Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 145 del 15/5/2002
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(Interventi dei relatori e del presidente dell'VIII Commissione - A.C. 2426)

ANTONIO BARBIERI, Relatore per l'VIII Commissione. Signor Presidente, chiedo di parlare, per svolgere alcune considerazioni conclusive.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO BARBIERI, Relatore per l'VIII Commissione. Signor Presidente, mi permetta, innanzitutto, di esprimere soddisfazione e compiacimento per il lavoro svolto in queste settimane nonché apprezzamento nei confronti dei funzionari della Commissione competente, dei commissari e di tutti coloro che hanno partecipato, con grande dedizione e disponibilità, ai lavori di preparazione di questo evento che giunge in tempo utile nel rispetto della data programmata anche dal nostro paese, l'Italia.
Mi consenta, signor Presidente, di esprimere, soprattutto, soddisfazione perché, a seguito di questo lavoro, si è giunti ad un voto pressoché unanime, così come annunciato finora dai gruppi parlamentari principali ad eccezione di qualche posizione individuale, singolare e ad eccezione di posizioni di astensione e comunque non di voto contrario alla ratifica del protocollo di Kyoto. Devo quindi dire che, se si è potuti giungere ad un voto pressoché unanime della Camera dei deputati, ciò deve essere ascritto al merito, soprattutto, della maggioranza e del Governo che la maggioranza sostiene, perché da parte della maggioranza vi è stata apertura e disponibilità ad accogliere anche osservazioni giunte dai banchi dell'opposizione e disponibilità ad un lavoro comune nell'interesse generale del paese.
Allora, cari colleghi dell'opposizione, se grazie alla nostra disponibilità ed al nostro lavoro siete sulle nostre posizioni, cioè siete in procinto di esprimere un voto favorevole alla ratifica del protocollo di Kyoto, ma soprattutto un voto favorevole al disegno di legge presentato dal Governo (perché il testo del Governo è stato adottato come testo base in Commissione),


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allora sono poco spiegabili le censure e le accuse di ambiguità o di ipocrisia, per usare le parole dell'onorevole Vigni e dell'onorevole Vendola, nei confronti della maggioranza e del Governo.
Accusare, infatti, il Governo e la maggioranza di ambiguità e di ipocrisia significa ignorare atti e comportamenti ufficiali che essi hanno assunto per la ratifica del protocollo di Kyoto; significa, innanzitutto, ignorare i 93 milioni di euro (come previsione) che il Governo ha stanziato per l'attuazione del protocollo di Kyoto. Accusare il Governo e la maggioranza di ambiguità ed ipocrisia significa ignorare la posizione e l'intervento che il ministro Matteoli, in nome del Governo italiano, ha assunto a Marrakech a favore della politica di forestazione. Accusarci di ipocrisia e di ambiguità significa ignorare l'intervento e la posizione assunte dal Governo italiano al recente vertice del G8 svoltosi a Montreal per quanto riguarda l'utilizzo delle energie rinnovabili e dell'idrogeno; significa ignorare il ruolo svolto dal Governo - e dalla maggioranza che lo sostiene - nei confronti dell'amministrazione statunitense, che ha portato nel luglio scorso a Roma il Presidente del Consiglio a raggiungere la firma di un protocollo di intesa con il quale si è determinata la disponibilità, da parte del Governo degli Stati uniti, a rivedere le posizioni di denuncia del protocollo di Kyoto precedentemente assunte.
Penso quindi che esprimere queste accuse gratuite sia conseguenza, onorevoli colleghi dell'opposizione, o di uno stato di non conoscenza degli atti e dei provvedimenti ufficiali del Governo italiano e della maggioranza parlamentare, oppure di una posizione di malafede. Ritengo, invece, che la maggioranza abbia dimostrato un atteggiamento ed una posizione di cautela, di responsabilità, perché noi, a differenza di ciò che avete detto e che avete sostenuto, abbiamo dimostrato capacità di ascolto; avere cautela vuol dire, infatti, sapere ascoltare le posizioni non proprio favorevoli ai contenuti del protocollo di Kyoto, le preoccupazioni del mondo produttivo, del mondo della Confindustria e di autorevoli esponenti (studiosi, scienziati) che hanno dimostrato anche la poca attendibilità di alcuni dati che sono stati assunti a base di decisioni contenute nel protocollo di Kyoto.
In conclusione, vorrei pertanto dire che abbiamo dimostrato, che dimostriamo e che dimostreremo - perché, come ha detto la collega Anna Maria Leone, la ratifica del protocollo di Kyoto è solamente un punto di avvio e non un punto di arrivo - di avere una posizione di cautela, perché siamo consapevoli, ed avremo questa consapevolezza anche nel futuro, che il protocollo di Kyoto si basa sul principio di precauzione. Non ignoreremo questo principio di precauzione, in quanto sappiamo che tale argomentazione non considera in modo adeguato il fatto che l'adozione di misure precauzionali può a volte causare nuove minacce per l'uomo e per l'ambiente. Poiché l'esperienza insegna, come sovente ricordavano Sturzo ed Einaudi, che massimamente, nel Governo delle realtà politiche, la via dell'inferno è lastricata di buone intenzioni, è necessario procedere con cautela quando il principio viene invocato all'interno di un programma ideologico naturista. Il buon politico sa di essere responsabile verso gli uomini, ma non verso l'ambiente sic et simpliciter come elemento puramente naturale, quando non appare evidente uno stretto rapporto con l'uomo ed il suo bene comune. La riportata formulazione del principio recita disgiuntamente «per la salute umana o per l'ambiente»: è l'affermazione tipicamente ideologica (ideologia conservatrice) che tende a sacralizzare l'ambiente, connotando di accenti negativi concetti fondamentali come sviluppo umano, impresa, mercato, globalizzazione economica e finanziaria, i quali sono invece strumenti di quella fondamentale spiritualità cristiana dell'occidente che ha fatto propria la concezione dell'uomo libero (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale e della Lega nord Padania - Congratulazioni).

