Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 141 del 9/5/2002
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DICHIARAZIONI DI VOTO FINALE DEI DEPUTATI NICOLÒ CRISTALDI, LELLO DI GIOIA E LUIGI MURATORI SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2667

NICOLÒ CRISTALDI. Onorevoli colleghi, il disegno di legge n. 2667 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 20 marzo 2002 n. 36, recante disposizioni urgenti per ottemperare ad obblighi comunitari in materia di autotrasporto - richiede la massima urgenza e tempestività di approvazione.
Tale disegno di legge, infatti, definisce - nei tempi ristrettissimi imposti dalla Comunità europea - una specifica regolamentazione dell'azione degli organi amministrativi preposti al recupero delle somme erogate nella forma di crediti d'imposta alle aziende di autotrasporto merci.
La Commissione europea, infatti, ha stabilito l'illegittimità di tali erogazioni - avvenute tra il 1992 ed il 1994 - attraverso varie azioni, l'ultima delle quali risale al 24 novembre 2000, quando, attraverso una lettera di costituzione in mora, ha dato il via alla procedura d'infrazione a carico del nostro paese.
La natura del credito da recuperare - patrimoniale e pecuniaria, e non tributaria - e il lungo lasso di tempo trascorso dalla sua erogazione rendono oltremodo difficoltoso il suo recupero attraverso la regolamentazione del diritto tributario; pertanto è quanto mai necessario giungere all'approvazione del disegno di legge n. 2667, unico strumento in grado di mettere il nostro paese nelle condizioni di adempiere le legittime decisioni della Comunità europea, che già da tempo ha sancito l'illegittimità e l'incompatibilità del regime agevolativo adottato nei riguardi della disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato.
Infatti se ciò non avesse luogo, non solo andremmo incontro alle pesanti sanzioni amministrative previste dalla normativa europea, ma ci porremmo in una posizione di arretratezza nei confronti degli altri Stati membri.
Pertanto invito caldamente gli onorevoli membri del Parlamento ad esprimere un voto favorevole, agevolando in tal modo l'iter di approvazione del provvedimento in esame.

LELLO DI GIOIA. Signor Presidente, oggi discutiamo di questo decreto-legge che tra qualche giorno decadrà. Come per ogni altro provvedimento che esaminiamo in quest'aula, crediamo che nessuno di noi possa mettere in dubbio che il nostro paese potrà avere ulteriori condanne da parte della Corte di giustizia europea, ma ciò non ci impedisce di parlare serenamente dei profondi ritardi che questo Governo pone in essere in ogni circostanza.
Si evince che non vi è una politica integrata dei trasporti, non vi è un piano organico per l'autotrasporto.
Questo decreto determina la restituzione di circa due mila miliardi al Governo italiano. In conseguenza di ciò si creeranno una serie di tensioni sociali nel settore di cui ci stiamo occupando, senza che il cosiddetto tavolo tecnico istituito presso il Ministero possa superare i problemi che si determineranno. Mi sorge allora il dubbio che, forse, la lacerazione del tessuto sociale interessa molto poco al Governo presieduto dall'onorevole Berlusconi. Basta ricordare ciò che è accaduto per l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori o con le infelici affermazioni in ordine ai licenziamenti di tre noti conduttori televisivi. È forse questo un sistema per nascondere tutte le promesse fatte in campagna elettorale e che oggi non può mantenere? Oppure vuole accentuare lo scontro sociale per addebitare al centrosinistra l'ingovernabilità di questo paese, per essere considerato una vittima, come ha già fatto in circostanze passate? Io credo che ormai la gente abbia capito che le promesse fatte sono solo promesse e che la politica liberista sta creando grandi marginalità e nuove povertà. Queste ultime, peraltro, si accentuano nelle aree deboli del nostro paese, come il Mezzogiorno.


