ora sarebbe deputato (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo). Dunque, facciamo attenzione perché questo è un punto di principio su cui, non si può, in alcun modo, trascendere. La stessa identica procedura è stata già seguita anche per l'onorevole Porcu che siede nel Parlamento italiano in virtù del fatto che si è proceduto ad uno spoglio di tutte le schede. Dunque, come si vede, stiamo discutendo di questioni delicatissime e ci troveremmo di fronte ad una difformità gravissima dal punto di vista della correttezza.
L'unica cosa che ha fatto la Giunta per le elezioni è stata una verifica delle schede bianche e delle schede nulle. Peraltro, da


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questa verifica, è risultata una riduzione del differenziale tra il candidato di cui oggi si propone la convalida e l'altro. Per questa ragione noi chiediamo, al pari dei casi precedenti, di ritornare a discutere e valutare con uno scandaglio concreto delle schede.
D'altronde, signor Presidente, c'è una sentenza del tribunale di Bari, riferita proprio ad una vicenda concreta riguardante una sezione elettorale, dove si parla di un errore della sezione elettorale che ha attribuito al deputato del centrodestra voti in più che, invece, avrebbero dovuto essere attribuiti all'altro deputato. È una sentenza del tribunale di Bari che, però, non è competente in quanto è la Giunta per le elezioni ad avere questa competenza. Dunque, attenzione, perché se si dovesse giungere ad un voto di maggioranza anche in Assemblea, come già è accaduto in Giunta, ci troveremmo di fronte ad una gravissima lesione istituzionale e ad una difformità di comportamento che, signor Presidente, solleverebbe un problema di grande rilievo anche con riferimento alla contesa degli altri 13 seggi (Applausi dei deputati dei gruppi di Rifondazione comunista e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Vito. Ne ha facoltà.

ELIO VITO. Signor Presidente, la ringrazio di aver offerto questa opportunità di dibattito sereno all'Assemblea; credo sia anche l'occasione per riaffermare alcuni dei principi sui quali si fonda il nostro lavoro, posto che, come ha ricordato anche poco fa il collega Giordano, il nostro lavoro si fonda, innanzitutto, sul principio di rappresentanza, quel principio di rappresentanza, onorevole Giordano, che rende anche possibile l'esistenza di una maggioranza ed una minoranza. È, infatti, lo stesso principio di rappresentanza, che lei ha poc'anzi richiamato, a determinare le condizioni per le quali esiste una maggioranza ed esiste una minoranza. Ma tornerò poi su questo punto.
Ora cercherò, brevemente, di attenermi ai fatti ed a quanto è stato richiamato dall'onorevole Violante e dagli altri colleghi intervenuti relativamente all'episodio specifico che, a mio giudizio, è di una chiarezza esemplare. Di ciò dovremmo ringraziare anche tutti i colleghi della Giunta delle elezioni, presieduta, come ha ricordato il presidente Boato, da un esponente della minoranza, il presidente Soro che, anche in questo caso, ha compiuto un buon lavoro.
Dunque, qual è il caso specifico di cui stiamo discettando? Posto che la Giunta non si è data, né poteva darsi, in questa legislatura come in altre, un criterio astratto di verifica delle schede in relazione al distacco tra un candidato e l'altro, ha confermato il principio in base al quale si esaminano i ricorsi caso per caso e previa valutazione, di fondatezza del ricorso. Sulla base di tale valutazione, si decide se compiere o meno alcuni atti istruttori. Se tale valutazione preliminare mancasse, i colleghi se ne renderanno ben presto conto, verrebbe meno un altro principio fondamentale, al pari di quello di rappresentanza, che è il principio di legalità. Il presupposto della regolarità delle elezioni può essere inficiato solo laddove vi sia un ricorso ritenuto preliminarmente fondato. Ciò fa nascere l'esigenza di verifiche istruttorie le quali, eventualmente, possono mettere in dubbio la regolarità delle elezioni, procedimento complesso, che, già al suo interno, contiene una serie di controlli attivabili dai presidenti di seggio, per poi passare ai tribunali circondariali, sino alla Giunta delle elezioni.
Nel caso specifico la Giunta ha ritenuto comunque di compiere questi atti istruttori, non solo svolgendo la verifica delle schede bianche e nulle di tutte le sezioni del collegio, compresa quella indicata, ma anche entrando nel merito del ricorso (sul quale poi mi soffermerò) in riferimento alla sezione in oggetto. I colleghi devono essere informati del lavoro che ha svolto la Giunta. Ebbene, sul verbale di quella sezione non è annotata alcuna contestazione. Vi è un momento nel quale i rappresentanti di lista possono contestare lo scrutinio, contestazioni che, qualora


