![]() |
![]() |
![]() |
PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cristaldi.
NICOLÒ CRISTALDI. Chiedo alla Presidenza l'autorizzazione alla pubblicazione in calce al resoconto stenografico della seduta odierna del testo della mia dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. La Presidenza lo consente.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Raffaldini. Ne ha facoltà.
FRANCO RAFFALDINI. Signor Presidente, esprimiamo contrarietà su questo decreto-legge, perché, se da una parte esso è un atto dovuto, dall'altro non corrisponde ad altri atti dovuti da parte del Governo nei confronti di questa importante categoria.
Il segnale è stato dato in questo momento dal Governo quando ha bocciato l'ordine del giorno Tidei che impegna il Governo a convocare gli autotrasportatori. Questo è il segnale evidente della non volontà di accompagnare questo duro provvedimento con altri che aiutino il settore a riorganizzarsi e a riprendere la competitività.
FRANCO RAFFALDINI. Per questa ragione, oltre al fatto che il Governo non ha
accettato molti ordini del giorno, se non come raccomandazioni, esprimiamo voto contrario su questo decreto-legge.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Di Gioia. Ne ha facoltà.
LELLO DI GIOIA. Signor Presidente, anche a nome del gruppo Misto-Socialisti democratici italiani, - consegnerò successivamente il testo scritto della mia dichiarazione alla Presidenza -, ritengo che la discussione che si è sviluppata all'interno di quest'aula per ciò che riguarda il decreto-legge sull'autotrasporto abbia dimostrato come non vi era l'intenzione, da parte del centrosinistra, di fare ostruzionismo, bensì di discutere nel merito delle questioni, di tentare cioè di far comprendere al Governo che questo settore del nostro sistema imprenditoriale - l'autotrasporto - è importante per lo sviluppo del nostro territorio.
Si è tentato di far comprendere come sia necessario determinare delle politiche attive dal punto di vista della ristrutturazione industriale, così come rendersi promotori di eventi ulteriori per fare in modo che l'autotrasporto possa di fatto svilupparsi in una condizione di concorrenzialità a livello europeo.
Si è dimostrato, di fatto, che il Governo non è in grado di governare il sistema e le altre politiche sviluppate in tempi diversi. Non per niente le considerazioni della Lega hanno stigmatizzato che non è più possibile, semplicemente, attenersi ed accontentarsi dei «poi vediamo». Il dato vero è che esiste una condizione in cui il Governo promette, e comunque non mantiene, negando la possibilità di discutere in maniera inequivoca le questioni nazionali importanti, per definirne la politica all'interno del nostro territorio.
Per tali motivazioni il gruppo Misto-Socialisti democratici italiani voterà contro il provvedimento in esame (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Socialisti democratici italiani).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pasetto. Ne ha facoltà.
GIORGIO PASETTO. Signor Presidente, voteremo contro il provvedimento in esame, in quanto presenta dei limiti di impianto dimostrati dal confronto in atto, in cui la funzione del Parlamento è stata esaltata; se è vero, come è vero, che su un emendamento, approvato da noi, identico ad un altro presentato dai gruppi di opposizione, vi è stata una larga convergenza del Parlamento.
Nel merito si tratta di una decisione importante che dà ragione al confronto e al valore dell'Assemblea parlamentare. Mi auguro che il Senato migliori il provvedimento in esame e lo integri con le ragioni qui espresse.
Credo che per il paese si sia fatto un ottimo lavoro, sapendo che dietro al provvedimento in esame stanno ragioni non soltanto di vita, di lavoro e di impresa.
Sollecitiamo il Governo ed il Presidente del Consiglio a non essere inadempienti: non servono tavoli tecnici, ma ne occorre uno politico con gli operatori del settore, per risolvere in via definitiva la questione.
Confermiamo il nostro voto contrario sul provvedimento in esame. (Applausi dei deputati del gruppo Margherita, DL-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole La Malfa. Ne ha facoltà.
GIORGIO LA MALFA. Signor Presidente, è accaduto qualcosa di molto significativo in aula con il voto sulla proposta emendativa Gibelli 2.4, con la grande maggioranza che ha votato a favore di essa.
Non è in questione se il Governo vinca o meno un confronto parlamentare: ogni tanto può anche essere positivo che il Parlamento esprima una opinione diversa da quella del Governo; pur facendo parte della maggioranza, tale aspetto non mi preoccupa. Se il Parlamento ritiene di dovere migliorare, con l'apporto dell'opposizione,
un testo governativo, e lo fa, manifesta la sua autonomia, rendendo un servizio alla nostra democrazia.
Il problema è, semmai, su che cosa lo si è fatto, anzi, su che cosa lo avete fatto, onorevoli colleghi, che avete votato a favore, avendo io votato diversamente insieme con la minoranza. Lo si è fatto, ripeto, contro una dichiarazione del Governo, che afferma trattarsi di una multa che l'Unione europea ha inflitto al nostro paese e che, se il Parlamento italiano rifiutasse di ottemperare, ciò probabilmente provocherà ulteriori problemi con l'Unione stessa.
Tale maggioranza che si è costituita afferma tutti giorni che l'Italia non deve allontanarsi dall'Europa; ma, poi, rifiuta le decisioni delle Corti europee. Dichiara così, onorevoli colleghi, che le nostre manifestazioni di europeismo hanno a che fare con i principi, ma non con i fatti. È bene saperlo.
SALVATORE ADDUCE. E il falso in bilancio?
ALFREDO BIONDI. Che c'entra?
GIORGIO LA MALFA. Ognuno ha il suo falso in bilancio! Il falso che voi state perpetrando è molto grave nei confronti delle parole.
