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PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore per la II Commissione, onorevole Pecorella.
GAETANO PECORELLA, Relatore per la II Commissione. Signor Presidente, è sicuramente da apprezzare la preoccupazione del Governo per un'indicazione più tassativa delle fattispecie che danno luogo all'applicazione delle sanzioni a carico di enti aventi personalità giuridica e società.
Tuttavia, a me pare che il riferimento contenuto nell'articolo 3 del disegno di legge ai «delitti che siano stati commessi ponendo in essere uno degli atti di cui all'articolo 2 della convenzione» vada posto in relazione diretta con le fattispecie del diritto interno e, dunque, che non tutti i comportamenti di cui all'articolo 2 della convenzione diano luogo a sanzioni, ma soltanto quelli che, a loro volta, siano configurabili come delitti secondo il diritto italiano.
Quindi, la preoccupazione è sicuramente da condividere, ma credo che questo riferimento testuale possa consentirci, in qualche modo, di superarla e di essere più tranquilli per quanto concerne il rispetto del principio di legalità.
PRESIDENTE. La ringrazio, presidente Pecorella.
Ha facoltà di replicare il relatore per la III Commissione, onorevole Folena.
PIETRO FOLENA, Relatore per la III Commissione. Signor Presidente, desidero sviluppare una considerazione politica. Io credo che questa convenzione apra, sia pure tardivamente, uno spazio di iniziativa, giuridica e politica, a livello internazionale, intorno ad un tema che, nel corso degli anni passati, era stato trascurato moltissimo. Mi riferisco agli effetti dei processi di liberalizzazione dei mercati, di interdipendenza e di correlazione tra i diversi sistemi economici, che hanno i loro risvolti positivi e significativi, ma che, se lasciati operare senza controlli, senza nuove istituzioni e nuove regole, rischiano di determinare situazioni di enorme difficoltà.
Tutti sappiamo che i canali attraverso i quali il terrorismo internazionale si alimenta finanziariamente sono simili, a volte identici, a quelli che alimentano la mafia, la criminalità ed altre forme di crimine internazionale.
Se con questa convenzione e con la sua ratifica noi ci dotiamo di strumenti adeguati per colpire le modalità di raccolta dei fondi delle organizzazioni terroristiche, dobbiamo sapere che di fronte a noi - certamente non solo al nostro paese, ma alla comunità internazionale - è aperto il grande tema di come nei prossimi anni efficacemente lotteremo conto i cosiddetti paradisi fiscali, contro i sistemi di riciclaggio internazionale, per scoprire tutte quelle zone di ombra nelle quali, a livello internazionale, si accumulano gigantesche fortune di dubbia provenienza, che spesso alimentano fenomeni criminali di tipo diverso.
Vorrei sottolineare conclusivamente che sapere che la ratifica di questa convenzione ha anche questo segno, vuol dire sapere che c'è una nuova frontiera nella battaglia per la legalità e, al tempo stesso, anche una frontiera che ha a che fare con una domanda di giustizia sociale, di democrazia che proviene da tanti popoli e da paesi del sud del mondo, e che colpire questi interstizi nei quali si annidano fenomeni criminali vuol dire anche cominciare a costruire un ordine economico internazionale nel quale non si accumulino quelle gigantesche differenze, quelle gravissime ingiustizie dentro le quali purtroppo trovano alimento ed origine anche fenomeni così gravi come quelli che noi vogliamo combattere.
PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il rappresentante il Governo.
JOLE SANTELLI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, rinuncio alla replica.
PRESIDENTE. Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.
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