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sollevate, devono essere messe a verbale. Lo ripeto, nel verbale di quella sezione non vi è, invece, alcuna contestazione.
Ciononostante, la Giunta ha scrupolosamente verificato le tabelle di scrutinio di quella sezione (sapete che lo scrutinio viene svolto chiamando, man mano che si aprono le schede, il nome del candidato su di esse indicato, aggiungendo un segno vicino al nominativo chiamato), riscontrando che quelle dei singoli scrutatori e del segretario del presidente di seggio coincidono all'unità. Pertanto, è stato escluso, dagli accertamenti compiuti dalla Giunta, che possa essere stato commesso un qualche tipo di errore.
Cosa viene riportato nel ricorso e cosa, secondo me giustamente, tranne alterare prassi pluridecennali e compromettere il principio di legalità e di regolarità del procedimento elettorale, la Giunta non ha ritenuto di dovere verificare (poi tratterò anche delle dichiarazioni del presidente di seggio)? Le dichiarazioni rilasciate dai rappresentanti di lista 48 ore dopo, in cui questi affermano di ricordarsi - lo ripeto, solo dopo 48 ore - che, a loro giudizio, in quella sezione, i voti erano diversi, in quanto il numero di voti ottenuto dal candidato non proclamato era superiore a quello ottenuto dal candidato proclamato. Il presidente di seggio non ha riconosciuto questo errore. Egli, 48 ore dopo il 15 maggio, ha semplicemente scritto al segretario generale (su richiesta dei rappresentante di lista, che nulla avevano eccepito al momento dello spoglio, unico momento rilevante per la Giunta) dicendo non che fu commesso un errore, ma che, qualora tale errore si fosse verificato, esso avrebbe privato dei voti il candidato foggiano. Non ha detto, pertanto, che tale errore ci fu; egli ha semplicemente detto, su richiesta dei rappresentanti di lista, 48 ore dopo, che, se l'errore, che in realtà non si è verificato, si fosse invece verificato... Non vi è pertanto alcuna dichiarazione del presidente di seggio che afferma di essersi sbagliato, né tanto meno il tribunale poteva dichiarare altro rispetto a quanto ha dichiarato, cioè di essere incompetente rispetto alla materia e di avere semplicemente preso atto che esiste una dichiarazione del presidente di seggio nel quale si legge: qualora in realtà si fosse verificato un errore. Errore, dunque, non c'è stato, e questo risulta anche dagli adempimenti istruttori pur compiuti dalla Giunta.
Pertanto, signor Presidente, ritengo che la Camera, con saggezza e con piena cognizione della regolarità del procedimento svolto, debba respingere la proposta del collega Violante.
Signor Presidente, mi permetta di aggiungere un'osservazione brevissima sul principio di maggioranza. In questa legislatura la Giunta delle elezioni ha svolto sette verifiche, alcune ancora in corso, e cinque riguardano deputati della maggioranza. Si tratta di verifiche che i nostri colleghi che compongono la Giunta hanno concesso di avviare. Non ricorderò qui casi avvenuti in altre legislature nei quali, a maggioranza, l'Assemblea ribaltò voti conteggiati dalla Giunta (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia). Mi permetta, però, di citare solo un precedente, perché ne sono stato testimone e perché, in quell'occasione, assunsi un dato comportamento: nella scorsa legislatura fu respinta a maggioranza una richiesta di verifica per un candidato della Casa delle libertà che aveva perso per 35 voti. Come presidente della Giunta ho difeso quella decisione, che non condividevo, della maggioranza di allora, in base agli stessi principi di regolarità delle elezioni, di certezza del procedimento elettorale e di economia dei lavori dell'Assemblea in base ai quali credo che ora si debba respingere questa proposta (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, dell'UDC (CCD-CDU) e della Lega nord Padania).

