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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione congiunta dei documenti: Conto consuntivo della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2001; Progetto di bilancio della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2002.
Il tempo riservato alla discussione congiunta sulle linee generali è pubblicato in calce al vigente calendario dei lavori (vedi resoconto stenografico della seduta del 30 maggio 2002).
Ricordo che il termine per la presentazione degli ordini del giorno è fissato alle ore 11 di domani.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione congiunta sulle linee generali.
Ha facoltà di parlare il deputato questore, onorevole Colucci.
FRANCESCO COLUCCI, Questore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il progetto di bilancio della Camera dei deputati per gli anni 2002-2004 fu già oggetto di esame in occasione della discussione del bilancio di previsione per l'anno 2001. Da parte del Collegio dei questori fu allora assunto l'impegno di presentare in tempi utili, anche con uno sforzo da parte della stessa amministrazione, il bilancio di previsione per l'anno 2002.
Tale impegno è stato puntualmente compiuto, presentando il bilancio all'Ufficio di Presidenza e oggi in Assemblea. Per quanto riguarda la struttura espositiva, il Collegio dei questori ritiene che ancora per l'esercizio in corso la struttura del bilancio interno sia quella consueta. La piena valutazione degli effetti derivanti dall'accoglimento dell'articolata proposta di riforma dell'attuale piano dei conti avanzata nel novembre scorso dall'apposito gruppo di lavoro costituito dai professori Amaduzzi, Borgonovi e Anessi Pessina richiede, infatti, un'attenta ed esaustiva riflessione, che non poteva evidentemente completarsi in margini di tempo ristretti.
In questa sede sono state, tuttavia, introdotte due specifiche modifiche della tradizionale struttura espositiva del bilancio.
La prima, volta ad agevolare la lettura sia del bilancio di previsione sia del rendiconto, concerne l'applicazione dell'avanzo degli esercizi precedenti: in luogo delle complesse rilevazioni contabili conseguenti alla necessità di allineamento della cassa alla competenza del capitolo 50 dell'entrata (Assegnazione di economie) a copertura del fabbisogno dell'esercizio, da quest'anno con contestuale soppressione di detto capitolo vengono iscritte tra le entrate l'intero ammontare (dell'avanzo di amministrazione nella competenza e del fondo cassa nella cassa) e tra le spese la quota da non utilizzare, lasciata disponibile per gli esercizi successivi.
La seconda consiste nella soppressione di due specifici capitoli di spesa, il 230 (Fondo per la riassegnazione di residui perenti delle spese correnti) e il 275 (Fondo per la riassegnazione di residui perenti delle spese in conto capitale). Si sono constatati infatti, alla luce della prassi di verifica periodica dei residui passivi con cancellazione dei residui di stanziamento, l'inutilità dell'istituto della perenzione (finalizzato, come è noto, all'eliminazione di quei residui passivi sul cui pagamento è legittimo nutrire dubbi visto il periodo inutilmente trascorso dall'emissione del relativo impegno), le complicazioni tecnico-contabili che esso produce nonché i rischi di una non corretta rappresentazione dell'indebitamento che tale istituto può innescare.
Con l'occasione, come esposto anche nella relazione al conto consuntivo per il 2001, si ricorda che, conformemente a quanto stabilito dall'Ufficio di Presidenza, si procederà all'individuazione delle soluzioni
contabili conformi alle specificità di questo organo costituzionale, in ordine all'introduzione presso la Camera dei deputati del conto del patrimonio.
Per quanto riguarda i dati finanziari, il progetto di bilancio interno per l'anno 2002 reca un volume complessivo (al lordo cioè delle partite di giro) delle entrate e, corrispondentemente, delle spese pari a 1.142.799.569,96 euro, con un incremento, come meglio evidenziato nella tabella 1 pubblicata a pagina 6 del documento VIII n. 4, del 2,37 per cento sulle previsioni definitive dell'anno 2001. Come si ricorderà, attraverso le partite di giro transitano nel bilancio della Camera anche somme non direttamente afferenti al funzionamento della stessa, quali quelle relative ai rimborsi ai partiti e movimenti politici per le spese elettorali sostenute per il rinnovo di questo ramo del Parlamento, del Parlamento europeo e dei consigli regionali nonché ai rimborsi ai comitati promotori di referendum ai sensi degli articoli 75 e 138 della Costituzione.
Quanto alle entrate, quelle derivanti da trasferimenti dello Stato si attestano complessivamente a 786.481.573 euro e sono da ricondurre per 783.981.573 euro alla dotazione annuale il cui ammontare, invariato rispetto al bilancio provvisorio e a quanto già indicato nel bilancio pluriennale 2001-2003, si incrementa - come previsto - rispetto al 2001 del 4,55 per cento, e per 2.500.000 euro alla quota parte dello stanziamento previsto dalla legge finanziaria 2002 per garantire l'accesso gratuito via Internet agli atti parlamentari, alle biblioteche e agli archivi storici del Senato e della Camera. La previsione delle entrate integrative si attesta, invece, a 35.841.000 euro, con una diminuzione del 6,02 per cento rispetto al 2001 dovuta essenzialmente al calo degli interessi, che l'intervenuto miglioramento, a partire dallo scorso mese di giugno, delle condizioni della convenzione stipulata con l'istituto bancario di riferimento non ha potuto peraltro compensare. Il comparto delle entrate effettive, di cui al titolo I e II, si incrementa quindi nel complesso del 4,35 per cento, mentre il medesimo comparto delle spese cresce del 4,76 per cento, per effetto dell'incremento del 4,55 per cento delle spese correnti, previste per 834.097.155,96 euro e del 9,31 per cento della spesa in conto capitale che si attesta a 41.155.000 euro. Il conseguente previsto disavanzo della gestione di competenza, come si evince dalla tabella pubblicata a pagina 7 del documento VIII, n. 4, risulta pari a 52.929.582,96 euro, con un incremento rispetto all'anno precedente dell'11,55 per cento. Tale disavanzo trova copertura attraverso l'utilizzo di una quota di pari importo dell'avanzo di amministrazione iniziale che per la restante parte, pari a 49.641.414 euro, viene assegnato agli esercizi successivi per concorrere alla copertura delle spese degli anni 2003 e 2004.
La crescita complessiva della spesa corrente rispetto al 2001, pari al 4,55 per cento (che, depurato delle disponibilità finanziarie allocate nello specifico fondo di riserva, si attesta a 4,50 punti percentuali), è dovuta in particolare al potenziamento della dotazione informatica dei deputati, all'entità dei contributi previdenziali a carico dell'amministrazione riferiti al fondo di previdenza per il personale che, nell'anno, sconta le particolari circostanze legate alla chiusura, nel periodo compreso tra il novembre 2000 e l'ottobre 2001, di tutte le vicende connesse con la contrattazione 1995-1997 e gli effetti delle decisioni in materia di tutela giurisdizionale, all'incremento del numero dei dipendenti collocati in quiescenza, nonché alle deliberazioni assunte dall'Ufficio di Presidenza in materia di lavoro temporaneo e di perequazione del trattamento dei deputati rispetto a quello dei senatori in materia di diaria e rimborsi spese.
Il comparto delle spese in conto capitale, le quali - come si è anticipato sopra - crescono nel loro complesso del 9,31 per cento (che, al netto dello stanziamento previsto per lo specifico fondo di riserva, si attesta a 4,85 punti percentuali), testimonia, da un lato, l'impegno del Collegio dei questori per una significativa implementazione delle infrastrutture che supportano il lavoro parlamentare (emblematica,
al riguardo, la previsione di spesa per attrezzature informatiche e software applicativo che registra un aumento del 71,84 per cento rispetto al 2001), dall'altro, l'intendimento di disporre di margini finanziari per la copertura dei programmi che potranno essere assunti nel comparto grazie all'apporto delle risorse provenienti dall'avanzo di amministrazione dell'esercizio appena concluso.
Nella tabella n. 3 pubblicata a pagina 8 del documento VIII, n. 4 si riporta il dettaglio rispettivamente dell'andamento delle spese correnti ed in conto capitale.
Le disponibilità finanziarie accantonate per 16.246.155,96 euro nel fondo di riserva di parte corrente e per 4.000.000 di euro in quello di parte capitale rappresentano, nel loro complesso, il 2,31 per cento del totale delle spese effettive (titolo I e II) e garantiscono allo stato sicuri margini finanziari per le esigenze che si dovessero presentare nel corso dell'esercizio.
Quanto alle previsioni di cassa, le cui autorizzazioni, come di consueto, sono espresse in termini di massa spendibile e cioè di somma dei residui e della competenza, a fronte di un fondo di cassa iniziale di 235.527.559,18 euro e ad una previsione di cassa relativa al totale generale dell'entrata (comprensivo delle partite di giro) di 1.284.445.853,83 euro, l'ammontare delle spese che si prevede di pagare nell'esercizio è pari a 1.234.804.439,83 euro (di cui 906.531.036,90 euro di parte corrente e 108.754.036,89 euro di parte capitale, 219.519.366,04 euro per partite di giro) al netto della quota del fondo cassa lasciata disponibile per concorrere alla copertura del fabbisogno del biennio successivo.
Più specificamente, per quanto attiene agli anni 2003 e 2004, considerati nel bilancio triennale, la tabella n. 4 pubblicata a pagina 9 del documento VIII n. 4 evidenza per grandi aggregati le relative previsioni.
Il previsto disavanzo di competenza trova copertura, come più sopra anticipato, attraverso l'utilizzazione della restante quota dell'avanzo di amministrazione iniziale lasciata ad hoc disponibile.
Quanto ai fondi di riserva, i cui importi in questa fase costituiscono mere differenze tra le previsioni di entrata e quelle di spesa, fornendo peraltro un indice significativo delle disponibilità finanziarie nel periodo considerato, nel 2003 lo stanziamento di cui al capitolo 225 (fondo di riserva per le spese obbligatorie e impreviste di parte corrente) ammonta a 12.548.000 euro, mentre quello del capitolo 265 (fondo di riserva per spese impreviste di parte capitale) risulta pari a 3.000.000 di euro, con un'incidenza percentuale complessiva sul totale delle spese effettive (titolo I e II) pari a 1,75.
FRANCESCO COLUCCI, Questore. Nell'ultimo anno del triennio i medesimi fondi ammontano rispettivamente a 8.976.000 euro - comprendendo una quota che potrà essere utilizzata, qualora se ne rilevi l'opportunità, per il ricorso al lavoro temporaneo - ed a 1.500.000 euro; la loro incidenza percentuale complessiva sulle spese effettive risulta pertanto pari all'1,16 per cento.
Quanto ai risultati raggiunti ed a quelli ancora da perseguire, gli sforzi avviati negli ultimi anni, per un significativo miglioramento delle condizioni di lavoro dei deputati e dei gruppi parlamentari, troveranno, in linea con gli strumenti di indirizzo approvati dall'Assemblea lo scorso novembre, la loro coerente prosecuzione nel 2002, ricollegandosi in tal modo ai risultati già raggiunti nel 2001 e giovandosi dell'apporto delle strutture dell'amministrazione, secondo le direttrici esposte nella Relazione sullo stato dell'amministrazione per il 2001, predisposta dal Segretario generale.
Nella realizzazione dei programmi più avanti delineati, il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane costituirà un elemento primario: l'attuazione del piano triennale di reclutamento renderà, d'altronde, disponibili nuove risorse, sia per quanto concerne i consiglieri parlamentari
sia per quanto riguarda talune professionalità operaie. La conclusione del concorso per commessi parlamentari consentirà inoltre di disporre di nuove importanti forze da destinare al settore della sicurezza, anche attraverso lo sviluppo di specifiche iniziative formative.
Nell'utilizzo delle risorse umane e materiali ad esse assegnate, le strutture amministrative di supporto saranno, in primo luogo a livello di dirigenti, pienamente responsabilizzate, secondo i principi della programmazione finanziaria, sicché tutti i centri di spesa saranno chiamati a concorrere al processo di definizione dei flussi di spesa, anche nella loro articolazione temporale. Il cennato rafforzamento delle responsabilità dei dirigenti riguarderà anche altri profili, non meno delicati, quali la tutela della salute sul luogo di lavoro, la sicurezza informatica e la protezione dei dati personali, materie queste ultime destinate ad acquisire un rilievo sempre maggiore in una realtà, come quella della Camera dei deputati, caratterizzata dalla presenza di una molteplicità di sistemi di trattazione di dati su base informatica in connessione con complessi profili istituzionali.
Alla luce dei cambiamenti intervenuti sul piano delle fonti normative, del processo legislativo comunitario, dell'integrazione dei mercati, dell'evoluzione dei sistemi di comunicazione istituzionale, dell'attività della cosiddetta diplomazia parlamentare è, del resto, imprescindibile, per supportare una sempre maggiore funzionalità dell'organo parlamentare, un processo di evoluzione del complessivo assetto dell'amministrazione, con modernizzazione dei contenuti delle diverse figure professionali, trasformazione dei metodi di lavoro, definizione di nuovi moduli organizzativi per l'implementazione dell'efficienza della gestione amministrativa, da conseguirsi anche attraverso la semplificazione burocratica degli interventi e l'ampliamento della gamma degli strumenti giuridici che regolano le attività di impiego presso la Camera dei deputati. A quest'ultimo riguardo, basti pensare alle recenti deliberazioni dell'Ufficio di Presidenza che hanno introdotto, da un lato, specifiche forme di impiego - applicazioni, comandi, distacchi, contratti di collaborazione a tempo determinato e stages - che l'amministrazione può adottare per la realizzazione di specifici progetti o per specifiche esigenze di funzionamento che richiedano il ricorso a professionalità di carattere tecnico-specialistico, dall'altro, l'istituto del lavoro temporaneo, introdotto per talune fattispecie tassativamente indicate e con lo specifico obiettivo del rafforzamento delle professionalità operaie. In alcune aree di grande delicatezza - quali, ad esempio, quella che presiede all'effettuazione delle gare ed alla stipula dei contratti - si mirerà a far fronte alla crescente specializzazione e ramificazione della normativa di settore.
In questa sede preme peraltro evidenziare alcune aree di intervento che si rivelano particolarmente strategiche, sulle quali sembra quindi opportuno soffermarsi più in dettaglio, tanto per gli interventi che hanno trovato nell'ultimo periodo la loro ultimazione quanto per quelli ancora in corso di completamento.
