Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 159 del 17/6/2002
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TESTO INTEGRALE DELL'INTERVENTO DEL DEPUTATO GIOVANNI BIANCHI IN SEDE DI DISCUSSIONE CONGIUNTA SULLE LINEE GENERALI DEL CONTO CONSUNTIVO PER L'ANNO FINANZIARIO 2001 E DEL PROGETTO DI BILANCIO PER L'ANNO FINANZIARIO 2002 DELLA CAMERA DEI DEPUTATI (DOC. VIII, NN. 3 E 4)

GIOVANNI BIANCHI. Signor Presidente, onorevoli questori, l'appuntamento che ci riunisce va oltre il rigore delle cifre e getta, almeno potenzialmente, un fascio di luce per molti versi inedito su quest'aula e su quanto le sta intorno. Getta un fascio di luce sulla vita quotidiana dei parlamentari, su un lavoro (tale è) che ci pare talvolta più ricco di stress che di produttività, riproponendo, non soltanto sul piano economico, il tema del rapporto tra le risorse impiegate e gli obbiettivi raggiunti.
Chi passa lunghe giornate qua dentro pigiando pulsanti, la cui unica nota simpatica è di essere tricolori, fatica a dar conto, anzitutto a se stesso, di una macchina, quella parlamentare appunto, che funziona con grande impiego di risorse e di tecnologie.
Eppure, collega Colucci e signori questori, questa macchina funziona. Non sempre guardata da fuori con occhi benevoli, eppure funziona...
Già nel 1895 un deputato delle mie parti, il comasco e liberale Ambrosoli, direttore e proprietario di un giornale locale, e per quattro legislature eletto nel collegio di Cantù, annotava in un sapido pamphlet: «Si parla e si scrive di decadenza parlamentare perché si avevano delle illusioni che sono cadute».
Decadono anche le liturgie parlamentari eppure persistono e si perpetuano grazie anche al loro inevitabile grigiore routinario che obbligava l'Ambrosoli ad annotare: «Spesso meglio dei geni sono utili al loro paese quei deputati che hanno sana la volontà, equilibrato il criterio». Perché? Perché «nel sistema parlamentare


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muore la poesia delle grandi epopee, delle epoche splendide, ma trovano protezione tutti i desideri modesti».
Minimalismo? E sia, o forse piuttosto - accanto a un rischio di riduzione amministrativa della istituzione - una realistica operazione di igiene mentale. Senza omettere di ricordare che le istituzioni non possono essere ridotte alla loro quotidianità, perché lontano dall'essere evento smarriscono senso e funzione. Non manca nell'Ambrosoli un elenco nutrito delle magagne: dalle diatribe sul numero (eccessivo) dei parlamentari, alle stranezze e lentezze del calendario, alle disparità di «peso» tra i parlamentari medesimi... Del resto, si sa: «Le cattive abitudini vengono su rapide».
È così che il deputato, già allora, non può che apparire «antipatico» perché «privilegiato», quasi «ch'egli non faccia nulla se non coll'unico intento del suo interesse elettorale», che sovente soltanto elettorale non è.
Quello che si presenta agli occhi dell'Ambrosoli è dunque già allora un «paese nauseato». Espressione plastica che pone il problema là dove è il cuore della questione: nel rapporto tra opinione pubblica, cittadini e istituzioni. E ripropone il tema della sussistenza delle istituzioni in quanto eventi e non come luoghi di una geometria statuale.
Con il buon senso che ne è lo stigma evidente l'Ambrosoli si accomiata con un consiglio: «Volendo riformar troppo, si coopera a perpetuare lo status quo».
Ha scritto Gaetano Mosca che il parlamentare è la parte elettiva della burocrazia di Stato... Non so fin dove sia vero. Ma certo tutte queste considerazioni non eliminano in ogni caso l'esigenza di un sempre miglior funzionamento della macchina parlamentare.
È infatti interesse comune, della maggioranza e dell'opposizione, uscire da una sindrome da spaesamento che Bertold Brecht ha così liricamente riassunto:
Mi siedo al margine della strada.
Il guidatore cambia la ruota.
Non sono contento di dove vengo.
Non sono contento di dove vado.
Perché guardo il cambio della ruota con impazienza
?
Ebbene, niente si adatta meno a un bilancio che uno sguardo solamente finanziario. Starei per dire, ottusamente finanziario. Non a caso Lenin (chi lo cita più?) amava ripetere che niente è più politico di un bilancio.
Perché da esso si evincono le scelte di fondo e l'approntamento delle condizioni reali di fattibilità di un compito.
Guardare dunque non soltanto alle economie di scala, ma alle scelte strategiche. È quello che mi accingo a fare, animando - se mi è concesso - l'inevitabile aridità dei numeri.
Prendiamo le mosse dal conto consuntivo, perché esso è la rappresentazione del compito fin qui svolto, o almeno la misurazione dei sui costi.

