Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 145 del 15/5/2002
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Si riprende la discussione del disegno di legge di conversione n. 2657 (ore 16,06).

PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 63, recante disposizioni finanziarie e fiscali urgenti.
Avverto che prima della ripresa pomeridiana della seduta sono stati ritirati gli emendamenti Minoli Rota 3.109, 3.111, 3.115, 3.127 e Vigni 7.134.
Onorevoli colleghi, in apertura di seduta vorrei rivolgere gli auguri ed i saluti più affettuosi alla nostra collega Dorina Bianchi che, nei giorni scorsi, ha avuto un figlio. In questo senso, penso che ella abbia saputo cogliere adeguatamente «l'opportunità» offerta dalla giornata della famiglia che l'ONU ha voluto indire (Applausi).

(Ripresa esame articolo unico - A.C. 2657)

PRESIDENTE. Ricordo che questa mattina è iniziato l'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 3 del decreto-legge.

ANGELINO ALFANO, Relatore per la V Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANGELINO ALFANO, Relatore per la V Commissione. Signor Presidente, intervengo per modificare il parere contrario precedentemente espresso sull'emendamento Minoli Rota 3.124; vorrei infatti precisare che su tale emendamento le Commissioni esprimono un parere favorevole, così come comunicato questa mattina al Comitato dei nove.

PRESIDENTE. Passiamo ora alla votazione dell'emendamento Nicola Rossi 3.88.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nicola Rossi. Ne ha facoltà.

NICOLA ROSSI. Signor Presidente, neanche il più fantasioso e frenetico pianificatore degli anni settanta - ed anche degli anni precedenti - avrebbe potuto immaginare un comma quale il comma 3 dell'articolo 3 ora in discussione. Dico questo perché è assolutamente straordinaria l'idea che, con norma di legge, si vengano a definire poste contabili dei bilanci di società private. Come la maggioranza attuale possa avallare un'operazione di questo genere è del tutto misterioso, nel senso che essa configura una situazione di straordinario dirigismo.
A ciò vorrei aggiungere anche un'altra annotazione: il comma 3 è scritto, ovviamente, con l'intento non solo di limitare la spesa per convegni da parte delle società farmaceutiche, che spesso ha finalità non proprio commendevoli, ma anche, visibilmente, per limitare la spesa dello Stato per l'incentivazione di quegli stessi convegni. Ebbene, come si compie tale operazione? Si limita la spesa per i convegni, senza però limitare l'entità della relativa incentivazione. È come se, dovendo ridurre


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i fondi che si allocano ogni anno in base alla legge n. 488, lo Stato decidesse di limitare gli investimenti privati, in maniera tale da non dover spendere, appunto, i fondi destinati alla stessa legge n. 488. Si tratta di un meccanismo assolutamente abnorme. La cosa più ovvia consisterebbe, evidentemente, nella riduzione, o nel totale annullamento, dell'entità dell'incentivazione per le spese per convegni che, invece, con questo provvedimento, rimane intatta.
L'emendamento prevede una norma che la maggioranza, anche per quanto è andata sostenendo nel corso delle ultime settimane, dovrebbe trovare del tutto naturale; esso infatti propone di azzerare, o quasi, l'incentivazione fiscale prevista per le spese per convegni, portandola dal 20 al 5 per cento, e di destinare le risorse così risparmiate all'incentivazione dell'attività di ricerca svolta dalle società farmaceutiche. Se si voleva un emendamento capace di modificare in senso virtuoso le norme di questo decreto-legge, l'emendamento 3.88 a mia firma ne è certamente un esempio. Ho però la netta sensazione che al Governo interessi poco la spesa per ricerca e che, soprattutto, l'esecutivo sia ancora con la testa in un'economia di comando e controllo e che perciò poco abbia compreso il fatto che siamo invece passati, o dovremmo esserlo, ad un'economia di incentivi e disincentivi (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Tolotti. Ne ha facoltà.