Con riferimento all'ambito della comunicazione, a nessuno sfugge la centralità di tale tema nel processo di costante adeguamento del rapporto tra istituzioni politiche e società alle nuove esigenze e possibilità offerte dall'evoluzione tecnologica. Negli ultimi anni la Camera ha potenziato grandemente i propri sforzi per rinsaldare un proficuo contatto con il mondo dei giovani e della scuola, che non può essere solamente occasionale ma che deve invece costituire una vera e propria forma di conoscenza, anche istituzionale, e di educazione civile, coinvolgendo a tal fine tutti gli operatori che nella scuola prestano il loro lavoro, a cominciare dal corpo docente. Si può dire che i significativi risultati raggiunti dall'insieme delle iniziative intraprese - nel 2001 si è avuto, a palazzo Montecitorio, l'ingresso di circa 67 mila studenti, mentre nei primi cinque mesi di quest'anno è stata già raggiunta la quota di circa 42 mila ingressi - testimonino della rilevanza di questo sforzo, che abbisogna tuttavia, proprio per produrre il
collegamento strutturale appena accennato, di un'efficace e organica messa a frutto delle potenzialità che le nuove tecnologie presentano. I programmi rivolti agli studenti saranno perciò oggetto di particolare e specifica attenzione.
Al centro della riflessione in corso - in particolare da parte del Comitato per la comunicazione e l'informazione esterna - è quindi la necessità di compiere un ulteriore salto di qualità, impostando una strategia complessiva della comunicazione istituzionale attraverso l'integrazione tra i diversi tipi di attività aperte all'esterno.
Venendo agli interventi specifici, il Comitato per la comunicazione ha esaminato la possibilità di diffondere via Internet i lavori delle Commissioni parlamentari, mentre sono già stati completati i lavori impiantistici nella sala del Mappamondo e nella Commissione difesa. Nel corso del 2002 si provvederà ad analoghi lavori per le sedi della I, della IX e della XIV Commissione, nell'ambito di un programma complessivo che dovrebbe esaurirsi nel 2004.
Per quanto concerne più in generale il tema della comunicazione istituzionale della Camera, il Comitato per la comunicazione ha già esaminato, con l'intenzione di riferirne all'Ufficio di Presidenza, alcune questioni di grande rilievo, quali le innovazioni da apportare al canale televisivo della Camera, ad esempio attraverso la creazione di un palinsesto di programmazione che preveda la diffusione via satellite di sedute parlamentari, convegni, cerimonie ed eventi istituzionali. Va inoltre ricordato che è stato predisposto un programma di presentazione del prototipo del nuovo sito Internet della Camera. Tale prototipo presenta, rispetto alla veste attuale, una struttura e un aspetto grafico fortemente rinnovati. In questo contesto una particolare menzione merita infine la previsione di pervenire, entro il primo bimestre del 2003, alla realizzazione, nei locali ubicati in via del Corso, del Centro di informazione parlamentare, che costituirà un nuovo polo per le attività di comunicazione, divulgazione e rapporti con il pubblico, in un ambiente particolarmente attrezzato sotto il profilo tecnologico.
A tale proposito, nella prospettiva di un ulteriore potenziamento delle strutture di collegamento con l'intera società, va senz'altro citato progetto di un unico grande centro bibliografico fra i due rami del Parlamento, al quale stanno congiuntamente lavorando le amministrazioni del Senato e della Camera, che hanno già avviato il processo di integrazione funzionale tra le rispettive e biblioteche.
Per quanto concerne il potenziamento dei processi di elaborazione tecnica a supporto del procedimento legislativo, in relazione all'evoluzione dei processi normativi, gli organi parlamentari, ed in primo luogo le Commissioni parlamentari, richiedono oggi reti di collegamento e di informazione molto più ampi rispetto al passato, con un maggiore livello di selezione e di approfondimento. Le strutture amministrative si stanno via via adeguando a tali esigenze, con alcuni positivi risultati che è opportuno sottolineare.
In primo luogo va ricordata l'esperienza dell'osservatorio sulla legislazione, che collega tutti i servizi impegnati nel supporto al procedimento legislativo, e che potrà costituire la direttrice lungo la quale migliorare ulteriormente le attuali esperienze di collaborazione e di integrazione funzionale tra le attività legislative e quelle di documentazione.
Un secondo fronte è rappresentano dalla creazione di rapporti costanti, e non lasciati ad iniziative occasionali o saltuarie, con i maggiori centri istituzionali e scientifici esterni, in grado di produrre un flusso informativo di sicura utilità per l'attività parlamentare.
In connessione con i profondi mutamenti che hanno caratterizzato negli ultimi anni il nostro sistema di produzione normativa, tale processo ha naturalmente riguardato in primo luogo le regioni e il versante internazionale, in particolare per quanto concerne l'Unione europea. Per il primo aspetto, nell'ambito del rafforzamento dei momenti di raccordo con le assemblee regionali, va ricordata la realizzazione
di una stabile rete di cooperazione con gli uffici delle regioni e con l'istituto di studi regionali del CNR. Per il secondo aspetto, in attuazione degli indirizzi stabiliti dalla Conferenza dei Presidenti dei Parlamenti dei paesi appartenenti all'Unione europea, si è avviata la sperimentazione di forme rafforzate di cooperazione, in particolare con quelle amministrazioni parlamentari che dispongono di rilevanti risorse nel settore della documentazione. Tali esperienze contribuiranno, nel loro complesso, a mettere a fuoco unitariamente l'insieme dei rapporti tra Stato, regioni e Unione europea.
Per quanto riguarda la politica degli spazi, anche in tale settore prosegue uno sforzo di potenziamento e razionalizzazione delle strutture, nell'intento di porre a disposizione di ciascun deputato, e delle relative strutture di supporto, quegli spazi che costituiscono condizione essenziale per un corretto e proficuo espletamento dell'attività parlamentare. L'attribuzione, sul finire del 2001, di 575 uffici a palazzo Marini ha consentito di raggiungere l'obiettivo dell'attribuzione di uno spazio individuale a tutti i deputati, che ha assunto rilievo centrale nell'azione amministrativa degli ultimi anni.
Nel quadro del criterio ispiratore della politica degli spazi, organizzati secondo la specializzazione degli stessi, in base alla quale palazzo Montecitorio è destinato alla funzione legislativa e di rappresentanza, si è ora mirato a decongestionare le situazioni di maggiore criticità nel palazzo medesimo, prevedendo la sistemazione al quinto piano degli uffici di pertinenza delle Commissioni parlamentari e il trasferimento a palazzo Theodoli del servizio studi. Il collegamento tra quest'ultimo e le Commissioni parlamentari sarà assicurato attraverso la realizzazione, da parte del provveditorato alle opere pubbliche, di un sottopasso di collegamento tra palazzo Montecitorio e palazzo Theodoli, con auspicabile estensione del collegamento al palazzo ex Banco di Napoli.
Nel prossimo periodo inizieranno i lavori di riqualificazione delle sale adiacenti la sala del Mappamondo, destinate ad ospitare l'aula e gli uffici della I Commissione. Una serie di altri interventi di adattamento degli spazi ha poi riguardato il palazzo dei gruppi, nel quale sono state effettuate significative opere di messa a norma e di riqualificazione degli impianti, di manutenzione ordinaria e straordinaria, di ripristino e fornitura di nuove reti. Sono stati, inoltre, avviati lavori, la cui conclusione è ormai prossima, per la realizzazione della nuova sede da destinare alle agenzie di stampa nell'ex sala della CIT presso l'ingresso principale di palazzo Montecitorio e per l'ulteriore razionalizzazione dei servizi di ristorazione anche attraverso la creazione del nuovo spazio di gastronomia veloce al piano terra dello stesso palazzo. Anche i servizi bancari e di viaggi saranno interessati da tale attività: dopo l'apertura di nuovi sportelli bancari e di una nuova sede dell'agenzia CIT presso il palazzo ex Banco di Napoli, avvenuta nel corso del 2001, i prossimi mesi vedranno a palazzo Montecitorio la riqualificazione degli uffici bancari situati al piano aula ed il completamento dell'allestimento di nuovi spazi per l'agenzia CIT presso la galleria dei Presidenti.
Per quanto concerne l'area del parcheggio di via della Missione, vi è senz'altro l'esigenza di una riqualificazione dell'intera area e anche nell'ambito del comitato per la tutela del patrimonio artistico è stata, pertanto, valutata l'opportunità di procedere ad uno studio di fattibilità di tutte le possibili soluzioni che dovranno, comunque, possedere un eccezionale pregio architettonico ed essere realizzate d'intesa con le istituzioni interessate.
Infine, va ricordata la definizione di diversi progetti di riqualificazione impiantistica riguardanti gli ambienti di vicolo Valdina, che il provveditorato alle opere pubbliche per il Lazio si è impegnato a presentare entro l'anno.
Circa l'infrastrutturazione informatica, in questo settore la Camera ha prodotto uno sforzo di infrastrutturazione di rilevante ampiezza, con lo scopo di mettere a disposizione dell'attività parlamentare, in un periodo di grande e rapida innovazione
tecnologica, tutte le potenzialità da quest'ultima offerte. Una volta completati gli interventi attualmente in fase di elaborazione, è possibile dire che l'istituzione parlamentare si troverà in questo settore in una posizione di avanguardia, con ricadute ed effetti positivi destinati a manifestarsi in un periodo che va ben al di là dell'esercizio in corso.
Nel prossimo periodo si procederà, secondo quanto già previsto, alla dotazione degli uffici dei deputati di postazioni informatiche fisse.
È stata altresì completata l'applicazione relativa all'arricchimento della scheda Internet deputati, posta attualmente in preesercizio sul sito di sviluppo della Camera, al fine di consentire un pieno ed esaustivo rodaggio delle nuove procedure informatiche, ed è stata portata a termine la prima fase di sperimentazione delle funzioni di firma digitale di cifratura - decifratura di documenti inerenti all'infrastruttura tecnica PKI della Camera.
Sono inoltre in corso di elaborazione alcuni importanti progetti pilota, tra i quali si ricordano quello relativo alle nuove forme di comunicazione verso l'esterno (attraverso e-mail, fax, sms e messaggi vocali), quello inerente al servizio di newsletter su Internet e quello per la trascrizione assistita mediante riconoscimento vocale.
Per quanto concerne altre funzionalità che riguarderanno tutti i deputati, sono state pienamente attivate le convenzioni per l'accesso ad alcune banche dati di interesse generale, mentre sono in fase di conclusione i contatti con il Ministero dell'economia per concordare le modalità di consultazione della banca dati delle Gazzette Ufficiali on line curata dal Poligrafico dello Stato.
Non si può, infine, non far menzione dello sforzo di assoluto rilievo che è stato richiesto alla Camera dagli avvenimenti dell'11 settembre 2001. Essi hanno reso necessario un ulteriore adeguamento e rafforzamento delle procedure di sicurezza. Il periodo successivo al mese di settembre ha così visto un potenziamento dei dispositivi di sicurezza, il che, naturalmente, ha comportato anche taluni maggiori oneri di carattere finanziario, senza che ciò abbia, tuttavia, indotto una qualche contrazione del rilevante flusso di visitatori delle sedi della Camera. In base ai dati registrati nel 2001, anno nel quale si sono contati più di 200 mila accessi nei palazzi della Camera, e nei primi tre mesi di quest'anno, nei quali tale accessi sono risultati pari a circa 60 mila, è infatti possibile dire che il rafforzamento delle procedure di sicurezza è avvenuto senza ledere in alcun modo il fondamentale valore, che permane intatto in tutta la sua estensione, dell'apertura dell'istituzione parlamentare rispetto alla società nel suo complesso.
Gli interventi innanzi esposti, sia quelli già definiti sia quelli ancora in via di completamento, costituiscono, nella cornice delle generali compatibilità di bilancio, un insieme di misure volte a migliorare in modo organico e strutturale le condizioni di lavoro dei deputati e dei gruppi parlamentari, anche attraverso l'implementazione dell'efficacia e dell'efficienza dell'azione amministrativa che rappresenta un supporto, secondo quanto delineato nella già citata Relazione sullo stato dell'amministrazione per il 2001. Nella definizione delle direttive che presiedono al complesso di questi interventi, il Collegio dei questori ritiene tuttavia fondamentale, come già avvenuto nella discussione del bilancio interno dell'anno scorso, valorizzare nel modo più adeguato il contributo ed i suggerimenti che da ciascun deputato e da ogni gruppo parlamentare potranno venire nel corso del dibattito sul presente documento, nella convinzione che solo in tal modo potrà svilupparsi un'efficace azione improntata alle necessità di questa istituzione.
Dopo aver tratteggiato le principali linee direttrici degli obiettivi dell'attività amministrativa, riteniamo opportuno fornire anche alcune indicazioni in ordine a specifiche questioni, che sono state sollevate nel corso della discussione sul bilancio 2001, con particolare riferimento agli ordini del giorno approvati in quell'occasione.
Per quanto attiene all'ambito della comunicazione, nel corso della discussione sul bilancio 2001, l'onorevole Ruzzante ha auspicato lo sviluppo delle trasmissioni satellitari per trasmettere anche sedute delle Commissioni. Analogamente, l'onorevole Nespoli ha chiesto di potenziare l'uso del canale satellitare della Camera, rendendo note all'esterno una serie di attività poco conosciute, quali il rapporto con il mondo scolastico, le iniziative culturali e le pubblicazioni.
In materia, il Comitato per la comunicazione e l'informazione esterna, costituito nell'ambito dell'Ufficio di Presidenza, ha svolto un'ampia istruttoria sui temi concernenti la comunicazione istituzionale della Camera. Tra i temi maggiormente al centro dell'attenzione, vi sono quelli relativi alle modalità di trasmissione televisiva delle sedute ed al sito Internet. Nel corso dei lavori del Comitato è emerso che il settore delle comunicazione televisiva appare suscettibile di innovazioni. Il canale televisivo della Camera potrebbe essere trasformato con un vero e proprio palinsesto di programmazione, ad esempio per diffondere via satellite, oltre alla diretta di tutte le sedute dell'Assemblea, alcune sedute di Commissione, nonché cerimonie, convegni o eventi istituzionali. Resterebbero da definire gli indirizzi con cui divulgare al grande pubblico programmi informativi sull'attività dell'istituzione parlamentare e dei singoli deputati.