Onorevole Duca, ognuno è libero di giudicare. Dico semplicemente che per queste semplici ragioni, signor Presidente, mi asterrò dal voto su questo disegno di legge di conversione del decreto-legge, che ovviamente mi sembra molto grave per il nostro Parlamento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Muratori. Ne ha facoltà.
LUIGI MURATORI. Signor Presidente, intervengo solo per annunciare il voto favorevole del gruppo di Forza Italia e per chiedere alla Presidenza l'autorizzazione alla pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna del testo della mia dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. La Presidenza lo consente.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gibelli. Ne ha facoltà.
ANDREA GIBELLI. Signor Presidente, non ho preparato un intervento scritto, perché la dichiarazione di voto era subordinata all'esito della votazione del mio emendamento 2.4.
In questo momento posso dire, con grande fermezza, che il gruppo della Lega voterà a favore del disegno di legge di conversione del decreto-legge, ricordando che lo stesso è stato modificato, su libera iniziativa dell'Assemblea e che, in questa sede, è nato un dibattito costruttivo nell'ambito del quale un emendamento è stato votato da gran parte (o da una buona parte) della maggioranza che regge questo paese. Io, che ho presentato quest'emendamento, ritengo di non prestarmi al gioco strumentale del centrosinistra perché in Commissione sono stato l'unico a presentare degli emendamenti e le affermazioni di oggi sono tardive e strumentali (Applausi dei deputati dei gruppi della Lega nord Padania e di Alleanza nazionale)!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Panattoni. Ne ha facoltà.
GIORGIO PANATTONI. Signor Presidente, è singolare la dichiarazione dell'onorevole La Malfa. Prima, reclama l'indipendenza del Parlamento, poi sostiene che lo stesso non può esprimere un giudizio autonomo su una valutazione del Governo. Onorevole La Malfa, il problema è che non crediamo affatto a ciò che ha detto il Governo (ha affermato una cosa falsa, non vera) e noi rivendichiamo la nostra possibilità di realizzare qualcosa di più giusto per gli autotrasportatori e per il paese. Le è venuto questo dubbio o no (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)?
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Duca. Ne ha facoltà.
EUGENIO DUCA. Signor Presidente, vorrei ricordare all'onorevole La Malfa che non sono stato io ad interromperlo mentre parlava. Non so, dunque, per quale motivo si sia rivolto a me. Non sono stato io. Hai sentito una voce e hai creduto che fosse la mia.
A parte ciò, è sorprendente l'intervento dell'onorevole La Malfa che ho sempre apprezzato come convinto europeista ma che, da alcuni mesi a questa parte, vedo invece difendere iniziative che, in passato, aveva sempre contrastato.
Se l'onorevole La Malfa avesse letto il testo dell'emendamento Gibelli 2.4 e gli altri da noi presentati, tra cui quello che prevedeva l'aumento del termine di pagamento, da 60 a 120 giorni, avrebbe constatato che ciò non significa andare contro una decisione assunta dalla Commissione e se avesse ascoltato il dibattito, si sarebbe accorto che già il Senato della Repubblica, pur mettendo in minoranza il Governo, aveva già introdotto rilevanti modifiche al decreto-legge, perché era un provvedimento raffazzonato, fatto male, come spesso vi capita di fare. Riuscite a fare bene i decreti-legge, quando si tratta di portare via i soldi e i diritti ai lavoratori, ai pensionati e quando dovete dare miliardi e miliardi a ricchi, ai nuovi e ai vecchi ricchi. Su questo siete molto bravi!
Non ricorda, onorevole La Malfa, che tutti i lavoratori dipendenti, i pensionati, gli autonomi, i professionisti avrebbero dovuto avere la restituzione dell'IRPEF dal 1o gennaio 2002, e che avrebbero avuto diritto al rimborso del fiscal drag, ossia del differenziale tra l'inflazione reale e quella programmata? Come mai siete stati zitti, onorevole La Malfa ed onorevoli colleghi, quando sono state portate via centinaia di migliaia di lire dalle tasche di milioni di persone (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale), di lavoratori, di commercianti, di artigiani, di pensionati? Come mai siete stati zitti? Non ve lo imponeva l'Europa! Ve lo ha imposto il grande compito di dare soldi ai grandi ricchi! Non Europa, caro collega La Malfa e cari colleghi!
Al Senato ci sarà modo di convertire il decreto-legge e anche di riflettere sul fatto che è ora di finirla con le leggi capestro alle quali da tempo avete abituato il Parlamento, al quale viene impedita ogni opera di miglioramento, salvo in rarissime occasioni.
Spero che questa riflessione torni utile proprio per quel ruolo del Parlamento richiamato dall'onorevole La Malfa (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole De Laurentiis. Ne ha facoltà.
RODOLFO DE LAURENTIIS. Signor Presidente, ribadisco il voto favorevole del gruppo dell'UDC (CCD-CDU) sul provvedimento in esame ed intervengo per chiarire la nostra posizione relativamente al voto contrario espresso sull'emendamento Gibelli 2.4. Abbiamo ritenuto che il testo del Governo fosse tale da evitare ogni preoccupazione circa l'eventualità che la disposizione venisse censurata in sede europea.
Siamo convinti, però, che il sistema dell'autotrasporto, nel nostro paese, necessiti di interventi strutturali per essere in grado di far crescere la competitività delle imprese, di abbassare i loro costi e di affrontare la sfida con il mercato che ci aspetta in Europa. Quindi, esprimeremo un voto favorevole sul provvedimento in esame, ma ribadiamo la responsabilità di chi ha votato a favore del menzionato emendamento Gibelli 2.4 in termini di prospettiva sul versante europeo.
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
![]() |
![]() |
![]() |