Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 140 dell'8/5/2002
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...
Si riprende la discussione (ore 18,52).

(Ripresa esame dell'articolo 5 - A.C. 2144)

PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare sull'articolo 5 e sulle proposte emendative ad esso presentate, invito il relatore per la maggioranza ad esprimere il parere della Commissione (Commenti del deputato Maura Cossutta).
Onorevole Cossutta, le chiedo la cortesia... Voi sapete che non vi ho mai tolto la parola, nemmeno quando i tempi erano esauriti. Cerco di mantenermi coerente con un'impostazione di tolleranza e di comprensione che ho sempre cercato di avere.
Prego, onorevole Falsitta.

VITTORIO EMANUELE FALSITTA, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, la Commissione esprime parere contrario su tutte le proposte emendative presentate all'articolo 5 ad eccezione degli emendamenti 5.51 e 5.52 della Commissione e 5.53 del Governo, sui quali il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Il Governo?

DANIELE MOLGORA, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Il Governo concorda con il parere espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Agostini 5.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 403
Votanti 396
Astenuti 7
Maggioranza 199
Hanno votato
171
Hanno votato
no 225).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 5.51 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 420
Votanti 413
Astenuti 7
Maggioranza 207
Hanno votato
248
Hanno votato
no 165).

Passiamo alla votazione del subemendamento Alfonso Gianni 0.5.52.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grandi. Ne ha facoltà.

ALFIERO GRANDI. Signor Presidente, intanto la ringrazio dell'attenzione verso questo argomento che, come tutti gli argomenti, è discutibile ed opinabile, e su cui si può essere d'accordo o in disaccordo, ma si tratta di un tema a cui una parte di noi tiene molto e, di conseguenza, vorrebbe almeno fare intendere le proprie ragioni. Intanto voglio ricordare che alla fine dell'anno scorso questo Parlamento, quando ha cominciato a ragionare del protocollo di Kyoto, ha già fatto un primo sommario esame di un ordine del giorno che poneva il problema.
Quindi, si tratta di un tema oggetto di una discussione che, in questo Parlamento, è già cominciata e mi pare una questione di rilievo. In quel momento - forse perché il provvedimento di cui si ragionava era diverso dal disegno di legge delega al nostro esame, che ci divide anche profondamente - il clima del confronto tra di noi non era del tipo che abbiamo verificato in questa sede. Inoltre, sugli argomenti, non so se per far approvare gli emendamenti - come io mi augurerei - o quanto meno per lasciare un seme che possa, poi, germogliare nelle prossime settimane nei lavori di questo Parlamento, penso sia importante che tra di noi venga fatto un ragionamento.
Onorevole Falsitta, non abbandonerà l'ascolto in questo momento, da lei non me l'aspetto: la prego, sono certo che lei vuole ascoltare. In particolare, abbiamo cominciato l'esame di questi problemi a partire dal protocollo di Kyoto e, in quell'occasione, cominciammo a ragionare, appunto, dei problemi legati alla Tobin tax.
Vorrei subito chiarire che, quando parliamo di tassazione dei capitali a carattere speculativo - e, quindi, non di quelli che hanno un fine di investimento e di sviluppo -, parliamo di un intervento nei confronti di movimenti di capitali finanziari che fanno male all'economia del paese, dell'Europa e del mondo: parliamo di casi come l'Argentina, della crisi dell'est asiatico, cioè di situazioni molto pesanti.
Quindi, sussiste un interesse non solo di solidarietà, che pure è fondamentale e sono certo che, in questa sede, ci sono molte orecchie che ascoltano volentieri ma...

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Grandi.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Delbono. Ne ha facoltà.

EMILIO DELBONO. Signor Presidente, intervengo per esprimere il mio consenso sul subemendamento Alfonso Gianni 0.5.52.1, che ha la finalità di inserire una tassazione sulle transazioni a fini speculativi sulle valute. Ovviamente, questo è un tema importante perché, prima ancora che la destinazione delle risorse che sono oggetto della transazione, è importante ricordare che qualcuno ha sostenuto, molto opportunamente, che tale imposta, simile alla Tobin tax, fa bene al capitalismo.