PRESIDENTE. Onorevole colleghi, per il gruppo misto è già intervenuto l'onorevole Boato. Lo dico in riferimento ad una protesta, legittima, che mi sta formulando l'onorevole Maura Cossutta e che però non ritengo di dover accogliere.
Onorevoli colleghi, do atto alla Giunta della comunicazione relativa alla convalida del collegio uninominale n. 8 della VI circoscrizione Trentino-Alto Adige, nonché


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dei collegi uninominali della XXI circoscrizione Puglia, salvo il collegio uninominale n. 33, per il quale l'onorevole Violante ha proposto il rinvio in Giunta per un supplemento istruttorio. Dichiaro convalidate le suddette elezioni a cui ho fatto riferimento.
Porrò in votazione la richiesta di rinvio alla Giunta delle elezioni relativa al collegio uninominale n. 33 della XXI circoscrizione Puglia. Avverto che, ove respinta tale proposta, l'elezione si intenderà convalidata.
Considerata la delicatezza di questa votazione, chiedo ai deputati segretari di prestare attenzione ed invito i deputati a prendere posto ciascuno nel proprio seggio, perché non saranno tollerate votazioni plurime.
Pongo dunque in votazione, mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi, la richiesta di rinvio alla Giunta relativa al collegio uninominale n. 33 della XXI circoscrizione Puglia.
(È respinta).

La Camera respinge per 30 voti di differenza.
Essendo stata respinta la proposta di rinvio alla Giunta delle elezioni per il supplemento istruttorio, si intende convalidata l'elezione del deputato Luciano Mario Sardelli nel collegio uninominale 33 della XXI circoscrizione Puglia (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia). Non credo sia il caso di fare applausi; non vedo cosa ci sia da applaudire (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo, di Rifondazione comunista e Misto-Comunisti italiani)!

MAURA COSSUTTA. Vergogna!

PAOLA MANZINI. Vergogna!

LUCIANO VIOLANTE. Chiedo di parlare.

MAURA COSSUTTA. Questo è un regime!

LUIGI OLIVIERI. È una vergogna!

MARIO LANDOLFI. Vergognatevi voi!

LUCIANO VIOLANTE. Colleghi, calma!

PRESIDENTE. Mi rivolgo all'onorevole Cossutta, all'onorevole Landolfi, all'onorevole Nisi e ad altri parlamentari: l'onorevole Violante ha chiesto di parlare! Prego, onorevole Violante, ne ha facoltà.

LUCIANO VIOLANTE. Signor Presidente, prendiamo atto del risultato di questo voto e del fatto che si è deciso, anche da parte di schieramenti politici che si appellano costantemente al principio di garanzia, di non garantire chi ha chiesto di essere garantito. È una questione molto grave per il prosieguo dei nostri lavori.
Signor Presidente, annuncio che il gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo sospenderà la sua partecipazione alla Giunta delle elezioni perché, evidentemente, non siamo garantiti (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo, di Rifondazione comunista e Misto-Comunisti italiani - Applausi polemici dei deputati Maggi e Coronella).
La maggioranza non garantisce i diritti fondamentali e intende espellere dal Parlamento, sulla base del principio di maggioranza e non sulla base del principio di legalità chi chiede una verifica (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
Signor Presidente, evidentemente non ci sono le condizioni per essere garantiti e ciò mi dispiace molto. Noi, per ora sospendiamo la nostra partecipazione alla Giunta e ci riserviamo di assumere altri comportamenti parlamentari, perché non possiamo non segnalare al paese questo gravissimo precedente autoritario e non segnalare all'Assemblea ed alle istituzioni della Repubblica che in questo Parlamento oggi si è consumata una delle pagine peggiori della sua storia (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo, di Rifondazione comunista e Misto-Comunisti italiani).


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GIANFRANCO CONTE. Vergogna!

GIUSEPPE ROSSIELLO. Vergognati tu, delinquente!

FRANCESCO BONITO. Vergognati!

PRESIDENTE. Onorevole Conte, onorevole Bonito! Qualcuno ha perso la testa. Non capisco... L'onorevole Violante sta dicendo cose importanti e anche gravi per il loro significato. È giusto che qualcuno dissenta e che parli, ma non vedo perché gli insulti debbano irrompere nell'aula quando non ve ne è assolutamente bisogno!
Onorevoli colleghi, l'onorevole Violante ha fatto una dichiarazione. Sapete che dalla Giunta delle elezioni non ci si può dimettere per regolamento...

LUCIANO VIOLANTE. Ho detto: «non parteciperemo»!