Per quanto concerne il sito Internet, è stato istituito dall'amministrazione un apposito gruppo di lavoro per sviluppare un prototipo di nuovo sito Internet. Il gruppo ha già predisposto un programma di presentazione del prototipo con le strutture responsabili e i soggetti interessati al fine di dettagliare le opzioni possibili. L'entrata a regime delle innovazioni potrà intervenire entro la fine del 2002.
Il Comitato per la comunicazione, sotto la presidenza dell'onorevole Fiori, ha esaminato nel corso di una serie di audizioni svoltesi tra il dicembre del 2001 e il marzo 2002, tra l'altro, la possibilità di diffusione via Internet dei lavori delle Commissioni. Nell'ambito di queste problematiche, le modalità di registrazione delle sedute delle Commissioni richiederanno la definizione di criteri di pianificazione (rotazione tra le Commissioni, preferenza alle sedute dedicate a tematiche di stretta attualità), nonché il potenziamento delle infrastrutture tecniche necessarie per le riprese televisive e la predisposizione di sedi attrezzate per le sedute destinate alla trasmissione e consentirà di utilizzare il segnale sia per la trasmissione televisiva satellitare che tramite il sito Internet.
Nel corso della discussione sul bilancio 2001, l'onorevole Bianco ha sottolineato l'importanza del tema dell'unificazione dei punti di documentazione tra la Camera ed il Senato, al quale avevamo fatto cenno nella relazione introduttiva. Al progetto di un unico grande centro bibliografico tra i due rami del Parlamento stanno lavorando le amministrazioni del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, che hanno avviato il processo di integrazione funzionale tra le rispettive biblioteche. Nel corso di definizione di questo progetto comune è intervenuto lo stanziamento previsto dall'articolo 52, comma 38, della legge finanziaria del 2002, che, al fine di consentire ai cittadini l'accesso gratuito attraverso la rete Internet all'importante patrimonio della documentazione parlamentare, ha disposto uno stanziamento triennale per un importo pari a 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2002, 2003 e 2004, allocato al capitolo 5 del bilancio della Camera dei deputati. La norma in questione individua, in particolare, nell'accesso alle raccolte storiche degli atti parlamentari ed al patrimonio delle biblioteche e degli archivi storici del Parlamento uno degli obiettivi di maggior rilievo del programma.
L'amministrazione della Camera, che in questi anni, nell'ambito della sua biblioteca, ha studiato e sviluppato alcuni importanti progetti di conversione digitale delle proprie raccolte, inclusa quella degli atti parlamentari, nonché dei cataloghi del suo prezioso patrimonio librario e documentario, ha messo a disposizione questi
studi per elaborare un programma organico comune in corso di discussione con i servizi del Senato della Repubblica.
A questo proposito, ricordiamo che il 31 maggio 2002 è stata attivata una presentazione, da parte del Presidente della Camera, della sezione del sito Internet dedicata all'archivio storico, che contiene le schede guida illustrative di tutti i fondi conservati e gli inventari dei fondi finora informatizzati. In particolare, si tratta della documentazione relativa all'Assemblea costituente, alla Consulta nazionale, ad alcune Commissioni d'inchiesta istituite dalla Camera durante il periodo del Regno d'Italia, al Parlamento napoletano del 1848-1849.
La caratteristica innovativa offerta dal sito è la possibilità di consultazione on-line di oltre 85 mila immagini che riproducono i documenti contenuti nei fondi informatizzati. Il sito sarà progressivamente completato trasferendo in rete sia gli inventari analitici di altri fondi posseduti sia l'immagine degli incartamenti relativi ai disegni di legge presentati nel periodo di attività della Camera subalpina e del Regno d'Italia.
Infine, ricordiamo che dal 25 marzo 2002 la libreria della Camera si è trasferita dalla precedente sede di via degli Uffici del Vicario per occupare nuovi spazi nel complesso di palazzo Marini, con ingresso al pubblico in via del Tritone.
Per quanto riguarda i lavori e gli spazi, ricordiamo che l'ordine del giorno Ruzzante ed altri richiedeva la ristrutturazione e messa a norma del palazzo dei gruppi parlamentari. Nel corso della discussione sul bilancio, l'onorevole Boccia ha poi posto la questione della ristrutturazione della facciata dell'edificio a fianco di palazzo Montecitorio.
Quanto ai lavori presso il palazzo dei gruppi, all'inizio della legislatura sono state effettuate numerose opere finalizzate alla messa a norma degli impianti e per l'adattamento degli spazi in base alle esigenze manifestate. L'intervento sulla facciata dell'edificio auspicato dall'onorevole Boccia sta per essere realizzato dal provveditorato alle opere pubbliche del Lazio. L'onorevole Boccia ha inoltre chiesto di eliminare il groviglio di fili nel cortile della Camera: al riguardo, è stato avviato l'intervento di bonifica della chiostrina centrale del secondo piano di palazzo Montecitorio, ed un'analoga opera sarà avviata presso il palazzo dei gruppi.
L'onorevole Nespoli, nel corso della discussione sul bilancio 2001, ha chiesto di definire gli spazi per i fumatori. Nell'ambito di un programma predisposto dall'amministrazione, le cui spese sono state approvate dal Collegio dei questori, è stata prevista - come a suo tempo ricordato anche dal questore Manzini, in sede di replica - la realizzazione di 35 zone fumatori nei palazzi della Camera. Il 2002 sarà contrassegnato dalla realizzazione di 11 delle predette zone, che si aggiungono alle 4 già realizzate in via sperimentale a palazzo Montecitorio. In particolare, a palazzo Montecitorio ne saranno realizzate altre 4 al quarto piano - in aggiunta alle due già esistenti -, in modo da coprire tutta l'area di pertinenza delle Commissioni, ed una nella sala stampa; a palazzo San Macuto, saranno invece installate 6 zone, una per ogni piano dal secondo al quinto e due al sesto, presso il ristorante; i lavori hanno avuto inizio il 22 aprile. Il completamento del programma è prevista per il 2003.
Nell'ambito dei lavori in corso, ricordiamo quelli relativi alla realizzazione dei locali per lo svolgimento di un servizio di gastronomia veloce, che si inserisce nel quadro della costante attenzione nei confronti del più generale tema della ristorazione, al fine di migliorare il servizio reso a palazzo Montecitorio.
Gli onorevoli Boccia e Boato hanno ricordato, nel corso della discussione sul bilancio, il problema dei parcheggi. La situazione dell'area attualmente destinata a parcheggio in via della Missione è anche all'attenzione del Comitato per la tutela del patrimonio artistico della Camera, che ha effettuato un sopralluogo volto a definire le prospettive per un intervento complessivo di riqualificazione. Si è, quindi, determinato di procedere ad uno studio di fattibilità di tutte le possibili soluzioni che,
comunque, dovranno essere di eccezionale pregio architettonico e da realizzare d'intesa con il comune di Roma. A tale proposito è stato acquisito nel mese di aprile uno studio sullo stato archeologico dell'area al fine di verificare, anche in base ad un'attenta valutazione delle fonti storico-cartografiche, l'effettiva possibilità di rinvenimenti di pregio in occasione di eventuali scavi.
Nell'ordine del giorno Patria ed altri si sollecitava un intervento sul comune di Roma per rimuovere le condizioni di pericolo per i bidoni su piazza del Parlamento. A questo fine, nel dicembre 2001 i deputati questori, d'intesa con il sindaco di Roma, hanno costituito un gruppo di lavoro informale composto da rappresentanti delle amministrazioni della Camera e del comune per l'esame delle questioni relative alla mobilità dei deputati nel centro storico e, in particolare, nelle aree limitrofe il palazzo Montecitorio. Il gruppo di lavoro, nel corso di varie riunioni, ha esaminato alcune soluzioni per la sostituzione degli attuali dissuasori di traffico in travertino, che delimitano l'area pedonale di piazza del Parlamento, con altri sistemi meno pericolosi come, ad esempio, colonnine in ghisa unite da catene. Poiché il comune ha recentemente preannunciato l'avvio di un intervento di generale riqualificazione di piazza del Parlamento, che prevede anche una definitiva soluzione per le aree pedonali della piazza, si profila il rischio che i tempi di installazione delle colonnine vengano a sovrapporsi ai lavori di riqualificazione della piazza. Pertanto, sono attualmente in corso ulteriori contatti con il comune affinché provveda, quanto prima, a collocare, in via provvisoria, un sistema di dissuasione del traffico costituito da fioriere.
Quanto all'infrastrutturazione informatica, l'ordine del giorno Patria n. 6 richiedeva l'apprestamento di forniture e servizi informatici per tutti i deputati: personal computer, portatile e fisso; arricchimento delle schede personali sul sito Internet della Camera; servizi di comunicazione verso gli elettori e di newsletter. Le stesse richieste, veramente articolate, sono state avanzate nel corso della discussione dagli onorevoli Bianco e Ruzzante; al riguardo, nella relazione introduttiva al bilancio 2001, avevamo ricordato le decisioni del Collegio dei questori, relative alla fornitura di personal computer portatile e relativi accessori, nonché di postazioni informatiche fisse, con relativi servizi di supporto per gli uffici dei deputati. In sede di replica, il questore Ballaman ha ricordato come tali decisioni rappresentassero l'esito di un'analisi approfondita, volta a definire gli standard delle postazioni informatiche dei deputati per l'intera legislatura.
Sulle altre questioni, il questore Ballaman, sempre in sede di replica, ha avuto modo di precisare che il collegio aveva approvato i seguenti progetti: un progetto volto ad arricchire l'attuale scheda personale dei deputati con informazioni relative, in particolare, all'attività svolta, ai progetti di legge, agli atti di sindacato ispettivo presentati, agli interventi nel corso dell'esame di progetti di legge, inserendo gli opportuni link ai documenti parlamentari; un progetto volto a fornire ai deputati avanzati strumenti informatici quali e-mail, fax, SMS e messaggi vocali; un progetto pilota per un servizio di newsletter che dia notizia sull'attività della Camera, attraverso un messaggio e-mail contenente brevi informazioni e link ai principali nuovi testi pubblicati sul sito della Camera.
Per quanto concerne le dotazioni degli uffici dei deputati di postazioni informatiche fisse, al fine di poter corrispondere sollecitamente a questa esigenza il Collegio dei questori ha deliberato, nella riunione dell'8 maggio scorso, l'adesione alla convenzione che sarà attivata dalla Consip per le pubbliche amministrazioni, in esito alla procedure di gara in corso di svolgimento, condizionando la stessa ad una quanto mai celere realizzazione della fornitura. Alle dotazioni informatiche si sono aggiunte iniziative volte ad assicurare l'attività di formazione informatica per i deputati come richiesto dal già citato ordine del giorno Patria. La stessa richiesta è stata avanzata nel corso della discussione
dagli onorevoli Nespoli, Ruzzante e Boccia. In sede di replica, il questore Ballaman ha preannunciato la predisposizione di un programma di corsi di formazione rivolto ai deputati.
Quanto all'arricchimento delle schede Internet dei deputati, l'applicazione è stata completata ed attualmente è in preesercizio sul sito di sviluppo della Camera, al fine di consentire un esaustivo rodaggio delle nuove procedure informatiche e di effettuare, da parte degli uffici competenti, le ultime verifiche e messe a punto dei contenuti, prima dell'entrata in operatività.
Gli onorevoli Ruzzante e Boccia, nel corso della discussione sul bilancio, hanno poi auspicato modifiche del sistema di votazione elettronica, al fine di garantire la certezza delle votazioni. Al riguardo, è stato predisposto uno studio di tipo tecnico-economico, che ha condotto ad un'analisi di fattibilità di alcune soluzioni, atte a garantire la personalità del voto. Le soluzioni saranno esaminate ed approfondite dall'Ufficio di Presidenza.
Sulla condizione dei deputati, l'ordine del giorno Nespoli ed altri n. 1 sollecitava l'equiparazione di status tra deputati e senatori. A ciò si è provveduto mediante la predisposizione di interventi sottoposti al Collegio dei deputati questori e successivamente approvati dall'Ufficio di Presidenza.
Durante la discussione sul bilancio, l'onorevole Patria ha poi sollecitato la tutela del rango di deputati ed ex deputati nelle pubbliche manifestazioni. Al riguardo, abbiamo concordato, in sede di replica, circa l'opportunità di valorizzare la figura del deputato.
Nella legislatura in corso, come in quella precedente, l'Ufficio di Presidenza ha deliberato di dotare tutti i deputati di un apposito distintivo di riconoscimento; gli uffici hanno anche effettuato una serie di interventi su tutti gli organi competenti in ambito nazionale per la tutela del rango dei deputati nelle manifestazioni pubbliche.
L'amministrazione ha, altresì, comunicato al Ministero dell'interno, al fine di darne la più ampia diffusione agli uffici centrali e periferici, la decisione dell'Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati in merito al distintivo di riconoscimento per i deputati in carica. È, altresì, in corso l'istruttoria relativa ai vari aspetti conseguenti all'introduzione di una fascia per i deputati e, tramite gli uffici, si stanno prendendo contatti con gli altri organi costituzionali e con il Ministero dell'interno ai fini delle necessarie intese.
Quanto al problema della tutela del rango degli ex deputati, anch'esso sollevato dall'onorevole Patria e sul quale pure abbiamo manifestato in sede di replica la nostra attenzione, il Collegio dei questori sta valutando, per sottoporli all'Ufficio di Presidenza, i profili giuridici connessi all'attribuzione di titoli, quali quelli di deputato «emerito» o «anziano», indicati dall'onorevole Patria.
Quanto ai gruppi, l'ordine del giorno Ruzzante ed altri n. 3 richiedeva l'aumento delle risorse finanziarie a disposizione dei gruppi stessi e, durante la discussione, l'onorevole Nespoli ha sollecitato la tempestiva corresponsione del contributo ai gruppi per la stabilità del posto di lavoro.
Per il primo profilo, nel corso del 2001 è stato incrementato il contributo unico ed istituito un nuovo contributo per il personale di segreteria dei gruppi e delle componenti politiche del gruppo misto. A tal fine sono stati adeguati gli stanziamenti di bilancio; per il secondo profilo, nel corso del mese di novembre del 2001, si sono concluse le procedure per l'assegnazione dei dipendenti dei gruppi per i quali la Camera eroga un contributo a garanzia della stabilità del posto di lavoro.
Sono state poi poste talune singole questioni.
