Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 145 del 15/5/2002
Back Index Forward

Pag. 23


...
Sull'ordine dei lavori e per un'inversione dell'ordine del giorno (ore 11,15).

NICOLA ROSSI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NICOLA ROSSI. Signor Presidente, i quotidiani di oggi sono un vero e proprio bollettino di guerra: rivolta a Palermo stremata dalla grande sete; la Sicilia soffre l'emergenza e la mafia si arricchisce; al sud guerra tra poveri per una goccia in più; Palermo senz'acqua, rivolta nei quartieri popolari; Palermo, la rivolta dell'acqua; 3 milioni di siciliani a secco; disastro per l'agricoltura.
Noi chiediamo che il Governo venga immediatamente in aula a riferire sulle sue intenzioni su questa gravissima situazione che colpisce tutte le regioni del Mezzogiorno.
Signor Presidente, questo è un tema di particolare rilevanza di cui, devo dire con molto rammarico, l'unica regione che sembra non preoccuparsi, pur essendo stata dichiarata l'emergenza idrica da due mesi, è la Puglia, la mia povera Puglia, che cari colleghi, non trova il tempo - né la giunta regionale né il presidente della giunta regionale - di occuparsi dell'emergenza idrica, ma solo di occuparsi del fatto che il consiglio di amministrazione dell'acquedotto pugliese (che gli avete trasferito qualche tempo fa) debba essere composto da uno o da tre elementi e se il suo presidente debba o non debba avere la tessera di Alleanza nazionale.
Questo è quanto sta accadendo nel Mezzogiorno e vorremmo che il Governo venisse immediatamente qui a riferirci


Pag. 24

sulla sua inazione, perché di inazione si tratta, signor Presidente. Sui fondi europei il ministro Tremonti spesso è venuto qui a dirci che nel secondo semestre del 2001 ne sono stati spesi ad un ritmo senza precedenti. Dove sono andati, visto che l'acqua manca in quasi tutta la Puglia e visto che l'emergenza idrica era già una vera emergenza in tutto il Mezzogiorno, oltre che in Puglia? Cosa sta facendo il Governo affinché a livello regionale il genio civile, per esempio, si attivi per dare le autorizzazioni agli agricoltori che stanno cercando di scavare dei pozzi e non riescono a farlo? Circa un mese fa 40 deputati dei Democratici di sinistra-l'Ulivo hanno presentato una proposta di legge per affrontare i problemi dell'emergenza idrica. Non abbiamo avuto risposta; l'unica risposta l'abbiamo avuta da un assessore regionale all'agricoltura, il quale ci ha detto che il Governo stava preparando un decreto-legge sulla questione. Dove è finito?
L'unica cosa che sappiamo è semplicemente che è stato nominato un comitato di ministri che chiameremo, con involontaria ironia, data la questione dell'emergenza idrica, il comitato per la scoperta dell'ombrello, composto dai ministri Alemanno, Lunardi e Matteoli i quali hanno affermato che l'emergenza idrica si risolve affrontando il problema delle opere strutturali (ci vogliono anni) e poi - vi prego di non sorridere - con un serio programma di stimolazione delle precipitazioni. Gentilmente: possono venire qui questi signori a spiegarci che cosa intendono (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, di Rifondazione comunista e Misto-Comunisti italiani)?

PRESIDENTE. Onorevole Nicola Rossi, lei ha posto un problema di grandissima rilevanza. Segnalerò al Presidente della Camera la sua richiesta affinché la inoltri immediatamente al Governo.

ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FRANCESCO SAVERIO ROMANO. Presidente, avevo chiesto di parlare anch'io.

PRESIDENTE. Ormai ho dato la parola all'onorevole Boccia.

FRANCESCO SAVERIO ROMANO. Ma è sullo stesso argomento sollevato dall'onorevole Nicola Rossi.

PRESIDENTE. Onorevole Romano, potrà intervenire successivamente.
Prego, onorevole Boccia.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, so che c'è un orientamento comune tra la Presidenza e i presidenti dei gruppi per concludere i nostri lavori con votazioni domani alle ore 14 e non intendo, evidentemente, fare proposte che modifichino gli andamenti concordati.
Tuttavia, c'è una circostanza particolare che mi induce a chiedere un'inversione dell'ordine del giorno e di passare all'esame del punto 8 concernente la mozione Tuccillo ed altri n. 1-00056, sottoscritta da colleghi di tutti i gruppi: questo perché tra poco lei, signor Presidente, secondo il calendario, incardinerà il provvedimento cosiddetto della «manovrina» e in questo provvedimento, all'articolo 5, si tratta di fondazioni. Questa mozione, presentata dal collega Tuccillo ed altri colleghi di tutti i gruppi, riguarda proprio questo argomento, ossia la possibilità che il Governo dia un indirizzo alle fondazioni perché una parte dei loro impieghi sia destinata in azioni di solidarietà e di investimento nel Mezzogiorno d'Italia, nei confronti della parte del territorio più bisognosa del nostro paese.
Signor Presidente, lei comprenderà che discutere di questa mozione dopo che si è esaminato e votato l'articolo 5 finirebbe per rappresentare un indirizzo per l'azione del Governo di scarsa efficacia. Le dico questo, signor Presidente, perché è accaduto un incidente di percorso ieri, quando il Governo ha accolto (e questo è per noi un fatto fortemente positivo) un emendamento dell'opposizione, credo che