FRANCESCO TOLOTTI. Signor Presidente, in effetti l'articolo 3 non contiene solo disposizioni sulla convegnistica, caratterizzate da un eccesso di dirigismo, ma - come abbiamo già visto - anche norme sul prezzo dei farmaci e disposizioni sui brevetti caratterizzate da un segno negativo. Tuttavia, mi permetto di sostenere l'emendamento Nicola Rossi 3.88 perché corregge nel dovuto senso l'impostazione dell'articolo 3. Credo che sia assolutamente contraddittorio incentivare la convegnistica e, nello stesso tempo, imporre un limite al suo svolgimento. Sarebbe molto più opportuno sposare una politica di incentivazione della ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione tecnologica. Ciò darebbe davvero il senso di una scelta che guarda avanti e che rende giustizia rispetto ad alcuni fondati dubbi, che pure esistono, sull'attività convegnistica.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Santagata. Ne ha facoltà.

GIULIO SANTAGATA. Signor Presidente, so bene che nel 2000 Keynes è sicuramente fuori moda, però mi sembra veramente spropositato (e mi verrebbe da dire demenziale) che ci troviamo a discutere su iniziative di rilancio dell'economia e di sostegno dei conti pubblici, in presenza di dati ISTAT che evidenziano un calo della produzione industriale del 7,6 per cento, ancorché non destagionalizzato, nonché un calo del 10,3 per cento dell'acquisto di beni di investimento, mentre la risposta che il Governo fornisce rispetto a questi problemi consiste nel taglio delle spese delle industrie farmaceutiche per i convegni.
Svolta questa premessa (che però mi sembra importante, perché stiamo parlando di una manovra decisamente fuori scala rispetto al problema del blocco dell'economia del nostro paese), credo che dovremmo capire un po' meglio il motivo per cui si tagliano le spese per i convegni medici. A tal fine, credo che ci venga in aiuto la relazione tecnica che forse i colleghi non hanno esaminato. In essa si afferma che il risparmio per lo Stato deriva dal fatto che i convegni servono a incentivare la prescrizione dei farmaci. In buona sostanza, si dice che i medici che partecipano ai convegni vengono convinti ad utilizzare più farmaci e non ad usare farmaci, tecniche o modalità più efficaci nella cura; da ciò deriva un aumento della spesa. Credo veramente che questa impostazione non sia condivisibile né utilizzabile. Ritengo che l'emendamento Nicola


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Rossi 3.88, che propone una riduzione del beneficio fiscale rispetto ai convegni e una maggiore utilizzazione di risorse per la ricerca, sia più efficace dal punto di vista della spesa pubblica e, contemporaneamente, aiuti a realizzare un processo di qualificazione della nostra sanità e dei settori industriali ad essa legati; questo è ciò di cui abbiamo bisogno.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nicola Rossi 3.88, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 320
Votanti 319
Astenuti 1
Maggioranza 160
Hanno votato
sì 134
Hanno votato
no 185).

Prendo atto che il dispositivo di voto dell'onorevole Lettieri non ha funzionato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Nicola Rossi 3.89.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nicola Rossi. Ne ha facoltà.

NICOLA ROSSI. Signor Presidente, ricordiamo tutti l'immagine di qualche tempo fa del Presidente del Consiglio sorridente accanto al Premier inglese Tony Blair. Il mio emendamento 3.89 non fa altro che introdurre in questo decreto-legge per così dire tardo-italiano una nota un po' anglosassone: esattamente come in Inghilterra si legano i comportamenti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese farmaceutiche alla loro capacità di fare ricerca e sviluppo. In particolare, si premiano quelle imprese che fanno ricerca e sviluppo più della media del settore.
Questo è un emendamento di particolare importanza perché tutti sappiamo che nel settore farmaceutico italiano le imprese di piccole dimensioni tendono a fare poca ricerca e sviluppo. Invece, le imprese che tendono a fare molta ricerca e sviluppo sono le multinazionali. Serve, quindi, alle imprese italiane per fare un salto di qualità e, al tempo stesso, costituisce un forte incentivo per le imprese non italiane a rimanere in questo paese, a lavorare in questo paese, a fare ricerca in questo paese.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.