L'ordine del giorno degli onorevoli Acquarone e Patria n. 2 richiedeva l'avvio di una riflessione sul sistema della tutela giurisdizionale interna e l'onorevole Patria, nel corso della discussione sul bilancio, ha evidenziato la necessità che siano decisi tutti i ricorsi pendenti. Devo fare presente che la Commissione giurisdizionale presieduta dall'onorevole Nitto Francesco Palma ha svolto un eccellente lavoro, eliminando un notevole arretrato, che purtroppo rap
presentava la preoccupazione che è stata manifestata nell'ambito del dibattito relativo al bilancio del 2001.
Quanto alle riflessioni sollecitate in ordine alla tutela giurisdizionale interna e alle eventuali modifiche relative alla procedura, facciamo presente che, come già rilevato dalla collega Manzini, in replica alla discussione del bilancio interno riferito all'esercizio precedente, la modifica delle disposizioni concernenti la tutela giurisdizionale dei dipendenti della Camera è materia sottoposta alla contrattazione collettiva, come prevede anche formalmente il protocollo delle relazioni sindacali alla Camera dei deputati. Quasi tutte le associazioni sindacali dei dipendenti hanno presentato, nelle piattaforme riferite al periodo contrattuale in corso, considerazioni riferite alla materia della tutela giurisdizionale interna e, all'esito della contrattazione, si potranno valutare le più idonee iniziative.
Sul punto relativo alle dotazioni di personale, l'ordine del giorno Patria ed altri n. 4 invitava ad affrontare le carenze delle officine. A questo proposito, si ricorda che l'Ufficio di Presidenza ha approvato nel marzo del 2002 il documento di verifica annuale del piano di reclutamento per il triennio 2001-2003. In tale sede, l'Ufficio di Presidenza ha deliberato che anche per i reparti di servizi radiofonici e televisivi e barberia siano avviate già nel corso del 2002 le relative procedure di reclutamento. Le stesse dovrebbero concludersi nel primo quadrimestre del 2003.
Per i reparti impianti ed interventi elettrici e interventi edili, nelle more dell'attivazione delle relative procedure previste per il 2003, si è invece ravvisata la possibilità del ricorso all'istituto del lavoro interinale e il 27 marzo scorso il Collegio dei questori ha autorizzato, nel concreto, l'attivazione dell'istituto, che sarà utilizzabile, oltre che per i reparti considerati dal piano di reclutamento, anche per i reparti condizionamento e riscaldamento, oltre che per i collaboratori.
L'onorevole Patria, durante la discussione sul bilancio 2001, ha poi prospettato l'esigenza di migliorare l'impiego delle giacenze del fondo di solidarietà per i deputati. In sede di replica, avevamo fatto presente che il Collegio dei questori, nel rispetto dei vincoli previsti dall'articolo 11 del regolamento del fondo di solidarietà e delle deliberazioni dell'Ufficio di Presidenza in materia, aveva già dato mandato agli uffici di individuare le forme più appropriate di impiego delle risorse in relazione alla natura del fondo stesso.
Posso precisare che gli uffici hanno già proceduto ad una istruttoria in ordine alla consistenza del fondo ed alla modalità degli impieghi attualmente in essere, ed hanno rilevato la necessità di individuare un impiego delle risorse confacente all'evoluzione normativa in materia di risparmio e di investimento. La documentazione relativa è già stata esaminata il 6 febbraio scorso dai deputati questori, che hanno deciso di nominare un consulente al quale la citata documentazione è stata inviata per un'adeguata istruttoria tecnico-finanziaria in relazione alle definizione degli obiettivi relativi all'impiego dei fondi.
L'onorevole Patria, durante la discussione sul bilancio 2001, ha altresì prospettato l'opportunità della collocazione della bandiera italiana in tutti gli uffici della Camera. In sede di replica, abbiamo ricordato che attualmente le bandiere sono già collocate negli uffici dei titolari di incarichi istituzionali, in aggiunta a quanto già fatto per gli uffici di titolari di organi istituzionali della Camera e con riferimento all'ipotesi di dotare tutti gli uffici degli onorevoli parlamentari di una bandiera nazionale.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci sia consentito rivolgere un sentito ringraziamento, da parte del Collegio dei questori, in particolare al Segretario generale, dottor Zampetti, ai vice segretari generali, ai capi servizio, al personale tutto della Camera dei deputati per l'impegno di lavoro da loro costantemente svolto, affinché l'amministrazione continui a portare avanti la sua attività, con trasparenza, nell'interesse del legislatore e del paese.
Vorrei infine comunicare che, per quanto concerne il conto consuntivo della Camera, rinvio alla relazione, rimanendo
a disposizione per eventuali chiarimenti che dovessero emergere dal dibattito (Applausi).
PRESIDENTE. Onorevole Colucci, la ringrazio a nome della Presidenza per questa illustrazione esauriente ed approfondita del bilancio e, insieme a lei, ringrazio anche i deputati questori.
È iscritto a parlare l'onorevole Gerardo Bianco. Ne ha facoltà.
GERARDO BIANCO. Signor Presidente, signori questori, onorevoli colleghi, ho sempre ritenuto questo appuntamento particolarmente importante, dal momento che non sono molte le occasioni nelle quali possiamo riflettere sul Parlamento, sulla sua organizzazione ed anche sul ruolo che esso riveste all'interno delle istituzioni della nostra Repubblica.
Non posso che apprezzare, questore Colucci e colleghi Ballaman e Manzini, l'impostazione limpida che è stata data all'illustrazione del bilancio. A me pare evidente innanzitutto una novità, che è quella cronologica: avvicinare alla data del 30 aprile la presentazione del bilancio rappresenta già di per sé il mantenimento di un impegno assunto nel precedente dibattito. Ma, al di là di questo aspetto formale, che comunque dimostra una sensibilità particolare del Collegio dei questori, mi pare evidente che l'impostazione segue delle linee molto precise, molto chiare e da me condivise: conferire alla Camera dei deputati un assetto rivolto innanzitutto a fornire sostegno all'azione legislativa dei parlamentari, sostegno che viene offerto con una notevole ampiezza di visioni, non solo seguendo l'evoluzione delle esigenze personali dei parlamentari, ma anche aprendo nuovi spazi di relazioni e di rapporti con altre istituzioni. Si tratta di un dato, a mio avviso, particolarmente importante.
Vi è poi l'altro pilastro - tale lo definirei - dell'attività che voi, signori questori, avete impostato, quello del contatto con la società. Mi è piaciuta anche la sottolineatura, da parte di tutti voi questori, dell'importanza che riveste il rapporto con i giovani. Non può che far piacere constatare l'aumento della partecipazione dei giovani che vedo sempre attenti e ai quali, forse, sarebbe opportuno offrire qualche supporto, affinché non passi la memoria, affinché, oltre all'immagine di un edificio storico, che suggestiona, venga consegnato loro anche qualche strumento con il quale approfondire il significato e il valore dell'istituzione.
Non ho molto da suggerire per quanto riguarda le linee di condotta e gli indirizzi che avete scelto e che contengono anche elementi di novità, nella continuazione di un'opera che era stata già avviata nel passato (e lei, questore Colucci, era stato uno dei protagonisti dell'avvio della modernizzazione della nostra struttura parlamentare). Mi permetterò di dare soltanto qualche suggerimento. Mi sembrerebbe, ad esempio, di grande importanza far capire ai giovani chi siano quei muti personaggi che stanno nei nostri ambulacri e sono i rappresentanti della storia parlamentare - parlo delle statue - attraverso, ad esempio, un'illustrazione storica, piccole e succinte frasi che potrebbero rievocare la storia.
Mi sembra, tra l'altro, di grande importanza - vorrei, a questo punto, fare un'ulteriore lode, ma non vorrei esagerare nelle lodi, perché potrebbero sembrare piaggerie - l'accuratezza con la quale avete risposto alle nostre richieste, ai nostri ordini del giorno. Non sempre capita di ricevere da altri organismi risposte così puntuali. Le vostre risposte sono state attente, accurate; diciamo pure che è la dimostrazione di una sensibilità particolare.
Devo anche ringraziare personalmente per l'accento posto sulla collaborazione con il Senato per la creazione del centro bibliografico. A questo riguardo, è necessario fare una riflessione più ampia rispetto a quella già svolta; offrire questi strumenti di consultazione, dare la possibilità di conoscere, non solo ciò che accade quotidianamente, ma anche la storia parlamentare, significa, non solo rafforzare lo spirito della democrazia, ma anche aiutare la storiografia del nostro paese. Molte volte accade, infatti, di leggere libri
di storia scritti su altri libri di storia o - come è accaduto di recente - su sentenze giudiziarie. Ma forse - basti pensare alla assurda tesi del doppio Stato - leggendo la storia attraverso gli atti parlamentari, si comprenderebbe che in questa nostra Repubblica - precedentemente vi è stato un intenso scontro ideologico, politico e culturale, ma tutto si è svolto attraverso l'unica costante preoccupazione di rafforzare la democrazia nel nostro paese - si potrebbero anche eliminare una serie di idola tribus - avrebbe detto Bacone -, di idola fori, ossia di alcuni luoghi comuni che corrono. Ecco perché il lavoro svolto da voi questori va al di là dell'aiuto materiale fornito ai deputati; è un contributo che date a noi ma anche alla cultura del paese. Da questo punto di vista mi sembra di grande importanza l'attività svolta, signor Presidente, anche dalla Presidenza. Credo che i rapporti stabiliti con gli altri Parlamenti nazionali - attività che voi supportate anche con queste relazioni - e con l'Unione europea da parte della Camera dei deputati e dal Senato siano indubbiamente un contributo rilevante ed importante per far sì che il Parlamento mantenga in pieno il suo ruolo centrale all'interno delle istituzioni.
Il centro bibliografico è un acquisto di grande rilievo. Vorrei sottolineare anche la cura che avete posto, come esempio di consapevolezza della modernità dell'impostazione alla informatizzazione, a tutti gli strumenti necessari (ci avete fornito i computer ed altre ipotesi vengono valutate). Mi pare di grande importanza anche la cura che state ponendo - lo abbiamo sentito poco fa - alla creazione della televisione digitale che potrebbe diventare uno strumento che rende ancora più evidente il ruolo e l'azione svolta dal Parlamento.
Mi fermo qui. Non posso che apprezzare la vostra azione, non posso che affermare che avete svolto un buon lavoro; riconoscerlo è cosa buona e giusta. Quindi sottolineo il mio apprezzamento.
Vorrei dedicare qualche minuto ad una riflessione più generale su ciò che il Parlamento deve rappresentare nella vicenda politica del nostro paese. Questi apparati cui avete dato vita, queste strutture portanti ed importanti di sostegno al lavoro parlamentare, rischiano, talvolta - non certo per vostra responsabilità -, di diventare apparati senza qualità se non vi è un'azione politica - da parte di tutti, maggioranza ed opposizione - che dia senso all'istituzione parlamentare.
Voi mi perdonerete una piccola incursione a carattere politologico, ma credo vi sia un ragionamento da svolgere. Allorquando si è discusso, con grande impegno, su di un provvedimento la cui discussione proseguirà domani, quello sulla procreazione medicalmente assistita, si è fatta largo, nei miei pensieri, una riflessione sulla quale ho meditato: noi abbiamo bisogno di uno spazio comune.
I politologi dicono che, oggi, c'è difficoltà a ritrovare ciò che si chiama etica pubblica; e tutti concordano nell'affermare che l'unico modo per riconoscersi - tutti - in un'etica pubblica, è quello di creare uno spazio per la discussione. Questa è una tesi che prevede, appunto, l'ambito del dialogo argomentato come momento in cui si confrontano le varie posizioni e si giunge alla deliberazione.
Da qui l'importanza del Parlamento! Quale altro luogo, più alto del Parlamento (della Camera dei deputati per quanto ci riguarda), dove noi costruiamo uno spazio comune, per il confronto? Naturalmente, per essere costruito, questo spazio comune ha bisogno di comportamenti adeguati della maggioranza e dell'opposizione, le quali debbono rifarsi non ad una sorta di palleggio di responsabilità, ma ad uno sforzo comune per migliorarsi reciprocamente. Vi è interdipendenza tra la qualità della destra, o del centrodestra, e quella del centrosinistra, fra la qualità della maggioranza e quella dell'opposizione: dobbiamo renderci conto che se la prima è scarsa, ciò si ripercuote negativamente sulla seconda.
Noi non abbiamo alcuna intenzione di far cadere il lavoro che deve essere rivolto al bene comune (uso un termine ormai desueto); però, c'è bisogno di rifarsi ad alcuni principi, ad alcuni riferimenti -
uno dei quali è capire che la storia del nostro paese non è cominciata con la vittoria di una maggioranza (la storia del nostro paese viene, ormai, da lontano) -, c'è bisogno di ritrovarsi nei principi costituzionali, c'è bisogno di rendersi conto che il Parlamento si trova a dover affrontare una fase che richiede di scrivere nuove regole.
In particolare, il Parlamento deve confrontarsi, oggi, con quella che viene definita la crisi della democrazia maggioritaria: la nostra Costituzione, infatti, è stata scritta con un certo spirito, con l'idea dei partiti come punti forti della costruzione della democrazia ed anche con criteri ispirati al proporzionalismo.
Ebbene, se vuole avere un suo ruolo, se vuole svolgere la sua funzione di spazio pubblico per il dialogo e per un'azione ispirata ai principi, il Parlamento non può essere incline a derive plebiscitarie e non può piegarsi a logiche carismatiche o di populismo presidenzialista, ma deve continuare ad essere considerato, anche nella cultura politica del nostro paese, quale è stato scritto nella nostra Costituzione: l'elemento centrale, il luogo nel quale si trovano le soluzioni (e sia ben chiaro che le soluzioni ragionate, oltre all'efficienza, danno anche efficacia alle scelte operate).
Qui mi fermo perché, altrimenti, il discorso mi porterebbe lontano. Ho voluto fare questa premessa proprio perché credo che, con il buon lavoro da voi fatto, abbiate creato i presupposti affinché, in questo Parlamento, si possa sviluppare un confronto di livello adeguato alle grandi scelte che dovremo operare, un confronto che sia in grado di uscire dal ping-pong delle accuse reciproche, che - insisto su un concetto difficile, forse, da acquisire - cerchi la verità nelle cose, a cominciare dall'economia per finire alle istituzioni e, soprattutto, che riaffermi il valore di ciò per cui vi state battendo, anche come questori, e che dà forza e supporto concreto e materiale al Parlamento affinché questo svolga la sua funzione.
