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La seduta, sospesa alle 14,20, è ripresa alle 15.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, alle quali risponderanno il ministro dell'economia e delle finanze, il ministro del lavoro e delle politiche sociali, il ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, il ministro della giustizia, il ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
PRESIDENTE. L'onorevole Pinza ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-00987 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 1).
ROBERTO PINZA. La ringrazio, signor Presidente. Il senso dell'interrogazione risiede in quanto è esposto; non vi è null'altro da aggiungere, anche perché si tratta di un'informazione, per così dire, di seconda mano, che nasce da un programma televisivo dal quale è emerso che una delle società utilizzate per la cartolarizzazione di beni immobili dal Dicastero di cui è titolare il ministro Tremonti - la società SCIP - era una società piuttosto particolare, formata da due società olandesi, quanto meno a quanto risulta. Poi, ciò potrà non essere esatto e questa è una della ragioni dell'interrogazione che si è posta. Si tratta di una società con un capitale sociale molto modesto, nell'ordine di diecimila euro, di cui non era nota alcuna possidenza e che, oltretutto, poneva anche problemi di individuazione. Infatti, almeno quanti si erano occupati della trasmissione, avendo tentato, in qualche modo, di individuarla e di trovare un recapito, avevano trovato un recapito di natura più che altro formale. Questo l'oggetto dell'interrogazione che, attenendo ad un processo importante afferente ad uno degli aspetti della cartolarizzazione, spiega la richiesta di chiarimenti al ministro competente.
PRESIDENTE. Il ministro dell'economia e delle finanze, onorevole Tremonti, ha facoltà di rispondere all'interrogazione.
GIULIO TREMONTI, Ministro dell'economia e delle finanze. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non so se si tratti di un caso di omonimia o se lei sia lo stesso onorevole Roberto Pinza che, membro del Governo D'Alema, discutendo in ordine alla conversione del decreto-legge che cartolarizzava i crediti INPS, ha dichiarato quanto segue: «Il problema è che nel nostro ordinamento giuridico non è presente l'istituto del trust (...) Quindi, nel momento in cui un soggetto - in questo caso l'INPS - deve costituire, attraverso soggetti fiduciari, un trust (...)», dichiarò l'onorevole, in buona sostanza, deve utilizzare società olandesi. E ha proseguito, poi, sostenendo che «(...) è così spiegata la ragione per cui l'operazione è stata effettuata ricorrendo a soggetti stranieri».
La tecnica utilizzata dal ministero per cartolarizzare gli immobili è la stessa, identica tecnica utilizzata nel 1999 per cartolarizzare i crediti INPS. Dal punto di vista istituzionale, noi crediamo che l'operazione sia stata corretta e che, dal punto di vista operativo, sia assolutamente trasparente. Ma, in ogni caso, siamo disponibili a fornire ogni tipo di informazione.
Faccio notare che il ruolo di queste società è assolutamente trasparente e neutrale, che tutti i rapporti con i cittadini inquilini intercorrono, comunque, passando attraverso gli enti. Credo che una sommaria lettura degli atti del Senato, combinata con questa interrogazione, possa essere soddisfacente. Se non lo è - soddisfacente - per l'onorevole Pinza qui presente, lo è stata certamente per l'onorevole Pinza nel 1999.
PRESIDENTE. L'onorevole Pinza ha facoltà di replicare.
ROBERTO PINZA. Signor Presidente, il ministro Tremonti, tutte le volte, ama fare polemica anziché rispondere in modo semplice. Io gli avevo posto una domanda molto semplice, alla quale poteva dare risposta semplicemente raccontando le cose come stavano; non sarebbe successo assolutamente nulla. Il ministro ama fare polemica e, quindi, ci trascinerà, nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, quando si appresterà ad operare alcune strette - come è inevitabile -, ad accentuare i toni polemici dei quali avremmo fatto volentieri a meno. Gli dico, per così dire, di passaggio - atteso che glielo ho già detto ieri, attraverso agenzie di stampa, come d'uso; ma non se ne è occupato - che cominci, intanto, a mettersi d'accordo con la sua Presidenza del Consiglio, alla quale ieri ha cominciato a dire che deve fare manovre correttive; altrimenti, giusta il parere di un suo autorevole esperto, non si va avanti. Glielo dico così, perché vi sono due modi di atteggiare i rapporti tra maggioranza ed opposizione: uno, parlarsi; l'altro, fare polemica. Se facciamo polemica su ciò, ebbene, allora, faremo molto più duramente polemica su questioni molto più pesanti.
Ministro, il problema non era quello dei trust; lo sanno anche i bambini di un anno che in Italia non abbiamo il trust e che quindi ci serviamo degli ordinamenti giuridici che lo hanno. Quindi, quella risposta che io diedi non era altro che l'analisi e la fotografia della situazione giuridica in Italia e negli altri paesi. No, il problema, su cui veniva richiamata l'attenzione, consisteva nel fatto che di queste società di trust non si riusciva a rinvenire alcuna traccia. Non è che io faccia il mestiere dell'investigatore - non mi interessa assolutamente niente -, ma chi si è occupato di questa vicenda ha suonato disperatamente campanelli senza che nessuno rispondesse; al telefono non rispondeva nessuno e la società di revisione presso la quale si trovavano ha detto che non ne sapeva niente. Queste sono società a cui vengono intestati centinaia o, a seconda dei casi, migliaia di miliardi; il problema non era rappresentato dal fatto che dietro vi erano due trust di diritto olandese - questo è elementare -, ma quello di sapere...
PRESIDENTE. Onorevole, la invito a concludere.
ROBERTO PINZA. ...che cosa stava in realtà avvenendo. Se ci fossero state queste risposte molto semplici, avremmo già finito (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
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