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Sembrerà paradossale ma negli ultimi vent'anni vi sono state centoquaranta crisi finanziarie nel mondo e la stragrande maggioranza di queste è causata da speculazioni sulle valute che causano crisi finanziarie che colpiscono l'economia reale e il benessere di quelle società.
Nel caso delle «tigri» asiatiche, quelle più studiate dagli economisti, quelle crisi finanziarie hanno compromesso non solo centinaia di migliaia di posti di lavoro ma ben il 25 per cento del benessere di quei paesi. Si è affermato, giustamente, che il capitalismo funziona quando ha delle regole e, in modo particolare, lo ha sostenuto l'economista De Soto, che non a caso, analizzando i paesi dell'America latina, ha detto che, in quei luoghi, il capitalismo non funziona in larghissima misura a causa della sregolatezza, cioè della mancanza delle regole.
In questo caso si tratta di un'imposta che ha una serie di limiti anche dal punto di vista tecnico; infatti, dal punto di vista tecnico, ve ne sono diverse: dalla Tobin tax alla Spahn, che interviene in momenti di maggiore turbolenza del mercato.
Ciò che interessa è il segnale politico e tecnico, vale a dire che intendiamo gestire l'economia - in particolare, quella finanziaria - attraverso le regole, dunque attraverso una disciplina ferrea.
Altri due effetti, non secondari, sono quelli relativi ad un recupero di risorse da destinare alla cooperazione e allo sviluppo e ad un monitoraggio e ad una emersione anche del riciclaggio di denaro.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Intini. Ne ha facoltà.

UGO INTINI. Signor Presidente, il mio gruppo non è abituato ad abusare del proprio tempo, anche perché ritiene che l'opposizione, in un sistema maggioritario, non debba tendere ad ostacolare il Governo e a tentare di cambiare i provvedimenti in aula attraverso una contrattazione consociativa. Noi abbiamo semplicemente il compito di affermare le nostre ragioni con chiarezza e di farle filtrare all'opinione pubblica, di fronte alla quale, poi, il Governo si assume le sue responsabilità.
Intendo intervenire brevemente a proposito degli argomenti sviluppati nel dibattito sulla Tobin tax. In effetti, nel mondo si è diffusa un'economia di carta che rischia di schiacciare l'economia reale e ciò costituisce un grande pericolo. Infatti, i titoli derivati hanno trasformato, con il loro enorme peso, le borse mondiali in una sorta di sala da gioco universale e l'economia mondiale è divenuta una barca all'interno della quale siede un elefante - cioè, il peso della finanza - che, muovendosi in modo incontrollato, rischia continuamente di capovolgere la barca, anche perché quest'ultima è senza guida. Questo perché mentre abbiamo un'economia globale, una finanza globale, non abbiamo una politica globale, della quale ci sarebbe un grande bisogno.
Mi convincono le argomentazioni della sinistra e anche dell'estrema sinistra - ad esempio, quelle dell'onorevole Alfonso Gianni - a proposito di questa situazione finanziaria. Tuttavia, vi ravviso un solo limite, vale a dire che la Tobin tax è molto bella in teoria, ma funziona soltanto se applicata da tutti i paesi industriali avanzati mentre, se è applicata da uno solo, è una dichiarazione di intenti.
A questo proposito vorrei evidenziare agli amici e ai compagni dell'estrema sinistra che, se esiste l'esigenza di una politica globale, a maggior ragione esiste l'esigenza di una politica europea. Se non ci piace - come non ci piace - il liberismo all'americana, dobbiamo sapere che l'unico modello di sviluppo diverso può essere costruito, come ambito minimo, nell'Europa politicamente unita e che, per costruire questa Europa politicamente unita, abbiamo bisogno di un grande pragmatismo. Infatti, le scelte europee risponderanno al minimo comune denominatore tra i Governi di sinistra e quelli di destra che, contestualmente, governeranno l'Europa. I governi di destra e di sinistra si incontreranno sul terreno del minimo comune denominatore, del compromesso; in tal modo, avremo Governi di sinistra moderatamente


