Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 161 del 19/6/2002
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(Iniziative volte a migliorare l'efficienza della giustizia e a ridurre i tempi dei processi - n. 3-01098)

PRESIDENTE. L'onorevole Perlini ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01098 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 5).

ITALICO PERLINI. Signor ministro, si discute delle agitazioni nel settore della giustizia nell'imminenza dello sciopero dei magistrati sotto il profilo della loro opportunità non solo istituzionale, ma anche contingente vista la posizione di estrema preoccupazione assunta dal Presidente della Repubblica Ciampi. Poco si dice, invece, di dette agitazioni e del relativo sciopero sotto il profilo delle conseguenze apportate alla funzionalità del servizio giustizia, già di per sé ampiamente insufficiente. Così, appare almeno contraddittoria la posizione di chi proclama lo sciopero asseritamente per dare un contributo al superamento del malessere della giustizia e, invece, contribuisce in modo determinante all'aggravamento della situazione. A ciò va aggiunta la ormai assunta e pacifica lentezza dei processi civili e penali.

PRESIDENTE. Onorevole Perlini...

ITALICO PERLINI. Concludo, signor Presidente.
Dunque, appare utile, in questo momento in cui i predetti problemi si presentano in tutta la loro concreta evidenza, conoscere le azioni che si intendono adottare per il miglioramento in tempi rapidi dell'efficienza del servizio giustizia e per la riduzione dei tempi dei procedimenti giudiziari.

PRESIDENTE. Il ministro della giustizia, senatore Castelli, ha facoltà di rispondere.

ROBERTO CASTELLI, Ministro della giustizia. Senza voler eccessivamente drammatizzare la situazione devo dire che all'atto del mio insediamento mi sono trovato al cospetto di una situazione di grave ritardo non solo dovuta al cosiddetto debito pubblico giudiziario ammontante a più di 8 milioni di processi pendenti, ma anche a gravi carenze di carattere strutturale ed organizzativo. In questa occasione vorrei citarne una per tutte, credo mai citata finora da nessuna fonte: migliaia di giudici nei nostri tribunali non hanno nemmeno una scrivania su cui operare.
Il Governo espressione della Casa delle libertà, fin dal primo giorno del proprio insediamento, si è messo al lavoro per superare tale paradossale situazione mettendo in atto le linee programmatiche proprie del Ministero della giustizia presentate


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prima al paese nel programma elettorale e, poi, in Parlamento. In questa prospettiva deve essere intesa anche la riforma dell'ordinamento giudiziario con la quale si intende incidere profondamente sull'efficienza della giustizia apportando significative innovazioni in tema di tirocinio e formazione degli uditori giudiziari, introducendo l'obbligo di aggiornamento professionale dei magistrati con contestuale istituzione della scuola della magistratura, attuando la riforma dei consigli giudiziari, separando le funzioni requirenti e giudicanti in un'ottica di rispetto dei valori di garanzia del giusto processo e di miglioramento dell'efficienza del sistema.
Ricordo, peraltro, che sono già state avviate altre importanti iniziative legislative. In particolare è stata approvata dal Parlamento la legge n. 44 del 28 marzo 2002, recante una serie di modifiche alle norme che regolano la costituzione e il funzionamento del Consiglio superiore della magistratura. Il ministero, inoltre, in attuazione delle disposizioni programmatiche, ha proceduto ad istituire numerose commissioni di studio, quali la commissione di studio per la riforma del codice penale, la commissione per la predisposizione dello schema di disegno di legge delega per la riforma del processo civile, la commissione per la riforma della legge fallimentare e infine la commissione per la riforma della magistratura onoraria. A breve, sarà inoltre istituita una nuova commissione di studio, che si occuperà della riforma del codice di procedura penale.
Ritenendo inoltre di assoluta urgenza l'introduzione di nuove norme, atte ad accelerare i tempi di svolgimento dei processi, sono stati approvati dal Governo una serie di disegni di legge concernenti la procedura civile e quella fallimentare, attualmente già in discussione presso le competenti Commissioni parlamentari. Un capitolo a parte meritano le riforme sulla giustizia minorile, concretizzatesi nell'approvazione da parte del Governo di due disegni di legge, anch'essi già all'esame del Parlamento.

PRESIDENTE. La invito a concludere, ministro Castelli.

ROBERTO CASTELLI, Ministro della giustizia. Ho già esaurito, signor Presidente, il tempo a mia disposizione?

PRESIDENTE. Sì, purtroppo, signor ministro, essendo decorsi i tre minuti regolamentari.

ROBERTO CASTELLI, Ministro della giustizia. Mi dispiace; consegnerò allora il testo scritto della relazione.

PRESIDENTE. L'onorevole Perlini ha facoltà di replicare.

ITALICO PERLINI. Ringrazio il ministro, dicendo da subito che mi ritengo soddisfatto della sua precisa risposta. Le misure e le proposte da lei illustrate, signor ministro, vanno nella direzione precisa per la effettiva soluzione dei problemi della giustizia sia sotto il profilo del miglioramento della funzionalità del servizio, sia sotto quello dei mezzi processuali apprestati, oltre che sotto l'aspetto organizzativo. D'altro canto, anche la Commissione giustizia della Camera, della quale faccio parte, sta affrontando le misure approntate dal Governo, procedendo al loro esame nel modo più veloce possibile. D'altronde, il Governo Berlusconi deve andar avanti - mi permetta questo invito, signor ministro - nella sua impostazione, da lei illustrata, anche perché sulla base di questa abbiamo chiesto la fiducia ai cittadini e l'abbiamo ottenuta.
Inoltre, stiamo avendo notizia di magistrati che si dissociano dallo sciopero programmato e che fanno mostra delle loro ragioni di dissenso. È un segnale nuovo ed importante, che va tenuto nella dovuta considerazione e che conferma la giustezza della posizione assunta dal Governo Berlusconi. Dobbiamo, quindi, escludere e contrastare qualsiasi strumentalizzazione, che sarebbe molto pericolosa, tanto più quando essa viene accompagnata dallo slogan che lo sciopero dei magistrati non è solo dei magistrati, ma riguarda


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tutti i cittadini o, peggio ancora, che esso viene fatto per far rispettare i diritti dei cittadini.
Ebbene, è opportuno che tutti noi ricordiamo...

PRESIDENTE. Onorevole Perlini, la invito a concludere.

ITALICO PERLINI. ...che spetta al Parlamento e non ad altri individuare i mezzi per tutelare i diritti dei cittadini.

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