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PRESIDENTE. L'onorevole Sardelli ha facoltà di LUCIANO MARIO SARDELLI. Signor ministro, lei ben comprende una delle questioni centrali che riguarda il sistema del servizio sanitario nazionale. Mi riferisco all'eccessiva lunghezza delle liste d'attesa per l'effettuazione di esami diagnostici, anche urgenti, o di interventi chirurgici di elezione. Basti pensare, soprattutto, alla cardiochirurgia, alla neurochirurgia o ai tempi d'attesa per i neurolesi o motulesi. Sono stati prospettati a livello ministeriale interventi per ridurre drasticamente tali liste d'attesa - di questo le do atto - anche attraverso il prolungamento degli orari ambulatoriali e l'impiego di personale sanitario aggiuntivo.
PRESIDENTE. Il ministro della salute, professor Sirchia, ha facoltà di GIROLAMO SIRCHIA, Ministro della salute. Signor Presidente, onorevoli deputati, il Presidente della Repubblica Ciampi per due anni consecutivi ha richiamato il Governo sul problema della lista di attesa e lo ha fatto nel 2000 e nel 2001. Il Presidente della Repubblica si chiede e ci ha chiesto per quale motivo gli ospedali, soprattutto alcuni reparti ospedalieri, operino solo cinque giorni la settimana invece di sei e, ad esempio, alcune radiologie operino solamente fino alle ore 15 e non vengano prolungate fino in serata, con il riscontro di lunghe liste di persone che, pur avendo bisogno di prestazioni urgenti, non riescono ad ottenerle.
2002 le regioni definiscano sulle prestazioni urgenti quale sia la loro lista di attesa. Sulla base di questi dati esse aggiornano e definiscono i tempi massimi per le prestazioni diagnostiche e terapeutiche che possono essere ritenuti accettabili; ritengono responsabili i direttori delle aziende ospedaliere dell'osservanza di tali tempi, definendo anche come elemento negativo di valutazione ai fini stipendiali eventuali sforamenti di questi tempi; trasmettono i dati al Ministero della salute perché nel tavolo di monitoraggio dei livelli essenziali di assistenza possano essere conosciuti; attivano incentivazioni sul personale affinché possa lavorare di più e, addirittura, si possa ricorrere a prestazioni libero-professionali del personale stesso o di personale esterno nei confronti dell'azienda, al fine di mantenere più attivi sia gli ambulatori che le camere operatorie o i reparti di degenza.
PRESIDENTE. L'onorevole Sardelli ha facoltà di LUCIANO MARIO SARDELLI. Signor Presidente, mi ritengo estremamente soddisfatto della risposta del ministro, in quanto finalmente con questo Governo c'è una chiara individuazione delle responsabilità nella figura dei direttori generali, un monitoraggio del sistema attraverso l'attività del Ministero stesso ed anche una soluzione a questi problemi, incentivando l'attività libero-professionale, sia degli infermieri che degli operatori professionali.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.
Con la mia interrogazione n. 3-00928 vorrei chiederle con quali modalità lei intenda, nel rispetto delle competenze regionali sempre maggiori in questo settore, affrontare efficacemente questi gravi e diffusi inconvenienti dell'assistenza sanitaria ed in quali tempi si intendano riportare le liste di attesa entro limiti compatibili con le esigenze di una adeguata tutela della salute dei cittadini.
Si tratta di una grave iniquità di sistema, a cui questo Governo ha dato risposta contro tre provvedimenti. Il primo provvedimento è stato un accordo Stato-regioni, seguito da linee guida concordate che prevedono che entro il 31 maggio del
Questo provvedimento fa seguito ad un precedente decreto-legge convertito nella legge n. 1 del 2002 che, per la prima volta, dava agli infermieri professionali la possibilità di operare in regime libero-professionale nei confronti della propria azienda, volontariamente e con prestazioni pagate a tariffa oraria, cosa che sta avendo un notevole successo e che, laddove è stato utilizzato, ha ridotto considerevolmente le liste di attesa.
L'ultimo provvedimento è il piano sanitario nazionale, in corso di emanazione, che prevede esplicitamente tra gli obiettivi strategici la riduzione delle liste di attesa ancora attraverso la forte collaborazione con le regioni.
Il ministro di questo Governo ben comprende come sia importante questo intervento e anche la definizione dei tempi - entro maggio gli italiani potranno, finalmente, contare su liste di attesa molto più brevi -, in quanto tutti conosciamo che per alcune patologie estremamente gravi a cui accennavo prima (la cardiochirurgia, la neurochirurgia) la tempestività dell'intervento è collegata alla qualità della vita ed alla vita stessa del paziente.
Quindi, voglio dare atto al ministro di muoversi concretamente, attraverso provvedimenti puntuali, in questa direzione e di assicurare anche una omogeneità del servizio sanitario nazionale, evitando differenziazioni tra territori più forti e meno forti, soprattutto, a tutela delle fasce più deboli, dei cittadini meno abbienti, dei pazienti anziani, che abbisognano assolutamente di un servizio sanitario che sia tempestivo ed efficace.
Si comprende, dunque, che la direzione intrapresa è quella giusta e sono certo che il ministro, nei prossimi mesi, continuerà a monitorare il settore, soprattutto facilitando quegli interventi di flessibilità e di attività libero-professionali che contribuiscono al rafforzamento del sistema (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
Sospendo la seduta che riprenderà alle 16 con lo svolgimento di interrogazioni.


