Allegato A
Seduta n. 148 del 28/5/2002


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(Sezione 4 - Completamento dei lavori sulla strada statale 434 - Transpolesana)

D) Interrogazione:

ANNA MARIA LEONE. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:
la strada statale 434, detta Transpolesana, è in corso d'opera da ormai circa 30 anni, vero monumento di un Paese inefficiente e di una burocrazia lontana dai suoi problemi;
da anni ed anni le comunità locali e i cittadini lamentano inadempimenti e lungaggini per la sistemazione ed il completamento di detta strada;
la causa principale di molti incidenti è la mancanza di un elemento spartitraffico e di tutte le altre strutture necessarie per la tutela degli automobilisti;
tale strada collega, nella sua incompiutezza, le città di Verona, Legnago e Rovigo, attraversando un'area densa di abitanti, fortemente industrializzata e con un importante sviluppo agricolo;
rispetto a tale importante arteria, si è realizzato un macroscopico esempio di lentezze amministrative, di storni di fondi, di indifferenza burocratica, anche di fronte ad incidenti mortali;
si è oramai superato il numero di 190 morti: segno inconfondibile dell'assoluta intollerabilità di ogni ulteriore intoppo o lungaggine burocratica al completamento dei lavori in una strada la cui insicurezza è palese;
lo spartitraffico manca ancora tra Legnago ed Oppeano e sono quindi possibili le micidiali inversioni di marcia;
la legge finanziaria per l'anno 2001, all'articolo 14,4 comma 7, lettera a), prevede uno stanziamento di 80 miliardi di lire per il completamento e la messa in sicurezza della strada statale 434;
tra le proposte per il programma triennale 2001-2003 dall'Anas è previsto un finanziamento per la Transpolesana 2o lotto-3o stralcio da Oppeano a Legnago;
gli interventi inseriti nel programma sono stati selezionati in coerenza con i punti essenziali della direttiva ministeriale -:
quali urgenti indagini intenda compiere per verificare il comportamento dell'Anas ed inoltre in quale modo intenda procedere per dare corso ai lavori indispensabili per rendere sicura quella che ormai può essere tragicamente definita come «la superstrada della morte»;
se i ritardi non rappresentino, per la tutela della vita degli automobilisti che ogni giorno la percorrono, comportamenti omissivi o comunque lesivi dei diritti dei cittadini.(3-00655)
(6 febbraio 2002).