MARIO LETTIERI. Signor Presidente, l'emendamento in esame mira ad incentivare la ricerca che è essenziale in tutti i settori ma, in particolare, in quello della ricerca medica, scientifica e farmaceutica. Prima si è respinto l'emendamento relativo al credito di imposta: si tratta di un articolo contenuto nella legge n. 388 del 2000 che ha funzionato molto bene ed è molto apprezzato dalle imprese italiane. Lo avete respinto assumendovene, chiaramente, la responsabilità.
Per quanto riguarda, però, questo settore, credo che occorra riconsiderare un atteggiamento di chiusura che si è manifestato in Commissione. Infatti, se l'industria farmaceutica dovesse essere ancora ridimensionata e, magari, fossero delocalizzati gli investimenti in altri paesi ne risentirebbe complessivamente la nostra economia con riverberi negativi anche sull'occupazione. Vi è necessità, invece, di aiutare le medie imprese, che in questo settore vivono anche momenti di difficoltà, sostenendole in questa attività di ricerca e di innovazione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Michele Ventura. Ne ha facoltà.

MICHELE VENTURA. Signor Presidente, gli emendamenti Nicola Rossi 3.88,


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appena votato, e 3.89, che stiamo per votare, tendono ad introdurre un elemento di qualità e di selezione per quanto riguarda meccanismi di incentivazione. Sappiamo che il problema della ricerca in Italia è particolarmente acuto nel senso che viene svolta raramente anche dai grandi gruppi. Come ha sostenuto il collega Nicola Rossi, in un settore come quello farmaceutico la ricerca è un elemento essenziale non solo per dare risposte a domande presenti nella società, ma anche per posizionarsi degnamente sul mercato.
Credo che anche i colleghi della maggioranza dovrebbero apprezzare l'emendamento Nicola Rossi 3.89 che stiamo discutendo perché tende a sottolineare questi aspetti di qualità. Per questo riteniamo che meriterebbe un voto favorevole.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nicola Rossi 3.89, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e Votanti 365
Maggioranza 183
Hanno votato
sì 161
Hanno votato
no 204).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Parodi 3.108.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Petrella. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE PETRELLA. Signor Presidente, un grande economista premio Nobel come Hayek ebbe a dire che nessuno che sia solo un economista può essere un grande economista. Aggiunse: un economista che è solo un'economista diventa nocivo e può costituire un vero pericolo.
Ecco, signor Presidente, il ministro Tremonti, che non è certo un premio Nobel, è un vero pericolo per la sanità e la ricerca scientifica del nostro paese. Il ministro Tremonti, alla ricerca disperata del buco che non c'è, non vede nient'altro e per ragioni veramente non comprensibili cerca di affossare l'industria farmaceutica e congressuale del nostro paese con questo comma 3 dell'articolo 3. Dimostra, purtroppo, una grande ignoranza perché non conosce che il mercato congressuale in Italia rappresenta un settore importante e vitale per l'economia nazionale per l'enorme indotto economico e finanziario che genera.
Per i dati in nostro e in suo possesso dovrebbe sapere che il solo fatturato del comparto congressuale rappresenta attualmente il 23 per cento di quello dell'intero settore turistico italiano.
Mi rivolgo, inoltre, ai colleghi della Lega - che affermano, quotidianamente, di difendere i piccoli e medi imprenditori - per ricordare loro che il nord rappresenta ben il 40 per cento di tutta l'attività congressuale. Allora, è giusto che i loro concittadini e i loro elettori sappiano che, ove mai il comma 3 dovesse essere approvato così com'è, per loro ci sarebbero inevitabili e disastrose conseguenze in termini di occupazione.
Le prime valutazioni sui possibili effetti del decreto-legge al nostro esame evidenziano un taglio a livello italiano di ben 9.000 iniziative congressuali già solo nel 2002: al momento è possibile affermare in tutta certezza e per difetto che si avrebbe una flessione del fatturato complessivo di circa 140 milioni di euro. Con il decreto-legge in esame il Governo della Casa della libertà vuole diminuire l'occupazione e affondare il progresso scientifico. Mi auguro che tutti i colleghi, medici e non medici, sappiano affrontare questo giudizio serenamente e votare secondo coscienza.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Benvenuto. Ne ha facoltà.