Pag. 25

il primo firmatario fosse il collega Benvenuto, nel quale credo venga rivista la previsione del 75 per cento.
A questo emendamento era strettamente collegato anche un emendamento degli stessi colleghi di tutti i gruppi che risolveva la questione posta dalla mozione. Vi sono quindi due elementi: la preclusione di questo emendamento a seguito dell'approvazione dell'emendamento Benvenuto e il fatto che si discute dell'articolo 5 prima della mozione Tuccillo ed altri n. 1-00056. Entrambi questi elementi mi inducono a chiedere a lei e magari ai capigruppo se vi sia la disponibilità di invertire l'ordine del giorno, fermi rimanendo tutti i tempi e tutti gli impegni. Si tratta di discutere prima questa mozione per evitare che si affronti la questione sollevata dai colleghi meridionali - e che sta tanto a cuore anche a molti di quelli che vogliono un'effettiva solidarietà da parte delle fondazioni nei confronti dei bisogni del Mezzogiorno - quando, purtroppo, non vi sarebbe più niente da fare.
Per questo motivo formalizzerei a nome del gruppo della Margherita questa richiesta di inversione dell'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Sulla proposta di inversione dell'ordine del giorno avanzata dall'onorevole Boccia darò la parola ad un deputato a favore e ad uno contro che ne facciano richiesta.

ALESSANDRO CÈ. Chiedo di parlare contro.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO CÈ. Signor Presidente, innanzitutto sarei molto curioso di sapere se le informazioni che risultano all'onorevole Boccia siano così informali al punto che il capogruppo della Lega nord - cioè il sottoscritto - non è al corrente dell'eventuale intenzione di terminare i nostri lavori domani alle 14. A dir la verità ciò rappresenterebbe un'offesa nei confronti della programmazione parlamentare che questa settimana - visto che poi abbiamo dieci giorni di chiusura prima della campagna elettorale - prevedeva un impegno che si protraesse almeno fino a giovedì sera ma, probabilmente, anche fino a venerdì mattina. Vorrei ricordare, infatti, che all'attenzione dell'Assemblea vi sono provvedimenti molto urgenti; io personalmente, nell'ambito della Conferenza dei capigruppo, sostenni la priorità della discussione in Assemblea della legge sull'immigrazione che è slittata dal terzo al quarto punto e oggi si vorrebbe posticiparla ulteriormente anticipando la trattazione della mozione Tuccillo ed altri n. 1-00056, sulla quale la posizione della Lega nord è nettamente contraria. Questa eventuale scelta da parte dell'Assemblea comporterebbe un atteggiamento pesantemente ostruzionistico da parte della Lega nord.
Credo che, a fronte di queste motivazioni, non vi sia alcun argomento che possa far propendere - per quanto riguarda credo il nostro gruppo, ma spero anche l'intera maggioranza - in favore di questa proposta di inversione dell'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Nessuno chiedendo di parlare a favore, pongo in votazione, mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi, la proposta di inversione dell'ordine del giorno.
(È respinta).

L'onorevole Romano, che precedentemente mi aveva chiesto di intervenire sullo stesso argomento sollevato dall'onorevole Nicola Rossi, ha ora facoltà di parlare.

FRANCESCO SAVERIO ROMANO. Signor Presidente, trovo veramente singolare che il collega Nicola Rossi chiami in causa questo Governo su un problema che non spunta oggi e che non riguarda solamente la Sicilia ma tutto il Mezzogiorno. Immagino, infatti, che nei cinque anni precedenti il governo di centrosinistra avrebbe dovuto dare risposte strutturali per la risoluzione di questo problema.