PRESIDENTE. Ho capito, onorevole Violante. Se ha la cortesia di lasciarmi finire...! Ho detto che, come voi sapete, dalla Giunta delle elezioni non ci si può dimettere e l'onorevole Violante ha annunciato che il gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo non parteciperà ai lavori della stessa. È una decisione significativa e grave, comunque venga valutata. Pertanto, consentitemi innanzitutto di convocare...

ROBERTO GIACHETTI. Ci sono anche altri che vogliono parlare!

DARIO FRANCESCHINI. Presidente! Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Onorevole Franceschini, possiamo continuare a parlare, ma non credo che si debba aprire un altro dibattito su questo punto. Comunque, prego, onorevole Franceschini. Ne ha facoltà.

DARIO FRANCESCHINI. Signor Presidente, ritengo che, prima di esprimere un suo commento su questa vicenda, debba interessarle il fatto che anche i parlamentari della Margherita, DL-l'Ulivo non parteciperanno più ai lavori della Giunta delle elezioni (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, di Rifondazione comunista e Misto-Comunisti italiani - Applausi polemici del deputato Gianfranco Conte)... e lo facciamo con estrema convinzione. In questa aula, infatti, si è introdotto il principio che la maggioranza parlamentare può decidere l'esito delle elezioni, successivamente ai risultati delle stesse, semplicemente alzando la mano e ignorando le posizioni espresse da un tribunale del nostro ordinamento, il quale ha espressamente detto che in questo caso esistevano tutti i requisiti (Commenti dei deputati del gruppo di Forza Italia)...

PRESIDENTE. Onorevole colleghi, lasciate parlare l'onorevole Franceschini!

DARIO FRANCESCHINI. ...rifiutandosi di ricontare 689 schede.

SAVERIO LA GRUA. Non è vero!

FRANCESCO BONITO. Andatevele a leggere!

DARIO FRANCESCHINI. Allora, ognuno di voi deve sapere che un giorno la stessa cosa potrebbe capitare, a ruoli ribaltati, a voi essendo minoranza, e che un vostro legittimo diritto (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale e della Lega nord Padania)...

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi!

DARIO FRANCESCHINI. ...potrebbe essere calpestato in basa alla semplice regola dei numeri.
Questo è un fatto grave per la regolarità di questa Assemblea, signor Presidente. Ritengo che nel suo ruolo di garante non soltanto del funzionamento dei lavori, ma anche della regolarità di questa Assemblea lei abbia il dovere di assumere una posizione netta. Rimettersi all'Assemblea, in questo caso, non basta (Vivi applausi dei deputati dei gruppi della Margherita,


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DL-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, di Rifondazione comunista e Misto-Comunisti italiani)!

PRESIDENTE. Comunque, onorevole Franceschini, il Presidente della Camera non è il prevaricatore della Camera, se lo ricordi (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo - Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia). Il Presidente della Camera si è comportato in questo caso con attenzione e scrupolo istituzionale, come era doveroso. Non poteva fare altrimenti (Vive proteste dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo, di Rifondazione comunista e Misto-Comunisti italiani.

LUIGI OLIVIERI. Non è vero!

MAURA COSSUTTA. L'UDC ha votato a favore!

