Allegato A
Seduta n. 162 del 20/6/2002


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(Sezione 4 - Diniego di concerto del ministro della giustizia sulla proposta di nomina del dottor Libero Mancuso a procuratore della Repubblica di Forlì)

D)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della giustizia, per sapere - premesso che:
il Ministro interpellato ha negato il «concerto» alla nomina del dottor Libero Mancuso per l'incarico di procuratore della Repubblica presso il tribunale di Forlì, nomina proposta dalla V commissione referente del Consiglio superiore della magistratura;
il Ministro interpellato ha motivato il diniego rilevando la pendenza di un procedimento disciplinare a carico del dottor Mancuso;
tale procedimento è stato promosso dal Ministro interpellato, a causa delle opinioni critiche espresse dal dottor Mancuso sulla gestione dell'ordine pubblico in occasione della riunione del G8 di Genova;
tale atto appare grave ed illegittimo sotto più aspetti: se al Ministro della giustizia, infatti, fosse consentito di negare il consenso per la proposta di nomina dei dirigenti degli uffici giudiziari in relazione a magistrati che egli stesso ha sottoposto a procedimento disciplinare, gli si riconoscerebbe, di fatto ed in contrasto con la Costituzione, un ruolo di arbitro assoluto nell'individuazione dei magistrati idonei a ricoprire incarichi direttivi;
al dottor Mancuso, inoltre, il Ministro interpellato imputa una responsabilità per opinioni liberamente espresse, nonostante la nota avversione del Ministro stesso per i reati di opinione (che sono cosa comunque ben diversa e ben più grave) e nonostante la nostra Costituzione riconosca a tutti, anche al dottor Mancuso, la libertà di pensiero e quella di parola;
l'illegittimità del provvedimento ministeriale discende dalla considerazione che il «concerto» può essere negato sulla base di valutazioni non sufficienti in ordine alla capacità organizzativa ovvero alla capacità professionale del designando e non certo a causa delle idee, delle opinioni e dei convincimenti culturali dello stesso;
giova altresì ricordare che il Ministro interpellato da tempo ha dimostrato la sua «antipatia» politica nei confronti del dottor Libero Mancuso, tanto che già un anno fa ebbe a preannunciare, minacciosamente, un'azione disciplinare contro il magistrato, intento poi realizzato qualche mese dopo;
il dottor Mancuso è unanimemente giudicato (eccezion fatta per il Ministro Castelli ed alcuni suoi amici) come magistrato di grandissime capacità, come giudice serio, che «ha assolto da sempre con indiscussa moralità ed abnegazione al suo non facile ruolo istituzionale» (in tal senso si è espresso il presidente della Associazione familiari vittime della Uno bianca) ovvero che «ha contribuito con grande lealtà e fedeltà nella sua veste istituzionale a portare avanti la ricerca della verità su tante vicende oscure della storia italiana» (in tal senso si è espresso il presidente dell'associazione «L'Unione familiari vittime per stragi»);
è altresì noto che il dottor Mancuso è stato impegnato in importanti indagini contro la criminalità organizzata, in occasione delle quali ebbe a subire gravi minacce di morte per sé e per la sua famiglia, tanto da essere trasferito per motivi di sicurezza da Napoli a Bologna;
il dottor Mancuso, infine, ha dato prova delle sue qualità e della sua lealtà istituzionale nel corso dell'intera carriera professionale e, in particolare, in occasione di delicatissimi processi, come quello relativo alla strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna, ove scoprì le responsabilità


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della destra eversiva e di uomini dei servizi segreti e della P2 -:
se ritenga o meno di rivedere la posizione ministeriale in ordine alla nomina del dottor Libero Mancuso a procuratore della repubblica presso il tribunale di Forlì;
se ritenga o meno di conformare il «concerto» ministeriale ai doveri istituzionali di leale collaborazione con il Consiglio superiore della magistratura ed all'attività di concertazione, indicati con chiarezza dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 379 del 9 luglio 1992.
(2-00378)
«Violante, Finocchiaro, Bonito, Buemi, Fanfani, Pisapia, Cento, Leoni, Carboni, Filippeschi, Grillini, Kessler, Lucidi, Mancini, Mussi, Siniscalchi».
(17 giugno 2002)