GIORGIO BENVENUTO. Signor Presidente, intervengo per dichiarare il voto


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favorevole all'emendamento Parodi 3.108 - che è stato accolto dal relatore e dal Governo - perché è, sostanzialmente, simile all'emendamento Gambini 3.65, che ritiriamo. Si tratta di una piccola risposta ma, comunque, apprezziamo questo cambiamento, riservandoci, poi, di intervenire sulle altre questioni che sono state sollevate ora dal collega Petrella. Quindi, esprimeremo un voto favorevole all'emendamento Parodi 3.108.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Stradiotto. Ne ha facoltà.

MARCO STRADIOTTO. Signor Presidente, intervengo per chiedere di apporre la mia firma all'emendamento Parodi 3.108. Ho presentato gli emendamenti 3.6 e 3.7 che verrebbero, in pratica, riassorbiti se l'emendamento precedente venisse approvato. Tali emendamenti hanno lo scopo di togliere alcuni limiti previsti dai commi 3 e 4 dell'articolo 3, limiti che tendevano a restringere il numero dei convegni e dei congressi delle imprese farmaceutiche per presentare le caratteristiche dei propri prodotti. Riteniamo che le imprese debbano essere libere di poter fare tutti i convegni che desiderano e accogliamo con favore che il relatore e il Governo abbiano cambiato idea rispetto al testo originario.
Abbiamo dato un parere favorevole e, quindi, voteremo a favore dell'emendamento Parodi 3.108, perché indirettamente assorbe gli emendamenti che io e altri colleghi avevamo proposto. Non è ponendo limiti sui prezzi o sul numero dei convegni che si risolve il problema della spesa farmaceutica ma con un'organizzazione diversa, che metta in rete i medici di famiglia e le altre strutture sanitarie, e con una attenta analisi di ogni singolo tipologia di farmaco perché sappiamo che vi sono farmaci che hanno dei prezzi che garantiscono ampi margine di utile ed altri privi di tali margini.
Di conseguenza, esprimeremo un voto favorevole sull'emendamento Parodi 3.108 e invito il relatore e il rappresentante del Governo a modificare il parere anche su altri emendamenti che io ed altri colleghi abbiamo presentato sempre su questo tema.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Parodi. Ne ha facoltà.

EOLO GIOVANNI PARODI. Signor Presidente, volevo ribadire che il mio emendamento 3.108, presentato insieme ad altri colleghi, riporta in campo nazionale una tranquillità di cui abbiamo bisogno ma non soltanto dal punto di vista economico. Abbiamo bisogno di investire su vie che, secondo me, dovranno essere regolarmente controllate e verificate con monitoraggio continuo ma anche di dare la possibilità di avere delle linee diverse di formazione e di aggiornamento.
Ciò che era scritto nella proposta era troppo pesante e punitivo verso un futuro, che riteniamo possibile, di cambiamento ma sempre monitorizzato. Chiedo che venga espresso un voto favorevole sul mio emendamento 3.108.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Galeazzi. Ne ha facoltà.

RENATO GALEAZZI. Signor Presidente, noi esprimeremo voto favorevole su questo emendamento in quanto - come ha detto l'onorevole Benvenuto - costituisce un piccolo passo in avanti. Tuttavia, non possiamo fare a meno di sottolineare l'estrema provincializzazione; infatti, ci troviamo di fronte a convegni solo italiani e se parliamo di aggiornamento, di trasmissione di notizie, di convegni scientifici, limitarli al solo territorio italiano è riduttivo e miope.
Dunque, avevamo chiesto che perlomeno si parlasse di Europa, essendo quest'ultima una entità non soltanto economica e di mercato, ma anche e soprattutto scientifica, di ricerca e di trasmissione di dati e notizie.
Quindi, siamo modicamente soddisfatti di questo emendamento, in quanto lo stesso taglia tutta una serie di contatti e di


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eventi europei e - non devo essere io a ribadirlo - l'Europa è il futuro di questo paese.
Chiedo, dunque, al sottosegretario e al relatore se siano disposti ad accogliere questa variante, aggiungendo almeno i convegni europei.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lucchese. Ne ha facoltà.