MARCO RIZZO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCO RIZZO. Signor Presidente, stiamo parlando di un tema molto delicato. Ho avuto la fortuna-sfortuna di partecipare sempre alle sedute della Giunta delle elezioni e devo dire che, sino a ieri, il comportamento di tutti i membri della Giunta delle elezioni, sia di maggioranza sia di opposizione, è stato quello di una Giunta di garanzia che non poteva vedere prevaricare, in un sistema maggioritario con regole ancora legate al proporzionale; una Giunta per le elezioni (Commenti dei deputati del gruppo di Forza Italia). Così ci siamo comportati. Devo dare atto ai membri di maggioranza della Giunta delle elezioni che sino a ieri abbiamo esaminato casi particolari in cui, per qualche centinaio di voti o anche meno, si poteva eleggere un deputato dell'opposizione o della maggioranza.
Cito, in particolare, il caso Meloni-Porcu per il quale abbiamo verificato che erano stati commessi alcuni errori nella registrazione dei voti nei registri e che sarebbe risultato eletto il deputato dei Comunisti italiani Meloni (Commenti del deputato Maione). Devo dare atto ai membri della maggioranza presenti in Giunta delle elezioni di aver consentito che si potesse verificare l'errore sui verbali. Poi, giustamente, da parte dei membri della maggioranza, è stato chiesto di verificare le schede, tutte le schede, ed abbiamo conteggiato e controllato le 80 mila schede. Lì abbiamo visto che succedeva l'inverso: il deputato Meloni, cioè, non sarebbe stato più deputato e sarebbe stato eletto, così com'era avvenuto in prima battuta, il deputato Porcu. Ciò è stato fatto in modo pienamente democratico.
La Giunta per le elezioni prosegue nell'esame di casi simili. Vorrei capire perché, dato che sono stato in tale Giunta, sulla vicenda della Puglia i membri della maggioranza della Giunta per le elezioni abbiano voluto compiere tale forzatura. Chiaramente, i deputati del resto dell'Assemblea non vivono la vicenda e, quindi, è facile che anche il voto appena espresso sia stato dato con leggerezza. Tuttavia, sappiate che avete realizzato un vulnus formidabile rispetto alla garanzia della Giunta per le elezioni.
Pertanto, annuncio che anche i Comunisti italiani ed i Verdi rappresentati nella Giunta delle elezioni non parteciperanno più alle riunioni della Giunta. Chiediamo una valutazione seria alla Presidenza della Camera perché passi come questo, lo dico sommessamente, designano non più una democrazia parlamentare, ma l'inizio di un regime (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e dell'UDC (CCD-CDU) - Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Comunisti italiani, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo e Misto-Verdi-l'Ulivo).

ELIO VITO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ELIO VITO. Signor Presidente, innanzitutto ritengo singolare un dibattito a commento di un voto già espresso, ma mi rendo conto che può capitare anche questo.


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FRANCESCO BONITO. Viva la Casa delle libertà!

ELIO VITO. Signor Presidente, dato che proprio io ho contestato la procedura da lei adottata vorrei dire che il fatto che venga contestata anche dall'opposizione, quando lei ha concesso all'opposizione quello che in quarant'anni non è mai stato concesso, cioè che si aprisse un dibattito su una proposta di convalida...

FRANCESCO BONITO. In quarant'anni questa cosa non l'avete mai fatta!

MAURIZIO ENZO LUPI. Ma smettila, stai zitto!

FRANCESCO BONITO. Cretino delinquente!

PRESIDENTE. Onorevole Bonito, non può usare queste espressioni, la prego! Onorevole Bonito...

ELIO VITO. Dunque, signor Presidente, le do atto di aver adottato una procedura a garanzia delle richieste dell'opposizione: non si era mai verificato in quarant'anni che una proposta di convalida della Giunta fosse oggetto di tale dibattito e di un voto preliminare di rinvio perché abbiamo sempre assistito al contrario. Mi riferisco ad esami istruttori compiuti all'interno della Giunta, a contestazioni discusse dalla Giunta e a dibattiti in aula che avvengono non sulle proposte di convalida, ma sulle proposte di contestazioni.
Credo, quindi, che l'Assemblea debba riconoscere che lei ha inteso innovare questa prassi ed offrire l'opportunità di una discussione e di un voto che - onorevole Rizzo - va rispettato. Perché quello che noi non possiamo concepire, signor Presidente, è un'idea della democrazia, in base alla quale va rispettato il voto degli elettori, ma solo quando tale voto è favorevole alla sinistra. Il voto degli elettori va rispettato sempre (Proteste dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, di Rifondazione comunista e Misto-Comunisti italiani)!

GIUSEPPE ROSSIELLO. Non è così, Vito!

NICHI VENDOLA. È un buffone!

FRANCESCO GIORDANO. Decide pure le elezioni!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi! Onorevoli colleghi, non si può interloquire urlando: no! Sta parlando l'onorevole Vito, lo si lascia prima finire!

ELIO VITO. La maggioranza parlamentare è espressione del libero voto degli elettori; vanno rispettate le delibere prese a maggioranza, che hanno una lunghissima tradizione anche su questa materia...

GIUSEPPE ROSSIELLO. Menti, sapendo di mentire!

ELIO VITO. ...che hanno una lunghissima tradizione anche su questa materia di delibere prese a maggioranza. È una lunghissima tradizione di contrastati voti presi a maggioranza, nella scorsa legislatura in Giunta, nelle precedenti legislature in aula, ribaltando - al contrario di quanto avvenuto adesso - delle verifiche già fatte dalla Giunta che avevano accertato la sussistenza di voti a favore di candidati che poi maggioranze parlamentari hanno rispedito a casa anziché proclamare in aula.