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di sinistra e Governi di destra moderatamente di destra. Questo suggerisce il pragmatismo e il realismo politico.
L'idealismo politico deve svolgere le sue ragioni - che apprezzo - perché, se è vero come è vero che nel mondo le 200 persone più ricche hanno un patrimonio pari al reddito annuo del 41 per cento dell'umanità, credo che coloro che non accettano questa situazione stiano a sinistra - come è ovvio -, ma possano stare anche al centro e persino a destra.
Ritengo che la politica globale imponga una grande semplificazione, e che quest'ultima suggerisca l'esistenza di due soli schieramenti: da una parte i liberisti, quelli che pensano che il mercato debba essere l'unico metro per le scelte e, dall'altra, quelli che pensano che al mercato debbano essere posti dei limiti suggeriti da principi di solidarietà e di libertà. In questo secondo schieramento stanno certamente i socialisti tradizionali, ma anche i cristiani, i religiosi razionali di tutto il mondo e anche i comunisti pragmatici che, ormai, governano perfino in Cina.
Credo che questa sia la sinistra globale del futuro e che verso questa si debba lavorare (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Socialisti democratici italiani, dei Democratici di Sinistra-l'Ulivo e Misto-Verdi-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Alfonso Gianni 0.5.52.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 404
Votanti 397
Astenuti 7
Maggioranza 199
Hanno votato
180
Hanno votato
no 217).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Grandi 0.5.52.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

PIERO RUZZANTE. Presidente!

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 408
Votanti 403
Astenuti 5
Maggioranza 202
Hanno votato
183
Hanno votato
no 220).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Grandi 0.5.52.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

PIERO RUZZANTE. Presidente!

PRESIDENTE. Onorevole Paolone, la sto controllando. Io la guardo sempre. Lei sa... adesso voti almeno per sé, scusi!

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 379
Votanti 375
Astenuti 4
Maggioranza 188
Hanno votato
165
Hanno votato
no 210).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Grandi 0.5.52.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 391
Votanti 385
Astenuti 6
Maggioranza 193


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Hanno votato
175
Hanno votato
no 210).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 5.52 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 409
Votanti 399
Astenuti 10
Maggioranza 200
Hanno votato
230
Hanno votato
no 169).

Avverto che l'emendamento Alfonso Gianni 5.17 è precluso.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Alfonso Gianni 5.50.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grandi. Ne ha facoltà.

ALFIERO GRANDI. Signor Presidente, riprendo da dove mi aveva interrotto. Stavo dicendo che ciò non riguarda soltanto gli interessi di solidarietà ma anzitutto gli interessi del mondo sviluppato. Naturalmente ci sono anche gli interessi di solidarietà e di cooperazione: in questa direzione, l'emendamento Alfonso Gianni 5.50 propone che una Commissione studi come, a livello europeo, si possa andare verso l'istituzione della Tobin tax.
Un altro emendamento, decaduto, proponeva addirittura il criterio che un certo numero di paesi europei rappresentasse la soglia oltre la quale la Tobin tax potesse entrare in vigore. La Tobin tax è un intervento in direzione di un controllo e di una tassazione tendenzialmente scoraggiante i movimenti di capitale finanziario speculativo. È evidente che ci sarebbero nuove entrate che potrebbero essere utilizzate a fini di solidarietà e di cooperazione internazionale.
Nella relazione che accompagna il provvedimento, è stata proposta la de-tax, contrapponendola alla Tobin tax. Credo che, in effetti, ci sia un elemento di contrapposizione determinato dal modo in cui il Governo ha posto la questione; malgrado l'onorevole Patria abbia suggerito al relatore una modifica del testo, devo dire che ciò non ha risolto il problema. Se il Governo avesse semplicemente detto che si vuole raggiungere lo 0,7 per cento di spesa per la cooperazione e per la solidarietà internazionale, come parte del bilancio dello Stato, anche noi avremmo votato la proposta. In questo caso non si sarebbe trattato di una soluzione alternativa; sarebbe stato semplicemente un presupposto relativo all'uso delle finanze pubbliche, cui la Tobin tax avrebbe potuto fornire utilmente un importante contributo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tolotti, al quale ricordo che ha disposizione 1 minuto. Ne ha facoltà.

FRANCESCO TOLOTTI. Signor Presidente, il dibattito fin qui svolto ha evidenziato che la Tobin tax è non un simbolo ammesso nel pantheon della sinistra, come sostiene il ministro Tremonti, ma una prospettiva di finanza etica che suscita il coinvolgimento e l'interesse di molte realtà di base di diversa ispirazione e cultura. È giusto discutere la Tobin tax e i suoi limiti; l'ha fatto anche il suo ideatore. L'emendamento che proponiamo, però, non è la traduzione dogmatica di un'ipotesi di scuola: è una proposta da avanzare a livello europeo per l'istituzione di un imposta sulle transazioni valutarie finalizzata a cooperazione, sviluppo e riduzione del debito dei paesi esteri. Non è destinata a finanziare servizi ma ad implementare una politica. È ben strano che il ministro Tremonti neghi una constituency democratica alla Tobin tax e poi riconosca che, invece, la de-tax avrebbe questo fondamento democratico per il semplice fatto che le finalità etiche da sostenere sono individuate da una platea di operatori commerciali.