Ho visto novità nei vostri documenti ed ho letto anche la relazione predisposta dal Segretario generale.
Anch'io mi associo all'apprezzamento per il segretario generale, per tutti i funzionari, per tutto il personale della Camera, perché svolgono un eccellente lavoro. La loro capacità - senza fare tante discussioni sulla flessibilità - di adeguarsi alle vicende che mutano nel tempo e la rapidità con la quale sono state operate alcune scelte, alcuni adattamenti, sono la dimostrazione di un'alta qualità del personale della Camera, che deve essere salvaguardata. Una qualità che deve essere rispettata, nell'imparzialità del loro operato, nella capacità, che loro hanno, di fornirci strumenti importanti, come abbiamo visto nella V Commissione, nella quale io opero con il supporto adeguato.
Un apprezzamento lo rivolgo anche al Presidente della Camera e ai suoi Vicepresidenti. Talvolta ci sono delle impazienze e anche delle dialettiche che non dovrebbero mai esserci, però voglio dare atto al Presidente e ai Vicepresidenti della loro conduzione imparziale e serena di questa Camera.
Credo che noi, dalla maggioranza all'opposizione, dovremo essere all'altezza del compito che i nostri questori ci stanno chiamando a svolgere, offrendoci strumenti adeguati per poterlo fare. Dobbiamo rafforzare la cultura politica, dobbiamo rafforzare la forza del confronto con argomentazioni solide, tenendo presente che la democrazia sempre, nella storia non solo italiana, ma anche dell'Europa, è stata difesa quando il Parlamento è stato forte. Tutto ciò che rafforza il Parlamento rafforza la democrazia del nostro paese (Applausi).
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Gerardo Bianco. Un ringraziamento non formale, questa volta, per l'equilibrio e la saggezza con la quale ha voluto aprire questo dibattito.
È iscritto a parlare l'onorevole Mario Pepe. Ne ha facoltà.
MARIO PEPE. Signor Presidente, onorevoli questori, colleghi, vorrei iniziare questo mio breve intervento sul bilancio della Camera facendo anzitutto osservazioni
strettamente attinenti alla mia professione di medico. In proposito, devo dire di aver apprezzato la struttura sanitaria attualmente organizzata all'interno della Camera. In particolare ho avuto modo di ascoltare i pareri favorevoli espressi dai colleghi di varie parti politiche in merito al lavoro svolto dai questori per l'istituzione di un efficiente servizio di pronto soccorso presso palazzo Marini, dove sono collocati sia gli uffici sia alcune sale per lo svolgimento di convegni e conferenze.
Vedete, la Camera dei deputati è una cittadella dove vivono circa tremila persone, senza considerare che ci sono dei frequentatori abituali: le scolaresche, che ci sono quasi tutti i giorni, i giornalisti, le associazioni. Quindi, aver potenziato il servizio di pronto soccorso è stata un'idea saggia. Pur tuttavia, devo fare alcune precisazioni. Il pronto soccorso è un servizio di attesa a cui possono rivolgersi persone soggette in quel momento ad un evento acuto. Lavorando fianco a fianco con molti deputati, ho avuto modo di capire che le esigenze sanitarie quotidiane degli stessi deputati richiedono spesso delle consulenze di tipo specialistico. Adesso sto per chiedere ai questori di poter usufruire presso l'ambulatorio della Camera anche di consulenze specialistiche. Questo non comporterà un aggravamento del bilancio della Camera perché comunque i deputati, spesso, per ottenere queste consulenze, sono costretti a lasciare l'attività legislativa per recarsi all'esterno e, chiaramente, tutto questo grava sull'assistenza integrativa. Quindi, apparentemente, si può pensare che sia una aggravio di spesa, ma poi, alla lunga, c'è un risparmio in termini reali. Però, nel momento in cui si chiedono servizi sanitari aggiuntivi è importante qui istituire un organismo che possa fare da raccordo tra i servizi sanitari e gli utenti.
Ho pensato ad un comitato dell'Ufficio di Presidenza composto da deputati - ci sono deputati esperti in materia sanitaria, ci sono primari ospedalieri, professori universitari, oncologi - che dovrebbe avere l'incarico di fare da raccordo, di ascoltare le critiche ed i suggerimenti, di stimolare iniziative in materia di medicina preventiva e, ad esempio, utilizzare al meglio le risorse della Camera.
Da quando è stato potenziato il servizio di pronto soccorso, cioè, da quando il servizio di primo soccorso è stato trasformato in servizio di pronto soccorso, in seguito al triste episodio che ha visto protagonista l'onorevole Andreatta, i quattro medici, dipendenti della Camera, che sono dei valorosi specialisti, in effetti, vengono utilizzati poco, in quanto il servizio di pronto soccorso viene svolto, eminentemente, dagli specialisti di anestesia e rianimazione dell'ospedale San Giacomo. Questi specialisti, questi medici, dipendenti della Camera, potrebbero essere utilizzati in un programma di medicina preventiva.
Tralasciando il problema sanitario, quando sono entrato per la prima volta al Parlamento, cioè l'anno scorso, ho ammirato molto i locali, i luoghi, quest'aula storica e magica, e quando mi sono seduto sul mio scranno ho avuto l'impressione di sedere nella storia ed ho molto apprezzato il modo in cui quest'aula viene mantenuta. Però, una volta, sono andato a farmi smacchiare una cravatta, alla tintoria e, sbagliando porta, sono entrato nell'intercapedine dell'aula dove ho visto un luogo veramente degradato, con fili elettrici che scendevano, con scatole e calcinacci in terra. Ebbene, qui non si tratta solo di un problema estetico, a mio avviso, si tratta anche della salute dei lavoratori. Quei fili elettrici generano un campo magnetico. A questo stesso proposito vorrei dire che non ho mai visto, in quest'aula, i responsabili della medicina del lavoro rilevare il microclima, la composizione dei gas dopo 12 ore di permanenza dei parlamentari in un ambiente che non ha vie d'uscita ma soltanto un sistema di areazione automatica.
Tutte queste osservazioni sono oggetto di un ordine del giorno che ho presentato insieme ai colleghi Marone, Amici, Gerardo Bianco e Cristaldi. Sono convinto che la sensibilità dei questori, che hanno inaugurato un modo asciutto ed efficace di
gestire l'amministrazione della Camera, potrà accoglierlo (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia)
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Giovanni Bianchi. Ne ha facoltà.
GIOVANNI BIANCHI. Signor Presidente, onorevoli questori, l'appuntamento che ci riunisce va oltre il rigore delle cifre e getta, almeno potenzialmente, un fascio di luce, per molti versi inedito, su quest'aula e su quanto le sta intorno. Getta un fascio di luce sulla vita quotidiana dei parlamentari, sul lavoro - tale è - che ci pare, talvolta, più ricco di stress che non di produttività, riproponendo, non soltanto sul piano economico, il tema del rapporto tra le risorse impiegate e gli obiettivi raggiunti. Chi passa lunghe giornate qui dentro pigiando pulsanti la cui unica nota simpatica è di essere tricolori, fatica a dar conto, innanzitutto a se stesso, di una macchina, quella parlamentare appunto, che funziona con grande impiego di risorse e di tecnologia. Eppure, signori questori, collega Colucci, Paola Manzini, Ballaman, questa macchina funziona. Non sempre è guardata da fuori con occhi benevoli, eppure funziona.
Già nel 1895 un deputato delle mie parti, il comasco e liberale Ambrosoli, direttore e proprietario di un giornale locale, per quattro legislature eletto nel collegio di Cantù, annotava in un sapido pamphlet «Si parla e si scrive di decadenza parlamentare perché si avevano delle illusioni che sono cadute». Decadono anche le liturgie parlamentari eppure persistono e si perpetuano anche grazie al loro inevitabile grigiore rutinario che obbliga l'Ambrosoli ad annotare «Spesso, meglio dei geni, sono utili al loro paese quei deputati che hanno sana la volontà, equilibrato il criterio».
Perché? Perché nel sistema parlamentare muore la poesia delle grandi epopee e delle epoche splendide ma trovano protezione tutti i desideri modesti. Minimalismo? E sia; o forse, piuttosto, accanto a un rischio di riduzione amministrativa delle istituzioni, una realistica operazione di igiene mentale, senza omettere di ricordare che le istituzioni non possono essere però ridotte alla loro quotidianità perché lontane dall'essere evento smarriscono senso e funzione. Lo ha ricordato da maestro il mio collega Gerardo Bianco e lo ha ricordato anche per rapporto ai giovani che vengono in visita, credo non soltanto turistica, in questo palazzo. Non manca, nell'Ambrosoli, un elenco nutrito delle magagne, dalle diatribe sul numero eccessivo dei parlamentari alle stranezze e lentezze del calendario, alla disparità di peso tra i parlamentari medesimi. Del resto, si sa, le cattive abitudini vengono su rapide. È così che il deputato, già allora, non può che apparire, nota l'Ambrosoli, antipatico perché privilegiato, quasi che egli non faccia nulla se non con l'unico intento del suo interesse elettorale che, sovente, soltanto elettorale non è. Quello che si presenta agli occhi dell'Ambrosoli è dunque già allora un paese nauseato, espressione plastica che pone il problema laddove è il cuore della questione, nel rapporto tra opinione pubblica, cittadini ed istituzioni.
Devo rilevare che il bilancio presentato indica che anche lì questo rapporto è pensato come funzionale rispetto al nostro lavoro, che non può morire - muto - all'interno di queste mura, e ripropone appunto il sistema della sussistenza delle istituzioni in quanto evento e non come luoghi di una geometria statuale. Con il buonsenso che ne è lo stigma evidente, l'Ambrosoli si accomiata con un consiglio: volendo riformar troppo si coopera talvolta a perpetuare lo statu quo.
Ha scritto Gaetano Mosca che il parlamentare è la parte elettiva della burocrazia di Stato. Non so fin dove ciò sia vero, ma certo tutte queste considerazioni non eliminano in ogni caso l'esigenza di un sempre migliore funzionamento della macchina parlamentare. È infatti interesse comune della maggioranza e dell'opposizione uscire da una sindrome da spaesamento che Bertolt Brecht ha così liricamente riassunto: mi siedo al margine della strada, il guidatore cambia la ruota, non
sono contento di dove vengo e non sono contento di dove vado; perché guardo il cambio della ruota con impazienza?
Ebbene, niente si adatta meno ad un bilancio che uno sguardo solamente finanziario, starei per dire ottusamente finanziario. Non a caso Lenin - chi lo cita più? - amava ripetere che niente è più politico di un bilancio, perché da esso si evincono le scelte di fondo e l'approntamento delle condizioni reali di fattibilità di un compito.
Guardare dunque non soltanto alle economie di scala, ma alle scelte strategiche è quello che mi accingo a fare animando, se mi è concesso, l'inevitabile aridità dei numeri. Prendiamo le mosse dal conto consuntivo, perché esso è la rappresentazione del compito fin qui svolto o, almeno, la misurazione dei suoi costi.
Desidero anch'io partire dall'entità delle entrate. Queste, in sintesi, sono così determinate: entrate derivanti da trasferimenti dello Stato ed entrate integrative; se la previsione era di 1.617 miliardi 715 milioni di lire, sono state accertate entrate per lire 1.627 miliardi 896 milioni, per un maggior gettito, recitano le cifre, di lire 10 miliardi 180 milioni. Gli incassi sono stati di 1.616 miliardi 20 milioni, creando residui attivi per 11 miliardi 875 milioni.
Come ricordava il collega Colucci, il dato della spesa riferito a spese correnti, titolo I, ed a spese in conto capitale, è di lire 1.617 miliardi 715 milioni, e segnala impegni per 1.522 miliardi 903 milioni, pari al 94,14 per cento degli stanziamenti, ed economie per 94 miliardi 812 milioni. I pagamenti ammontano a lire 1.355 miliardi 147 milioni (89,04 per cento) ed i residui passivi a lire 166 miliardi 956 milioni.
Il giudizio, senz'altro positivo, sul consuntivo va espresso tenendo conto degli obiettivi che si volevano conseguire. Le spese sono state orientate, a mio giudizio significativamente, in direzione del miglioramento delle condizioni di lavoro dei deputati e dei gruppi. Mi pare valga la pena sottolineare che le azioni a tal proposito più incisive sono state: l'impulso ai processi di informatizzazione da tutti richiamati, in modo particolare fornendo a ciascun deputato un personal computer portatile; la messa a norma e il restauro degli edifici; l'attuazione delle disposizioni in materia di sicurezza; l'infrastrutturazione delle trasmissioni audio, video e telefonica del palazzo dei gruppi e l'ampliamento degli spazi a disposizione. In modo particolare, penso di dover segnalare la ripartizione, nel mese di ottobre, di 575 uffici a palazzo Marini, che ha consentito l'assegnazione di un ufficio a ciascun parlamentare che non riveste cariche di Governo o istituzionali.
Parimenti, si sono incrementati del 29 per cento gli spazi a disposizione dei gruppi. L'esigenza di una più intensa e puntuale comunicazione con l'esterno si è espressa nella realizzazione della nuova sala per le agenzie di stampa. Ciò che qualifica gli sforzi è quella che definirei l'attenzione alla qualità del lavoro e, quindi, della vita dei parlamentari. Sono l'opportunità di spazio e di strumentazione e l'offerta di nuove tecnicalità a consentire una comunicazione costante e puntuale con la pubblica opinione. Importante non è soltanto che i deputati possano svolgere al meglio il loro lavoro, ma che la cosa sia anche comunicata. Ridurre l'area dell'ignoranza, nel senso letterale della parola, significa, per converso, ridurre la diffidenza e le distanze con i cittadini. Per questo motivo mi rifacevo all'ironia e al realismo dell'Ambrosoli.
Quanto al progetto di bilancio per l'anno finanziario 2002 e per il triennio 2002-2004, una prima novità mi sembra costituita proprio dal richiamato schema espositivo. Esso, non a caso, ha il pregio di essere frutto della cooperazione di eminenti esperti del settore. Anche questa scelta denota l'accortezza e la razionalità che ispira il lavoro dei nostri colleghi questori. Sono state introdotte, infatti, fin da ora, due specifiche modificazioni, a seguito dell'accoglimento della più articolata proposta di riforma del piano dei conti formulata dai professori Amaduzzi, Borgonovi e Anessi Pessina. Esse sono le seguenti: in primo luogo, l'avanzo degli esercizi precedenti è iscritto tra le entrate per l'intero ammontare e tra le spese la
quota di non utilizzo è lasciata disponibile per l'esercizio successivo; in secondo luogo, la soppressione di due capitoli di spesa, il 230 (fondo per la riassegnazione di residui perenti delle spese correnti) e 275 (fondo per la riassegnazione di residui perenti delle spese in conto capitale).
