![]() |
![]() |
![]() |
PRESIDENTE. L'onorevole Valpiana ha facoltà di
n. 3-00992 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 7).
TIZIANA VALPIANA. Signor Presidente, secondo organi di stampa il ministro Tremonti avrebbe annunciato che nel prossimo documento di programmazione economico-finanziaria, che dovrà essere approvato entro l'estate, ci sarà un piano di riduzione della spesa pubblica di circa 10 miliardi di euro, pari a circa 20.000 miliardi di lire. Si tratta di una mannaia che si abbatterà sugli italiani in molti modi ma, siccome sappiamo che quando il Governo Berlusconi annuncia tagli generalmente pensa alla scuola e alla sanità pubbliche, vorrei sapere dal ministro della salute quali sorprese amare ci sta preparando: il ripristino dei ticket sui medicinali, sulle analisi, sulle visite specialistiche oppure nuovi balzelli posti dalle regioni, a cui lo Stato ha decurtato i contributi per la spesa sanitaria?
PRESIDENTE. Il ministro della salute, professor Sirchia, ha facoltà di GIROLAMO SIRCHIA, Ministro della salute. Signor Presidente, signori deputati, in merito all'atto parlamentare in esame mi preme sottolineare che, al momento, non è stata resa nota alcuna ipotesi di documento di programmazione economico-finanziaria, i cui termini per la presentazione in Parlamento scadranno il 30 giugno prossimo, quindi è abbastanza difficile poter commentare qualcosa che non c'è.
PRESIDENTE. L'onorevole Valpiana ha facoltà di TIZIANA VALPIANA. Signor Presidente, avevo chiesto al ministro di dirci qualcosa del futuro ed egli mi ha raccontato cosa abbiamo fatto in passato. Signor ministro, volevo ricordarle che anche l'accordo dell'8 agosto, da lei citato, fra lo Stato e le regioni in realtà prevede - e queste sono le cifre che lei ci ha fornito - una spesa sanitaria del 5,8 per cento rispetto al prodotto interno lordo, quando sappiamo che tutte le altre nazioni europee sono almeno al 6,2 per cento. Pertanto, questo aumento non è ancora sufficiente per metterci al passo con gli altri.
Signor ministro, fino ad oggi lei si è distinto, soprattutto, per la controriforma ospedaliera e per la spinta ai servizi sanitari privati. A quali tagli sta pensando ancora? Vogliono saperlo gli italiani ma vuole saperlo Rifondazione comunista che, fin d'ora, le annuncia che farà una durissima opposizione a qualsiasi taglio alla sanità pubblica per il diritto alla salute per tutti.
Per quanto riguarda la richiesta di conoscere quale previsione sarebbe stata elaborata per contenere la spesa sanitaria, ricordo all'onorevole Valpiana che con l'accordo dell'8 agosto 2001, sancito poi in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, il Governo ha assunto precisi impegni in materia di spesa sanitaria.
In particolare, al punto 6 è definito per il triennio 2002-2004 il quadro complessivo ed esaustivo delle risorse economiche statali utilizzabili per finanziare la spesa sanitaria pubblica.
Al medesimo punto sono poi indicate le risorse erogate dallo Stato, da destinare al finanziamento del servizio sanitario nazionale per ciascuno dei suddetti anni: per il 2002, 144 mila 376 miliardi di vecchie lire; per il 2003, 150 mila 122 miliardi; per il 2004, 155 mila 871 miliardi. A questo proposito faccio notare che vi è stato non un ridimensionamento, bensì un aumento del finanziamento per il quadriennio, pari a ben 26 mila miliardi; quindi, l'informazione è sbagliata. Sono anche previste quote aggiuntive pari a 2 mila miliardi di lire per l'anno 2002 e per l'anno 2003 e 1.500 miliardi di lire per l'anno 2004, da destinare ad ulteriori interventi nel settore sanitario diretti all'implementazione dell'accordo stesso e al riequilibrio finanziario delle regioni.
All'articolo 1, comma 1, del successivo decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347, poi convertito in legge, relativo ad interventi urgenti in materia di spesa sanitaria, viene ribadito che l'ammontare delle spese per l'assistenza sanitaria resta regolato fino al 2004 nei termini sanciti nel richiamato accordo. Per la prima volta si è offerta per quattro anni alle regioni la certezza dell'entità del finanziamento per l'assistenza sanitaria, permettendo loro progressivamente di raggiungere la piena autonomia sia sul versante delle spese sia, successivamente, su quello delle entrate.
Per quanto riguarda, poi, l'affermazione secondo cui i miei atti sarebbero mirati a privatizzare la sanità, credo che, uscendo dagli slogan - che, ovviamente, rispetto ma che rimangono tali -, chiederei all'interrogante di precisare da cosa derivi questo convincimento.
Ricordo all'onorevole Valpiana che ha due minuti di tempo a sua disposizione.
Signor ministro, lei dice di non potersi esprimere su un documento che sarà presentato al Parlamento entro la fine di giugno. Per consentire ai cittadini di prepararsi, io le ho chiesto cosa abbiate in animo di fare, visto che il ministro Tremonti, pur non spiegando come, ha indicato una somma immensa che si dovrà tagliare dalla spesa pubblica.
Vorrei ricordare prima di tutto a me stessa, ma anche a lei e a chi ci ascolta, che la necessità di ridurre la spesa pubblica - e quando si parla di spesa pubblica, si parla in particolare di sanità e di scuola - non dipende dal caso: si tratta della diretta conseguenza della controriforma fiscale con la quale il Governo Berlusconi e la maggioranza che lo sostiene hanno abolito la progressività delle aliquote. Avete privilegiato i patrimoni più ricchi e dovete per forza ricorrere a balzelli e ticket per la generalità dei cittadini. Nei prossimi mesi pagherà chi ha il reddito più basso, come già sta avvenendo: se ne accorgono tutti i cittadini sulla base delle loro tasche, nonostante le cifre in aumento che lei ha citato. Si registrano aumenti delle tariffe telefoniche, elettriche e del gas, delle assicurazioni auto, delle spese postali, dei biglietti di treni e di autobus; per non parlare dei ticket sanitari che le regioni - in massima parte quelle governate dal centrodestra - hanno già introdotto. Avremo nuovi tagli ai servizi sociali e sanitari e alla loro qualità.
Dobbiamo sapere tutti che è una questione di scelte: voi avete scelto di proteggere i privilegi dei più ricchi, noi abbiamo scelto di difendere i diritti di tutti, a partire dai più deboli e dai più poveri e, soprattutto, dal diritto alla sanità pubblica, buona e di qualità per tutti.