VALERIO CALZOLAIO, Relatore per la III Commissione. Chiedo di parlare.


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PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Colleghi, vorrei pregarvi di fare un po' di silenzio. Prego, onorevole Calzolaio.

VALERIO CALZOLAIO, Relatore per la III Commissione. Signor Presidente, non vorrei ribadire una scelta irrituale del Parlamento per cui alle dichiarazioni di voto seguono le relazioni finali dei relatori. Pertanto, non svolgerò una irrituale replica ad una irrituale conclusione di questo dibattito, che pure è stato interessante e positivo. Vorrei soltanto esprimere apprezzamento per il lavoro, importante e positivo, svolto dapprima dalla III Commissione e poi, congiuntamente, dalla III e dalla VIII Commissione sulla base di una prima proposta che raccoglieva le firme di 90 deputati di tutti i gruppi presenti in Assemblea, di maggioranza e di opposizione. Volevo esprimere fiducia per i tempi della ratifica, che consegnano al Senato un testo equilibrato e consentono al Governo - che ci rappresenta tutti nelle sedi internazionali - di presentarsi con ampio consenso e con le carte in regola ai prossimi appuntamenti e alle prossime verifiche concernenti le politiche ambientali internazionali.
Infine, volevo esprimere soddisfazione per la conferma dell'impegno a ridurre le emissioni inquinanti, i cosiddetti gas serra, al fine di creare l'occasione di uno sviluppo diverso, che valorizzi l'imprenditoria di qualità, la tutela delle risorse, la cooperazione equa e solidale con i paesi in via di sviluppo e che imporrebbe, certo, politiche interne conseguenti sul piano energetico infrastrutturale e fiscale. Mi auguro che queste politiche si facciano davvero.

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Calzolaio, anche per gli auspici che ha voluto fare e che la Presidenza condivide.