Lo ha ricordato il collega Colucci: le entrate al lordo delle partite di giro sono pari a 1.142.799.569,96 euro, con un incremento del 2,37 per cento rispetto al preventivo del 2001. Le partite di giro, pari a 217.906.000 euro riguardano somme non destinate al funzionamento della Camera ma, ad esempio, ai rimborsi previsti per i rinnovi elettorali e per i referendum. Le entrate si distinguono in entrate da bilancio dello Stato, pari a 786.481.573 euro (+ 4,88 per cento) ed entrate integrative pari a 35.841.000 euro (- 6,02 per cento), per un totale di 822.322.573 euro (+ 4,35 per cento). Le spese si differenziano in spese correnti, pari a 834.097.155,96 euro (+ 4,44 per cento) e in spese in conto capitale per 41.155.000 euro (+ 9,31 per cento) per un totale di 875.252.155,96 euro.
L'aumento della spesa è dovuto, in modo particolare, al potenziamento della dotazione informatica dei deputati nonché ai costi legati alla contrattazione e all'incremento del personale posto in quiescenza. Il disavanzo di competenza è coperto dall'avanzo di amministrazione iniziale.
Concludo, signor Presidente. Vorrei dare un suggerimento ai colleghi questori: investire ulteriormente nel dotare i gruppi parlamentari in termini di risorse umane, di strumenti e di spazi in modo che essi possano assolvere con sempre maggiore efficacia e razionalità ai propri compiti istituzionali.
Un supporto a quanto si dice in quest'aula con strumenti, possibilità e potenzialità più scientifiche - lo dico tra virgolette - non può che aumentare il rigore del dibattito e la capacità di decidere rispetto ai problemi. Come si può notare si tratta di una gamma di interventi tutti rispondenti alla medesima logica: acquisire al lavoro parlamentare le tecnologie più avanzate disponibili sul mercato ed abbattere, fin dove possibile, gli steccati tra gli inevitabili specialismi di Montecitorio ed il linguaggio della pubblica opinione. È uno sforzo che attiene alla qualità del lavoro parlamentare e, quindi, in via diretta, e non soltanto come inevitabile ricaduta, alla qualità della nostra democrazia rappresentativa. Si tratta di uno sforzo che non deve essere interrotto e neppure affievolito: questo è il messaggio e l'invito che, a nome del gruppo della Margherita, rivolgo ai signori questori ringraziandoli per avere già compiuto grandi passi su questa strada. È l'occasione per dimostrare come, sulla frontiera tecnologica più avanzata, scienza e saggezza possano procedere appaiate. Sarebbe un bello stigma, un bel distintivo per tutto il Parlamento (Applausi).
Signor Presidente, chiedo l'autorizzazione alla pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna delle mie considerazioni integrative.
PRESIDENTE. La Presidenza la autorizza.
È iscritto a parlare l'onorevole Patria. Ne ha facoltà.
RENZO PATRIA. Signor Presidente, innanzitutto le assicuro che starò nei tempi che mi sono consentiti.
PRESIDENTE. Lei sa che noi la ascoltiamo sempre con grande piacere.
RENZO PATRIA. Per esigenze generali, anche se non ci sono le partite, lei può decidere di ridurre il tempo.
PRESIDENTE. Mi guarderei bene dal togliere alla Camera il contributo pieno del suo intervento.
RENZO PATRIA. Grazie, signor Presidente.
Onorevoli colleghi, credo che se dovessi ispirarmi ad un mio capo - Gerardo Bianco lo è stato, ma adesso alludo ad uno non presente in Parlamento - potrei dire che è stato detto tutto. Probabilmente, era stato detto tutto anche con le carte presentate
alla nostra attenzione. Infatti, credo che la relazione dei colleghi questori e la relazione sullo stato dell'amministrazione del Segretario generale avessero posto le domande e si fossero date le risposte. Peraltro, a questo punto, credo che le ovvietà siano inevitabili e di ciò, signor Presidente, mi scuso con lei anche perché abbiamo concordato i tempi che, comunque, dovranno essere ridotti.
Credo che giustamente il collega Gerardo Bianco abbia dato atto dello sforzo di convergenza nel rispetto del termine regolamentare per la presentazione dei documenti contabili all'esame della Camera. Ritengo che questa volta, tenuto conto che vi è l'alibi dell'euro, si possa dire che il termine del 30 aprile sia stato rispettato. Credo che il termine debba essere riferito a quando il collegio porta in Presidenza i documenti contabili, perché poi il tutto cade dentro all'organizzazione dei lavori dell'Assemblea dove non è più prevedibile quanto può succedere. Quest'anno è andata bene, ma in un'altra occasione potrebbero accadere cose diverse. Dunque, a me piace leggere questo 30 aprile come termine in cui il collegio porta all'esame dell'Ufficio di Presidenza i documenti contabili.
Ho qualche preoccupazione in questa azione di incensamento, ma non è possibile non farla: credo che sia l'amministrazione, sia il collegio si siano mossi in una direzione che, a mio avviso, continua ad accrescere la trasparenza dei documenti presentati. Sicuramente, in questa occasione l'ha fatto tenendo anche conto ed anticipando qualche suggerimento del gruppo di lavoro dell'illustre professore universitario Amaduzzi. Per la verità, ho dato l'esame di economia aziendale con il padre del professor Amaduzzi che fa parte del gruppo di lavoro, ma ho assoluto rispetto anche delle capacità professionali del figlio.
Sono, quindi, convinto che costoro abbiano avanzato una proposta che sicuramente merita una valutazione da parte dell'amministrazione, in ordine alla fattibilità fino in fondo della traduzione automatica delle loro proposte rispetto alle esigenze di un ente come la Camera.
Sono, però, convinto che avete fatto bene, intanto, ad applicare al bilancio l'avanzo da amministrazione, così come avete fatto bene ad eliminare i fondi che riguardavano le partite perenti (peraltro sul fronte della riassegnazione dei residui perenti, sia di parte corrente sia di parte capitale, mi sembra fosse arrivato il momento di eliminarli).
Vorrei richiamare l'attenzione dei colleghi - non del Collegio dei questori, che sicuramente l'ha già avuta - per dire che, a mio avviso, la Relazione sullo stato dell'amministrazione quest'anno è così esauriente sul piano degli obiettivi per il 2002 che, letta insieme alla relazione del Collegio dei questori, poteva tranquillamente - non era una battuta quella che ho fatto prima - esaurire la discussione. Mi pare infatti che essa sia così completa ed esaustiva, che sicuramente ne va dato merito a tutto il team manageriale della Camera dei deputati, ma in modo particolare intendo rivolgerlo al Segretario generale Zampetti.
Vorrei, inoltre, richiamare l'attenzione per la parte che riguarda la responsabilità di gestione delle risorse. Credo infatti che, al fine di ottimizzare la gestione delle risorse, occorra operare in ogni singolo comparto per precisare al meglio i profili di responsabilità dell'organizzazione nell'uso delle risorse umane e materiali assegnate ad ogni struttura. A tal riguardo, un ruolo chiave deve essere attribuito alla programmazione finanziaria, come ricordava prima anche il questore Colucci in un passo della relazione del Collegio dei questori. Già a partire dal bilancio interno per il 2003, le previsioni di spesa saranno costruite sulla base della programmazione, operata nell'ambito di ciascun settore da tutti i servizi e gli uffici della segreteria generale. Mi pare che questa strada possa sicuramente offrire dei risultati positivi, dando trasparenza e certezza di gestione dei budget e degli obiettivi (in termini finanziari), che la Camera si propone.
Il bilancio complessivo pareggia con poco meno di 1.143 milioni di euro, con
un incremento contenuto - come è stato ricordato dal questore Colucci - nel 2,37 per cento rispetto al 2001. Il bilancio effettivo, cioè al netto delle partite di giro, nella gestione di competenza, presenta un disavanzo di gestione pari a poco meno di 53 milioni di euro, coperti, ai fini del pareggio del bilancio stesso, con l'utilizzo di parte dell'avanzo di amministrazione applicato al bilancio (il totale complessivo di tale avanzo è pari a 103 milioni di euro; qui se ne usa una parte, mentre la restante servirà per i guai futuri).
La copertura del disavanzo di competenza 2002 con risorse proprie, anziché con la richiesta di aumento della dotazione al Tesoro, signor Presidente, fa onore alla Presidenza della Camera, all'onorevole Casini, a tutto il team della Presidenza, oltre che a tutta l'amministrazione ed agli organi politici della Camera. Ciò evidenzia, però, la necessità che la Camera abbia aggiornata, per il 2003, la dotazione da parte del Tesoro. Se la competenza presenta un disavanzo - poiché ritengo che gli stanziamenti di spesa siano già fatti con oculatezza -, ciò è segno che, una volta esauriti i vecchi avanzi di amministrazione, noi avremmo un disavanzo, cosa che però non è possibile avere, nel senso che deve essere assicurato - non solo per i richiami recenti - il pareggio del bilancio. Credo, quindi, che si debba dare atto alla Presidenza ed agli organi politici della Camera, oltre che all'amministrazione, di aver fatto fronte, in questo anno, con mezzi propri, alla copertura di un disavanzo della competenza.
Ritengo si debba affermare fin d'ora che, per il 2003, occorrerà che il Tesoro si faccia carico di un aumento della dotazione. Comunque, questa è la mia opinione.
La richiesta di un aggiornamento della dotazione trova fondata giustificazione specie se si tiene conto che la percentuale di aumento della dotazione per il 2002, rispetto al 2001, è del 4,88 per cento a fronte di spese correnti del 4,55 per cento, mentre in conto capitale l'incremento dei nostri investimenti è del 9,31 per cento, anche se il 4,85 per cento è in appositi fondi e il 4,46 per cento è nel fondo di riserva.
Intendo evidenziare che queste nostre esigenze trovano fondamento sostanzialmente nelle spese di investimento, in quanto sono queste ultime che superano la percentuale di incremento della dotazione, mentre le spese correnti sono contenute all'interno di tale percentuale.
Gli obiettivi del 2002 che il Collegio dei questori, l'amministrazione e l'Ufficio di presidenza ci presentano sono tutti condivisibili, per cui mi permetto di chiosare con alcune annotazioni.
Il centro di informazione parlamentare di via del Corso, raccordato all'attività della biblioteca, potrà sicuramente rappresentare un fiore all'occhiello della Camera nel ruolo di collegamento con l'intera società del nostro paese (e ciò costituisce anche un ringraziamento per l'argomento sollevato dal collega Gerardo Bianco nel precedente intervento). A questo fine merita di essere sostenuto ogni possibile sforzo mirato a realizzare un unico grande centro bibliografico tra Camera e Senato.
Sul fronte della comunicazione invito il Collegio dei questori a valutare l'opportunità di ripristinare l'usanza di consegnare ai visitatori del palazzo, in particolare alle scolaresche, una pubblicazione divulgativa del ruolo e delle attività della Camera nonché delle istituzioni democratiche del nostro paese. Si tratta di una abitudine che vi era all'epoca della Presidenza Iotti, durante la quale veniva distribuito un opuscolo in linea con quanto ho affermato.
Anche i corridoi oggetto di visita potrebbero essere arricchiti di nuovi busti - mi collego con una parte dell'intervento dell'onorevole Gerardo Bianco - relativi agli ex Presidenti della Camera, ai Presidenti prestigiosi che la Camera ha avuto, quali Leone, Saragat, Gronchi, Pertini ed altri. Invito, dunque, il Collegio dei questori a valutare l'opportunità di tale iniziativa con riferimento ai Presidenti della Camera deceduti.
La politica degli spazi perseguita ha raggiunto obiettivi impensabili poche legislature
fa. Gli obiettivi per il 2002 sono in grado, se realizzati, di esaltare ciò che si fatto finora. Il sottopasso di collegamento tra palazzo Montecitorio, palazzo Theodoli e palazzo ex Banco di Napoli è indispensabile - come è stato ricordato - specie se si intende collocare a palazzo Theodoli il servizio studi e la sistemazione organica delle segreterie di Presidenza.
La nuova sistemazione della CIT, del Banco di Napoli e delle agenzie di stampa sono interventi che incidono in meglio sulla condizione del deputato, che riceverà certamente beneficio anche dai continui meritevoli interventi annunciati sulle infrastrutture informatiche (ricordo per tutte la postazione fissa negli uffici dei parlamentari e dei collaboratori).
Nel condividere, sempre sul tema spazi, la creazione del nuovo spazio di gastronomia veloce al piano terra di palazzo Montecitorio ex self-service, invito i questori a valutare l'opportunità di creare, nella stupenda terrazza di San Macuto, un punto serale di ristorazione per i deputati. Ancora in tema di ristorazione, segnalo al Collegio di considerare l'opportunità di allargare agli ospiti del deputato l'accesso alla ristorazione di palazzo Marini, che sta funzionando positivamente.
Ritengo di grande rilievo l'affermazione contenuta a pagina 11 della relazione dei questori, attestante che l'Ufficio di Presidenza ha ampliato la gamma degli strumenti giuridici che regolano le attività di impiego presso la Camera, tra l'altro introducendo l'istituto del lavoro temporaneo con lo specifico obiettivo di rafforzare le professionalità operaie. Infatti, stante anche lo stanziamento in bilancio, credo si possano finalmente risolvere alcune situazioni di emergenza, già segnalate durante il precedente dibattito, in diverse officine, quale per esempio la barbieria che non ho sentito elencata tra le officine per le quali si può far ricorso al lavoro temporaneo.
FRANCESCO COLUCCI, Questore. Sì, è inserita!
RENZO PATRIA. Erano in due per una settimana di seguito. Da qui al primo quadrimestre del 2003 questa situazione può ripetersi. Visto che avete citato alcune officine, per le quali è possibile far ricorso al lavoro temporaneo, bisogna che pensiate anche alla questione della barberia. Se io continuo a parlarne, sembro fissato. Ma non è così. Ho l'abitudine di frequentare la barberia e, dunque, vedo ciò che accade. Se non vogliamo ricorrere al lavoro temporaneo, proviamo a sentire coloro che sono andati in pensione: forse, con un rapporto di lavoro di collaborazione coordinata e continuativa, è possibile recuperarne qualcuno per risolvere la questione. Lo dico anche a Colucci che è un frequentatore della barberia.
