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PRESIDENTE. L'onorevole Brugger ha facoltà di n. 3-01096 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 7).
SIEGFRIED BRUGGER. Signor Presidente, signor ministro, lo spunto della mia interrogazione è la notizia dei 56 cuccioli beagle bloccati al Brennero su un camion proveniente da un allevamento di Reggio Emilia e destinati ad un laboratorio tossicologico di Amburgo; gli animali erano trasportati in gabbie eccessivamente piccole ed inadeguate al trasporto. A Bolzano si è aperta una gara di solidarietà eccezionale, che si è conclusa con l'acquisto da parte del nostro europarlamentare Michl Ebner di tutti i 56 cagnolini, poi messi a disposizione dei privati per l'adozione.
PRESIDENTE. Il ministro della salute, professor Sirchia, ha facoltà di GIROLAMO SIRCHIA, Ministro della salute. Signor Presidente, l'episodio dei 56 cuccioli di razza beagle fermati a Bolzano il 29 maggio 2002 è stato seguito con particolare attenzione da parte della competente direzione generale degli alimenti, della nutrizione e della sanità pubblica veterinaria e del Ministero della salute: si è potuto constatare che il servizio veterinario di Bolzano, nonché le altre autorità competenti - sindaco e magistratura - hanno dato prova di concretezza e di professionalità straordinarie nel portare a felice conclusione un avvenimento che aveva destato grande emozione nell'opinione pubblica.
interroganti cadono nel solco dell'attività già svolta dal Ministero della salute ai fini della riduzione degli animali utilizzati per la sperimentazione.
PRESIDENTE. L'onorevole Brugger ha facoltà di SIEGFRIED BRUGGER. Signor Presidente, signor ministro, non mi posso dichiarare soddisfatto in tutto e per tutto della risposta, perché la problematica dell'utilizzo degli animali vivi a fini sperimentali e scientifici è nota da sempre e finora non si è riusciti, a mio parere, né a livello nazionale, né a livello europeo, ad approvare normative sufficientemente efficaci per impedire accadimenti come quest'ultimo, per esempio, o come altri che purtroppo sono molto più frequenti, anche se non sempre ne veniamo a conoscenza. È ben vero, come lei ha detto, che i dati statistici degli ultimi anni sugli esperimenti mostrano una certa flessione, se pensiamo che effettivamente c'è un calo negli anni 1998, 1999 e 2000. Tuttavia, la sostanza è che queste cifre sono tuttora molto alte e, per questo motivo, inquietanti. In più, prendo atto di quanto lei dice per quanto riguarda le autocertificazioni, ma sui controlli io credo che questi non siano effettuati così come si dovrebbe fare e se teniamo conto del fatto che in Italia gli enti autorizzati a fare questi esperimenti sono tuttora più di 500, mi chiedo veramente se tutti questi esperimenti siano effettivamente necessari.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.
IGNAZIO LA RUSSA. Chiedo di parlare per un richiamo al regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IGNAZIO LA RUSSA. Signor Presidente, ho chiesto di parlare per un richiamo al regolamento in relazione all'articolo 135-bis che disciplina il question time. Come lei avrà notato, oggi, a differenza delle altre settimane, Alleanza nazionale non ha potuto illustrare una propria interrogazione nel corso del question time perché la Presidenza ha ritenuto - credo giustamente - di non consentire che l'interrogazione da noi presentata fosse discussa, in quanto è stato rilevato che è stata presentata dopo le ore 12 di ieri, termine previsto, appunto, dall'articolo 135-bis. Per la verità, questo termine è previsto in forma ordinatoria, non perentoria - lei sa benissimo la differenza -, e quindi l'interrogazione, nell'acquiescenza degli altri gruppi, avrebbe potuto essere presentata. Sappiamo che questa unanimità non c'è stata e che almeno un gruppo nostro dirimpettaio ha ritenuto di non far discutere questo argomento e lo ha fatto in forma amichevole e informale con il richiamo a che venisse rispettato pedissequamente un termine del tutto formale.
presentatori dell'interrogazione a risposta immediata che avrebbe potuto essere svolta oggi.
PIERO RUZZANTE. Chiedo di parlare per un richiamo al regolamento.
PRESIDENTE. Onorevole Ruzzante, le ricordo che la Giunta ha stabilito che si possono fare richiami al regolamento nel corso del question time, ma solo se strettamente afferenti alla procedura.
PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, il mio richiamo al regolamento è strettamente afferente alla procedura ed al precedente intervento del collega La Russa, visto che ha chiamato in causa un gruppo parlamentare.
IGNAZIO LA RUSSA. Hai la coda di paglia!
PRESIDENTE. Onorevole La Russa...
IGNAZIO LA RUSSA. Ha la coda di paglia, Presidente!
ITALO BOCCHINO. La cravatta!
PIERO RUZZANTE. Ovviamente, non spetta al nostro gruppo decidere in merito alla preclusione delle interrogazioni da svolgere nel question time, ciò spetta esclusivamente alla Presidenza; vi è un regolamento che va rispettato e quest'ultimo prevede che le interrogazioni vadano presentate entro le ore 12 del giorno antecedente. Poiché l'interrogazione in questione si riferiva ad una partita che è terminata alle ore 16, mi pare evidente che l'interrogazione urgente del gruppo di Alleanza nazionale è arrivata fuori tempo massimo. La passione sportiva unisce tutti i gruppi parlamentari, ma condivido le osservazioni fatte dal collega La Russa: il Governo ha cose ben più importanti delle quali occuparsi. Mi auguro che il Parlamento rappresenti la sede dove poter discutere argomenti ben più importanti che vanno al di là della passione sportiva che, lo ricordo, unisce quasi tutti i gruppi parlamentari.
