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La seduta, sospesa alle 15,55, è ripresa alle 16.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni.
PRESIDENTE. Il ministro per l'innovazione e le tecnologie, ingegner Stanca, ha facoltà di LUCIO STANCA, Ministro per l'innovazione e le tecnologie. Signor Presidente, gli onorevoli interroganti chiedono, in primo luogo, di sapere se il ministro per l'innovazione e le tecnologie sia a conoscenza dell'esclusione - recata in un bando di gara emanato dal Ministero dell'economia e delle finanze - della possibilità che il sistema operativo per la cui fornitura la gara è stata indetta appartenga alla categoria degli open source. Sì, sono a conoscenza del suddetto bando di gara ma anche di ulteriori caratterizzazioni della vicenda che doverosamente occorre precisare.
Costituzione. Nel caso in specie, pur ribadendo per doverosa chiarezza che la decisione in oggetto risale ad una fase precedente l'assunzione di responsabilità da parte di questo Governo e, quindi, da parte del sottoscritto, non sembrerebbe sussistere l'ipotizzato contrasto. Anche se, forse, ciò non è adeguatamente evidenziato dal capitolato tecnico (che è il documento in cui è contenuta la previsione che esclude il ricorso all'open source) né dal parere reso dall'AIPA, il progetto appare orientato sulla base dell'esigenza del Ministero dell'economia e delle finanze - già Ministero del tesoro - di dotarsi di un sistema su cui consolidare un parco applicativo già in esercizio su una molteplicità di server dipartimentali Unix, con l'obiettivo di semplificare la gestione operativa riducendone i costi relativi.
PRESIDENTE. L'onorevole Folena ha facoltà di PIETRO FOLENA. Signor Presidente, ringrazio il signor ministro anche per le informazioni che ha voluto darci che, evidentemente, non potevano essere nella nostra conoscenza. Del resto, nell'interrogazione non vi è alcuna allusione a responsabilità dell'attuale ministero rispetto al bando, di cui noi abbiamo denunciato l'improprietà. Tuttavia, voglio dire che, malgrado questi chiarimenti, non mi ritengo soddisfatto perché la questione sollevata in occasione di questa vicenda era un po' più generale e un po' più grave.
si sono incentivate le imprese a investire nell'innovazione tecnologica, ma ad approfittarne nel breve periodo, con un fallimento che perfino la stessa Confindustria denuncia. Mi riferisco a quali scelte compie il Governo nella pubblica amministrazione.
Il bando in questione è stato predisposto dalla Consip Spa previa autorizzazione, dell'allora Ministero del tesoro, tra il 9 marzo e il 9 maggio 2001; in quest'ultima data - cioè il 9 maggio 2001-, una volta definito il progetto nei suoi aspetti tecnici, il bando di gara è stato inoltrato all'Autorità per l'informatica nella pubblica amministrazione (AIPA) per il prescritto parere. L'AIPA il 27 giugno 2001 si è espressa in senso favorevole; il 30 giugno il bando è stato acquisito dall'ufficio pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee; l'8 agosto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee. Il 27 novembre 2001 la gara si è conclusa, la Consip Spa ha aggiudicato la fornitura Hewlett Packard italiana Spa, il 5 marzo scorso è stato inviato alla stampa dalla Consip Spa l'avviso dell'esito della gara.
La cronologia sopra indicata dimostra che l'iniziativa in questione non è frutto di una scelta del Governo in carica: la definizione del bando, predisposto - si noti - da una società di diritto privato, ancorché a partecipazione pubblica, è avvenuta in virtù di un'autorizzazione concessa dal ministero competente (Tesoro) mentre era in carica il precedente Governo, in conformità al parere espresso dall'AIPA.
Questi chiarimenti si rendono necessari non soltanto per rispondere compiutamente ai quesiti posti dagli onorevoli interroganti ma anche perché il tenore dell'interrogazione, nella quale i dati temporali suesposti non figuravano, è stato interpretato in modo distorto da organi di stampa, con il risultato di disegnare un quadro nel quale questo Governo appariva respingere l'open source.
Niente di più lontano dal vero: il Governo in carica e, in particolare, il ministro responsabile per questo settore non intendono minimamente scoraggiare l'utilizzazione dell'open source, ovvero la possibilità di utilizzare e di sviluppare, con il consenso degli interessati, programmi disponibili sul mercato, gratuitamente o a costi contenuti, anziché acquistare prodotti coperti da brevetto. Questo orientamento si salda, del resto, con un indirizzo già tracciato in precedenza. Infatti il sistema operativo Linux su macchine server, pur non essendo ampiamente diffuso, è già da anni presente in varie realizzazioni della pubblica amministrazione. Importanti aziende di informatica stanno investendo per rendere il sistema informatico Linux un software supportato in modo industriale e ciò non potrà che favorirne la diffusione.
Aggiungo che un esempio concreto dell'orientamento sopra delineato emerge dall'impiego di software libero ovvero open source (mi riferisco al server Apache 1.3.23) a partire dal 13 febbraio scorso, per quanto concerne proprio il sito del ministro per l'innovazione e le tecnologie (www.innovazione.gov.it). Con ciò, quindi, rispondo anche al terzo quesito posto dagli onorevoli interroganti.