PIETRO ARMANI, Presidente dell'VIII Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIETRO ARMANI, Presidente dell'VIII Commissione. Signor Presidente, vorrei ringraziare tutti per l'impegno assunto in questo dibattito dalla maggioranza e dall'opposizione e anche per l'accelerazione registrata in relazione agli impegni di sottoscrizione che devono essere rispettati dal nostro Governo.
Non voglio ripetere ciò che ha affermato, con grande precisione ed efficacia, il relatore per l'VIII Commissione, onorevole Antonio Barbieri. Vorrei solo richiamare l'intervento svolto ieri dal sottosegretario Tortoli, al termine dell'esame degli emendamenti, con riferimento alla conferenza di Marrakech e, in particolare, all'emendamento 2.50 delle Commissioni, che ha aggiunto ad un emendamento introdotto a suo tempo in Commissione tale riferimento, estendendo l'intervento di industrie italiane per l'energia per la ristrutturazione di impianti all'estero.
In relazione alla conferenza di Marrakech, l'onorevole Tortoli ha affermato che si è concordato di «escludere» gli impianti nucleari. Ora, vorrei impartire una modesta lezione di inglese: to refrain from significa «frenarsi da» e non «escludere». Questa è una piccola osservazione e, del resto, con grande onestà il sottosegretario Tortoli - che stimo moltissimo - ha affermato: ad onor del vero e per onestà intellettuale devo dire che quell'accordo è stato dibattuto. Sappiamo che quella formula inglese è stata il risultato del combinato disposto di due interessi: da un lato, l'Unione europea voleva escludere gli impianti nucleari e, dall'altro, Giappone e Russia, avendo in casa impianti nucleari, evidentemente avevano interesse a ristrutturarli o eventualmente a rifarli da capo. Pertanto, si è trovato un accordo con questa ambigua espressione, come tante se ne ritrovano nei trattati internazionali, dall'epoca del trattato di Vestfalia in poi.
Evidentemente, ciò significa che, come ha detto la collega Leone, questo è un punto di inizio perché l'attuazione del protocollo di Kyoto dovrà essere sottoposta ad una serie di verifiche che avranno un momento cruciale dal 2008 al 2012. Alla luce di questo, credo che dovremo vigilare affinché le nostre posizioni nazionali non siano danneggiate rispetto ad altri


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paesi come la Francia che, avendo impianti nucleari in casa propria e vendendoci ad alto costo energia prodotta da tali impianti, non ha obblighi dal punto di vista della riduzione delle emissioni di gas serra. Noi, al contrario, abbiamo un impegno di ridurre le emissioni di tali gas del 6,5 per cento entro il 2012. Dunque, chi vivrà vedrà: ci sederemo sulla riva del fiume e vedremo quali cadaveri passeranno lungo il fiume stesso.

ERMETE REALACCI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ERMETE REALACCI. Signor Presidente, tutto il dibattito si è svolto sulla base di ciò che è scritto nel disegno di legge di ratifica ed è stato aperto da un'impegnativa dichiarazione del Governo, a cui l'opposizione ha dato credito, in merito all'interpretazione da dare ad un passaggio del testo di ratifica. Il presidente Armani dà un'interpretazione significativamente diversa di questo testo.
Il problema è chiaro: il Governo è intervenuto sostenendo che il testo la cui ratifica stiamo autorizzando esclude nella maniera più assoluta che si possa ricorrere all'utilizzo di centrali nucleari costruite o acquistate nell'est europeo per avvicinarsi agli obiettivi dell'Italia. Sulla base di tale impegnativa e, come noi abbiamo pensato, seria dichiarazione del Governo vi sono stati un certo atteggiamento ed anche dichiarazioni di voto favorevoli da parte dell'opposizione.
Dunque, da parte del Governo vorrei un chiarimento in materia. Se la dichiarazione del Governo venisse ribadita, rimarrebbe, ovviamente, l'impegno del voto a favore; in caso contrario, cambierebbe anche il voto.

FABRIZIO VIGNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Onorevole Vigni, do la parola a lei e poi risponderà il rappresentante del Governo, che mi ha chiesto di intervenire. Prego, onorevole Vigni.

FABRIZIO VIGNI. Signor Presidente, quanto abbiamo appena ascoltato non è stata solo una conclusione irrituale - dato che, in genere, non sono previste repliche dei relatori alle dichiarazioni di voto né, tanto meno, interventi come quello del presidente della Commissione ambiente - ma anche una conferma di quelle ambiguità che avevamo già denunciato all'interno del centrodestra. Particolarmente grave ci sembra questa smentita che il presidente della Commissione ambiente avrebbe appena dato dell'interpretazione fornita ieri dal Governo in merito alle conclusioni della conferenza di Marrakech.
Anch'io mi associo, in questo senso, alla richiesta del collega Realacci. Dato che il nostro voto favorevole al provvedimento deriva, oltre che dalle ragioni esposte, anche dal fatto che si era escluso in maniera chiara il riferimento al ricorso al nucleare - perché quella, a nostro avviso, è l'interpretazione della conferenza di Marrakech - chiedo che il Governo precisi nuovamente in maniera formale che questa è l'interpretazione da darsi. Se così non fosse, inevitabilmente, cambierebbe anche il nostro orientamento di voto.

