nella sua recente relazione, la Corte dei conti ha rilevato uno sforamento del tasso di crescita della spesa sanitaria per l'anno 2002;
il Ministro dell'economia e delle finanze ha inviato inopportunamente una lettera alla Corte dei conti e alla Banca d'Italia, chiedendo di vigilare affinché le regioni non si indebitino per finanziare la spesa corrente per la sanità;
la presidenza della conferenza dei presidenti delle regioni ha contestato tale iniziativa, in quanto in base all'accordo Stato-Regioni dell'8 agosto 2001, tradotto nella legge 405 del 2001, si è stabilito che si potevano accendere mutui per la spesa corrente relativa all'anno 2000;
le regioni dove la spesa sanitaria ha raggiunto i picchi più elevati e il conseguente indebitamento sono quelle governate dal centrodestra, mentre, in base alla stessa relazione della Corte dei conti, le regioni governate dal centrosinistra risultano le più virtuose;
tutte le regioni governate dal centrodestra hanno già reintrodotto il ticket sui farmaci e aumentato l'addizionale Irpef;
la spesa sanitaria non è esplosa a causa dell'abolizione dei ticket sui farmaci decisa dalla legge finanziaria del governo Amato, ma in virtù dell'incapacità di programmazione e di governo della sanità da parte delle regioni del centrodestra;
diversi autorevoli esponenti di questo Governo, a partire del Presidente del Consiglio dei ministri, onorevole Berlusconi, hanno messo in atto una campagna contro il servizio sanitario nazionale pubblico, sostenendo l'insostenibilità dei costi e la necessità di introdurre il sistema assicurativo, scaricando addirittura sui cittadini le responsabilità dell'incremento della spesa sanitaria, in quanto accusati di fare incetta di farmaci;
si ipotizza la reintroduzione dei ticket sui farmaci e sulle prestazioni essenziali a livello nazionale, nonché la privatizzazione di beni e di servizi, aprendo al sistema assicurativo delle polizze private con l'evidente penalizzazione dei ceti deboli e l'introduzione di un sistema discriminante in relazione al reddito -:
se il Governo intenda seriamente tutelare la salute dei cittadini rafforzando il servizio sanitario nazionale, nel pieno rispetto del dettato costituzionale, come sancito dall'articolo 32 della Costituzione, e se intenda aprire un confronto con le regioni per aumentare, in vista della legge finanziaria per il 2003, il fondo sanitario e rilanciare gli investimenti nel settore o se, al contrario, intenda procedere, già dal prossimo documento di programmazione economica e finanziaria, ad una progressiva destrutturazione della sanità pubblica.
(3-01095)
(18 giugno 2002)