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La seduta comincia alle 9,30.
VITTORIO TARDITI, Segretario, legge il processo verbale della seduta di ieri.
ROBERTO GIACHETTI. Chiedo di parlare sul processo verbale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROBERTO GIACHETTI. Signor Presidente, intervengo sul processo verbale per chiarire il mio pensiero rispetto a quanto riportato sul resoconto stenografico della seduta di ieri e anche in relazione al processo verbale appena letto dal segretario. Mi riferisco, in particolare, alle affermazioni rivolte all'onorevole Soda al quale, dopo averlo richiamato all'ordine, ha tolto la parola.
Signor Presidente, evito la premessa che ho già fatto ieri; il rispetto nei suoi confronti è assoluto ma credo che sia utile per tutti noi ricostruire e capire ciò che è accaduto, affinché rimanga agli atti della Camera. Ieri, nel corso dell'intervento dell'onorevole Soda, lei lo ha richiamato all'ordine e poi, poiché lo stesso proseguiva con alcune affermazioni, lei gli ha tolto la parola. Sono intervenuto per un richiamo al regolamento per comprendere in base a quale articolo, qualora siano pronunciate parole sconvenienti da parte di un deputato, sia prevista la possibilità di richiamarlo all'ordine e di togliergli la parola. Poi si è acceso un animato dibattito e non sono stato in grado di comprendere effettivamente in base a quale articolo del regolamento ciò sia avvenuto. In queste ore, sfogliando il regolamento (probabilmente si tratta di una mia carenza), ho potuto trovare soltanto un riferimento all'articolo 39, comma 3, che stabilisce che il Presidente può, a suo insindacabile giudizio, interdire la parola ad un oratore che, richiamato due volte alla questione, seguiti a discostarsene. Questa ipotesi, ovviamente, non fa riferimento a quanto accaduto ieri in aula. Inoltre, da quanto ho compreso, vi è una seconda fattispecie prevista dall'articolo 59, comma 1, in cui il fatto di togliere la parola a un deputato è solo la conseguenza di un atto ancor più grave, quale l'espulsione dall'aula.
Signor Presidente lo dico perché a mio avviso - lo ripeto - togliere la parola a un deputato è una sanzione grave che, ovviamente, è commisurata alle affermazioni rese dal deputato ma che deve essere, a mio avviso, specificamente prevista dal regolamento, altrimenti si rischierebbero decisioni arbitrarie della Presidenza. Nella concitazione delle sedute può accadere che si interpretino gli articoli del regolamento in un modo piuttosto che in un altro, ma atteso che lei ci ha informato che avrebbe riferito al Presidente della Camera tutto il dibattito che ha riguardato tale argomento, la pregherei, se fosse possibile, di inserire anche questo mio quesito, semplicemente perché, se vi è stata un'interpretazione in qualche modo dovuta anche alla confusione, questa non costituisca un precedente. Credo, infatti, che la parola ai deputati vada tolta seguendo pedissequamente quanto previsto dal regolamento e le chiedo scusa se, eventualmente, vi sono altri articoli del regolamento che non conosco.
L'altro problema che vorrei porre (e che, credo, rimanga tale per tutti noi) è che rispetto ad una sicura provocazione contenuta nell'intervento dell'onorevole Soda, vi è stata una reazione. Per lei non è stato possibile fare altro se non stigmatizzare alcuni singoli comportamenti, ma tale reazione è stata sicuramente molto diffusa e, a mio avviso, non meno grave della provocazione. È fisicamente impossibile, per come è concepito il regolamento, stigmatizzare quel tipo di reazione che, a mio avviso, non è meno sgradevole di quella di chi ha provocato. In questo senso la pregherei, trasmettendo tutto questo «papiello» al Presidente della Camera, che qualcuno si ponga anche il seguente problema: rischiamo una situazione in cui, se un deputato provoca e pronuncia parole sconvenienti, viene richiamato all'ordine e magari escluso; invece, se 30 o 40 deputati insieme tengono lo stesso comportamento, essi non possono essere (non per sua volontà, ma perché non è nelle condizioni di farlo) in nessun modo sanzionati.
Signor Presidente, vorrei concludere il mio intervento (in modo da non chiederle nuovamente la parola per un richiamo al regolamento), ricordando che ancora oggi in Assemblea vi sono 12 deputati in meno; speriamo che oggi la Giunta per le elezioni, che deve decidere al riguardo, lo faccia in modo sano e utile.
ELIO VITO. Ma questo intervento è sul processo verbale; deve fare un richiamo al regolamento!
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Giachetti. Porterò molto volentieri le sue osservazioni in sede di Ufficio di Presidenza, perché approfondisca le due questioni che lei ha posto, una di livello regolamentare, che trovo certamente rilevante, ed una relativa alle modalità con cui si sono verificati i fatti di cui abbiamo parlato.
Se non vi sono ulteriori osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
(È approvato).
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