Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 128 del 10/4/2002
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(Repliche del relatore e del Governo - A.C. 2600)

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore, onorevole D'Alia.

GIAMPIERO D'ALIA, Relatore. Rinuncio alla replica, signor Presidente.

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il rappresentante del Governo.

ANTONIO D'ALÌ, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, anzitutto, desidero ringraziare tutte le forze politiche che, al Senato come alla Camera, hanno partecipato al dibattito su questo provvedimento, non tanto per la condivisione (che deriva, in definitiva, da una comune maturazione di convincimenti) quanto, piuttosto, per la collaborazione sia nell'elaborazione del testo finale sia nell'avere reso più rapidi i tempi di trasmissione all'Assemblea (ciò ha evitato che il Governo fosse costretto a ricorrere alla decretazione d'urgenza in materia elettorale, cosa che il Governo non avrebbe avuto intenzione di fare).
Colgo l'occasione per rispondere anche ad alcune sollecitazioni, avanzate nel corso della discussione in Commissione e rinnovate qui in Assemblea.
Il presente disegno di legge è volto ad agevolare l'accesso dei cittadini al voto, ma certamente non è l'ultimo dei provvedimenti che il Governo ha in animo di prendere in materia: soprattutto per quanto riguarda il voto elettronico e le


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varie fasi delle operazioni di voto suscettibili di automazione (da quella del riconoscimento a quella dello spoglio), il Governo è impegnato in una sperimentazione che, in occasione dell'ultimo referendum, si è già concretizzata in alcune dimostrazioni pratiche.
A tali esperimenti, nel corso delle prossime elezioni amministrative, seguiranno altri test, mirati ad introdurre il più possibile, nelle operazioni di voto, l'uso di strumenti elettronici; ovviamente, nel cittadino, non dovranno mai venire meno certezza e fiducia nel procedimento elettorale che, per quanto automatizzato, dovrà assolutamente continuare a rispondere a queste esigenze primarie: in nessuno dovrà mai nascere il sospetto che, attraverso la meccanizzazione del voto, diventi possibile anche arrivare ad una sua possibile alterazione.
Quello appena indicato è un problema di particolare delicatezza perché il voto, come tutti sappiamo, costituisce la massima espressione della libertà democratica, di ogni singolo cittadino e del popolo nella sua interezza; quindi, che vengano introdotte modifiche è giusto, purché ciò avvenga in maniera che non solo dia certezze dal punto di vista applicativo, ma sia anche condivisa dalle forze politiche e dai cittadini (specialmente sotto il profilo della fiducia che questi ultimi debbono nutrire nella validità del procedimento).
Comunque, la sperimentazione continua sicuramente; contiamo presto di arrivare a rendere più agevoli, attraverso sistemi di individuazione elettronica dell'elettore, soprattutto i momenti di accesso al seggio elettorale e di spoglio delle schede elettorali, continuando comunque la sperimentazione anche per quanto riguarda le operazioni di voto in senso stretto.
Speriamo che tutti possano contribuire ad evitare, come si ricordava nel corso della discussione, alcuni inconvenienti che si sono verificati nel passato.
Rassicuro l'onorevole Marone anche qui in Assemblea, come ho già fatto in Commissione, che l'articolo 5 parla di maggiori oneri a carico dell'intera finanza pubblica; quindi, tutti gli enti interessati e coinvolti nello svolgimento delle operazioni elettorali saranno a carico del fondo, che è presso il Ministero dell'economia e delle finanze (quindi, essi saranno a carica dello Stato centrale). Infatti, si vuole che il processo di miglioramento delle operazioni di voto, attivato dal Governo, non abbia ricadute economiche negative sugli enti locali, ma solamente ricadute positive sul processo democratico, che presiede la nostra vita istituzionale.

PRESIDENTE. Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.

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