Resta il secondo quesito, vertente sulla sussistenza di un contrasto tra la suindicata prescrizione del bando e gli obiettivi di efficienza ed economicità della pubblica amministrazione, derivanti dal principio del buon andamento della pubblica amministrazione, sancito dall'articolo 97 della
Una soluzione open source avrebbe potuto comportare, nel caso specifico, costi di migrazione, superando i risparmi ottenibili attraverso l'operazione di consolidamento e la gratuità del componente open source. Infatti, i fornitori dei prodotti di base e d'ambiente su cui operano gli applicativi del ministero non certificavano questi prodotti su piattaforme open source rispondenti ai requisiti di prestazioni e funzionali richiesti nel capitolato. Le rilevazioni degli analisti di mercato confermano che l'impiego del software open source nelle applicazioni critiche su server di fascia alta è ancora oggi molto limitato.
Inoltre, a quanto risulta, l'esclusione dell'open source era riferita esclusivamente al sistema operativo: infatti le piattaforme applicative di riferimento, nelle versioni specificate sul capitolato, utilizzano sul sistema il web server Apache, il quale, pur incapsulato nelle diverse soluzioni, risulta appartenente al mondo dei software open source. Infine il sistema acquisito consentirebbe di ospitare anche la piattaforma Linux per sperimentazioni.
In conclusione, ringrazio gli onorevoli interroganti di avermi offerto l'occasione di fornire alla Camera questi chiarimenti, che mi auguro siano ritenuti esaurienti, e confido comunque siano serviti a fugare degli equivoci che si erano creati in ordine al presupposto coinvolgimento del Governo in carica.
Non posso che apprezzare il fatto che il sito del suo ministero, signor ministro, faccia ricorso all'open source. Ma la questione che noi abbiamo posto, sollevando il tema di quel bando di gara, è quale idea di competizione e di sviluppo abbiano il Governo e la maggioranza che lo sostiene. In queste settimane ci si è un po' riempiti la bocca di innovazione, di valorizzazione delle capacità delle amministrazioni e delle imprese avanzate, della necessità di premiare i nostri cervelli migliori. Ci sono state molte conferenze stampa sue, signor ministro, e del Presidente Berlusconi anche in occasione del recente vertice di Palermo, in cui si è straparlato sulla maggiore efficienza da dare alla nostra pubblica amministrazione, magari razionalizzando le spese, investendo in nuove pratiche e servizi per rendere la vita del cittadino più facile. Ma quando poi si va sul concreto ecco che, anche dalle sue parole, a mio modo di vedere, il Governo non fa quello che poi promette e che dice. Non voglio qui riferirmi al lato dell'impresa, perché avremo altre occasioni - mi auguro anche con lei - di discutere dell'open source in generale (che, come grande battaglia di libertà, vuol dire maggiore risparmio e maggiore efficienza). Mi riferisco non solo al fatto che con provvedimenti come la legge Tremonti-bis non
Vi sono territori comuni, regioni - nell'interrogazione citiamo, ad esempio, l'Emilia Romagna e la Toscana - che, fino in fondo, hanno optato per l'open source nella pubblica amministrazione; una scelta, non solo di risparmio, ma di efficienza e modernizzazione. L'open source può diventare un volano per le nostre specificità tecnologiche, può permettere al nostro paese un maggior livello di competizione e, soprattutto, di superare una condizione di dipendenza - che oggi noi dobbiamo constatare e che minaccia l'economia del nostro paese - dalle grandi multinazionali americane, a cui ci rivolgiamo, oramai sempre di più, come meri consumatori, senza l'ambizione di dire la nostra sul mercato. Quindi, con queste domande, chiedevamo quale politica industriale, quale idea di sviluppo e di competizione abbia il Governo. Tutto ciò viene derubricato ad una questione di coordinamento, di burocrazia, di enti, di AIPA, di responsabilità del precedente Governo. È tutto interessante, ma fino adesso quante risorse sono state stanziate per l'e-government? Signor ministro, il suo bando di gara per lo sviluppo e-government è fatto con i 400 miliardi lasciati in eredità dal Governo dell'Ulivo e dal ministro Bassanini. Ciò ci conferma la scarsa volontà di investire da parte di questo Governo su un tema strategico per lo sviluppo economico e culturale del paese, come è il tema dell'innovazione tecnologica, della diffusione nella società dell'informazione e del sapere. A me non interessa sapere quali aziende se ne giovino in questo momento, e chi ci guadagni ad avere un'Italia sempre più dipendente da altri paesi per tecnologie e pratiche innovative. Vorrei solo domandarmi sommessamente dove sono finite le tre «i» del Governo, se sono diventate tre «d»: dipendenza culturale e tecnologica, disinteresse per i nostri giovani e disimpegno da una politica industriale di eccellenza, che invece dovremmo difendere e valorizzare nel mondo, sapendo che tante imprese di innovazione tecnologica fatte da giovani nel nostro paese, anche in questo mercato e con la scelta coraggiosa dell'open source nella pubblica amministrazione, potrebbero emergere, affermarsi e creare ricchezza e lavoro.