PRESIDENTE. Onorevole La Russa, sono rammaricato e comprendo la questione da lei sollevata. Ricordo il comma 2 dell'articolo 135-bis che, come lei giustamente ha ricordato, prevede un termine di tipo ordinatorio. Si tratta però di una disposizione abbastanza ben definita perché afferma: «Entro le ore dodici del giorno antecedente a quello nel quale è previsto lo svolgimento...».
IGNAZIO LA RUSSA. Bastava fare un'eccezione, Presidente!
PRESIDENTE. Vi sono - ahimè - le registrazioni televisive e 24 milioni di testimoni mesti.
IGNAZIO LA RUSSA. Non abbiamo mai negato che l'interrogazione sia stata presentata dopo, ma quest'ultima non danneggiava nessuno. La Presidenza ha fatto benissimo a non accettarla, proprio perché vi era un'opposizione di altri gruppi, affinché non venisse a crearsi un precedente. Mi dispiace che, per un dispetto, sia stato impedito agli italiani di ascoltare in merito il parere del Governo.
PRESIDENTE. Onorevole La Russa, la Presidenza ha applicato una norma del regolamento, vi sono altri strumenti che possono essere utilizzati nelle prossime ore e nei prossimi giorni per avere soddisfazione.
Poiché l'evento ha riacceso la polemica sull'utilizzo degli animali a fini sperimentali e scientifici, chiedo al ministro se non ritenga di dover intervenire in sede europea ed a livello nazionale per l'adozione di norme più rigide, in merito al controllo e alla limitazione dell'uso degli animali in esperimenti, e per l'individuazione di metodi alternativi di ricerca e di sperimentazione.
Nella circostanza, conclusasi con la dimostrazione di unanimi sentimenti di affetto per i cuccioli, sono risultati determinanti anche gli interventi dei carabinieri per la salute e dell'europarlamentare, onorevole Ebner. Inoltre, la ditta inadempiente rispetto alle condizioni di trasporto dei cuccioli è stata adeguatamente sanzionata per un importo di 4 mila euro.
Per quanto riguarda le osservazioni degli interroganti in merito all'utilizzo degli animali a fini sperimentali, si conferma l'informazione fornita dal Ministero della salute sia relativamente ai 236 stabilimenti utilizzatori, che hanno effettuato esperimenti sugli animali durante l'anno 2000, sia relativamente alla notevole riduzione del numero degli animali utilizzati nella sperimentazione durante l'ultimo triennio 1998-2000: la riduzione risulta del 17 per cento ma è ancora più consistente se si fa riferimento al 1997 - anno in cui furono ben 1.130.536 gli animali coinvolti in episodi di sperimentazione -, registrando un calo di circa il 20 per cento.
Non si può condividere, anche perché non corrisponde al vero, l'osservazione degli interroganti secondo cui i dati trasmessi dagli stabilimenti utilizzatori siano ricavati solo sulla base di autocertificazione e, pertanto, sottostimati. In realtà, gli uffici competenti del Ministero della salute adottano criteri valutativi sulla base delle preliminari informazioni nonché delle precise ispezioni effettuate da professionisti qualificati in forza all'ufficio stesso. Tali ispezioni, che negli ultimi due anni ammontano a circa 25 all'anno, fanno registrare una media del 10 per cento all'anno rispetto ai 236 stabilimenti che hanno utilizzato animali nella sperimentazione dell'anno 2000. Relativamente all'uso del cane, del gatto e del primate non umano, le autorizzazioni sono rilasciate in numero ridotto, in base alla severa applicazione del disposto legislativo che prevede, al riguardo, anche la valutazione tecnico-scientifica dell'Istituto superiore di sanità, condizione quest'ultima applicata soltanto in Italia, ai sensi dell'articolo 24 della direttiva 86/609 della Comunità europea, che dà facoltà ai paesi membri di adottare misure più rigide per la protezione degli animali usati a fini sperimentali.
Da quanto sopra esposto, appare evidente che le raccomandazioni degli onorevoli
L'invito è, quindi, quello di adottare norme più severe, di effettuare controlli più efficaci, di ridurre notevolmente le autorizzazioni su animali vivi e, naturalmente, di adottare metodi alternativi di ricerca e di sperimentazione.
Allora, noi riteniamo di trasformare in interpellanza urgente il contenuto dell'interrogazione che oggi avremmo dovuto illustrare e che riguarda la sorte che il Governo assegna alle notizie che arrivano dall'altra parte del mondo riguardanti la nostra nazionale di calcio. Avremmo voluto sapere se, a giudizio del Governo, vi fossero dei motivi extrasportivi che hanno condizionato i risultati e quali iniziative intendesse assumere per dare maggiore rappresentanza e peso politico alle nostre organizzazioni sportive. Credo ci siano cose assai più importanti di cui il Governo si può occupare, ma oggi questa questione avrebbe potuto occupare 3 minuti del tempo del Governo. In questo senso, mi dispiace che gli italiani non abbiano potuto ascoltare, per un riferimento solo formale al termine non perentorio, una risposta che avrebbe in qualche modo fatto piacere a tutti gli italiani conoscere.
Domani presenteremo un'interpellanza urgente - la quale, però, non avrà la fortuna di essere seguita televisivamente - che verrà esposta dagli stessi giovani deputati
Le ricordo anche che questa norma è a tutela dei parlamentari e dei gruppi parlamentari perché prevede un margine sufficiente per garantire una risposta autorevole da parte del Governo, che non può essere chiamato «a minuti» a rispondere ad una interrogazione. Ora si dà il caso che l'evento di cui si tratta sia iniziato un'ora e mezzo dopo la scadenza di questo termine...
Sospendo brevemente la seduta.


