Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 141 del 9/5/2002
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DICHIARAZIONI DI VOTO FINALE DEI DEPUTATI GIOVANNI BIANCHI, NICOLÒ CRISTALDI, GIUSEPPE NARO E VALERIO CALZOLAIO SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2255

GIOVANNI BIANCHI. Finalmente! Raramente questo avverbio è risultato così opportuno ed acconcio. È stato ben detto che il provvedimento di cui ci stiamo occupando è la naturale conseguenza dell'adozione di questa legge, forse controversa, senz'altro essenziale, entrata in vigore dopo ben quarantasei anni di discussione, volta a far sì che i cittadini italiani residenti all'estero possano esprimere un voto nelle elezioni per il Parlamento nazionale.
Condizione necessaria di queste disposizioni, insieme all'individuazione delle circoscrizioni elettorali, era di far sì che quello che adesso sarà l'elenco unico nazionale dei cittadini residenti all'estero non avesse più quel limite dovuto all'approssimazione che purtroppo lo aveva caratterizzato in passato e che viene descritto dalla differenza tra coloro che sono iscritti all'AIRE - circa 2 milioni e 800 mila persone - e i 4 milioni circa di cittadini italiani residenti all'estero che sono titolari di un passaporto italiano.
Saranno interessati i comuni, con l'aggiornamento dei loro elenchi; ci sarà una verifica delle schede consolari; il comune di Roma sarà chiamato a svolgere una funzione essenziale nel censimento, nella verifica di tutti coloro che non hanno trovato ingresso nelle liste dei singoli comuni. Ma soprattutto si dovrà procedere alla cosiddetta pulitura delle liste attraverso una verifica di quei casi di irreperibilità che sono descritti dalle modifiche che vengono apportate dall'articolo 1 del provvedimento in parola.
Da un punto di vista tecnico, il provvedimento è indispensabile poiché, al di là delle valutazioni di carattere politico - si è discusso se fosse opportuno o meno creare la circoscrizione Estero -, durante la discussione scoprimmo che, una volta riconosciuta la possibilità concreta di esercitare il diritto di voto, non si avevano certezze su chi potesse vantarlo dal punto di vista formale, cioè su quanti fossero i cittadini italiani all'estero che, da un certo momento in poi, avrebbero fruito delle disposizioni di quella legge.
Come ha correttamente rilevato il collega Rivolta, il testo è semplice. Esso consta di quattro articoli: il primo interviene sulle leggi esistenti, correggendone le inadeguatezze; il secondo riguarda l'assunzione di impiegati, sia pure a tempo determinato, per poter provvedere al necessario lavoro di verifica e di stesura della suddetta anagrafe; il terzo riguarda l'acquisizione di servizi informatici per questo stesso scopo; il quarto ed ultimo articolo provvede alla copertura degli oneri che derivano, per lo Stato, dall'attuazione del provvedimento. L'ultimo passo procedurale e perfino logistico di una vicenda dunque non priva di drammaticità. E sarei a questo punto incompleto se non ricordassi che dietro il traguardo finalmente raggiunto sul piano legislativo c'è la lunga e caparbia passione di Mirko Tremaglia, ministro per gli italiani nel mondo.
La sostanza di questo provvedimento consiste nel promuovere la seconda rilevazione dei cittadini italiani all'estero. La prima rilevazione fu promossa in seguito ad una legge del 1988. In questi quindici anni sono emersi alcuni limiti quantitativi e qualitativi di quella rilevazione. Il secondo censimento presenta una novità essenziale, che tuttavia prescinde da tali aspetti quantitativi e qualitativi; infatti, dopo questo censimento sarà possibile individuare precisamente i cittadini italiani all'estero che hanno acquisito nel frattempo, operativamente e concretamente, il


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diritto di voto. Pertanto, tale aggiornamento, promosso dalla legge che ci apprestiamo ad approvare, rappresenta la premessa essenziale, affinché abbia successo anche il primo voto degli italiani all'estero, nel 2006 o comunque nelle prossime elezioni politiche.
Sappiamo che la nuova metodologia imporrà un pesante aggravio di lavoro sia ai consolati sia ai comuni; ebbene, con questo provvedimento mettiamo a disposizione dei consolati le risorse economiche ed organizzative necessarie e chiediamo anche ai comuni di cominciare ad attrezzarsi per colmare le lacune tuttora presenti. Vi è infine bisogno di una grande campagna informativa; una campagna prevista dalla legge n. 459 dello scorso anno. Dobbiamo coinvolgere non solo i consolati, ma direttamente le nostre comunità. Perché? Perché i nostri concittadini meritano un'attenzione che crei partecipazione. Perché l'opinione pubblica degli italiani all'estero non patisce d'essere dimenticata. Perché, infine, lo sforzo durato decenni da questo Parlamento merita, finalmente, di essere valorizzato sul campo nel momento dell'effettuazione.
Le istituzioni cessano di essere fredda geometria e diventano eventi quando incrociano e danno rappresentanza alla corrente calda del consenso dei cittadini.
Per questo l'occasione non poteva e non doveva essere persa.
L'evento del voto, finalmente, degli italiani all'estero è evento del Parlamento, evento, finalmente, di tutta la nazione.

