Allegato A
Seduta n. 156 dell'11/6/2002


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(Sezione 2 - Iniziative del Governo per la predisposizione di un piano di aiuti comunitari per l'Angola)

  B) Interrogazione

ARNOLDI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
il cessate il fuoco raggiunto il 4 aprile 2002 in Angola tra il Governo di Luanda e i dirigenti del maggior partito angolano d'opposizione, l'Unione nazionale per l'indipendenza dell'Angola (Unita), ha avuto il merito di porre fine a una delle più lunghe e sanguinose guerre dell'Africa;
l'accordo tra il Presidente della Repubblica d'Angola, Josè Eduardo dos Santos


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(anche Presidente dell'Mpla, partito filo comunista), e il Segretario generale dell'Unita, Paulo Lukamba «Gato», succeduto nel febbraio al leader storico Savimbi, ucciso dalla fazione avversa, costituisce un passo importante che potrebbe aprire la strada alla conclusione di quegli obiettivi politico-amministrativi del protocollo di Lusaka ancora pendenti: la riconciliazione tra tutti gli angolani, la creazione di un esercito nazionale e di un'amministrazione unica, la libertà politica e l'indizione di elezioni generali;
come tutte le paci che seguono a un conflitto lungo e sanguinoso, anche quella che è stata raggiunta in Angola il 4 aprile 2002 è il risultato di uno scontro a esaurimento, che ha finito per indebolire militarmente e politicamente una parte rispetto a un'altra;
la lunghissima guerra ha reso l'Angola uno dei Paesi più arretrati della terra: l'80 per cento della popolazione vive al di sotto dei livelli medi di povertà e più di un terzo ha dovuto abbandonare, a causa della guerra, la propria residenza. La mortalità infantile è la più alta a livello mondiale, con una media di 200 morti su 1000 nati; la speranza di vita non supera i 42 anni d'età. Decine di migliaia bambini abbandonati vivono nelle strade; più di 100.000 angolani sono mutilati di guerra. Il 70 per cento della popolazione è analfabeta. Al momento, solo una piccola parte tra i 4 milioni di sfollati in Angola possono usufruire dell'aiuto umanitario internazionale delle organizzazioni non governative -:
se il Governo intenda farsi promotore, unilateralmente, ma anche in sede comunitaria, di un piano organico urgente di aiuti da affidare ad organismi in grado di garantire adeguata conoscenza della realtà angolana, al fine di evitarne lo sperpero, come già accaduto per le centinaia di milioni di dollari che, a fini umanitari, la comunità internazionale ha fatto pervenire in Angola negli ultimi anni e che non hanno minimamente alleviato la condizione della popolazione;
quali passi diplomatici il Governo intenda effettuare per avviare e sostenere la smilitarizzazione delle parti in causa, la democratizzazione del Paese e la realizzazione di libere elezioni;
quali interventi in sede internazionale si intendano effettuare per eliminare le sanzioni contro l'Unita, considerato che esse costituiscono ormai un ostacolo alla normalizzazione della situazione interna angolana.
(3-00934)
(8 maggio 2002)