FRANCESCO PAOLO LUCCHESE. Durante l'esame in sede consultiva nella XII Commissione, avevo espresso il consenso del mio gruppo relativamente a questa modifica. Pertanto, sottoscrivo questo emendamento e annuncio il voto favorevole dei deputati dell'UDC (CCD-CDU).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Ruzzante. Ne ha facoltà.

PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, come già annunciato dal collega Benvenuto, ritiriamo l'emendamento Gambini 3.65; tuttavia, è evidente che il contenuto del nostro emendamento è sostanzialmente simile all'emendamento Parodi 3.108.
Quindi, nel ritirare l'emendamento 3.65, chiediamo al collega Parodi - che credo non avrà problemi - di accogliere nel suo emendamento 3.108 le firme dei deputati che avevano firmato l'emendamento 3.65.

PRESIDENTE. Prendo atto che l'onorevole Parodi è d'accordo.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.

MARIO LETTIERI. Signor Presidente, chiedo anch'io di poter sottoscrivere, se il collega Parodi lo consente, l'emendamento Parodi 3.108.
Si tratta di un emendamento che corregge una scelta - contenuta nella proposta del Governo - stravagante, autarchica ed inaccettabile. La ricerca, i convegni, il confronto più sono ad alto livello e meglio è; quindi, non sì può stabilire di svolgere questi convegni medico-scientifici soltanto limitatamente al nostro territorio. Anzi, se i convegni si tengono negli Stati Uniti d'America, dove la ricerca e la sperimentazione sono più avanzate rispetto a quelle del nostro paese, i nostri medici e i nostri ricercatori non vanno a divertirsi, ma a studiare e a confrontarsi, migliorando la qualità del loro lavoro nel nostro paese: perciò, vadano pure.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giulio Conti. Ne ha facoltà.

GIULIO CONTI. Signor Presidente, ritengo si debbano spendere due parole in più su questo saggio emendamento che, tuttavia, evidenzia la preoccupazione del Governo su tutta la problematica dell'industria del turismo che - per quanto riguarda l'Italia e la sfera della convegnistica - in parte è salvata.
In particolare, ciò denota una paura del Governo relativamente a due aspetti: uno riguarda la formazione continua e l'altro il comparaggio. Il comparaggio è una cosa illecita e sporca che alcune aziende farmaceutiche in passato hanno attuato; quindi, si tratta di una misura preventiva e repressiva.
Non so quanta efficacia possa avere oggi invitare un medico ad un convegno e pretendere, poi, da parte dell'azienda farmaceutica, che quel medico prescriva quel farmaco. Questo è il primo aspetto che questa norma di legge cerca di reprimere.
Il secondo argomento riguarda la formazione continua. Si tratta di un aspetto un po' critico: noi limitiamo il numero dei convegni ma autorizziamo i convegni che studiano un problema particolare di una branca farmaceutica, esercitando, evidentemente, un tipo di formazione continua. Se non lo facesse l'azienda farmaceutica, dovrebbe farlo la regione; in alternativa, dovrebbe essere il cittadino, finanziando il servizio sanitario nazionale, a finanziare la formazione. Non so quanto sia opportuno impedire questa pratica formativa alle aziende sanitarie di qualsiasi tipo, in Italia