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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pistone. Ne ha facoltà.

GABRIELLA PISTONE. Signor Presidente, non sono intervenuta sui precedenti subemendamenti sulla Tobin tax che portavano tutti la mia firma e sui quali il gruppo dei Comunisti italiani ha espresso un voto favorevole. Voglio intervenire sull'emendamento Alfonso Gianni 5.50, anche questo firmato da un numero notevole di parlamentari e sul quale - credo - l'opposizione esprimerà un voto favorevole. In questo caso, si sottolinea un problema serissimo che credo stia a cuore a tutti noi: come finanziare i paesi poveri, come finanziare le aree depresse da parte dell'Unione europea.
Questo è un tema di attualità politica e non è un tema che ci possiamo dimenticare di volta in volta. Oggi stiamo esaminando un provvedimento di delega fiscale che è lo strumento...

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Alfonso Gianni 5.50, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 403
Votanti 399
Astenuti 4
Maggioranza 200
Hanno votato
179
Hanno votato
no 220).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grandi 5.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 413
Votanti 409
Astenuti 4
Maggioranza 205
Hanno votato
186
Hanno votato
no 223).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Benvenuto 5.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 420
Votanti 417
Astenuti 3
Maggioranza 209
Hanno votato
189
Hanno votato
no 228).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 5.53 del Governo, accettato dalla Commissione.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 414
Votanti 407
Astenuti 7
Maggioranza 204
Hanno votato
322
Hanno votato
no 85).

Avverto che la prima riga dell'emendamento Pistone 5.14, successivo all'emendamento Duca 5.12 che è precluso a seguito della reiezione dell'articolo aggiuntivo 3.01, la quale recita «Sopprimere il comma 2», è assorbita dall'emendamento 5.52 della Commissione. Ne deriva che la parte conseguenziale dell'emendamento


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Pistone 5.14 diventa articolo aggiuntivo da votare dopo l'articolo aggiuntivo Benvenuto 5.01.
Allo stesso modo il successivo emendamento Benvenuto 5.15, nella parte che recita «Sopprimere il comma 2», è assorbito dall'emendamento 5.52 della Commissione, e la parte conseguenziale diventa articolo aggiuntivo identico all'articolo aggiuntivo Benvenuto 5.02.
Avverto che l'emendamento Grandi 5.13 è assorbito.
Passiamo alla votazione dell'articolo 5.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 5, nel testo emendato.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 440
Votanti 437
Astenuti 3
Maggioranza 219
Hanno votato
240
Hanno votato
no 197).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Benvenuto 5.01, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 434
Votanti 430
Astenuti 4
Maggioranza 216
Hanno votato
196
Hanno votato
no 234).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla parte conseguenziale dell'emendamento Pistone 5.14, nella parte non preclusa ed intesa come aggiuntiva al testo dell'articolo 5, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 421
Votanti 414
Astenuti 7
Maggioranza 208
Hanno votato
182
Hanno votato
no 232).

Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Benvenuto 5.02, di contenuto sostanzialmente identico all'emendamento Benvenuto 5.15.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Benvenuto. Ne ha facoltà.

GIORGIO BENVENUTO. Signor Presidente, si tratta di una proposta sull'istituzione delle transazioni valutarie ancorata all'obiettivo dello 0,7 per cento del prodotto interno lordo nazionale, legata però ad un'aliquota zero per cento, in quanto questa viene definita successivamente a una sua adozione da parte di almeno cinque paesi membri dell'Unione europea. Segnalo che il Parlamento francese una norma simile a questo articolo aggiuntivo e che la proposta è legata ad un contesto europeo: mi risulta che, a differenza della proposta presentata dall'onorevole Falsitta, che noi non abbiamo votato in senso favorevole, su questa ipotesi si sta discutendo all'interno dell'Unione europea. Quindi, per questo motivo noi la proponiamo.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Benvenuto 5.02 e sull'emendamento Benvenuto 5.15, di contenuto sostanzialmente identico, nella parte non


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preclusa e intesa come aggiuntiva all'articolo 5, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 424
Votanti 420
Astenuti 4
Maggioranza 211
Hanno votato
187
Hanno votato
no 233).

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