GIUSEPPE ROSSIELLO. No! No! Presidente, chiedo la parola!

ELIO VITO. Ma questa è la tradizione che noi abbiamo rispettato, signor Presidente.
Ora con riferimento però all'aspetto che si pone alla sua attenzione, che credo sia l'unico aspetto obiettivamente grave e rilevante - la decisione di alcuni gruppi di non partecipare più ai lavori della Giunta delle elezioni, che è rappresentata autorevolmente per un principio che ha ricordato l'onorevole Boato e al quale naturalmente ha ritenuto anche questa maggioranza di dover convenire, cioè la Presidenza


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dell'opposizione - credo, signor Presidente, che si ponga una questione. Ma la questione che si pone è che la maggioranza della Giunta delle elezioni ha aderito alla richiesta, che era stata fatta in quella sede, di non procedere. Onorevole Fassino, lei lo sa, perché è stato anche lei promotore di autorevoli richieste di non procedere a voti di maggioranza, laddove noi ritenevamo che avessimo il diritto di rappresentare quei 12 deputati che ancora oggi non sono rappresentati. Abbiamo aderito a questa richiesta, abbiamo sospeso di procedere, abbiamo fatto altre verifiche istruttorie. La vicenda è tuttora sospesa, per vostra iniziativa alla quale la maggioranza ha aderito senza abbandonare per questo la Giunta, ma, anzi, consentendo che la Giunta procedesse ad effettuare tutte le altre verifiche istruttorie. Potrà pur capitare che in un Parlamento, nel quale giustamente la maggioranza rivendica il fatto che oggi all'ordine del giorno ci siano i punti successivi, che riguardano richieste dell'opposizione, come facciamo ogni settimana (la settimana scorsa con le mozioni)...

GIUSEPPE ROSSIELLO. Quanto è gentile lei!

FRANCESCO BONITO. Grazie, quanto sei buono!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi. Onorevoli colleghi! Onorevole Bonito, la prego.

ELIO VITO. No, colleghi, non dite così, perché nella precedente legislatura la maggioranza del centrosinistra non consentiva questo rispetto dell'opposizione che noi abbiamo, che per noi è scontato, perché siamo democratici e liberali, e che vorremmo che fosse almeno riconosciuto (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, di Rifondazione comunista e Misto-Comunisti italiani).
Allora, Presidente, concludo dicendo che si pone quindi un problema interno alla Giunta delle elezioni, rispetto al quale il presidente, esponente di minoranza, onorevole Soro, dovrà poi decidere l'atteggiamento da assumere. I nostri deputati continueranno a partecipare regolarmente ai lavori della Giunta e a garantire la regolarità dei lavori della Giunta stessa, che è principio di garanzia per tutta l'Assemblea. Ci auguriamo che questa grave decisione possa essere rivista, in base alle autonome valutazioni che i gruppi di opposizione vorranno fare, perché a noi non piace deliberare da soli...

FRANCESCO GIORDANO. L'hai fatto!

ENZO BIANCO. Meno male! Grazie.

ELIO VITO. ...e ci auguriamo quindi che voi possiate rientrare all'interno di questo organismo di garanzia, perché questo è lo spirito della Giunta delle elezioni. Vorremmo, Presidente, che anche lei, se trova il tempo, dicesse una parola sulla regolarità della votazione che ha avuto luogo poco fa. C'è stata regolarità nella votazione...

PRESIDENTE. Onorevole Vito, mi scusi, non mi chieda l'ovvio perché, poiché presiedo questa Assemblea, è ovvio che ritengo che la votazione sia regolare. La procedura l'ho indicata io!

ELIO VITO. Appunto, vi è stata una votazione a maggioranza, di una maggioranza parlamentare che è libera espressione di una democratica maggioranza degli elettori.

ANTONELLO SORO, Presidente della Giunta delle elezioni. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONELLO SORO, Presidente della Giunta delle elezioni. Ieri ho riferito al Presidente della Camera sullo stato di relazioni politiche che si sono create all'interno della Giunta delle elezioni e che hanno aperto ieri una fase particolarmente delicata.