Pag. 26


Il Governo di centrosinistra, nei cinque anni precedenti, istituì il commissario straordinario per le acque in Sicilia; più di un anno fa, nominò l'ex generale Iucci quale commissario straordinario per l'emergenza idrica in Sicilia, mentre, soltanto nel gennaio di quest'anno, è stato nominato a ricoprire questo incarico il presidente Cuffaro, attuale governatore della Sicilia.
Non voglio sottacere il fatto che in Sicilia si sta portando avanti la politica della privatizzazione dell'ente Acquedotti siciliani; si tratta della prima regione in Italia che sta dando attuazione agli ambiti territoriali ottimali per la gestione delle risorse idriche e che si presenta all'appuntamento con l'Unione europea per ottenere i fondi necessari al miglioramento delle strutture e della distribuzione delle acque in Sicilia.
In questi ultimi tempi, tuttavia, è emerso un atteggiamento con il quale si vuole rallentare questo processo; se il processo stesso non si conclude entro il 31 dicembre, come molti di voi sapete, le regioni che non rispetteranno gli impegni entro tale data perderanno le somme destinate loro dall'Unione europea.
Signor Presidente, signori colleghi, una cosa è risolvere il problema dell'acqua nel meridione, in Sicilia, attraverso una modifica strutturale della gestione e della distribuzione delle acque stesse, una cosa è risolvere il problema dell'emergenza idrica. A fronte di tale emergenza bisogna dare subito acqua a chi non ne dispone e ciò non lo si può fare con alcuna opera pubblica! Quando, pertanto, alcuni giornalisti e colleghi dell'opposizione riprendono il tema degli appalti e strumentalmente quello della mafia, affermando che, attraverso quest'ultima, si chiudono i rubinetti ai siciliani, lo fanno soltanto per rallentare un processo che ci sta portando avanti e che ci vedrà puntuali (entro il 31 dicembre) all'appuntamento delle privatizzazioni per risolvere veramente e definitivamente il problema idrico in Sicilia.
Mi chiedo allora: quale Governo deve essere ascoltato da questo Parlamento? Il Governo che, in cinque anni, avrebbe dovuto risolvere, in termini strutturali, il problema o quello che, nel giro di pochi mesi, è riuscito ad essere al passo con i tempi, in termini di applicazione della legge riguardante gli ATO (Applausi dei deputati del gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale)?

ANNA FINOCCHIARO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANNA FINOCCHIARO. Signor Presidente, la questione è talmente delicata che vi è un limite alla demagogia.
Gli ambiti ottimali nelle regioni del centrosinistra sono stati completati nel 1997. Il Governo di centrosinistra che ha governato la Sicilia - per quanto di brevissima durata - è riuscito a finanziare (come voi sapete, stanno aprendo i cantieri) i lavori relativi, per esempio, al bacino del Blufi. I Governi di centrosinistra hanno nominato il generale Iucci quale commissario straordinario per una ricognizione di ciò che avrebbe dovuto essere urgentemente compiuto in Sicilia sia sotto il profilo strutturale sia sotto quello dell'organizzazione della funzionalità dei servizi.
Il presidente della regione siciliana, onorevole Cuffaro, si è fatto nominare commissario straordinario per l'emergenza idrica e, piuttosto che dare immediata attuazione alle indicazioni e alle prescrizioni contenute nella relazione del generale Iucci, ha ritenuto di dover riaprire i lavori della commissione, nominando, peraltro, una serie di consulenti. Si sono, in tale modo, persi cinque mesi di tempo!
Dico ciò perché credo vi sia un certo livello di sofferenza delle popolazioni siciliane e di speculazione, onorevole Romano (lei lo sa benissimo): dalla manomissione delle condotte, all'intromissione di criminali nella distribuzione delle acque, al prezzo dell'acqua minerale, alla crisi del settore turistico, dell'allevamento ed agricolo, alla sofferenza dei cittadini che non hanno l'acqua potabile.


Pag. 27


Nel terzo millennio, dov'è la modernità che avete promesso? Si tratta di aspetti che non possono essere oggetto di sottovalutazione perché ritengo che essa sia non solo inadeguata alla sua intelligenza e al ruolo che lei riveste in Parlamento, ma anche al consenso che i siciliani hanno espresso alle forze della Casa della libertà che, francamente, mi sembrano non onorate con un atteggiamento di una tale volgare sottovalutazione (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

GIUSEPPE ROSSIELLO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Onorevole Rossiello, non posso darle la parola perché sono già intervenuti due deputati del suo gruppo. Le ricordo che, trattandosi di un argomento di grande rilevanza sociale, ho esteso la possibilità di intervento a tutti i gruppi.

GIORGIO LA MALFA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIO LA MALFA. Signor Presidente, credo che il richiamo dell'onorevole Nicola Rossi sulla questione idrica della Sicilia sia assolutamente sacrosanto e mi unirei alla richiesta che il Governo venga in aula a riferire al più presto su una situazione così grave. Questo tuttavia non può determinare un dibattito sul merito delle questioni: abbiamo un ordine del giorno da rispettare e dobbiamo quindi concludere l'esame dei punti in esso contenuti.
Associamoci dunque alla richiesta dell'onorevole Nicola Rossi e cerchiamo di dare un qualche ordine ai lavori di questa Assemblea (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).

PRESIDENTE. Onorevole La Malfa, lei sa che è in facoltà del Presidente dare la parola ad un deputato per gruppo, nei casi in cui si tratti di una questione di grande rilevanza. Reputo tale questione assai rilevante ed è per questa ragione che ho ritenuto di dare libertà di parola ai membri del Parlamento.

Back Index Forward