Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 161 del 19/6/2002
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DICHIARAZIONE DI VOTO FINALE DEL DEPUTATO ANNA MARIA LEONE SUL DISEGNO DI LEGGE DI RATIFICA N. 2299

ANNA MARIA LEONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il principale


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punto qualificante della Convenzione di Rotterdam del 1998 è rappresentato dalla procedura del PIC (prior informed consent) - cui fa riferimento la stessa Dichiarazione di Rio sull'ambiente e lo sviluppo sostenibile del 1992 - per l'importazione e l'esportazione di alcune sostanze chimiche e preparati pericolosi.
La Convenzione rende infatti obbligatoria tale procedura, che attualmente esiste solo per gli Stati membri dell'Unione europea, per le parti contraenti.
L'aspetto di maggior rilievo di tale procedura consiste nell'obbligo delle parti di facilitare lo scambio di informazioni sulle caratteristiche delle sostanze chimiche e dei preparati pericolosi.
In tal modo, le decisioni all'importazione e all'esportazione di siffatti prodotti, assunte dai Governi nazionali, debbono essere comunicate alle altre parti contraenti, in modo da consentire ai Governi meno dotati di mezzi adeguati di verificare la pericolosità delle sostanze.
Con l'approvazione del presente progetto di legge, i rischi per l'ambiente e la salute generati dalle sostanze chimiche e dai preparati pericolosi saranno dunque limitati, soprattutto nei paesi in via di sviluppo dove sino ad ora non era stato possibile garantire una gestione sicura di tali sostanze.
Ormai da tempo, la cooperazione nel settore della protezione ambientale non è più, sia per l'Italia che per la comunità internazionale, un aspetto secondario della politica globale.
Al contrario, si è concordi nel ritenere che, nel nuovo secolo, il degrado ambientale rappresenti uno dei pericoli maggiori per l'intera umanità.
Il tema ambientale, dunque, sta acquisendo un ruolo crescente nei rapporti internazionali, da una parte tramite specifiche convenzioni internazionali che vengono ratificate dagli Stati firmatari, dall'altra per il legame che si è stabilito tra la conservazione dell'ambiente e lo sviluppo sostenibile.
Le limitazioni. poste a difesa dell'ambiente e della salute dell'intera umanità stanno acquisendo un ruolo sempre maggiore in molti ambiti di attività: si va da quella industriale, ai trasporti, alla produzione e uso di energia, ai commerci interni e internazionali, alla gestione delle infrastrutture, alla gestione dei rifiuti, alla gestione delle acque interne e dei mari, all'agricoltura, alla pesca, agli allevamenti e alla produzione degli alimenti.
L'estensione del tema della difesa ambientale a così numerose attività e la loro connessione con i rapporti internazionali fanno sì che le problematiche ambientali abbiamo assunto un ruolo oramai globale e siano destinate ad acquisire un ruolo sempre maggiore, nella politica estera e nel commercio estero dei singoli Stati influenzando, come già accennato, le scelte legate sia alla cooperazione che allo sviluppo.
Con la ratifica di questa Convenzione, l'Italia non solo svolgerà un ruolo incentivante nei confronti degli altri paesi - ricordiamo che nel luglio scorso solo 15 dei 72 paesi firmatari avevano ratificato la suddetta Convenzione - ma rispetterà anche gli impegni assunti in occasione del G8 di Genova in materia di sviluppo sostenibile. Adottando un siffatto comportamento, a poche settimane dal voto di quest'Assemblea sulla ratifica del Protocollo di Kyoto, il nostro paese afferma che una generazione può soddisfare i bisogni senza però pregiudicare le prospettive delle future generazioni.
È questo il significato di quello che più volte abbiamo definito come sviluppo sostenibile che l'Italia dimostra ancora una volta di aver assunto quale pilastro fondamentale della politica ambientale.
Esprimo, dunque, signor Presidente, il voto favorevole dei deputati del gruppo UDC all'approvazione del presente progetto di legge e sono convinta che il comportamento assunto da questo Parlamento e da questo Governo potrà essere di esempio al prossimo vertice, che si terrà a settembre a Johannesburg, dove dovremmo adoperarci affinché vengano adottate nuove misure di rafforzamento della protezione ambientale a livello globale.

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