1. Le entrate
Desidero, anch'io partire dall'entità delle entrate. Queste in sintesi sono così determinate: entrate derivanti da trasferimenti dello Stato (titolo I) e entrate integrative (titolo II). Se la previsione era di lire 1.617 miliardi e 715 milioni di lire sono state accertate entrate per lire 1.627 miliardi e 896 milioni, per un maggior gettito di lire l0 miliardi e 180 milioni. Gli incassi sono stati di lire 1.616 miliardi e 20 milioni creando residui attivi per lire 11 miliardi e 875 milioni.

2. La spesa
Come ricordava il collega Colucci, il dato della spesa riferita alle spese correnti (titolo I) e a spese in conto capitale (titolo Il) è di lire 1.617 miliardi e 715 milioni e segnala impegni per lire 1.522 miliardi e 903 milioni (pari al 94,14 per cento degli stanziamenti) ed economie per lire 94 miliardi e 812 milioni. I pagamenti ammontano a lire 1.355 miliardi e 947 milioni (89,04 per cento) e i residui passivi a lire 166 miliardi e 956 milioni. Il giudizio, senz'altro positivo, sul consuntivo va espresso tenendo conto degli obbiettivi che si voleva conseguire.


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Le spese sono state orientate significativamente in direzione del miglioramento delle condizioni di lavoro dei deputati e dei gruppi. Mi pare valga la pena di sottolineare che le azioni, a tal proposito, più incisive sono state: l'impulso ai processi di informatizzazione, in modo particolare fornendo a ciascun deputato un personal computer portatile; la messa a norma e il restauro degli edifici; l'attuazione delle disposizioni in materia di sicurezza; l'infrastrutturazione delle trasmissioni audio-video e telefonica del palazzo dei gruppi; l'ampliamento degli spazi a disposizione. In modo particolare penso di dover segnalare la ripartizione nel mese di ottobre di 575 uffici a palazzo Marini che ha consentito l'assegnazione di un ufficio a ciascun parlamentare che non riveste cariche di governo e istituzionali. Così pure si sono incrementati del 29 per cento gli spazi a disposizione dei gruppi.
L'esigenza di una più intensa e puntuale comunicazione con l'esterno si è espressa nella realizzazione della nuova sala per le agenzie di stampa.
Quel che qualifica gli sforzi è quella che definirei l'attenzione alla qualità del lavoro (e quindi della vita) dei parlamentari. Sono le opportunità di spazio e strumentazione, l'offerta di nuove tecnicalità a consentire una comunicazione costante e puntuale con la pubblica opinione. Importante non è soltanto che i deputati possano svolgere al meglio il loro lavoro, ma che la cosa sia anche comunicata. Ridurre l'area dell'ignoranza (nel senso letterale della parola) significa per converso ridurre la diffidenza e le distanze con i cittadini.
Quanto al progetto di bilancio per l'anno finanziario 2002 e per il triennio 2002-2004, una prima novità è costituita dallo schema espositivo. Esso non a caso ha il pregio d'essere frutto della collaborazione di eminenti esperti del settore.
Anche questa scelta denota la accortezza e la razionalità che ispira il lavoro dei nostri colleghi questori.
Sono state infatti introdotte fin da ora due specifiche modificazioni, a seguito dell'accoglimento della più articolata proposta di riforma del piano dei conti formulato dai professori Amaduzzi, Borgonovi e Anessi Pessina.
Esse sono: 1) l'avanzo degli esercizi precedenti è iscritto tra le entrate per l'intero ammontare e tra le spese la quota di non utilizzo lasciata disponibile per gli esercizi successivi; 2) la soppressione di due capitoli di spesa: il 230 (Fondo per la riassegnazione di residui perenti delle spese correnti) e il 275 (Fondo per la riassegnazione di residui perenti per le spese in conto capitale).