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Credo che le dichiarazioni, rese oggi in aula dai rappresentanti dell'opposizione, rendano ancora più acuta la fase di disagio, di difficoltà e di praticabilità dell'attività ordinaria della Giunta delle elezioni.
La Giunta - come è noto e come tutti, oggi, hanno ribadito - è un organo di garanzia parlamentare, che ha una sua configurazione tutta particolare; infatti, non è una Commissione, ma una Giunta che, avendo obblighi di tutela nei confronti non solo dei deputati eletti, ma anche dei cittadini che si rivolgono alla Camera, rappresenta un organo assolutamente insindacabile nel governo di processi che, in altri ambiti, prevedono diversi gradi di giudizio; infatti, secondo la nostra Costituzione, la Giunta delle elezioni conclude tali gradi di giudizio.
Si tratta di un organo che, per sua natura, non può non avere una vita interna informata a regole differenti rispetto a quelle che disciplinano l'ordinario rapporto tra maggioranza e opposizione.
Nella storia di questo Parlamento, la Giunta delle elezioni - per quello che mi è dato sapere - ha sempre osservato un'articolazione interna tutta informata alla necessità di garantire la maggioranza e l'opposizione. Devo, tuttavia, evidenziare che, per la prima volta, in questa legislatura - che, comunque, è la terza dopo la creazione di un ordinamento maggioritario e bipolare -, noi scontiamo l'asimmetria tra l'ordinamento che dà vita e legittima la Giunta delle elezioni e il sistema politico che si è modificato.
Una Giunta, che è organo di garanzia, non può essere affidata alla regola di maggioranza e di minoranza. Diversamente, il giudice non è terzo e noi abbiamo la presunzione, l'obbligo costituzionalmente tutelato di essere terzi rispetto a chi si rivolge ad un organo insindacabile che deve fare giustizia.
In questo anno, abbiamo cercato di vivere anche le straordinarie ed inesplorate difficoltà che ha avuto la Giunta, come nel caso irrisolto dei seggi vacanti nonché per l'esame, nell'ambito della verifica dei poteri, di tutta una serie di ricorsi (da quelli della Lega nord e della lista Di Pietro a quello di diversi deputati coinvolti in un ricorso che faceva riferimento all'articolo 19 e ad altri singoli ricorsi rivolti a deputati che contestavano la veridicità degli atti certificatori trasmessi dall'Ufficio centrale alla Camera dei deputati). Fino a ieri, abbiamo fatto ciò in un rapporto, faticosamente mantenuto, di reciproco rispetto e anche di coerenza delle regole che ci siamo dati.
Badate, colleghi, nella verifica dei poteri non esiste un disciplinare che consumi per intero tutte le opportunità che ci sono date. Esiste una giurisprudenza che si forma di volta in volta, esistono criteri che ci si dà e coerenze che si costruiscono nei comportamenti che la Giunta vive e ai quali tutti abbiamo il dovere di sentirci impegnati.
Così, è avvenuto che, il 2 agosto del 2001, io ho proposto - e la Giunta ha condiviso -, nell'esame delle schede valide, nulle e della scrittura all'interno delle stesse, un sistema di criteri per sopperire ad una legge elettorale che dà adito a qualche incertezza. Ma, peggio ancora, un sistema di ordini di servizio, di regolamenti, trasmessi dal Governo alla vigilia delle elezioni, hanno poi reso difficile valutare quali fossero i voti nulli e quelli validi. Eppure, abbiamo affrontato l'esame di oltre 100 mila schede, senza trovare grandi difficoltà a stare dentro il sistema delle regole che ci siamo dati.
All'interno di queste regole, non in modo perentorio, ci siamo dati una bussola che abbiamo rispettato: fare in modo che nessun deputato, ma neanche nessun ricorrente, alla fine del nostro processo di verifica dei poteri, possa sentire che è stata violata la sua domanda di giustizia, che noi abbiamo il dovere di soddisfare, avvicinandoci più che sia possibile alla verità. Questo ci ha consentito di affrontare un caso da manuale che vorrei citare. Ero assente e non so se stamattina sia stato richiamato. È il caso del ricorso dell'onorevole Meloni avverso l'onorevole Porcu che era informato esclusivamente all'esistenza di una divaricazione dei verbali fra la sezione elettorale e l'ufficio circoscrizionale che comunica i dati alla


