Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 128 del 10/4/2002
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(Emergenza nel settore dell'energia elettrica - n. 3-00855)

PRESIDENTE. L'onorevole Parolo ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-00855 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 8).

UGO PAROLO. Signor Presidente, come sicuramente il ministro saprà, in Italia l'emergenza nel settore dell'energia elettrica ha assunto ormai un carattere strutturale e, negli ultimi mesi del 2001, la stessa ha rischiato di provocare un blackout nazionale. È nota peraltro l'importanza che il settore dell'energia elettrica riveste per lo sviluppo socio-economico del paese.
Il Governo ha provveduto adottando il decreto-legge 7 febbraio 2002 per fronteggiare l'emergenza citata. È di queste ore la notizia che alcuni paesi arabi - Iraq in testa, ma probabilmente anche altri paesi - intenderebbero sospendere temporaneamente la produzione di petrolio, per cui potrebbe profilarsi un nuovo periodo critico nel settore petrolifero.
Chiediamo al Governo come intenda intervenire per evitare in futuro possibili situazioni di mancanza di energia elettrica, indispensabile per lo sviluppo del nostro paese, e come intenda contemporaneamente tenere adeguatamente in considerazione le istanze degli enti locali, in merito alle preoccupazioni di nuove fonti di inquinamento connesse alla realizzazione di nuove centrali elettriche e alla necessità di limitarne al massimo l'impatto ambientale.


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PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, l'onorevole Parolo pone una questione della massima importanza ovvero la necessità di garantire la copertura del fabbisogno nazionale di energia elettrica nel rispetto dell'ambiente, tema che è stato al centro dell'attività del Governo e del Parlamento nelle ultime settimane.
Il settore dell'energia elettrica è stato oggetto negli ultimi anni di una notevole modificazione a seguito delle norme disciplinanti il mercato interno che, fra l'altro, hanno interrotto una completa liberalizzazione dell'attività di produzione. La richiesta di energia elettrica è caratterizzata da un sempre crescente andamento del fabbisogno, confermato anche dalle recenti rilevazioni statistiche. L'incremento della quantità di energia richiesta registrato per l'anno 2000 è stato del 4,5 per cento e quello per l'anno 2001 del 2,6 per cento.
A sua volta, la punta massima dei fabbisogni in potenza ha evidenziato incrementi di entità ancora maggiore, passando dai 49 mila MW registrati il 20 dicembre 2000 ai 52 mila, registrati lo scorso 11 dicembre.
A fronte delle predette richieste, il gestore della rete di trasmissione nazionale ha stimato una potenza disponibile alla punta, per l'anno 2000, di 53 mila MW rispetto a 75 mila che contabilmente sono installati.
La pur notevole differenza è dovuta a ragioni obiettive, quali in particolare l'imponderabilità della fonte energetica primaria, particolarmente incidente nel caso delle fonti idroelettriche ed eoliche, e le limitazioni intrinseche per la fonte termoelettrica.
Tale disponibilità ha subìto un modesto incremento nel 2001 per l'ingresso in rete di un nuovo impianto a ciclo combinato della potenza di 125 MW a Iesi, e il completamento della trasformazione in impianto a ciclo combinato di una sezione termoelettrica dell'esistente centrale La Casella di Piacenza.
Una significativa quota di progetti per la realizzazione di nuovi impianti è tuttora in attesa di completamento, per l'iter autorizzativo caratterizzato, fino ad oggi, da fasi procedimentali complesse e da una durata temporale non determinabile a priori, stante il progressivo stratificarsi di norme e disposizioni di difficoltosa armonizzazione.
La conversione in legge del decreto-legge 7 febbraio 2002, n. 7, permetterà di ricondurre in unico procedimento dai tempi certi e definiti la valutazione dell'iniziativa proposta, premettendo, comunque, di contemperare i molteplici interessi relativi alla realizzazione dell'impianto, ivi compreso la realizzazione delle opere connesse.
Le nuove disposizioni permettono, altresì, di fornire una risposta positiva per quanto concerne le istanze degli enti locali, connesse ad una fattiva partecipazione al processo decisionale. Infatti, poiché le disposizioni del decreto-legge si applicano solo gli impianti termici di potenza immessa con il combustibile superiore ai 300 MW, ogni decisione al riguardo è subordinata al pregiudiziale espletamento della procedura di valutazione di impatto ambientale.
È prevista, altresì, che l'autorizzazione sia rilasciata da questo Ministero, d'intesa con la regione interessata e che, nel corso del procedimento, siano obbligatoriamente raccolti pareri motivati del comune, della provincia nel cui territorio ha sede l'impianto.
Il ricorso alla soluzione tecnologicamente rappresentata dall'impianto a ciclo combinato alimentato a gas naturale, perseguito nella quasi totalità dei proponenti, assicura una decisa limitazione dell'impatto ambientale e, nel contempo, almeno nel breve periodo, permette di ridurre l'effetto negativo connesso alle ripercussioni che si possono registrare sul mercato dei prodotti petroliferi a seguito di decisioni come quella assunta di recente dall'Iraq.


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PRESIDENTE. L'onorevole Parolo ha facoltà di replicare.

UGO PAROLO. Signor Presidente, esprimiamo soddisfazione per la risposta del ministro, ed intendiamo ribadire con forza che il gruppo della Lega nord sostiene, in modo convinto, l'azione del Governo, volta a garantire un adeguato sviluppo e potenziamento dei settori energetici e strategici, quale appunto quello elettrico. Nello stesso tempo, ribadiamo l'assoluta necessità di coordinare tale azione con l'istanza e le aspettative delle popolazioni locali, con particolare riferimento alle problematiche ambientali.
Il nostro territorio, soprattutto nelle regioni del nord, in quelle padane, è già fortemente compromesso da un'urbanizzazione incontrollata, casuale, e, troppo spesso, è stato sacrificato sull'altare della mera speculazione fondiaria. Per questo motivo, il gruppo della Lega nord indirizzerà la propria azione politica affinché l'esecutivo conceda la priorità a quelle istanze volte alla realizzazione di nuove centrali elettriche suffragate da un preciso impegno per l'utilizzo di tecnologie a minore impatto ambientale ed alimentate da fonti energetiche alternative (per esempio, per quanto riguarda il minor impatto ambientale, meriterebbero precedenza quelle istanze che intendano utilizzare gli elettrodotti esistenti o addirittura che prevedano l'interramento degli elettrodotti esistenti).
Se vogliamo veramente cambiare pagina, dobbiamo saper coniugare lo sviluppo energetico del paese con la tutela dell'ambiente e con l'utilizzo di fonti energetiche ed innovative, quali, ad esempio, il combustibile derivato dai rifiuti, utilizzo che permetterebbe di attenuare, in modo significativo, le problematiche ambientali derivanti dallo smaltimento dei rifiuti stessi e delle quali abbiamo avuto modo di discutere durante l'odierno svolgimento del sindacato ispettivo e che peraltro eliminerebbe, almeno in parte, la dipendenza dello Stato italiano dalle scelte operate dai paesi produttori di energia fossile.

PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.
Ringrazio il Governo ed i colleghi intervenuti nel dibattito.

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