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La seduta comincia alle 9,35.
GIOVANNI BIANCHI, Segretario, legge il processo verbale della seduta di ieri.
ROBERTO GIACHETTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROBERTO GIACHETTI. Signor Presidente, le chiedo scusa, ma, ai sensi dell'articolo 32 del regolamento, vorrei chiarire il mio pensiero e proporre, se possibile, anche una rettifica al processo verbale.
Nella fattispecie, nel corso della seduta di ieri e, in particolare, ieri sera al termine della stessa, ho tentato di avere la parola dal Presidente Casini perché volevo porre alcune questioni, ma non mi è stata data, così come in almeno altre tre occasioni nel corso dei lavori. Siccome ho più volte, anche pubblicamente, riservato il mio apprezzamento al Presidente Casini per il modo con il quale, in maniera istituzionale, corretta ed equa, ha amministrato i lavori della nostra Assemblea, mi sento libero in questa occasione, signor Presidente, di far mettere a verbale la mia insoddisfazione. A volte, in particolare quando si affrontano dibattiti così delicati, probabilmente bisognerebbe avere l'accortezza di fare in modo che il rispetto dei tempi e del calendario - questione che sicuramente rientra nella problematicità della gestione dell'Assemblea - non arrivi a conculcare in qualche modo i diritti del deputato. Ieri sono accadute delle cose abbastanza singolari con presidenti di gruppo (ricordo l'onorevole Cè e l'onorevole Boato) e deputati che tentavano inutilmente di segnalare che intendevano intervenire, senza riuscire ad avere la parola se non dopo aver urlato. Credo che nell'economia dei nostri lavori si debba permettere che non soltanto chi ha una voce particolarmente forte o si agita in maniera particolare riesca a prendere la parola in quest'aula.
La correzione che, invece, chiedo al processo verbale, signor Presidente, è relativa ad alcune dichiarazioni fatte dal Presidente Casini nella seduta di ieri, laddove, dopo l'intervento dell'onorevole Boccia, nel quale quest'ultimo poneva la questione che era stato messo in votazione per parti separate un emendamento senza la comunicazione formale da parte del Presidente della richiesta di una votazione per parti separate, testualmente il Presidente, così com'è riportato a pagina 85 del resoconto stenografico, affermava «No, onorevole Boccia, scusi, ma non posso farla parlare se dice cose che non sono vere». In altre parole, l'onorevole Boccia sosteneva che questo emendamento era stato posto in votazione per parti separate senza che questo fosse stato debitamente, nei modi e nelle forme dovute, comunicato all'Assemblea. Signor Presidente, ho riguardato il resoconto stenografico e nella sua risposta, subito dopo, il Presidente afferma «Infatti l'ho detto pubblicamente, tre volte. L'ha detto il presidente della Commissione... ». Quindi, signor Presidente, è agli atti del resoconto stenografico della seduta dei nostri lavori che il Presidente non ha mai comunicato la richiesta
di votazione per parti separate da parte di un gruppo o di un deputato e tanto meno questa era l'indicazione data dal presidente della Commissione, che invece nel suo intervento parlava specificamente di riformulazione del testo. Dal momento che il Presidente ha affermato che l'onorevole Boccia diceva delle cose non vere, e palesemente, in questa occasione, le cose non vere sono quelle dette dal Presidente della Camera, queste a mio avviso meriterebbero una correzione del testo, se non altro per un ingeneroso giudizio che è stato dato nei confronti del collega Boccia.
PRESIDENTE. Onorevole Giachetti, lei ha espresso due ordini di considerazioni. Una è di carattere soggettivo, ed io posso comprenderla, ma non riguarda il processo verbale, perché gli stati d'animo e le ragioni per le quali a un certo momento viene o non viene data la parola, a seconda della ristrettezza dei tempi e dell'esaurimento degli stessi, appartengono alla discrezionalità ed alla volontà del Presidente di stare nell'ambito di ciò che è stato deciso.
Per quanto attiene all'argomento relativo all'intervento dell'onorevole Boccia, siccome ero presente anch'io, ricordo benissimo che il Presidente ha precisato che la votazione per parti separate era stata richiesta dal relatore, dopo che una parte aveva esplicitato - magari in modo non assolutamente chiaro o che potesse essere percepito da tutti - l'intenzione di consentire la votazione per parti separate. Ora, nel processo verbale riassuntivo questo può essere messo più o meno in chiaro, ma corrisponde ad una realtà ed anche lo stesso testo che lei ha ricordato evidenzia questo rapporto che si è verificato: nella sintesi del processo verbale ciò può essere forse meglio evidenziato e vedremo come si possa provvedere anche a questo. Perciò, credo di aver risposto alle sue osservazioni.
ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, la ringrazio per avermi dato la parola: non sono tanto preoccupato per la questione posta dal collega Giachetti, quanto per la risposta. Infatti, non vorrei che anche questa sua risposta, Presidente, creasse un altro precedente. Lei ha detto che il resoconto è sommario e riporta genericamente in sintesi quanto è avvenuto nell'ambito della seduta.
PRESIDENTE. Onorevole Boccia, io mi riferivo al processo verbale.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, il resoconto è stenografico e riporta esattamente, parola per parola, quanto è avvenuto in aula. Sarebbe abbastanza grave se passasse il principio secondo cui il resoconto stenografico riporta sommariamente, per sintesi, ciò che avviene in aula.
Signor Presidente, credo che lei debba fare qualche precisazione, poiché questo mi parrebbe un precedente veramente molto strano. Ritengo che il resoconto stenografico rappresenti il resoconto esatto, parola per parola, di quello che i nostri resocontisti e l'audio - attraverso Internet - registrano. Detto questo, sulla verità dei fatti vale il resoconto stenografico, che non penso si possa interpretare o modificare questa mattina.
PRESIDENTE. Onorevole Boccia, forse risulta difficile comprendersi anche quando - come noi due - si è in buona fede riguardo alle dichiarazioni ed alle espressioni.
Io ho distinto tra il resoconto stenografico che è, come dicono i francesi tel quel, cioè, tale e quale all'avvenimento verificatosi; peraltro, devo dire che ho ammirazione nei confronti di coloro che si occupano della resocontazione, che risulta sempre molto significativa e corrispondente a ciò che è avvenuto. Il processo verbale, invece, costituisce una sintesi molto ristretta di ciò che è successo. Sui termini «resoconto stenografico» e «processo verbale» forse mi sono sbagliato io, oppure ha capito male lei, ma non vi è possibilità di precedenti: il resoconto stenografico
ed il processo verbale sono quello che sono, si tratta di due aspetti della stessa realtà, uno esplicito e completo, l'altro succinto. Quindi, anche per quanto riguarda la descrizione succinta della realtà vi può essere un'integrazione - come è stato richiesto - senza che questo muti ciò che nel resoconto stenografico è perfettamente rispondente agli accadimenti che avvengono in quest'aula.
Con questo, credo di aver chiarito il mio pensiero, anche se forse non sono in grado di chiarire quelli degli altri.
Se non vi sono ulteriori osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
(È approvato).
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