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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 2144 sezione 5).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore per la maggioranza ad esprimere il parere della Commissione.
VITTORIO EMANUELE FALSITTA, Relatore per la maggioranza. Il parere è contrario su tutte le proposte emendative, signor Presidente.
PRESIDENTE. Il Governo?
DANIELE MOLGORA, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore per la maggioranza.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grandi 1.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
PIERO RUZZANTE. Presidente!
PRESIDENTE. Prego i colleghi del secondo settore, quarto banco, di votare per proprio conto.
ELIO VITO. Guarda Visco!
PRESIDENTE. Prego tutti di votare per sé.
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 342
Votanti 341
Astenuti 1
Maggioranza 171
Hanno votato sì 156
Hanno votato no 185).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Stradiotto 1.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Stradiotto. Ne ha facoltà.
MARCO STRADIOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la delega fiscale presentata dal Governo presenta una carenza che noi riteniamo importante. Manca, infatti, completamente quella che noi riteniamo una questione fondamentale: il principio della compartecipazione al gettito delle principali imposte erariali da destinare al finanziamento di regioni ed enti locali.
Purtroppo, il relatore ed il Governo hanno espresso parere contrario sull'emendamento Stradiotto 1.2, che è un emendamento di principio, perché riafferma che in una riforma fiscale si deve tener conto anche di quello che avviene a livello locale. Riteniamo che, quando si parla di fisco, non si possa discutere senza tener conto di ciò che accade a livello regionale e locale. Come si fa a parlare di semplificazione quando a livello regionale e locale si moltiplicano le forme di autofinanziamento, diverse da regione a regione e da comune a comune? Non è possibile affidare l'autonomia alla possibilità degli enti locali di imporre addizionali...
PRESIDENTE. Colleghi, queste sono le ultime votazioni della mattinata: voteremo l'emendamento Stradiotto 1.2, poi l'articolo 1, quindi sospenderemo i nostri lavori.
Prego, onorevole Stradiotto.
MARCO STRADIOTTO. È notizia di questi giorni che le tasse a livello locale aumentano. Questa delega si pone l'obiettivo di semplificare e diminuire le tasse.
È per questo che non comprendiamo perché i sostenitori del federalismo, della devolution, gli amici del gruppo della Lega che, in tante occasioni, hanno espresso i loro pensieri, e tanti altri deputati e colleghi, convinti autonomisti e federalisti, non tengano in considerazione questa possibilità e necessità.
Con la compartecipazione, si possono raggiungere due obiettivi importanti. Il primo è quello di semplificare il sistema fiscale nel suo complesso, come ci viene chiesto dai cittadini. È inutile semplificare, a livello centrale, se poi, a livello locale, complichiamo maggiormente le cose.
Il secondo obiettivo è il seguente: se ogni singolo comune, provincia e regione, ottiene la compartecipazione IRPEF, inizia quello che definisco un gioco di squadra in cui tutti si impegnano affinché aumenti il gettito di quelle risorse (che aumenti il gettito dell'IRPEF, dell'IRPEG, dell'IVA). È questo il metodo per combattere l'evasione e il sommerso. Questo è il metodo che noi riteniamo importante: un sistema fiscale dove vi sia l'eliminazione di tutte le imposte sulla prima casa. Non riteniamo corretto e giusto che chi possiede la prima casa alla fine debba pagare delle tasse dopo aver fatto tanti sacrifici. Pensiamo che questo sia possibile proprio attraverso la compartecipazione.
L'emendamento sul quale invito a votare favorevolmente non fa altro che prevedere che, nell'attuare la delega fiscale, il Governo tenga conto della modifica del titolo V della Costituzione, stabilendo forme di compartecipazione al gettito delle principali imposte erariali destinate al finanziamento di regioni ed enti locali.
Invito pertanto tutti i colleghi ad esprimere un voto favorevole (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grandi. Ne ha facoltà.
ALFIERO GRANDI. Signor Presidente, dichiaro innanzitutto di voler sottoscrivere l'emendamento Stradiotto 1.2, estremamente importante perché richiama una modifica costituzionale sulla quale, all'inizio, vi era stata una polemica politica che poi sostanzialmente è rientrata (o di cui, almeno, si è persa traccia). Oggi, dovremmo tutti rispettare la nuova stesura del titolo V della Costituzione. In altre parti di questo provvedimento vi sono
argomenti che vengono ignorati, come quello riguardante l'autonomia locale o il ruolo delle regioni.
Per quanto riguarda l'IRAP, vi è una condizione molto strana: il 40 per cento delle entrate destinate alla sanità derivano esattamente dall'IRAP. Come sappiamo, questo è uno dei tributi principali per le regioni e per il finanziamento del sistema sanitario. Da un lato, si afferma che questo provvedimento regola soltanto la finanza centrale, ma poi si prevede che venga sostanzialmente tagliata una delle entrate principali per il finanziamento dello Stato sociale. Che cosa la sostituirà se e quando verrà effettivamente abolita questa tassazione? Come faranno le regioni a sostituire 45-50 mila miliardi di vecchie lire? Come si potrà compensare ciò che le regioni o gli enti locali perderanno con la trasformazione, ad esempio, che la legge delega prevede da detrazioni a deduzioni d'imponibile? Di conseguenza, se si va in questa direzione, si modifica concretamente la legislazione locale. Ancora: l'emendamento del Governo che modifica il testo concernente le accise in qualche modo riequilibra una questione di partecipazione degli enti locali alle accise. Non si capisce, in questo modo, se vi sia o no una finanza locale e regionale. Se esiste, non deve essere chiaramente disciplinata da un provvedimento che le preclude di intervenire su alcuni aspetti, richiede il suo intervento per altri, ma non la riordina, non fa chiarezza; quindi concretamente esiste il pericolo che, per ciò che riguarda il sistema delle entrate, sia i comuni e le province sia le regioni abbiano difficoltà a garantire la possibilità di finanziamento di servizi essenziali. Non a caso sono partito dall'IRAP, in particolare, per riferirmi al servizio sanitario del nostro paese, articolato nelle diverse regioni.
Quindi, l'emendamento Stradiotto 1.2 è assolutamente giusto. Perciò, mi auguro che venga approvato insieme ad altri emendamenti che si limitano semplicemente a richiamare il dettato della Costituzione della Repubblica, quello originario e quello modificato non molto tempo fa (mi riferisco alle modifiche apportate al titolo V).
Ha completamente ragione l'onorevole Stradiotto: questo emendamento è importante; ed è contraddittorio che settori della maggioranza che hanno fatto dell'autogoverno locale una bandiera si contraddicano, oggi, accingendosi ad esprimere su di esso un voto contrario. Naturalmente, per quanto mi riguarda, mi auguro che l'emendamento trovi il consenso della Camera e venga approvato.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Stradiotto 1.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 350
Votanti 349
Astenuti 1
Maggioranza 175
Hanno votato sì 148
Hanno votato no 201).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1.
(Segue la votazione).
SERGIO ROSSI. Ruzzante, guarda i tuoi amici che votano per due!
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 353
Votanti 352
Astenuti 1
Maggioranza 177
Hanno votato sì 203
Hanno votato no 149).
Per ora ci fermiamo qui. Riprenderemo con l'esame dell'articolo 2.
Sospendo la seduta che riprenderà alle ore 16.
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