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Camera. Abbiamo accertato la fondatezza del ricorso dell'onorevole Meloni che produceva come risultato l'elezione dell'onorevole Meloni e la decadenza dell'onorevole Porcu. Abbiamo deciso autonomamente, non perché ce lo abbia chiesto il ricorrente, di verificare tutte le 80 mila schede valide che, in modo assolutamente imprevisto, hanno ribaltato il risultato e fatto sì che l'onorevole Meloni risultasse ancora non eletto e l'onorevole Porcu felicemente confermato nel suo stato di eletto. Abbiamo fatto giustizia ed il ricorrente non ha nulla da dire, perché noi abbiamo fatto giustizia.
Ieri si è verificata una decisione che io considero asimmetrica rispetto al sistema di coerenze che ci eravamo dati e che ha aperto la situazione che i colleghi hanno richiamato e che lei, signor Presidente, ha ben presente. Io mi limito a dire che la Giunta delle elezioni per sua natura ha una condizione di impraticabilità dell'istituto delle dimissioni, ma questo non ci solleva - e comunque non solleva me - dall'obbligo di considerare indispensabile un'iniziativa del Presidente della Camera che - non si verifica stamattina, naturalmente - cerchi di ricondurre alle condizioni migliori possibili la vita della Giunta delle elezioni. Diversamente, è di tutta evidenza, signor Presidente, che io non potrei conservare la funzione di presidente della Giunta delle elezioni (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, di Rifondazione comunista, Misto-Comunisti italiani e Misto-Verdi-l'Ulivo e di deputati del gruppo di Forza Italia).

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, credo che le parole del presidente Soro concludano nel modo migliore questo dibattito molto difficile. La Giunta delle elezioni è un organo di garanzia. D'altronde che si sia scelto all'inizio di questa legislatura un esponente importante e significativo dell'opposizione già non smentiva l'accettazione di questo significato di garanzia da parte di tutta la Camera.
La decisione preannunciata dal presidente Violante è una decisione che mi preoccupa e che mi induce, per la giornata di martedì prossimo, a convocare i presidenti dei gruppi parlamentari con il presidente della Giunta delle elezioni, per un esame dettagliato di questa e di altre situazioni che esistono e che la Camera, pur nella loro complessità, dovrà affrontare.

LUCIANO VIOLANTE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUCIANO VIOLANTE. Signor Presidente, volevo darle atto che lei ha seguito una procedura che, dal punto di vista formale, ha garantito un dibattito perfettamente nelle regole nelle tradizioni di questo Parlamento. La ringraziamo per questo.

PRESIDENTE. Grazie.

LUCIANO VIOLANTE. Ciò che non è stato nelle regole e nelle tradizioni di questo Parlamento è la deliberazione che la maggioranza ha assunto, di cui prendiamo atto, come ho detto (Una voce dai banchi del gruppo di Alleanza nazionale: «Chiediamo scusa...»).
Signor Presidente, la cosa più grave, e lo dico ad un collega che rispetto come il collega Vito, è il non aver compreso la differenza che passa tra questo voto e tutto il resto dell'attività, perché questo voto, deliberare a maggioranza di non vedere se un soggetto è titolare a stare qui o non è titolare, è una delle cose peggiori che possa accadere in un Parlamento democratico.
Io non abuso di espressioni e spero che ciò non si possa ripetere, però, colleghi, questo è un atto di regime.
Quando la maggioranza non consente una valutazione dei titoli di uno che ha piena titolarità, lo consente per altre persone ma non per questo - non per questo -, questo, io chiedo scusa, so bene che l'espressione... (Commenti del deputato Di Luca).


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PRESIDENTE. Basta, onorevoli colleghi. Onorevole Violante...

LUCIANO VIOLANTE. Ma questo è un atto di regime.
Non so se la cosa possa essere corretta. Noi comunque, Presidente, la ringraziamo per il modo in cui ha condotto i lavori.
Abbiamo sentito che lei convocherà i presidenti di gruppo, però questa è una situazione insanabile e la consideriamo come tale ed assumeremo decisioni coerenti con l'insanabilità della decisione.

PRESIDENTE. Onorevole Violante, lei sa come me che in politica di insanabile non c'è niente, nel senso che si deve, comunque, andare avanti e guardare avanti. Però, la ringrazio personalmente del fatto che abbia voluto dare atto, diversamente da altri colleghi, della correttezza delle procedure che ha adottato il Presidente.

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