![]() |
![]() |
GIULIO ANTONIO LA STARZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole rappresentante del Governo, la mozione Romani adottata all'unanimità in Commissione trasporti denota una forte volontà dei commissari di far chiarezza in un comparto vitale per la vita sociale del paese, cosa che credo interessi il Parlamento tutto.
La sicurezza nel trasporto aereo deve essere assoluta. I sistemi di radioassistenza vengono utilizzati quotidianamente dagli addetti ai lavori e devono essere radiomisurati e tarati periodicamente secondo standard ben precisi per garantirne il perfetto funzionamento; ed è per questo che sin dalla istituzione della Azienda autonoma assistenza al volo, trasformata in ENAV, si stabilì all'articolo 3, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 145 del 1981 che essa provvede ai controlli a terra ed in volo, ad assicurare rispondenza agli standard delle radio assistenze e degli aiuti luminosi per l'atterraggio degli aerei. L'articolo 2, comma 3, lettera E) della legge n. 665 del 1996 stabilisce inoltre che l'ENAV provveda al controllo in volo delle procedure operative e della radiomisurazione degli apparati di radionavigazione nonché alla certificazione dei propri impianti di assistenza al volo. L'ENAV a tal fine dava certezze, essendo una derivazione di un settore dell'Aeronautica militare che ha svolto da sempre tali controlli.
Il 24 gennaio 2002 l'ENAV ha sottoscritto con la società Italflight un contratto che sarebbe dovuto diventare operativo in data 10 marzo 2002, con l'affidamento alla stessa di tutti i controlli di radiomisurazione che le sono propri; contratto inefficace in quanto la Italflight, sin dalla data della sua sottoscrizione, ed ancora oggi, risulta essere priva delle necessarie licenze ministeriali di lavoro aereo e trasporto passeggeri, indispensabili secondo il nostro ordinamento per svolgere attività aeree remunerate.
L'ENAV svolge con diligenza e professionalità le attività di radiomisure attribuitele dalla legge da almeno un decennio, con un proprio reparto volo che conta tre velivoli bireattori debitamente allestiti per radiomisure; è concessionaria delle previste licenze ministeriali, che secondo le leggi vigenti non sono cedibili a terzi. Conseguentemente risulta di tutta evidenza che la società cessionaria Italflight non possa ad oggi esercitare le predette attività.
L'ENAV si conferma dunque l'unico soggetto legittimato ad effettuare i controlli di radiomisure.
Per quanto sopra esposto, a nome dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale ribadisco la contrarietà all'accordo sottoscritto ed oggetto della nota mozione. Ribadisco inoltre la necessità di addivenire all'annullamento degli atti conseguenti alla sottoscrizione del citato accordo datato 24 gennaio 2002, nonché degli atti compiuti dall'ENAV in relazione alla costituzione della società Italflight, società costituita, come sembra dalle evidenze, al solo fine di depauperare il patrimonio pubblico a vantaggio di privati.
Evito per pudore considerazioni economiche in relazione al contratto sottoscritto e dichiaro che i deputati del gruppo di Alleanza nazionale voteranno a favore della mozione.
EUGENIO DUCA. A nome dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo dichiaro il voto favorevole sulla mozione e apprezzo il lavoro unitario svolto dai gruppi. Ritengo altresì positivo che il gruppo di Rifondazione comunista esprimerà un voto favorevole sulla mozione che interviene su una vicenda molto brutta.
Come abbiamo già spiegato in occasione della discussione svoltasi lunedì scorso, nell'ottobre 2001 l'ENAV Spa (attraverso l'amministratore delegato e il presidente) ha costituito insieme alla Tecnosistemi Spa una società mista, l'Italflight System Spa, per effettuare il servizio di radiomisure svolto dall'ENAV Spa.
Ciò è avvenuto senza alcuna trasparenza, senza alcuna procedura ad evidenza pubblica. Non solo, le predette attività sono state attribuite con legge, sia in occasione della trasformazione dell'AAAVTAG in ENAV, sia in occasione della trasformazione dell'ente ENAV in ENAV Spa. Inoltre i dirigenti dell'ENAV, e la colpevole omissione dei Ministeri vigilante e proprietario, hanno violato l'accordo sottoscritto il 12 dicembre 2000 tra il Governo, l'allora commissario dell'ENAV e le organizzazioni sindacali dei lavoratori, in occasione della trasformazione dell'ente in società per azioni. Tale accordo al punto 1) (unitarietà delle attività) stabilisce quanto segue: «La futura società (ENAV Spa) svolgerà in proprio tutte le attività attualmente svolte, direttamente o indirettamente connesse alla fornitura dei servizi di assistenza al volo. Le attività di esclusiva competenza aziendale sono quelle definite dal decreto del Presidente della Repubblica n. 145 del 1981».
Inoltre c'è da considerare che l'attività di lavoro aereo e, in particolare, l'attività di radiomisure e radio, radar, aiuto alla navigazione aerea e tutto ciò che «è riconducibile ai controlli a terra e in volo, sulla rispondenza agli standard delle radioassistenze degli aiuti luminosi per l'atterraggio», oltre ad essere espressamente attribuite all'ENAV Spa per legge, rappresentano una parte importante del sistema di sicurezza del trasporto aereo che non può che essere affidata al controllo statale. Stranamente invece l'accordo tra ENAV e Tecnosistemi presenta anche altri elementi sconcertanti: viene stipulato «a tempo indeterminato con facoltà di risoluzione nei casi di inadempimento ai sensi dell'articolo 14 dei patti parasociali (sconosciuti) del 3 ottobre 2001»; l'ENAV Spa riconoscerà a Italflight un corrispettivo di circa 9,5 milioni di lire per ogni ora di volo mentre il costo attuale dell'ENAV Spa, secondo il bilancio consegnato alla Camera, è di 7,5 milioni di lire. Nel 2000 sono state effettuate 1200 ore di volo e si prevedono 1720 ore di volo per il 2002; l'ENAV Spa infine mette nella società tre aerei, i piloti, gli strumenti tecnici ed i mezzi mentre la Tecnosistemi solo due elicotteri.
Della vicenda si è venuti a conoscenza solo a seguito degli articoli di stampa che hanno riportato le registrazioni delle conversazioni telefoniche disposte dalla magistratura milanese a seguito della grave tragedia di Milano-Linate, la più grave tragedia dell'aviazione civile italiana, con 118 vittime ed un ferito gravissimo. Il contenuto di tali registrazioni suona come gravissima offesa al lutto e al dolore dei familiari e all'intero paese.
Benché il Governo sia stato in grado, tramite i Ministeri vigilante e proprietario, di intervenire per impedire la firma del contratto avvenuta il 24 gennaio 2002 e l'avvio della nuova società in data 2 marzo 2002, né il ministro dei trasporti, né il ministro dell'economia hanno compiuto atti per evitare il perfezionamento di un accordo contrario alla legge.
La mozione odierna impegna il Governo a rimediare, l'intera Camera dei deputati impegna il Governo a rimediare: meglio tardi che mai! Verificheremo nei prossimi mesi se ciò avverrà.
![]() |
![]() |