Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 161 del 19/6/2002
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(Iniziative a favore delle famiglie in condizioni di disagio sociale ed abitativo - n. 3-01093)

PRESIDENTE. L'onorevole Vendola ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01093 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 3).

NICHI VENDOLA. Signor ministro, ormai ogni anno, con una certa puntualità, il gruppo di Rifondazione comunista pone, nelle aule parlamentari, la questione, assai acuta, degli sfratti in generale ma, particolarmente, di quegli sfratti che riguardano tra i cinquantamila e i sessantamila nuclei familiari che vivono una situazione di particolarissimo disagio sociale. Si tratta di famiglie in cui vi sono portatori di handicap o persone molto anziane e vi sono redditi particolarmente bassi. Queste famiglie rischiano, a fine mese - ogni anno lo segnaliamo - il passaggio, non da casa a casa, ma da casa a strada. Noi siamo qui, anche con questa interrogazione, a chiedere quello che già l'ANCI ha chiesto al Governo, cioè la proroga degli sfratti per questi nuclei familiari e speriamo di avere una notizia positiva dalla sua risposta.

PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, professor Lunardi, ha facoltà di rispondere.

PIETRO LUNARDI, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, onorevole Vendola, la riforma delle locazioni ad uso abitativo, attuata dalla legge n. 431 del 9 dicembre 1998, ha posto le premesse per superare la situazione di rigidità del mercato abitativo che si era venuta a creare nel corso degli anni. Il nuovo regime, che rappresenta un difficile punto di equilibrio tra interessi divergenti, risulta caratterizzato, soprattutto nei centri metropolitani, da una fase di sperimentazione, e non ha completamente realizzato gli effetti auspicati, specie per quanto riguarda l'allargamento dell'offerta di abitazioni in locazione a valori compatibili con i possessori di redditi medio bassi. In questo contesto, il 30 giugno prossimo viene a scadere la proroga degli sfratti già concessa alle famiglie con redditi bassi e con anziani o portatori di handicap gravi a carico. Tale situazione verrebbe ad ingenerare, come giustamente evidenziato dall'onorevole interrogante, uno stato di disagio sociale ed abitativo di particolare rilevanza, per la cui soluzione definitiva si richiederebbero interventi strutturali di ampio respiro che, nell'approssimarsi della scadenza della proroga, non risultano immediatamente praticabili.
È pertanto evidente l'esigenza di un intervento di urgenza per il quale sono in corso approfondimenti che, nel garantire soluzione all'attuale stato di disagio, in prospettiva impegni il Governo a favorire il riequilibrio del comparto delle locazioni attraverso interventi di più ampio respiro. Sono infatti in fase di imminente attuazione


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iniziative che prevedono investimenti per un ammontare di circa un miliardo di euro, in attuazione della legge n. 21 dell'8 febbraio 2001, che comporteranno la realizzazione o il recupero complessivamente di circa 30 mila alloggi. Nell'ambito applicativo della legge n. 21 del 2001 è inserito il programma chiamato «ventimila abitazioni in affitto» che consentirà la realizzazione di alloggi da dare in locazione a canone convenzionato, parte a carattere permanente e parte a durata minima prefissata dalle regioni. Tale programma prevede la realizzazione o il recupero di uno stock di circa ventimila alloggi, contribuendo a rendere meno insufficiente il segmento dell'offerta in locazione. Posso solo aggiungere che, mentre verrà valutata la necessità legale dell'obiettiva sussistenza dei presupposti che legittimano la proroga degli sfratti, saranno doverosamente assunte e promosse tutte le misure possibili per allevare le eventuali situazioni di difficoltà sociale.

PRESIDENTE. L'onorevole Vendola ha facoltà di replicare.

NICHI VENDOLA. Signor Presidente, se ho capito bene il ministro ci offre un mezzo annuncio di proroga degli sfratti, non un annuncio intero. Pertanto, posso esprimere soltanto la mia mezza soddisfazione, e non una soddisfazione completa, rispetto a tale annuncio. Devo però anche sottolineare, con costernazione, il fatto che siamo a chiedere, con una certa ritualità, provvedimenti che denunciano il fallimento storico di qualunque politica sociale sul tema della casa. Signor ministro, in questo il suo Governo ha qualche responsabilità supplementare, perché si è attuato un pesante taglio del finanziamento del fondo per il contributo agli affitti - quasi 150 miliardi di vecchie lire - e con le leggi sulla cartolarizzazione si è impedito agli enti locali di poter per esempio comprare gli appartamenti sfitti degli enti previdenziali pubblici (oggi gli enti locali devono invece emanare bandi per poterli acquistare dai privati). Complessivamente noi siamo il fanalino di coda nell'Europa comunitaria dal punto di vista degli impegni di spesa affinché abitare non sia un lusso ma un diritto garantito. Ci sono segmenti della nostra società che non sembrano appropriati ad un'Italia che vanta i propri titoli in sede internazionale, piccoli segmenti di dolore afgano nel cuore delle nostre metropoli. Credo che dovremmo affrontare tale questione non con la logica dell'emergenzialismo, ma con il respiro di una grande politica sociale per il diritto alla casa ed all'abitare per tutti (Applausi dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista).

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