NICOLÒ CRISTALDI. I deputati del gruppo di Alleanza nazionale esprimeranno voto favorevole su questo provvedimento, che segna un ulteriore passaggio positivo per la democrazia nel nostro paese. Gli italiani all'estero sono finalmente chiamati ad eleggere i propri rappresentanti nel Parlamento italiano e tramite i rappresentanti eletti direttamente da loro lavoreranno, perché ci si sente italiani anche a migliaia di chilometri di distanza.
È stata questa un'antica battaglia del nostro ambiente umano e politico. È dunque ampiamente giustificata la soddisfazione del ministro Tremaglia che ha dedicato un'intera vita ai nostri connazionali residenti fuori dalla nostra patria.
Con questo provvedimento l'anagrafe degli italiani residenti all'estero si attiva pienamente e si realizza compiutamente l'elenco unico nazionale dei cittadini residenti all'estero.
Finalmente si concretizza un'antica aspirazione: 60 milioni di persone di origine italiana che vivono fuori dal nostro paese hanno la possibilità di incidere nelle scelte politiche dell'Italia.
Adesso i comuni potranno fare la loro parte procedendo, entro precisi termini, alla registrazione dei cittadini italiani residenti all'estero. Adesso in ciascun comune italiano è costituita un'anagrafe degli italiani residenti all'estero: in tale anagrafe saranno riportati alla partecipazione democratica gli italiani che si sono trasferiti in modo permanente all'estero, i cittadini italiani nati all'estero con atto di nascita in Italia, le persone residenti all'estero che acquisiscono la cittadinanza italiana ed altri soggetti che in qualche modo siano «di fatto» italiani.
È questo un bel momento per la politica italiana, per le nostre istituzioni e per la nostra democrazia. Ribadisco il voto favorevole dei deputati del gruppo parlamentare di Alleanza nazionale.

GIUSEPPE NARO. I deputati del gruppo UDC (CCD-CDU) esprimeranno voto favorevole sul provvedimento in esame in quanto la prima rilevazione dei cittadini italiani residenti all'estero, attivata dalla legge istitutiva dell'AIRE ed effettuata nel 1991, è risultata deficitaria, deludendo le aspettative; non è un caso, infatti, che vi abbia partecipato solo il 30 per cento degli iscritti agli schedari consolari di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 200 del 1967.
Peraltro, come ha rilevato il ministro Tremaglia, già una indagine della Commissione esteri nel 1995 aveva evidenziato tali carenze e la presenza di errori nell'assunzione di dati per l'indagine degli italiani all'estero.


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Il nostro voto sarà favorevole perché è consolidato il convincimento che non solo è necessario far votare gli italiani all'estero, ma anche farli votare in maniera ottimale, eliminando una organizzazione anagrafica finora rimasta in un grave stadio di arretratezza.
L'approvazione del testo all'esame dell'Assemblea rappresenterebbe la realizzazione piena di un diritto, poiché si predispongono tutti gli strumenti necessari affinché il diritto possa essere effettivamente esercitato e non si limiti ad essere una provvidenza senza efficacia operativa. Secondo quanto risulta dalla relazione tecnica del progetto presentato al Senato, si realizzerebbe un sistema geografico consolare di grande efficacia e si completerebbe l'osservatorio degli italiani all'estero.
D'altronde il nostro convincimento è confermato dall'ampia condivisione del testo da parte di tutte le forze parlamentari sia al Senato che alla Camera ed è per questi motivi che voteremo a favore del provvedimento.

VALERIO CALZOLAIO. Signor Presidente, annuncio il voto favorevole dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo. Per le motivazioni rinvio all'intervento che ho svolto in sede di discussione sulle linee generali. Nell'intervento avevo anche rivolto alcune richieste al Governo che ora rinnovo.

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