I dati finanziari
Lo ha ricordato il collega Colucci: le entrate (al lordo delle partite di giro) sono pari a 1 miliardo 142 milioni 799 mila 569,96 euro, con un incremento del 2,37 per cento rispetto al preventivo 2001. Le partite di giro pari a 217 milioni 906 mila euro riguardano somme non destinate al funzionamento della Camera ma ad esempio i rimborsi previsti per i rinnovi elettorali o per i referendum. Le entrate si riferiscono a: 786 milioni 481 mila 573 euro da entrate di bilancio dello Stato (+4,88), da entrate integrative 35 milioni 841 mila euro (-6,02 per cento) per un totale di 822 milioni 322 mila 573 euro (+4,35). Le spese sono dovute a: spese correnti per 834 milioni 97 mila 155,96 euro (+4.44 per cento) e a spese in conto capitale per 41 milioni 155 mila euro (+9,31) per un totale di 875 milioni 252 mila 155, 96 euro (+4,76). L'aumento della spesa è dovuto in modo particolare al potenziamento della dotazione informatica dei deputati nonché ai costi legati alla contrattazione, all'incremento del personale posto in quiescenza. Il disavanzo di competenza è coperto dall'avanzo di amministrazione iniziale.

Gli obiettivi.
Lo schema di bilancio è ispirato dall'obiettivo posto con determinazione negli anni precedenti di migliorare e rendere più efficace ed efficiente il lavoro dei deputati e dei gruppi parlamentari. Le direttrici che il progetto persegue coerentemente agli indirizzi approvati dall'Assemblea


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lo scorso novembre sono: 1) il potenziamento delle risorse umane ed il loro utilizzo razionale. A questo proposito sono da segnalare la conclusione del concorso per commessi, i piani formativi, l'utilizzo di specifiche e più flessibili forme di impiego (applicazioni, comandi, distacchi, contratti di collaborazione, stages, lavoro temporaneo ); 2) l'intensificazione del rapporto tra istituzione e società civile attraverso un adeguato e razionale uso delle tecnologie. A tal proposito va enfatizzato il pregevole lavoro del Comitato per la comunicazione e l'informazione esterna. In questa direzione vanno gli interventi di diffusione via Internet dei lavori delle Commissioni parlamentari, il canale televisivo della Camera, il nuovo sito Internet, il processo di integrazione funzionale delle biblioteche dei due rami del Parlamento; 3) l'estensione del supporto al procedimento legislativo. In tal senso è previsto l'approfondimento dell'integrazione funzionale tra attività legislativa e documentazione creando non occasionali iniziative di rapporto con i centri istituzionali e di ricerca; 4) uno sforzo importante è quello di proseguire nel dotare ciascun deputato di spazi e strutture di supporto atte a facilitare il proprio mandato parlamentare. Palazzo Montecitorio è destinato oramai a divenire esclusivamente sede dell'attività parlamentare e di rappresentanza. Molteplici altri interventi hanno riguardato il palazzo dei gruppi, gli spazi per le agenzie di stampa, per la CIT e per il nuovo servizio di «gastronomia veloce»; 5) anche il 2002 sarà un anno importante per l'adeguamento tecnologico. In particolare si procederà al completamento della dotazione informatica degli uffici dei deputati, all'arricchimento della scheda Internet dei deputati, all'attivazione di convenzioni per l'accesso a banche dati; 6) dopo l'11 settembre si sono rafforzate le procedure di sicurezza.
Un suggerimento vorrei dare ai colleghi questori: di investire ulteriormente nel dotare i gruppi parlamentari in termini di risorse umane, di strumentazioni e di spazi in modo che essi possano assolvere con sempre maggiore efficacia e razionalità i propri compiti istituzionali.
Come si può notare, si tratta di una gamma di interventi tutti rispondenti alla medesima logica: acquisire al lavoro parlamentare le tecnologie più avanzate disponibili sul mercato e abbattere gli steccati, fin dove possibile, tra gli inevitabili specialismi di Montecitorio e il linguaggio della pubblica opinione. È uno sforzo che attiene alla qualità del lavoro parlamentare e quindi, in via diretta e non soltanto come inevitabile ricaduta, alla qualità della nostra democrazia rappresentativa.
Uno sforzo che non deve essere interrotto e neppure affievolito. Questo il messaggio e insieme l'invito che a nome della Margherita rivolgo ai signori questori.
L'occasione per dimostrare come, sulla frontiera tecnologica più avanzata, scienza e saggezza possano procedere appaiate.

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