Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 145 del 15/5/2002
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TESTO INTEGRALE DELLA DICHIARAZIONE DI VOTO DEL DEPUTATO GIOVANNI CARBONELLA SUL SUO EMENDAMENTO 3.110 - DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE N. 2657

GIOVANNI CARBONELLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le motivazioni che mi hanno indotto a presentare questo emendamento risiedono nella profonda convinzione di quanto sbagliato, negativo e


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penalizzante sia il provvedimento che il Governo intende adottare per ridurre le risorse previste per la convegnistica di carattere sia informativo che scientifico, promossa dall'industria farmaceutica.
Mi limito ad evidenziare due aspetti di tale attività. Il primo consiste nella possibilità di aggiornare e promuovere i prodotti farmaceutici con il duplice risultato di consentire alle industrie farmaceutiche di consolidare e sviluppare la propria attività produttiva ed ai cittadini di essere continuamente informati su argomenti di notevole rilevanza. Il secondo è che si trascura quale movimento gravita attorno alla convegnistica ed il tipo di volano economico che essa riesce a mettere in moto.
Peraltro, non è difficile prevedere, se il mio emendamento non verrà approvato, una forte penalizzazione per molte zone del sud, che si vedrebbero private di presenze che alimentano con una certa continuità ed in modo consistente l'attività di settori importanti, quali l'alberghiero, quello della ristorazione e del turismo, che l'azione convegnistica produce.
Sono motivazioni rilevanti, ancorché sintetiche, che credo dovrebbero indurre ad approvare il mio emendamento.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, già in altre occasioni abbiamo avuto modo di stigmatizzare l'uso scriteriato dello strumento del decreto-legge che di per sé risulta essere generalmente indigesto, perché limita le volontà di espressione, soffoca il dibattito, cancella il confronto dialettico tra maggioranza ed opposizione, impedisce il possibile arricchimento propositivo su scelte e soluzioni che, ancorché considerate esaustive, non possono essere certo ritenute tali a prescindere.
Quando poi a tale strumento si ricorre per adottare provvedimenti di grande rilevanza, come quelli al nostro esame, ancor più esso risulta inaccettabile oltre che ingiustificato.
Dico questo perché, nonostante sia in atto un malcelato tentativo di ridimensionare la portata delle misure che con questo provvedimento si intendono adottare, è del tutto evidente invece che ci troviamo di fronte ad una manovra correttiva che mira ad aggiustare, in corso d'opera, conti economici non più in linea con le previsioni a suo tempo ipotizzate.
Guardate colleghi del Governo, se ci si rende conto di aver sbagliato le previsioni, non c'è nulla di male nel riconoscerlo e nell'apportare, conseguentemente, le dovute correzioni. Il problema non è questo o solo questo.
Intanto, fummo facili profeti, allorquando, nel corso della discussione sulla manovra finanziaria, mettemmo in guardia il Governo circa la friabilità, aleatorietà e inconsistenza dell'intera impalcatura che reggeva quella manovra.
Tuttavia la cosa ancor più grave che voi pretendete di fare, con l'artificio odierno, è negare l'evidenza e presentarci un provvedimento pasticciato, inconcludente ed in alcune sue parti anticostituzionale.
Pretendete, inoltre, fiducia cieca non solo dalla maggioranza ma anche dall'opposizione: dovremmo votare «al buio» queste misure, perché non offrite al Parlamento strumenti conoscitivi su cui basare l'orientamento. Mi riferisco, segnatamente, all'assenza di elementi certi circa l'andamento dei conti pubblici: non sono chiare le conseguenze finanziarie dei provvedimenti proposti dall'esecutivo; vi è preoccupazione circa il processo di razionalizzazione, per il modo in cui è impostato il problema dei costi dei prodotti farmaceutici.
C'è contrasto tra maggioranza ed opposizione e all'interno della stessa maggioranza, sul problema delle fondazioni (il preconcetto contro il sud è prevalso ancora oggi in quest'aula). Vi sono poi seri dubbi sull'istituzione delle società Patrimonio dello Stato spa e Infrastrutture spa, le cui finalità restano poco chiare. Permangono elementi di dubbia costituzionalità circa la sussistenza dei requisiti di straordinaria necessità ed urgenza in ordine al decreto in esame. Non mancano infine rilievi da parte della Corte dei conti circa le società per azioni di cui agli articoli 7 ed 8 del presente decreto-legge.
Insomma, l'obiettivo dell'odierno provvedimento ci sembra quello di procedere


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ad una sorta di raccolta non differenziata (di risorse), che il Governo si appresta a compiere con lo scopo di tappare buchi, questi sì, veri e non fantomatici, causati da negligenze e scommesse azzerate a cui sempre più ci sta abituando l'attuale ministro Tremonti.

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