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ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, la scorsa settimana ho sottoposto alla Presidenza della Camera una questione istituzionale sul ruolo che la stessa, in quanto peso istituzionale, avrebbe dovuto esercitare rispetto ai contrappesi posti in essere dal Governo in questo primo anno di legislatura. Si tratta di pesi che si manifestano frequentemente con la ripetuta adozione di decreti-legge, con l'ingerenza che vi è stata nel segnalare alla Presidenza della Camera alcuni nomi per le nomine RAI e che sono stati esercitati cercando di influire anche sulla nomina dei componenti della Corte costituzionale.
Rispetto a questi pesi del Governo sarebbe necessario che la Presidenza della Camera esercitasse un ruolo di contrappeso istituzionale, anche rispetto alla maggioranza parlamentare che, grazie ai suoi numeri, ormai approva provvedimenti di delega che non sempre contengono quei limiti e quei criteri che la legge in tal caso prescrive; un contrappeso rispetto alla maggioranza, anche con riferimento ai voti espressi in Assemblea sulle questioni pregiudiziali di costituzionalità. I provvedimenti sono approvati a maggioranza e, sovente, in essi vi sono chiari elementi di incostituzionalità, in qualche caso anche rispetto ai nuovi poteri che il titolo V della Costituzione attribuisce ai comuni e alle regioni.
Vi sono voti di questa maggioranza che trasgrediscono l'articolo 81, comma 4 della Costituzione, laddove, per esempio, chiaramente non vi è copertura di qualche provvedimento, di qualche articolo o di qualche emendamento e, ciononostante, la maggioranza fa valere il peso dei suoi numeri. Un peso che, da parte del Presidente della Camera, dovrebbe essere esercitato anche rispetto ai requisiti di urgenza, ai sensi dell'articolo 77 della Costituzione, per cui è previsto che si possano emanare decreti-legge in casi di straordinaria urgenza. La conversione di questi ultimi, invece, è diventata l'attività ordinaria della Camera dei deputati. Non vi è settimana in cui non si provvede a convertire uno o due decreti-legge.
Per questo, domando al Presidente di esercitare un contrappeso rispetto a tali pesi forti, istituzionali, che stanno in qualche misura modificando gli equilibri che la Costituzione ha determinato.
Il Presidente della Camera mi ha risposto in maniera cauta e prudente, assicurando che avrebbe svolto tale ruolo di garanzia: speriamo bene per il futuro.
Signor Presidente, mi dispiace che non sia presente il Presidente Casini, tuttavia, solo adesso, in questo momento, posso fare il mio richiamo al regolamento e formulare, allo stesso tempo, una richiesta di inversione dell'ordine del giorno.
Signor Presidente, noi ci troviamo in palese trasgressione dell'articolo 24, comma 3, del nostro regolamento. Quest'ultimo, infatti, non è più violato da altri pesi istituzionali ma, in qualche modo, è violato dal Presidente della Camera. Quindi, mi rivolgo proprio al Presidente della Camera perché rispetti l'articolo 24, comma 3, in quanto ciò rientra nella sua diretta responsabilità.
Come lei sa, signor Presidente, laddove la Conferenza dei capigruppo non prende le sue decisioni a maggioranza, spetta al Presidente della Camera predisporre il calendario. Ebbene, signor Presidente, intervengo per un richiamo al regolamento
perché il comma 3 dell'articolo 24 non è rispettato e ciò accade in almeno tre punti.
Innanzitutto, il Presidente - così come recita il regolamento - tiene conto delle proposte dei gruppi di opposizione in modo da garantire a questi ultimi un quinto degli argomenti da trattare ovvero dei tempi del calendario: signor Presidente, tale quinto non è sempre garantito! Nell'ultima settimana non lo è stato di sicuro, ma neppure in questa. Insomma, capita poche volte che tale disposizione sia rispettata.
In secondo luogo, l'articolo 24, comma 3, non è rispettato nella parte in cui recita che «gli argomenti diversi dai progetti di legge (...) sono di norma inseriti nel calendario - quelli ovviamente proposti dall'opposizione - al primo punto dell'ordine del giorno delle sedute destinate alla loro trattazione». Quindi, avremmo, per esempio, dovuto trovare le tre mozioni al primo posto dell'ordine del giorno. Si usa chiaramente l'espressione «di norma» e ciò significa, appunto, di norma, ma nel momento in cui, invece, di norma tali argomenti non vengono mai inseriti - perché non sono mai stati inseriti -, è evidente che ci troviamo di fronte ad una palese trasgressione dell'articolo 24, comma 3.
Infine, quest'ultimo - e mi avvio a concludere - è trasgredito anche nella parte in cui si afferma che, all'esame dei disegni di legge di conversione, non può esser dedicato più della metà del tempo destinato alla discussione nell'aula parlamentare.
Ora, signor Presidente, vede bene che in questo caso non si tratta più di assicurare lo svolgimento di un ruolo, ma vi è una precisa responsabilità della Presidenza della Camera per quanto riguarda una doverosa applicazione del regolamento. Solleverò tale questione anche dinanzi alla Giunta per il regolamento ed alla Conferenza dei presidenti di gruppo. Intanto, bisognerebbe apportare subito una correzione all'ordine del giorno. Infatti, in ossequio all'articolo 24, comma 3, andrebbero posti al primo punto dell'ordine del giorno gli argomenti che non siano provvedimenti legislativi.
Signor Presidente, chiedo che lei riferisca al Presidente Casini questa osservazione e che, se possibile, si svolga subito la discussione almeno della prima delle mozioni all'ordine del giorno. Altrimenti, subordinatamente, chiedo che dopo questo provvedimento, si cominci ad esaminare una delle mozioni ripristinando l'articolo 24, comma 3, del regolamento.
PRESIDENTE. Onorevole Boccia, lei si pone una serie di questioni rispetto alle quali, come ella ha detto, non sono in grado, in questo momento, di rispondere. Mi farò carico di riferire le sue osservazioni al Presidente Casini che già in altra circostanza, per la verità, mi pare abbia dato una risposta alle obiezioni da lei poste. Mi devo fermare qui perché non sono in grado di procedere diversamente. Può darsi che ella abbia ragione, ma io non posso fare altro che riferire al Presidente della Camera.
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