PRESIDENTE. Onorevole Patria, la invito a concludere.
RENZO PATRIA. Signor Presidente, procedo velocemente. Ho a disposizione anche il tempo non utilizzato dal collega Mario Pepe di Forza Italia.
Se poi, per risolvere la questione, dobbiamo ripristinare il buono per le signore, sono completamente d'accordo. Se vogliamo creare una struttura interna per le signore, sono completamente d'accordo.
Tornando a parlare seriamente, ritengo che le ragioni per le quali è nata a suo tempo la barberia, permangano ancora oggi. La barberia è stata istituita per ragioni che erano valide allora ma che credo siano tuttora valide: oggi il tempo è prezioso tanto quanto lo era anni fa.
Le iniziative relative al servizio sanitario del pronto soccorso, unitamente alla sicurezza e alla tutela della salute, sono anch'esse meritevoli di condivisione. In questo contesto, credo che un potenziamento delle presenze di personale di pronto soccorso nei palazzi di San Macuto, Valdina ed ex Banco di Napoli sia auspicabile; ugualmente ritengo equa, per non dire dovuta, una valorizzazione anche economica della professionalità esistente tra il nostro personale infermieristico. Poiché so che questo argomento è all'attenzione dell'amministrazione e degli organi politici, ne auspico un'adeguata valutazione.
Ringrazio il Presidente, l'Ufficio di Presidenza, il Collegio dei questori e l'amministrazione per l'attenzione riservata agli ordini del giorno e al dibattito dell'anno scorso.
Mi avvio alla conclusione, non prima di essere tornato sulla condizione dell'ex deputato per segnalare alcuni problemi, legittimamente rivendicati, a mio avviso, dall'associazione degli ex parlamentari. La tutela del rango è stata ricordata dal questore Colucci. Bisogna sciogliere il nodo per arrivare ad una soluzione che individui un'espressione - «emerito», «anziano» o qualunque altra - da sostituire all'attuale definizione «ex». Cito velocemente i problemi, perché il Presidente potrebbe togliermi la parola: permanente ferroviario, dotazione di biglietti aerei, tessera freccia alata, equiparazione ai senatori.
Il conto consuntivo per l'anno finanziario 2001 si chiude con un fondo cassa di circa 456 miliardi 44 milioni 947.014 lire, pari a 235 milioni 527 mila 559,18 euro, ed un avanzo di amministrazione di 198 miliardi 605 milioni 145.326 lire, pari a 102 milioni 570 mila 996,96 euro, regolarmente applicate al bilancio.
Il Collegio dei questori, a pagina 12 della relazione, ricorda opportunamente che il conto consuntivo 2001 continua a consistere unicamente nel rendiconto finanziario, rinviando l'introduzione, peraltro opportuna, del conto del patrimonio alla conclusione degli studi dell'amministrazione sull'argomento. L'allegato 1 del documento VIII n. 3 contiene il conto consuntivo per l'anno 2001 del fondo di solidarietà dei deputati. Il conto del fondo si chiude al 31 dicembre 2001 con un saldo positivo, grosso modo, di 357 miliardi di lire, di cui circa 46 miliardi - in realtà, 45.965 milioni di lire - investiti in gestioni fiduciarie nate nel 1994 per 30 miliardi. Quanto ha reso l'investimento si fa presto a vederlo: 16 miliardi in 8 anni; 2 miliardi all'anno; quasi il 7 per cento medio annuo. Dopo aver ascoltato quanto detto dal questore Colucci, e di questo lo ringrazio, raccomando al Collegio, come nel 2001, di affrontare il problema di investire la giacenza disponibile rispetto al fabbisogno corrente. Se poi occorrono consulenti, prendiamoli: tuttavia, credo che se ognuno di noi avesse un centesimo, un millesimo o un milionesimo di quella dotazione saprebbe cosa farne, anche senza i consulenti.
Onorevole Presidente, onorevole questore, onorevoli colleghi, per concludere, il nuovo ed accresciuto ruolo del parlamentare collegato alla legge elettorale maggioritaria, il nuovo ruolo dei gruppi parlamentari, oggi più di ieri punto di riferimento politico, la costante e perenne esigenza di assicurare l'indipendenza e la trasparenza dell'attività del parlamentare durante e dopo la cessazione del mandato, l'accresciuta esigenza di presenza del parlamentare ai lavori della Commissione e dell'Assemblea da coniugarsi con il ruolo di ascolto della società civile, specie nel proprio collegio elettorale, la necessità di una costante comunicazione dell'attività parlamentare verso la stessa società civile da parte dei gruppi e dei singoli parlamentari, devono impegnare l'amministrazione della Camera - come la stanno impegnando - e dei suoi organi di governo a continuare, intensificandola, l'azione di ammodernamento della stessa. Occorre continuare a dotare i parlamentari di tutti i supporti informatici e di ogni ausilio di comunicazione. Lo status giuridico ed economico del deputato deve essere armonico e sinergico con quello del collega senatore. Il parlamentare era e deve restare il primo servitore della nazione nei doveri e nei diritti. La ringrazio, signor Presidente, per la tolleranza (Applausi).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Ruzzante. Ne ha facoltà.
PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, cercherò di non utilizzare tutto il tempo a mia disposizione...
PRESIDENTE. Bisogna fare attenzione, altrimenti lo utilizza l'onorevole Patria.
PIERO RUZZANTE. No, appunto, cerco di non imitare l'onorevole Patria rispetto ai tempi a disposizione.
Desidero anzitutto ringraziare l'Ufficio di Presidenza, il Collegio dei questori e la struttura amministrativa per aver mantenuto l'impegno assunto in sede di discussione del bilancio della Camera per il 2001 di prevedere la discussione per il preventivo del 2002 e il consuntivo del 2001 in prossimità del termine regolamentare del 30 aprile.
Caro questore Colucci, la mia parte politica - lei lo sa - è molto sensibile al mantenimento degli impegni assunti soprattutto all'interno di quest'aula. Quindi, vogliamo in qualche modo associarci al plauso che è stato fatto anche da parte degli altri gruppi relativamente al mantenimento di questo impegno. Desidero anche ringraziare il Collegio dei questori ed il questore Colucci per aver aperto questa discussione ricordando lo stato di attuazione degli impegni assunti e le principali questioni sollevate dai gruppi, compreso il nostro, durante la discussione del precedente bilancio. Questo è un buon metodo, che consente a tutti di poter verificare la qualità del nostro lavoro e dei servizi offerti ai deputati, ai gruppi e al personale della Camera.
Non posso che esprimere la soddisfazione, a nome del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, nel vedere che alcuni nostri suggerimenti sono stati recepiti oppure sono ormai in fase di attuazione. Penso, ad esempio, ai corsi di informatica rivolti non solo al personale della Camera, ma soprattutto ai deputati. Oggi, dopo la consegna dei personal computer, questa esigenza appare ancora più urgente affinché ci sia una crescita nella conoscenza e nell'utilizzo dei moderni strumenti tecnologici, sempre più necessari per comunicare con l'esterno del palazzo.
Ricordo inoltre come sia in fase di attuazione un utilizzo più razionale del canale satellitare, attualmente limitato alle sole sedute dell'aula.
Siamo convinti che nel ruolo istituzionale che, ovviamente, questo canale deve rispettare - volevo sottolinearlo anche se penso sia inutile, infatti non credo che la maggioranza abbia bisogno anche del canale satellitare, scusatemi la battuta - si possa pensare ad un suo uso più continuativo, magari trasmettendo in differita i lavori delle Commissioni permanenti, o ritrasmettendo in differita - in fasce orarie più accessibili a quanti lavorano o studiano - i dibattiti parlamentari d'aula, avvenuti la mattina o il pomeriggio. Abbiamo un canale che ci può consentire di ridurre la distanza con i cittadini, è un peccato farlo trasmettere solo due o tre giorni alla settimana. Auspico anche che venga fatta una specifica pubblicità dell'esistenza del canale satellitare, che è ignota alla maggior parte degli italiani più abituati ad ascoltare i nostri lavori, magari attraverso lo strumento radiofonico.
Desidero anche esprimere il mio apprezzamento per quanto è stato svolto in un anno particolarmente difficile sotto il profilo della sicurezza. Lo ricordavo nella scorsa discussione: questo è un palazzo con venticinque ingressi, quindi capisco la difficoltà nell'assicurare e nel tutelare la sua sicurezza.
Non posso che esprimere la mia soddisfazione per aver notato che il rafforzamento delle procedure di sicurezza sia avvenuto senza ridurre gli spazi di accesso e di visita alla Camera. Molti altri sono gli aspetti che sono tuttora in fase di attuazione penso, ad esempio, alla consegna dei computer da tavolo negli uffici dei deputati o all'integrazione funzionale tra le biblioteche di Camera e Senato, ma nel complesso esprimiamo un giudizio positivo sul lavoro svolto dall'Ufficio di presidenza e dal Collegio dei questori, espresso attraverso la relazione del questore Colucci. Voglio però porre al centro dell'attenzione alcuni temi affinché possano, con la stessa attenzione, essere valutati per il progetto di bilancio per l'anno 2002: ciò, perché credo sia importante non inseguire l'emergenza, ma avere una capacità di programmazione che, d'altra parte, vi è stata nei cinque anni precedenti. Per esempio, credo che la sistemazione degli spazi per i deputati sia dovuta ad un positivo lavoro svolto nella precedente legislatura.
Al primo posto - come sottolineato anche dal collega Patria - pongo le esigenze dei gruppi parlamentari. Su questo
specifico aspetto preannuncio la presentazione di un ordine del giorno, sottoscritto anche dai colleghi di altri gruppi parlamentari. È innegabile che in questi anni sia mutato il rapporto con i gruppi, sono aumentate le funzioni - anche istituzionali - dettate dal nuovo regolamento della Camera. Oggi, i gruppi parlamentari rappresentano sempre più un punto di riferimento per la società, per le categorie economiche e sociali, ma anche per i singoli cittadini. È attraverso i gruppi che passano, non solo le proposte di legge, le proposte emendative e gli iter legislativi in grado di risolvere i problemi che a noi vengono rappresentati, ma anche - molto spesso - l'informazione: informazione generale sulle leggi approvate, sull'iter di un provvedimento e sugli atti di sindacato ispettivo, sollecitati su casi specifici o su casi di carattere generale.
La velocità dello sviluppo tecnologico impone adeguamenti - sempre più ravvicinati nel tempo - delle attrezzature tecniche a nostra disposizione, in particolare di quelle informatiche. In ogni caso, non bastano gli strumenti per espletare al meglio le nostre funzioni, è necessario fare ricorso a ricerche e studi sempre più approfonditi, ed a consulenze sempre più specialistiche e qualificate. In una parola: se i gruppi funzionano, se i gruppi sapranno funzionare al meglio, meglio funzionerà il rapporto della Camera con la società.
Credo che l'esigenza da me rappresentata sia sentita da parte di tutti i gruppi parlamentari, di maggioranza ed opposizione, tenendo presente anche delle specificità del gruppo Misto. È per questo che mi sento di chiedere all'Ufficio di Presidenza e al Collegio dei questori di assicurare le risorse necessarie per svolgere fino in fondo la nostra funzione. Non è solo un problema quantitativo quello che pongo, credo vadano garantiti anche standard qualitativi capaci di dare risposte certe alle esigenze dei gruppi. Per questo, crediamo vada superato il regime di discrezionalità, come metodo per garantire i servizi essenziali ai gruppi.
Il secondo aspetto che vorrei porre alla vostra attenzione (è strettamente connesso al primo) riguarda i problemi tecnico-logistici di funzionamento della Camera. Certo, molto è stato detto nella sua relazione; tuttavia, anche in questo campo, credo non vi sia ombra di dubbio che sono mutate, accresciute le esigenze dei palazzi della Camera, dei gruppi e delle sedi dei deputati. Basti un dato su tutti: oggi sono in funzione, se non sbaglio, circa 12 mila postazioni fisse telefoniche alla Camera dei deputati. Anche nell'aula in cui stiamo parlando, fino a non molto tempo fa, era presente un telefono per gruppo. Oggi ve ne sono un paio per fila e, forse, non sono nemmeno sufficienti. Nonostante l'incremento di fax, di modem, di fotocopiatrici, di computer, di stampanti e quant'altro, nonostante l'esternalizzazione di alcuni servizi, la buona volontà e l'impegno di quanti lavorano nell'ambito del provveditorato, crediamo che questo sia un aspetto da rivedere profondamente. La Camera, con i suoi quasi duemila dipendenti, 630 deputati, i gruppi, i collaboratori dei deputati ed i giornalisti ha le dimensioni di una media azienda.
Credo si debba superare la fase della buona volontà e passare, con spirito e capacità manageriale, ad un'unica responsabilità della logistica, capace di utilizzare personale competente ed adeguatamente formato, in grado di risolvere, in tempi rapidi, i piccoli problemi di funzionamento di tutti gli apparati tecnici; piccoli problemi che, se non vengono risolti, diventano grandi problemi.
Aggiungo un secondo elemento: con la deliberazione dell'Ufficio di Presidenza del 5 aprile del 2001, n. 292, si è assunto lo spirito della legge Merloni in materia di appalti, applicando un protocollo integrativo dei lavori per la disciplina delle attività di progettazione, esecuzione, direzione e accertamento dei lavori della Camera. L'applicazione di quel protocollo, che condividiamo perché assicura più trasparenza e più garanzie, richiede un'attività di istruttoria, con un appesantimento burocratico e la necessità di un lavoro da parte degli uffici tecnici.
Crediamo sia necessario rafforzare le specializzazioni tecniche o migliorando le competenze o utilizzando competenze esterne. Vorrei che fosse chiaro che le mie riflessioni sui problemi della logistica nel suo complesso, come le ho rappresentate, non costituiscono un elemento di critica nei confronti di chi ha l'incombenza dell'attuale gestione, ma, semmai, un suggerimento per affrontare un aspetto che diventerà sempre più centrale per la vita della Camera e per il suo ottimale funzionamento.
A parte le due questioni appena sollevate che sono centrali, vorrei porre altre piccole questioni perché i suggerimenti che abbiamo manifestato, nel corso del precedente bilancio, mi pare siano stati, in qualche modo, utili al lavoro del Collegio dei questori e all'Ufficio di Presidenza.