PRESIDENTE. Prego, signor sottosegretario. Ha facoltà di parlare.

ROBERTO TORTOLI, Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio. Ci siamo lasciati alle 21,30; stanotte ho avuto un febbrone, ma non ho cambiato idea.

ERMETE REALACCI. Lei, o il Governo non ha cambiato idea?

PRESIDENTE. Il Governo non ha cambiato idea, dunque possiamo procedere.

PIER PAOLO CENTO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIER PAOLO CENTO. Signor Presidente, credo che la questione politica sia


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stata riaperta dagli interventi del presidente dell'VIII Commissione e, poi, dalle successive dichiarazioni formulate dal sottosegretario Tortoli che, francamente, di fronte ad un tema così rilevante, non può limitarsi quasi a fare una battuta perché questa è un'aula parlamentare dove le parole hanno un peso e dove dalle stesse, in un confronto serio, dipendono seriamente le prese di posizione e i voti che i gruppi parlamentari e i singoli deputati esprimono.
Ho consultato Marco Lion, il nostro rappresentante in Commissione ambiente, e gli altri membri del gruppo e credo che, in accordo con lui, annunciamo di modificare il voto che avevamo espresso e voteremo contro questo disegno di legge di ratifica perché è del tutto evidente che il dibattito parlamentare ha fatto fare un passo indietro agli impegni politici che erano stati assunti in sede di Commissione e di Comitato dei nove. Credo che sulla questione del nucleare e del suo rapporto con l'Italia non vi possa essere alcuna forma di ambiguità e di reticenza da parte del Governo e del modo in cui i gruppi si esprimono. Questa è la ragione per cui noi, ovviamente, siccome diffidiamo della politica ambientale di questo Governo e di questa maggioranza, avevamo espresso cautela rispetto alla ratifica del trattato di Kyoto - che noi condividiamo anzi, giudichiamo tardiva ed insufficiente - con un'astensione, proprio perché crediamo che il dibattito parlamentare non sia un gioco e le assunzioni di responsabilità non siano parole spese a vuoto e, quindi, con grande responsabilità avevamo deciso di astenerci.
Tuttavia, a fronte di questa vicenda politica che si è riaperta e al modo in cui il Governo non interviene in maniera netta e chiara ma si richiama ad una sua posizione che è stata contraddetta da un autorevole esponente di questa maggioranza - che ha anche responsabilità nella presidenza della Commissione ambiente -, è del tutto evidente che i Verdi, applicando quel principio di precauzione di cui sono portatori in campi importanti della vita sociale ed economica del nostro paese, non possono che operare una modifica - ripeto, in accordo con il collega Lion che aveva correttamente svolto una precedente dichiarazione di voto preannunciando l'astensione - e votare contro il disegno di legge di ratifica in esame, invitando tutta l'opposizione, ovviamente, a valutare, alla luce di quanto è accaduto, il proprio atteggiamento di voto (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Verdi-l'Ulivo e Misto-Socialisti democratici italiani).