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e all'estero, sostituendola con interventi e provvedimenti a livello regionale, a spese del servizio sanitario nazionale.
Mi scusi, sottosegretario Armosino: si tratta di una valutazione che deve essere corredata da un'informazione ben precisa. Quanto costa al fisco, in termini di detrazioni, la spesa sostenuta per la convegnistica? Quanto detraggono le aziende farmaceutiche per l'organizzazione di convegni sanitari o di convegni di formazione in Italia e all'estero? Sulla base di questa informazione, noi potremo prendere una decisione saggia, proibitiva o incentivante. Ritengo che il Governo non ci abbia fornito i risultati di questa seria valutazione; invece, avrebbe dovuto farlo per consentirci di agire meglio.
In ogni caso, ritengo che l'emendamento Parodi 3.108 sia saggio, non soltanto come segnale positivo ma anche come avvertimento: questi provvedimenti, una volta stabiliti ed autorizzati, non possono essere soppressi. Sottosegretario Armosino, mi permetta: non si possono impegnare il professionista e l'organizzatore in una serie di appuntamenti che poi vengono annullati con un tratto di penna. Questo non va bene. Dunque, che venga risolto il problema in Italia, consentendo di svolgere i convegni per quest'anno, è un discorso; non credo, invece, sia una buona scelta abolirli per l'estero. Comunque, noi la accettiamo, ovviamente.
In ogni caso, il Governo deve comunicarci le informazioni sulle ricadute fiscali.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Grandi. Ne ha facoltà.

ALFIERO GRANDI. Signor Presidente, intervengo per confermare la mia adesione all'emendamento Parodi 3.108, per riconoscere all'onorevole Massidda il potere divinatorio di farsi approvare gli emendamenti - senza nulla togliere all'onorevole Parodi - e per confermare che, in questo modo, si cerca di limitare un danno, anche abbastanza grave, che si potrebbe determinare nei confronti dei corsi di formazione e di aggiornamento.
Tra poco passeremo all'esame dell'emendamento Galeazzi 3.90, presentato dall'opposizione: se, come noi abbiamo chiesto di apporre la nostra firma all'emendamento dell'onorevole Parodi - ed a quello di Massidda naturalmente -, ci fosse da parte di Massidda e di Parodi l'adesione all'emendamento Galeazzi 3.90, forse esso verrebbe accettato. Prego loro di leggerlo con attenzione, perché potrebbe rappresentare un'opportunità.

LUIGI PEPE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUIGI PEPE. Signor Presidente, intervengo per chiedere di apporre la mia firma all'emendamento Parodi 3.108.

PRESIDENTE. Sta bene.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Tuccillo. Ne ha facoltà.

DOMENICO TUCCILLO. Signor Presidente, intervengo brevemente per chiedere anch'io di apporre la mia firma all'emendamento Parodi 3.108. Prima che si arrivi all'esame dell'articolo 5, colgo l'occasione per rivolgere una richiesta formale ai relatori e al Governo: è decaduto un emendamento presentato da me e da altri colleghi dell'opposizione, come da alcuni colleghi della maggioranza, relativo alle fondazioni ed alla possibilità che una parte degli investimenti delle fondazioni vadano al Mezzogiorno; tale emendamento riprendeva il contenuto di un ordine del giorno già approvato in sede di esame della finanziaria e di cui non si è tenuto conto.
Pertanto, chiedo formalmente ai relatori e al Governo se non ritengano opportuno formulare un emendamento che, in qualche modo, recuperi questo aspetto.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Santagata. Ne ha facoltà.


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GIULIO SANTAGATA. Signor Presidente, intervengo molto velocemente. Ho sentito esporre strane preoccupazioni. Ci si chiede, infatti, quanto risparmiano le aziende farmaceutiche, avendo detrazioni fiscali sulla spesa sostenuta per l'organizzazione di convegni. Mi chiedo: le aziende normali non portano in detrazione le spese per organizzare, ad esempio, i meeting della loro forza vendita? Non abbiamo chiesto noi che vadano in detrazione le spese per la formazione? Qualcuno ha proposto insistentemente di inserire le spese per la pubblicità nella Tremonti-bis.
Piuttosto, facciamo un po' di conti economici perché rischiamo - e avremmo rischiato ancor di più senza questo emendamento - di perdere il gettito che ci deriva da tutta l'attività turistica legata alla convegnistica.
Concludo dicendo che io, comunque, non voterò a favore di questo emendamento e mi asterrò perché questa distinzione tra convegni in Italia e all'estero, che non tiene conto del fatto che siamo nel mercato unico europeo, non mi convince assolutamente.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Parodi 3.108, accettato dalle Commissioni e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 411
Votanti 404
Astenuti 7
Maggioranza 203
Hanno votato
sì 394
Hanno votato
no 10).

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