Allegato A
Seduta n. 139 del 7/5/2002


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(Sezione 2 - Iniziative di lotta contro l'Aids)

B)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della salute, per sapere - premesso che:
il 1o dicembre 2001 si è celebrata la 13a giornata mondiale dell'Organizzazione mondiale della sanità per la lotta contro l'Aids;
la stessa Organizzazione mondiale della sanità definisce l'Aids il più grave problema sanitario del pianeta;
in alcune aree del mondo tale malattia costituisce una vera e propria pandemia, con percentuali di sieropositività della popolazione che raggiungono anche il 30 per cento;
dal 1982 (anno della prima diagnosi di Aids in Italia) al 30 giugno 2001, sono stati notificati al Coa 48.488 casi cumulativi di Aids in Italia. Di questi, 37.799 (78 per cento) erano di sesso maschile, 702 (1,4 per cento) erano casi pediatrici (età inferiore a tredici anni) e 2.548 (5,2 per cento) erano stranieri. L'età mediana alla diagnosi, calcolata per gli adulti, era di 34 anni per i maschi (range: 13 anni - 85 anni) e di 31 anni (range: 13 anni - 80 anni) per le femmine. Al 30 giugno 2001 sono decedute 31.861 persone, pari al 64,7 per cento del totale dei casi notificati ma, data la non obbligatorietà della notifica della morte per Aids, la quota dei decessi è sottostimata; è significativo l'andamento crescente dei contagi riscontrato soprattutto nei rapporti eterosessuali;
nel nostro Paese si calcola in 150 mila il numero delle persone sieropositive concentrate nella fascia di età sessualmente attiva (18-50 anni), per cui la possibilità che si incontri il virus Hiv in un rapporto sessuale è attorno al 10 per cento;
moltissime persone, pur avendo avuto comportamenti a rischio, non hanno fatto e non hanno intenzione di fare il test o perché non ne conoscono la possibilità o per paura della violazione dell'anonimato;


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la maggior parte delle persone malate di Aids scopre la malattia solo in fase terminale;
i giovani, e soprattutto la popolazione eterosessuale, continuano a non usare protezione nei rapporti sessuali;
il costo dei profilattici è superiore ad ogni altro Paese europeo;
i fondi per la ricerca e quelli destinati al volontariato sono stati fortemente ridotti nella legge finanziaria per il 2002;
l'Aids continua ad essere in cima alle preoccupazioni e alle paure di una parte rivelante della popolazione italiana;
a Cagliari si è arrivati addirittura ad un opinabile arresto di un calciatore sieropositivo, perché non aveva usato precauzioni nei rapporti sessuali -:
perché a tutt'oggi non sia stata attivata la Consulta del volontariato per la lotta contro l'Aids presso il ministero della salute;
quali iniziative intenda adottare affinché l'Italia non sia penalizzata nella ricerca sull'Aids, in considerazione dei risultati di eccellenza del nostro Paese in questo campo;
quali iniziative di informazione e prevenzione intenda adottare il Ministro interrogato, in special modo per quanto riguarda la diffusione dell'uso del profilattico nei rapporti sessuali e il loro costo, nonché la loro effettiva disponibilità nei luoghi maggiormente frequentati soprattutto dai giovani;
se non intenda adottare di concerto con il ministero dell'istruzione iniziative permanenti di informazione e prevenzione relative all'igiene sessuale nelle scuole e nei luoghi di maggior aggregazione, così come avviene da anni in tutti gli altri Paesi europei;
se non intenda correggere, eventualmente in occasione della prossima legge finanziaria, l'esiguità dei fondi destinati alla ricerca e alla lotta contro l'Hiv;
se ritenga di avviare una campagna di sensibilizzazione contro le discriminazioni verso le persone sieropositive per tutelarne la riservatezza, la qualità della vita, le loro opportunità lavorative, la qualità della loro assistenza, al fine di favorire l'accettazione sociale delle persone con Hiv, favorendo il consolidamento di un campo di solidarietà intorno alle persone sieropositive e ammalate di Aids;
se ritenga di favorire la diffusione del «test fai da te», al fine di massimizzare la conoscenza dello stato sierologico della popolazione, soprattutto di chi altrimenti non accede al test diagnostico;
se ritenga di promuovere campagne per il test diagnostico, al fine di informare la popolazione sui rischi di una sieropositività non monitorata e sulle possibilità offerte dalle nuove terapie antiretrovirali, in particolar modo per ciò che attiene alla diagnosi precoce e ai protocolli di aderenza terapeutica;
se ritenga di riconoscere i consultori autogestiti per la lotta contro l'Aids e il loro ruolo sussidiario, in quanto si tratta del più generale riconoscimento delle attività socio-assistenziali delle organizzazioni del volontariato, che già svolgono un'opera di pubblica utilità per la collettività, incentivando al massimo l'opera di informazione e prevenzione svolta anche verso la popolazione omo ed eterosessuale, in ragione degli anni di esperienza maturata nella lotta all'Aids.
(2-00165)
«Grillini, Titti De Simone, Zanotti, Maura Cossutta, Battaglia, Labate, Ruzzante, Bolognesi, Cento, Abbondanzieri, Folena, Angioni, Pecoraro Scanio, Di Serio D'Antona, Lucà, Bimbi, Petrella, Giacco, Mancini, Buffo, Lolli, Realacci».
(28 novembre 2001).