ROBERTO TORTOLI, Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROBERTO TORTOLI, Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio. Signor Presidente, mi scuso con il collega per l'intervento frettoloso e, forse, non all'altezza del tema che stiamo trattando. Tuttavia, chi mi conosce sa che in Commissione ho seguito tali argomenti e, quindi, invito i Verdi a rivedere la propria posizione perché a Marrakech il ministro Mattioli si è impegnato in maniera precisa su questo tema e chi è stato nella III ed VIII Commissione è al corrente di tutto ciò e sa che, su questo punto, abbiamo trovato un accordo.
Stanotte ho avuto un febbrone e ho utilizzato questo fatto come battuta perché ci siamo visti in quest'aula fino alle 21,30 di ieri sera per tornare alle 9,30 di stamattina, quindi non era ipotizzabile che il Governo - che in questo momento rappresento, forse, indegnamente - avesse cambiato idea: il Governo non ha cambiato idea. Quell'accordo è stato faticosamente trovato nell'interesse non solo del paese ma di tutti i paesi, perché l'accordo di Kyoto è di basso profilo, come sostiene l'onorevole Vendola e anche i Verdi, ai quali chiedo, peraltro, di fare un piccolo esame di coscienza.
Infatti, se questo è il tavolo del Governo, io ci sto, ma se, invece, è il banco degli accusati, allora non ci sto perché i tempi dell'ambiente sono lunghi e, quindi, quello che, oggi, soffriamo non dipende


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certo dall'attuale Governo. Abbiamo tutti la responsabilità, facciamo insieme questo piccolo passo e scusatemi per l'intervento (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).

NICHI VENDOLA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NICHI VENDOLA. Signor Presidente, ci troviamo di fronte ad un testo ambiguo, ad un'intenzione che viene smentita da chi del sabotaggio della cultura ambientalista di questo paese fa una professione, vale a dire il presidente dell'VIII Commissione.
Dunque, ad un giudizio molto critico su Kyoto, molto critico su come Kyoto è stato stravolto a Marrakech, estremamente critico sulla contraddittorietà tra l'evocazione di Kyoto e le scelte concrete del Governo, si aggiunge un testo ambiguo, che può costituire il danno dell'opzione nucleare, in differita e all'estero, che si aggiunge alla beffa.
Noi, con grande fatica, pensavamo di esprimere con l'astensione dal voto una posizione critica, ma ora esprimeremo un voto contrario, che rappresenta un voto contro il Governo e contro questo gioco dei quattro cantoni che si svolge su tali tematiche. In particolare, tale gioco si svolge tra il ministro Lunardi e il ministro Matteoli, tra il ministro delle grandi opere e il ministro delle grandi chiacchiere e, in questa sede, con un ruolo che è veramente da manuale di letteratura surrealista, dal presidente della Commissione ambiente.
Anche per queste ragioni il gruppo di Rifondazione comunista esprimerà voto contrario su tale disegno di legge (Applausi dei deputati dei gruppi di Rifondazione comunista e Misto-Verdi-l'Ulivo).

FABRIZIO VIGNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FABRIZIO VIGNI. Signor Presidente, essendosi creata questa sconcertante situazione con atteggiamenti diversi da parte del Governo rispetto alla propria maggioranza, ritengo debba sospendere la seduta e non procedere al voto se non alla presenza anche del ministro Matteoli, il quale possa confermare ciò che fino a ieri avevamo discusso e votato con riferimento all'aspetto sul nucleare.

PRESIDENTE. Onorevole Vigni, non posso sospendere la seduta per l'assenza del ministro. Infatti, come è stato precisato innumerevoli volte, il Governo è comunque rappresentato nella sua piena dignità ed efficienza. Pertanto, non posso accogliere questa sua richiesta.

VALERIO CALZOLAIO, Relatore per la III Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VALERIO CALZOLAIO, Relatore per la III Commissione. Signor Presidente, mi scuso perché non avrei voluto compiere gesti irrituali; tuttavia, vi è stata una fase di comportamenti irrituali. Infatti, su questo provvedimento la relazione è di due Commissioni: la Commissione esteri, perché si autorizza il Governo a sottoscrivere a nome dell'Italia un protocollo già concertato in sede internazionale e che ha già ricevuto la conferma dell'attuale Governo nelle sedi internazionali, e la Commissione ambiente, perché in questo provvedimento vi sono aspetti di politica ambientale interna.
Questa mattina vi è stata una replica alle dichiarazioni di voto - in particolare, ad alcune di queste - da parte del relatore per l'VIII Commissione, un ringraziamento all'Assemblea da parte del relatore per la III Commissione e un nuovo intervento da parte del presidente dell'VIII Commissione, che ha provato ad esprimere valutazioni critiche sull'intervento del Governo reso il giorno precedente.
Ora, per contribuire ad una conclusione del percorso seguito, suggerisco queste due riflessioni. La prima riguarda il fatto che, a Marrakech, era presente il ministro Matteoli e la situazione, nel Comitato ristretto e nelle Commissioni congiunte,