Credo, ad esempio, che il sito Internet sia ottimo e l'elevato numero di accessi dimostra e conferma questo mio giudizio; anche il fatto che sia prevista una possibilità di accesso per i disabili è segno di attenzione e di sensibilità. Condivido, però, la riflessione, che è stata sollevata, di ripensarlo, distinguendo nettamente il ruolo di servizio per i nostri uffici (mi riferisco quindi ad Intranet), quello interno, dal servizio esterno. A mio avviso, lavorandoci positivamente, si può renderlo più navigabile e più semplice anche per coloro che sono analfabeti dal punto di vista informatico, ma che devono poter trovare nel sito della Camera quelle notizie che sono loro utili. Rendiamolo anche più accessibile ai giovani che, probabilmente, hanno un diverso modo di vivere l'approccio ad Internet (al riguardo, ritengo interessante la riflessione del collega Gerardo Bianco). Come realizziamo un «librettino» rivolto ai giovani, forse, dovremmo pensare ad un accesso al sito Internet che tenga maggiormente in considerazione le modalità di navigazione in Internet delle giovani generazioni.
Credo, inoltre, che vada previsto più spazio per i deputati nel lavoro d'Assemblea e nel lavoro delle Commissioni; si tratta di un elemento sul quale vi invito a riflettere.
Aggiungo anche un'altra piccola questione che credo si possa facilmente risolvere. Ciascun deputato ha la possibilità di utilizzare nel centro stampa del palazzo un certo numero di fotocopie mensili. Credo sia utile questo servizio offerto dalla Camera affinché i deputati possano rendicontare sulla loro attività svolta o fare le fotocopie delle proprie proposte di legge da presentare in un convegno.
Credo sarebbe utile dare la possibilità ai deputati di sommare le quote mensili attualmente previste, almeno per un periodo che va dai tre ai sei mesi - non dico annuale -, in modo tale che essi possano utilizzare tale servizio in maniera più consistente, in termini di numero di copie da realizzare, di quanto è invece attualmente possibile, con scadenze mensili.
Vengo ai punti dolenti che non riguardano tanto il lavoro svolto dai deputati questori, anche se ritengo opportuno sottoporli all'attenzione di questa Assemblea.
Un aspetto, già posto nel corso del precedente dibattito e rispetto al quale non possiamo ritenerci assolutamente soddisfatti, riguarda il lavoro di tutti i deputati, di tutti i funzionari e di tutti i dipendenti della Camera. Il nostro gruppo ritiene centrale il lavoro svolto in Commissione: mi rivolgo in modo particolare al Presidente della Camera. Non possiamo non rilevare che nel corso di questa legislatura troppo spesso il verificarsi di emergenze o il protrarsi dei lavori dell'Assemblea hanno compromesso la programmazione dei lavori delle Commissioni, in particolare lo svolgimento di talune audizioni importanti, comprimendo comunque i tempi di lavoro e di discussione delle stesse.
Credo invece sia necessario, proprio per l'importanza del lavoro svolto in Commissione, garantire spazi, orari precisi e tempi certi alle discussioni che devono svolgersi in tale sede. L'incertezza di questo primo anno di legislatura coinvolge tutti, deputati e dipendenti della Camera. Ciò tra l'altro ci fa fare pessime figure all'esterno, nel senso che se un'audizione viene rinviata, le persone convocate in rappresentanza di associazioni non pos
sono essere ascoltate dalla Commissione. Non è possibile continuare a considerare il lavoro svolto in Commissione quale lavoro di serie B, anche perché molte volte il lavoro svolto in tale sede agevola quello dell'Assemblea, risolvendo alcuni aspetti problematici la cui soluzione viene poi meglio definita in aula.
Credo, a nome del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, che sia opportuno chiedere certezza. È ora di smetterla di considerare le attività delle Commissioni quali riempitivi dei «buchi» dei lavori dell'Assemblea. Non credo questa sia una questione che riguarda soltanto l'opposizione bensì essa investe l'intera Assemblea.
Lo stesso discorso vale per lo svolgimento degli atti di sindacato ispettivo, che vengono presentati non soltanto dai colleghi dell'opposizione, ma anche da quelli della maggioranza. Spesso le risposte non sono attese soltanto dal deputato che ha presentato gli atti di sindacato ispettivo, ma anche dai cittadini che hanno sollecitato quell'atto parlamentare. Non fornire risposte o farlo con grave ritardo è un problema di dignità e di qualità del nostro lavoro.
Si pensi alla questione relativa allo svolgimento del question time, più volte sollevate in quest'aula. Si sono svolte 26 sedute dedicate al question time: il nostro regolamento prevede che per due volte vengano a rispondere a tale strumento di sindacato ispettivo il Presidente del Consiglio o il Vicepresidente ed una volta i singoli ministri. In realtà, in 26 sedute dedicate allo svolgimento del question time, che è tra l'altro trasmesso anche in diretta televisiva, abbiamo avuto soltanto quattro volte la presenza del Vicepresidente del Consiglio, onorevole Fini, mentre il Presidente del Consiglio dei ministri non è mai intervenuto a rispondere. Anche questo investe i lavori ed il funzionamento di questa Assemblea. Crediamo sia giusto evidenziare tale aspetto anche in questa sede.
Vorrei sottolineare infine un altro aspetto strettamente connesso e collegato agli atti di indirizzo che riguardano ordini del giorno, mozioni, risoluzioni ed agli atti di sindacato ispettivo: vorrei che si prendesse quale esempio - non lo dico per piaggeria, bensì perché sono rimasto favorevolmente colpito dalla relazione degli onorevoli questori e ringrazio al riguardo gli onorevoli Colucci, Manzini e Ballaman - la relazione predisposta dal Collegio dei questori che, punto per punto, rendono conto all'Assemblea dei temi da noi posti. Quante volte gli ordini del giorno, le mozioni, nonostante vi sia un ufficio preposto alla verifica che gli impegni assunti in quegli atti (mozioni, risoluzioni) vengono mantenuti? La questione che poniamo non è soltanto relativa alla verifica degli impegni, che è aspetto importante; ciò che poniamo invece è una questione di rispetto istituzionale nei confronti della Camera dei deputati, che qui, noi tutti, rappresentiamo. Crediamo quindi che questo aspetto vada sottolineato con forza e con serietà.
Infine, l'ultimo punto che voglio richiamare riguarda un tema che sono contento sia stato in qualche modo recepito. Si tratta di un tema che avevo posto per primo nella seduta del 12 novembre e che è diventato centrale sia attraverso l'intervento del Presidente della Camera, onorevole Casini, sia attraverso la relazione del questore Colucci. Il tema è quello del sistema di voto in aula e questa è la sede più appropriata per affrontarlo, visto che il sistema di voto ha anche implicazioni di carattere economico.
Per fortuna i moderni strumenti tecnologici ci vengono incontro: quegli stessi strumenti tecnologici che ci consentono di migliorare la qualità del lavoro ci consentono oggi di affrontare un aspetto che spesso, per colpe reciproche di maggioranza ed opposizione, rischia di screditare l'istituzione che noi tutti rappresentiamo. Il sistema di votazione può oggi essere reso certo, evitando di costringere i segretari dei gruppi ed i segretari di Presidenza a svolgere una funzione che non ritengo né utile né degna del nostro ruolo istituzionale e della quale chiedo anche scusa a tutti i colleghi, visto che spesso sono protagonista di questo ruolo (ma, ovviamente,
siamo costretti a svolgerlo fino in fondo). Poiché questo tema è stato posto con forza dal Presidente della Camera, in questa sede ufficiale desidero esprimere, a nome del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, il parere favorevole - decisamente favorevole - su questa riforma organizzativa, che eliminerebbe definitivamente dispute negative per l'immagine del nostro ruolo istituzionale. Sono certo che nel corso del 2002 attueremo questa piccola ma importante riforma, che darebbe maggior dignità all'Assemblea che noi tutti rappresentiamo.
In conclusione, desidero ringraziare il Collegio dei questori per l'importante lavoro svolto e per la relazione che ci è stata presentata. Vorrei associarmi agli altri colleghi - ed è una delle rare occasioni in cui ciò mi è possibile - nel ringraziare l'amministrazione della Camera e tutti i dipendenti, dai resocontisti ai commessi, dagli operai ai segretari di Commissione, alla Segreteria generale, perché il loro lavoro di qualità è prezioso per svolgere al meglio le nostre funzioni. Dunque, vi ringrazio per il lavoro che viene svolto quotidianamente al servizio dei deputati e al servizio dell'istituzione che qui rappresentiamo (Applausi).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Sardelli. Ne ha facoltà.
LUCIANO MARIO SARDELLI. Signor Presidente, onorevoli questori, onorevoli colleghi, intendo esprimere il mio vivo apprezzamento per la relazione del questore Colucci e per il proficuo lavoro svolto finora dall'intero Collegio al servizio di questa istituzione parlamentare. Oltre alla leggibilità, alla chiarezza ed alla completezza dei dati esposti, vorrei sottolineare la lungimiranza dell'impostazione generale. Viene, infatti, ribadita con forza la volontà di operare scelte strategiche. La modernizzazione delle strutture esistenti, il potenziamento dei servizi già offerti e, soprattutto, la previsione di nuovi supporti tecnologici, attraverso la previsione di programmi informatici e formativi d'avanguardia, costituiscono degli importantissimi ed inequivocabili punti di merito di cui prendere atto. La possibilità e la capacità di servirsi in maniera rapida ed efficace dei sistemi informatici e di comunicazione non è questione accessoria nel contesto odierno e nemmeno semplicemente inerente alla buona amministrazione. Si tratta, invece, di una questione più centrale, dal punto di vista eminentemente politico e istituzionale: attiene alla qualità della vita democratica.
Voglio ricordare che la qualità della comunicazione istituzionale è percepita dai cittadini come la misura dell'efficienza e dell'efficacia dell'attività legislativa dell'istituzione stessa. La società dell'informazione ci impone, quindi, un percorso obbligato, quello della sfida tecnologica. Ecco perché dobbiamo sempre più dare respiro strategico all'innovazione, dobbiamo istituzionalizzare i progetti pilota che sono in corso e metterne in campo di nuovi. La domanda di conoscenza e di partecipazione ai lavori e all'attività parlamentare proveniente dal paese, dai cittadini e dalle imprese è divenuta cento, mille volte maggiore e più veloce di quella degli anni passati, tanto che prima era il deputato a dovere informare i cittadini, mentre oggi è addirittura frequente, se non normale, che talune aggregazioni sociali siano informate in tempi più rapidi rispetto al parlamentare stesso. E poi non si dimentichi mai come è radicalmente cambiato il ruolo del deputato con la riforma del maggioritario. Tutto ciò richiede forti mutamenti nel funzionamento e nell'organizzazione della struttura dei servizi. È necessario iniziare seriamente a pensare a come rendere le informazioni accessibili a tutti gli elettori del proprio collegio.
Lo strumento degli SMS e della newsletter è certamente interessante. Tuttavia esso - per quanto sia possibile ed in maniera graduale - deve essere mirato sul singolo deputato, magari attraverso il potenziamento della scheda personale presente sul sito della Camera che dovrebbe diventare quasi una sorta di sito di ogni deputato.
Grazie al lavoro di questo Collegio dei questori, la strada che porta al domani è stata percorsa per lungo tratto. La Camera, nella propria infrastrutturazione tecnologica, è radicalmente cambiata rispetto a pochissimi anni fa. In molti settori siamo all'avanguardia (vorrei, a questo proposito, ricordare l'estrema utilità dello strumento del riconoscimento vocale per la stesura del resoconto dell'Assemblea; in questo, come in altri servizi, siamo all'avanguardia in Europa). Sarebbe, pertanto, auspicabile che i sistemi di riconoscimento vocale e di dettatura automatica fossero estesi a tutti i deputati, cosa che, peraltro, era già nell'intenzione del Collegio, avendo trovato riscontro nell'intervento di replica del questore Ballaman, tenuto in sede di bilancio della Camera per l'esercizio 2001. È chiaro che tutto ciò andrebbe accompagnato da servizi di formazione e di assistenza tecnica.
Vorrei spendere una parola sul canale satellitare. Molto spesso - troppo spesso - l'immagine dell'istituzione che, attraverso lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata, trasmettiamo non è rispondente allo sforzo e all'attività parlamentare quotidiana; durante questa fase, infatti, a causa della contemporaneità dell'attività di molte Commissioni - l'aula si presenta desolatamente vuota, tanto che, da molte parti, la fase del question time viene percepita come la condizione della presenza dell'attività dei parlamentari nell'aula. Un canale satellitare - mi ricollego, in questo modo, anche all'intervento del collega intervenuto prima di me - che permetta, anche in differita, di dar conto dell'attività parlamentare, del lavoro e della presenza dei parlamentari, sicuramente riconcilierebbe al meglio il rapporto dell'istituzione con i cittadini.
Vorrei fare un'ultima notazione riguardante l'archivio esistente sul sito della Camera. Quando la mole di dati diviene imponente, è purtroppo necessario lavorare di più per così dire in postproduzione, al fine di dare all'utente la possibilità di trovare ciò che cerca. È perciò necessario creare più indici e più collegamenti, al fine di agevolare le ricerche. Un'iniziativa ancora più interessante - a mio avviso - potrebbe essere anche quella di collegare il lavoro svolto in Commissione ed in aula con le norme pubblicate in Gazzetta Ufficiale. Molto spesso, infatti, a livello di interpretazione delle leggi, la conoscenza del dibattito, svolto attorno ad una determinata legge, potrebbe far meglio apprezzare e comprendere lo spirito delle norme stesse.
Mi avvio alla conclusione, ringraziando ancora il Collegio dei questori per l'impegno e l'abnegazione che mette nel suo lavoro, augurandogli di continuare ad inanellare successi come merita. Ringrazio i deputati questori soprattutto per la precisione analitica della relazione di bilancio, per la comprensibilità, per la trasparenza e ancora di più, per la determinata impostazione politica del bilancio stesso, dove per impostazione politica va intesa, da una parte, la valorizzazione del ruolo e della funzione del Parlamento e, dall'altra, l'investimento in tecnologie e comunicazioni istituzionali, in risposta alle esigenze di partecipazione e informazione dei cittadini (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
PRESIDENTE. Non vi sono altri iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione congiunta sulle linee generali.
Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.
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