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Ciò si verifica in tutti i settori della nostra economia, come è ben definito anche in questo decreto.
Come dicevo, tra qualche giorno decadranno i termini per la conversione in legge dello stesso, ma una considerazione bisogna pur farla: occorreva arrivare proprio agli ultimi giorni per discutere dei problemi di un settore così importante per la vita economica e produttiva del nostro paese o forse non sarebbe stato il caso, come abbiamo più volte affermato in Commissione trasporti, di affrontare in maniera definitiva i problemi dell'autotrasporto con un piano organico, evitando di incorrere ancora nelle sanzioni europee?
Sarebbe bastato poco, certamente poco, per definire alcune iniziative che interessano questo settore: si pensi all'abbattimento delle accise petrolifere, in armonia con gli altri paesi europei; alla riduzione delle tariffe assicurative e di quelle autostradali; al rimborso forfettario e, non ultimo, ad un cuneo fiscale per abbattere il costo del lavoro. Mi riferisco, per esempio, all'Irap che non è stata nemmeno presa in considerazione nella discussione che ieri abbiamo affrontato in ordine al collegato fiscale, nonostante il centrosinistra avesse posto il problema presentando un emendamento.
Come si deve interpretare tutto ciò se non come un disinteresse di questo Governo nei riguardi del settore? E come non pensare ad una politica infrastrutturale efficiente che possa rendere il nostro paese competitivo con gli altri paesi dell'Europa? E come non pensare - ancora - a definire un piano della logistica con riferimento, segnatamente, alla grande modalità, che eviterebbe i casi di carichi a vuoto? Tutto ciò, però, non riguarda questo Governo e questo Ministero dei trasporti, perché essi hanno ben altri interessi: raccordarsi con i grandi gruppi industriali e non certamente con i piccoli imprenditori (che sono la vera risorsa del nostro paese).
Questo Governo ed il ministro Lunardi devono adempiere agli accordi che hanno stipulato non con i cittadini italiani, ma con il grande padronato, la grande finanza, affinché si possa determinare in questo paese una situazione di grande squilibrio economico e sociale.
Questa non è la linea scelta dal centrosinistra, che ritiene invece di dover costruire una società più giusta, più equilibrata, una società dove ognuno abbia delle possibilità, senza però dimenticare la grande solidarietà per i più deboli. È per questo che i deputati del gruppo Misto-Socialisti democratici italiani esprimeranno un voto contrario sulla conversione in legge di questo decreto-legge.

LUIGI MURATORI. Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, annuncio il voto favorevole dei deputati del gruppo di Forza Italia.
Il provvedimento in esame - che rappresenta, come è stato affermato a larga maggioranza, un atto dovuto - risponde alla esigenza inderogabile per il nostro paese di uniformarsi al quadro normativo europeo, tenendo conto delle esigenze manifestate dall'autotrasporto italiano, in una situazione certamente non facile, considerate le sue ripercussioni economiche e sociali.
Non a caso l'impianto del decreto legge è stato ulteriormente migliorato, nel corso dell'esame in Commissione e in aula al Senato, accogliendo alcune significative proposte di modifica, avanzate nel corso dello dibattito stesso.
In particolare, sono state create le premesse per un giusto raccordo con le categorie del settore, sia per quanto riguarda la redazione degli elenchi delle aziende interessate al provvedimento, sia soprattutto per consentire a queste aziende la maggiore dilatazione possibile dei tempi di restituzione del bonus (sono previste fino a 48 rate).
Il gettito derivato da questa restituzione del bonus - restituzione, ripeto, esplicitamente richiesta dagli organi comunitari - potrà essere poi utilizzato allo scopo di migliorare la struttura produttiva dell'autotrasporto nel nostro paese, attraverso una serie di provvedimenti concordati anche con le categorie interessate.


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Anche per riparare i danni derivati dai provvedimenti dei precedenti Governi di centro sinistra, duramente contestati dagli organi comunitari preposti, ci auguriamo che questo decreto possa rappresentare - attraverso il gettito correlativo ed altre iniziative parlamentari - l'occasione per un riordino e un rilancio del sistema dell'autotrasporto nel nostro paese, da tutti invocato.

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