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si è sbloccata dopo le dichiarazioni di quest'ultimo, il quale confermava una delle due interpretazioni che si sono confrontate.
Questa interpretazione prevede che, a Marrakech, le parti firmatarie della convenzione sul clima di Rio de Janeiro hanno riconosciuto la volontà di continuare a non utilizzare i meccanismi flessibili, vale a dire lo scambio delle emissioni, attraverso la riduzione delle emissioni provenienti dalla produzione di elettricità da nucleare. E il sottosegretario Tortoli, durante la riunione che ha risolto e sbloccato la situazione, ha confermato questa interpretazione.
Tale interpretazione è quella che viene data dal Governo in tutte le sedi internazionali, tanto che, anche se l'Italia volesse cambiarla, non troverebbe nessuno per questo scambio sicché sarebbe del tutto inutile comunque tentarlo. Nel testo non c'è scritto «nucleare» e questo giustificava il nostro atteggiamento; nel caso, si parla di produzione di energia e poi si dice: fermo restando che del nucleare non si può trattare perché a Marrakech è escluso. È bene che si chiarisca che si sta votando su questo. Nel suo intervento, il sottosegretario Tortoli era imbarazzato per una gestione irrituale da parte dei rappresentanti dell'VIII Commissione che tentavano una manovra di politica interna per un'esigenza internazionale. Lo stesso Presidente del Consiglio dei ministri ha ribadito anche al Premier americano che l'Italia vuole ratificare il protocollo di Kyoto. È abbastanza decisiva la presenza del ministro, che deve partecipare la prossima settimana al Consiglio dei ministri europei e la settimana successiva al Consiglio dei ministri mondiale, a Bali, prima del vertice di Johannesburg, al quale dovrà recarsi successivamente. Noi vogliamo sapere se ciò che il ministro ha dichiarato ma che finora in Parlamento non è mai venuto a dire - perché in Commissione non è voluto venire e in aula non c'è mai stato - è l'interpretazione che impegna il Governo italiano. Quanto alle osservazioni sulla traduzione, le lasciamo agli atti parlamentari. Non sono un dramma.
Quindi, si tratta soltanto di avere una conferma da parte del ministro che rappresenta l'Italia e che va a firmare; infatti, il ministro si è impegnato entro il primo giugno ad andare con gli altri ministri europei a firmare questo protocollo. Poiché ci va lui, gli chiediamo di confermare questa interpretazione e questo percorso che era stato positivo e unitario fino all'irrituale intervento del presidente della VIII Commissione.

ERMETE REALACCI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ERMETE REALACCI. Signor Presidente, vorrei fare una proposta operativa. Non si tratta di sospendere la seduta, però, è chiaro che è necessario un chiarimento. Non sappiamo se sarà possibile avere la presenza in aula del ministro Matteoli. La mia proposta non allunga di nulla i nostri lavori. Propongo semplicemente non procedere alla votazione, passando al successivo argomento all'ordine del giorno, visto che i tempi del dibattito sono stati, in qualche maniera, resi inutili da queste schermaglie finali; possiamo riprendere la ratifica quando vogliamo, nel corso della giornata, per procedere alla sola votazione finale, senza dichiarazioni di voto, dopo aver avuto, se possibile, un chiarimento di persona da parte del ministro Matteoli o, in ogni caso, un chiarimento politico.

PRESIDENTE. Onorevole Realacci, il Governo si è espresso in maniera molto chiara.
Il Governo chiede di esplicitare ancora meglio il suo pensiero?

ELIO VITO. No, basta!

ROBERTO TORTOLI, Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio. Signor Presidente, colleghi dell'opposizione, capisco che la presenza del


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ministro vi garantirebbe maggiormente; tuttavia, il sottosegretario che segue e che ha sempre seguito questo argomento, fin dall'inizio, ribadisce che il ministro Matteoli conferma la posizione che ha siglato a Marrakech ed esclude che si possa utilizzare il nucleare ai fini di crediti. Credo che questo lo possiate accettare anche se lo dice il sottoscritto.

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